La pandemia Covid-19 vista da un fisico  

Roberto Biancastelli (ex dirigente di ricerca Istituto Superiore di Sanita') - Anguillara Sabazia (RM) - 11 maggio 2020

  "CRUSCOTTO" di Venerdi' 14/5/2021 con link utili per navigare in questo LAVORO  

LINK SUGGERITI: 3/1 Assembramenti - 4/1 Nuovi virus - 7/1 Decessi - 9/1 Mutazioni - 9/1 Zone rosse - 11/1 FINE allarme - 11/1 N.tamponi 14/1 Fondo - Nuovo virus: 23/12 o 24/12 o 29/12 o IDEA

STATO: Piemonte   Oggi   LIVELLO DEI CONTAGI IN DISCESA (al 8.2% e fondo=6.1%)     (variante inglese)   -   TROPPI DECESSI   -  
Italia : studio SOSPESO   -   Rischio VARIANTI

INDAGINI: PROBLEMI aperti - Come RIAPRIRE i RISTORANTI ? - Quanti sono gia' immuni? Il 30% - Il fondo in Italia e' alto 9.5% - La curva Sars-CoV-2 continuera' a salire ? NO - Sono tanti gli immunizzati dalla 2 ° ondata? SI (non vaccinarli se dosi carenti)

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RIASSUNTO:
In questo lavoro si studia l'andamento temporale dei contagi utilizzando i dati del Piemonte con il relativo grafico del Piemonte insieme ai dati di tutta Italia con il relativo grafico di tutta Italia . Da questi dati, forniti giornalmente dal Ministero della Salute, noi cerchiamo di ricavare il massimo di informazioni possibili sull'epidemia Covid-19.
Quello che distingue questo lavoro da altri e' l'analisi dell'andamento dettagliato dei dati dei contagi non aggregati: questi dati, costati un lavoro enorme per la loro raccolta, sono una miniera di informazioni preziose, se si sa come estrarle, e noi lo stiamo facendo per imparare quanto piu' possibile su questa pandemia.
Si riescono cosi' a comprendere tutte le particolarita' dei dati, deducendo informazioni importanti tra cui l'esistenza di due diverse modalita' di guarigione delle persone infettate, con tempi di guarigione di 6 giorni e di 30 giorni.
Un altro argomento interessante riguarda l'ipotesi del raggiungimento dell' immunita' di gregge in Italia: dai dati dei contagi pubblicati, e non da modelli teorici, si ricava il tempo medio di guarigione, con il quale si stima che il numero totale di persone contagiate e quindi delle persone immunizzate potrebbe gia' essere vicino al 70% della popolazione italiana (per questo e non per altro, i nuovi contagi starebbero diminuendo ovunque in Italia).
Le CONCLUSIONI preliminari a cui siamo giunti il 19/12 riguardano anche l'ipotesi dell'esistenza di un nuovo virus in Italia.
Obiettivo di questo lavoro e' anche quello di acquisire un po' di quella capacita' previsionale , di cui ci sarebbe tanto bisogno per gestire al meglio questa pandemia.
Il lavoro e' svolto in forma cronologica per cui le parti valide sono soprattutto quelle degli ultimi giorni, pertanto si suggerisce di partire dall'ultimo aggiornamento come inizio della lettura .

SUMMARY:
In this work we study the data of the infections in a particular region of Italy (Piedmont) with the relative graph together with the data of the infections of all of Italy with the relative graph , provided daily by the Ministry of Health, to obtain the maximum possible information on the Covid-19 epidemic.
It is possible to explain all the particularities of the data, on which no type of aggregation is applied, deducing particularly important information including the existence of two different ways of healing for the infected people, with healing times of 6 days and 30 days.
Another important result concerns the achievement of " herd immunity " in Italy: from the data of the infections published by the Ministry of Health (not from theoretical models) the average healing time is obtained, with which it is estimated that the total number of 70% of the Italian population are already infected and are thus immunized. Indeed during the second epidemic wave the number of infected people rised to the peak, then dropped because the number of infected people significantly reduced due to immunity acquired with the previous infection.
We first show a list of preliminary CONCLUSIONS we reached on december,19 also concerning the possible evidence of a new virus in Italy.
The descent of the contagion curve continues until it reaches the equilibrium background level of the asymptomatic epidemic (between 1% and 3%).
When the curve reaches that level, it should no longer be necessary to strictly close the economic activities as, if the curve has dropped to the bottom level of the asymptomatics, from which it started, it means that many of the people encountered by viruses are no longer infectable for some time, because they are immunized and the viruses have difficulty in finding infectable ones (the virus is always the same).
Of course, if we form many gatherings of people we help him to come into contact with more people and thus it may be able to find an infectable body but if the contagion curve has dropped so much to reach the bottom of the asymptomatic (which is the zero for the curve), the people still infectable must not be so many and therefore the curve will no longer be able to grow much (i.e. Rt<1 remains).
The Piedmont graphs demonstrate this conclusion, because the evaluation made of the number of extra infections produced by the gatherings of people om Christmas shopping in Piedmont, up to two weeks after the reopening from the "red to the orange zone", is compatible with ZERO.
The aim of this work is also to acquire some of that forecasting ability, which would be so much needed to better manage this pandemic.
We apologize for choosing the italian language because this paper is mainly addressed to the italian people working about this pandemic.
The work is carried out in chronological form so we suggest to start reading from the last input DATA .



PREMESSA:
Il lavoro e' svolto in forma cronologica e la FRECCIA lampeggiante, nell'indice che segue, indica il LINK all'aggiornamento piu' recente, dove iniziare la lettura.
Siccome la comprensione del fenomeno che si sta studiando progredisce nel corso dei giorni, le parti che precedono l'ultimo aggiornamento (ci sono sempre scritte le date per questo) potrebbero contenere idee non piu' valide, perche' superate dalle scoperte successive, e non sono state corrette per conservare la storia di come si e' svolto lo studio. Le parti piu' recenti vanno considerate in continuo corso di aggiornamento.
Quindi il testo non va letto come un libro ma come un diario del lavoro di studio, che si sta svolgendo e le parti valide sono soprattutto quelle degli ultimi giorni.
Lo studio e' fatto da un fisico, senza competenze specifiche in medicina e virologia, che ha sentito l'obbligo morale che impone a chiunque possa portare un contributo di farsi avanti. Quello che dovrebbe rendere lecito un tale intervento e' la capacita' che hanno i fisici di estrarre dai dati tutte le informazioni nascoste, che altri non riescono a vedere. Cosi' possono fare scoperte che poi, per essere vere, devono essere convalidate sperimentalmente (metodo scientifico, Galileo Galilei 1564-1642).
Quanto scritto riporta solo le idee personali dell'autore, senza nessuna pretesa di oggettivita', e sono dirette ad un pubblico maggiorenne, non impressionabile e non specialistico (anche se credo che gli specialisti non disdegnino di leggerlo per i vari argomenti di ricerca trattati sull'epidemia Covid-19) ed intende fornire ai lettori alcune informazioni utili per ridurre i rischi di contagio: siamo infatti convinti che molti contagi avvengono per impreparazione e potrebbero facilmente essere evitati se si fosse un po' piu' informati su come i contagi avvengono.
Il Covid-19 e' una brutta malattia e parlarne puo' creare angoscia e ferire le persone piu' sensibili, per cui ne sconsigliamo la lettura a queste persone.
In genere non e' piacevole leggere per imparare: in questa lettura pero' e' proprio il caso di fare un piccolo sforzo, perche' potrebbe essere in gioco la salute (se non addirittura la pelle!).
Il nostro consiglio al lettore e' di appuntarsi le cose che non sapeva o che ritiene particolarmente utili per farne poi un buon uso personale.
Le informazioni presentate sono state raccolte dall'autore da organi di stampa perche' ritenute utili allo scopo di aiutare a proteggersi dal virus.
Nella lettura tenete presenti le date indicate, perche' i vari brani sono stati pubblicati cronologicamente in giorni successivi, mentre l'epidemia si andava estendendo ed ogni brano riporta i commenti relativi a quel particolare momento dell'evoluzione dell'epidemia.
E' facolta' e responsabilita' del lettore avvalersi o diffondere le indicazioni qui' fornite.

INDICE CRONOLOGICO 2020: (Clicca per accedere, Indietro per tornare qui')
  1. CONCLUSIONI PRELIMINARI (19 dicembre 2020)
  2. Come si sviluppa un'epidemia
  3. L'epidemia Covid-19
  4. Come limitare i contagi
  5. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (dal 17/11/2021 in poi)
  6. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (ad oggi)   INIZIO

    IN EVIDENZA:
  7. SORPRESA: CI SONO DUE DIVERSE COMPONENTI NELLA DISCESA DEI CONTAGI (30 novembre 2020)
  8. RAGGIUNGIMENTO DELL'IMMUNITA' DI GREGGE (2 dicembre 2020)
  9. IPOTESI IMMUNITA' DI GREGGE: QUANTI SONO GIA' IMMUNIZZATI ? (3 dicembre 2020)
  10. EFFETTO DELLA RIAPERTURA DEL PIEMONTE IN ZONA ARANCIONE (4 dicembre 2020)
  11. EFFETTO DELLA RIAPERTURA DI ALTRE 9 REGIONI (5 dicembre 2020)
  12. IL MIRACOLO FORSE MANCATO DEI VACCINI (5 dicembre 2020)
  13. QUANDO   CI   SARA' LA TERZA ONDATA   ?   (14 dicembre 2020)
  14. CONCLUSIONE PRELIMINARE IMPORTANTE   (15 dicembre 2020)   IMPORTANTE
  15. LA SECONDA ONDATA DELL'EPIDEMIA IN PIEMONTE (22 dicembre 2020)
  16. DUBBI SULLA REALE SIGNIFICATIVITA' DEI DATI (22 dicembre 2020)
  17. LA VARIANTE ITALIANA DEL SARS-COV-2 (23 dicembre 2020)
  18. STUDIO INIZIALE DELLA VARIANTE ITALIANA DEL VIRUS (24 dicembre 2020)   NOVITA'
  19. STUDIO COMPLETO DELLA VARIANTE ITALIANA DEL VIRUS (29 dicembre 2020)   RECENTE
  20. UN'IDEA ORIGINALE SUL VIRUS (31 dicembre 2020)   ORIGINALE
CLIC PER ANDARE AL 2021: Da OGGI indietro nel 2021 (Piemonte)   INIZIO

  CONCLUSIONI PRELIMINARI:     (19 dicembre 2020)
Anticipiamo una sintesi dei risultati piu' importanti, per risparmiarvi di cercarli in un testo ormai diventato piuttosto lungo.
  1. L'ANNUNCIO DEL NUOVO VIRUS:   (28 dicembre 2020)
    Ho appreso ora dal sito di TGCOM24, che persone piu' qualificate di me, come il presidente della Societa' Italiana di Virologia Arnaldo Caruso, hanno annunciato la presenza in Italia di una "variante italiana" del virus molto simile alla famigerata variante inglese, che circola da agosto in Italia.
    Questo costituisce una verifica sperimentale, per me sufficiente, della nostra ipotesi, dedotta dalle peculiarita' riscontrate nelle curve dei contagi studiate in questo lavoro: l'esistenza di una variante italiana del virus da noi scoperta fin dal 30/11.
    Sostituiro' tutti i condizionali da me usati quando parlavo del nuovo virus con degli indicativi, che avevo timore di usare per non creare allarme nei miei lettori (parlavo solo di componente a guarigione rapida in 6 giorni del Sars-CoV-2 invece di una variante del virus, di cui ho cominciato a parlare piu' chiaramente solo dopo il 21/12).
    Sono pienamente convinto che quelle particolarita' da me riscontrate nei dati sono effettivamente la manifestazione della presenza di un nuovo virus, dalle caratteristiche che potrebbero essere anche peggiori del Sars-CoV-2. Lo sapremo dopo l'Epifania o forse anche prima, osservando se la zona rossa nazionale disposta dal 24 dicembre riuscira' a far sparire i picchi, rimasti dopo la fine del ciclo del Sars-CoV-2 nel grafico del Piemonte degli ultimi due mesi. Se questo accadesse, ci permetterebbe almeno di poterne controllare la diffusione.
    "Stay tuned", perche' potrete capire molte altre cose di questo nuovo virus, anche quelle spiacevoli perche' purtroppo ci sono, che comincero' a pubblicare da domani nello STUDIO COMPLETO DEL NUOVO VIRUS.
    Dobbiamo conoscerlo se vogliamo venirne fuori presto e bene !

  2. UNA CURIOSITA' SULLA VARIANTE INGLESE DEL VIRUS: (21 dicembre 2020)
    L'esistenza nelle infezioni da Sars-CoV-2 in Italia di una componente di guarigione rapida (in soli 6 giorni invece di 30) presenta delle proprieta' dell'infezione sorprendentemente simili a quelle della variante inglese del virus, comunicate dal premier britannico contemporaneamente con l'annuncio del lockdown di Natale in UK. Ci e' venuto spontaneo allora confrontare queste proprieta'.

  3. L'IDEA DELLA VARIANTE ITALIANA DEL VIRUS:   (23 dicembre 2020)   Vedi lo STUDIO IN CORSO
      NOVITA':   Studiando i picchi periodici, che compaiono tutti numerati in rosso nel grafico di tutta Italia (tutti i lunedi'), abbiamo raggiunto la convinzione che sono l'evidenza empirica della presenza di una NUOVA VARIANTE ITALIANA del Sars-CoV-2 (in quanto compare nei test di ricerca di questo virus), che per ora e' solo una previsione ancora da scoprire sperimentalmente, ma che costituisce la spiegazione perfetta per tante di particolarita' rilevate nelle curve dei contagi, che altrimenti non si riescono a comprendere (cliccando, potete vedere le motivazioni di questa affermazione).
    Questa ipotesi potrebbe essere preoccupante, perche' il breve tempo di guarigione osservato (6 giorni) quintuplica i contagi (facendo cosi' apparire questa variante del virus 5 volte piu' contagiosa), ma potrebbe quintuplicare anche le immunizzazioni e cosi' il suo effetto potrebbe anche essere positivo, in assenza di seri danni all'organismo delle persone infettate (da accertare). Purtroppo pero' finora sembra che la durata dell'immunizzazione non superi un mese.
    Se fosse una variante del Sars-CoV-2, gli anticorpi dell'uno potrebbero proteggere anche dall'altro virus (l'immunita' acquisita e' secondo noi la causa della decrescita della curva dei contagi del Sars-CoV-2 e quella che poi rende inutili le restrizioni (nella fase di decrescita della curva), come abbiamo verificato essere di fatto accaduto ora in Piemonte.
    In questo caso, al termine dell'ondata epidemica, cioe' ADESSO, dovremmo avere gran parte della popolazione immunizzata (per 8 mesi, secondo la Monash University di Melbourne per i guariti, forse meno per gli infettati asintomatici), e quindi senza bisogno di VACCINI e tanto meno di ZONE ROSSE per un tempo certamente non breve.
    L'entita' del problema che stiamo affrontando e che ci ha indotto ad ipotizzare l'esistenza di un NUOVO VIRUS e' evidente in questo grafico del Piemonte degli ultimi due mesi. Il problema attuale sono i picchi, rimasti dopo la fine del ciclo del Sars-CoV-2.
    Contiamo che, con le restrizioni della zona rossa, nei prossimi giorni i picchi si possano ridurre fino a sparire (altrimenti saremo nei guai).
    Noi continueremo a riportare tutto quanto impariamo su questo nuovo virus quotidianamente.
    Questa variante pero' potrebbe non essere una nuova minaccia ma addirittura un aiuto, anche per le vaccinazioni, se aiutasse a creare immunita'.
    Soprattutto se questa variante del virus producesse pochi danni all'organismo: trattandosi di coronavirus, potrebbe anche essere come il raffreddore (se siamo fortunati). Allora nessuno chiuderebbe le frontiere con l'Italia e, come paradosso, potrebbero addirittura venire apposta per prenderselo, come una forma di vaccinazione naturale gratuita!

  4. COSA VOGLIAMO CHE ACCADA:   (28 dicembre 2020)  
    Il problema che dev'essere risolto e' la presenza dei picchi che ci hanno indotto ad ipotizzare l'esistenza di un NUOVO VIRUS dal grafico del Piemonte.
    Questi picchi continuano a persistere in Piemonte, sempre con la stessa ampiezza dell'1.5% negli ultimi 30 giorni malgrado le restrizioni in atto (zona arancione e rossa).
    Ci aspettiamo che i picchi scompaiano con la zona rossa nazionale che dura fino all' Epifania. Stiamo a vedere.

  5. IL FONDO DEGLI ASINTOMATICI: L'epidemia e' iniziata ai primi di ottobre, partendo da un livello iniziale di contagi intorno a 3% della popolazione. Questo era un livello di fondo naturale dei contagi che abbiamo attribuito alla presenza di una moltitudine di persone infette ed asintomatiche, presenti ed anche misurate d'estate, con percentuali sulla popolazione dell'1% a luglio, 2% in agosto e del 3% a settembre. Essendo sempre presente questo fondo di contagi (12 mesi all'anno), le curve che grafichiamo non arriveranno mai a zero ma si appiattiranno su questo livello di fondo per ora impossibile da azzerare.
    Nel presente articolo questa presenza l'abbiamo attribuita all' epidemia degli asintomatici (sempre presente, anche se invisibile, costituita dall'equilibrio dinamico continuo tra persone che si infettano inconsapevolmente senza sintomi e asintomatici che smettono di esserlo perche' guariscono).

  6. LA SECONDA ONDATA: L'ondata epidemica mostrata nella curva dei contagi del Piemonte inizia a crescere, arriva ad un picco e poi scende, fino ad arrivare al livello del fondo degli asintomatici, da cui era partita, e si appiattisce a quel livello (dov'e' ora).
    E' chiaro perche' la curva e' salita: l'arrivo del freddo ha prolungato il tempo in cui i virus rimangono attivi nell'ambiente (cioe' in grado di contagiare) aumentando cosi' l'esposizione della popolazione al contagio.
    E' meno chiaro perche' poi la curva sia scesa a zero (che e' il livello del fondo degli asintomatici: 1.5% in Piemonte).
    Certo non sono state le varie restrizioni, che sono state adottate 15 giorni dopo che la discesa era gia' iniziata (nel grafico , in cui ogni colonnina e' un giorno, sono indicate le date d'inizio delle zone rossa ed arancione del Piemonte).
    Noi crediamo di aver capito la causa della discesa, che e' naturale.
    In entrambi i grafici esaminati in questo lavoro sono presenti dei picchi di contagi che appaioni periodicamente ogni 7 giorni, in cui la curva dei contagi prima sale in 2 giorni e poi ridiscende in 4 giorni, sicuramente per guarigioni delle persone infettate piuttosto rapide, in soli 6 giorni (quando le infezioni normali e quelle ospedalizzate richiedono circa 30 giorni per guarire).
    Questo tempo di guarigione di soli 6 giorni invece di 30 gioca un ruolo cruciale nello sviluppo dell'epidemia, perche' favorisce un avvicendamento 5 volte maggiore degli infettati, che poi rimangono immunizzati per un tempo abbastanza lungo.
    Quindi se l'epidemia dura un mese, con un valor medio dei contagi del 10%, non abbiamo il 10% di immunizzati ma un numero 5 volte maggiore, il 50%.
    Siccome l'epidemia e' iniziata ai primi di ottobre e sta ancora durando a Natale, si capisce bene perche' la curva dei contagi sia scesa: semplicemente la curva e' scesa perche' i virus hanno avuto sempre piu' difficolta' a trovare persone che NON siano state immunizzate da una precedente infezione.

  7. L'IMMUNITA' DI GREGGE: Questo risultato fa capire che con il Covid-19 l'immunita' di gregge si raggiugerebbe presto ma sarebbe solo temporanea, perche' le persone immunizzate (anche con un vaccino) perderebbero abbastanza presto la loro immunita' e se non faranno tutti il richiamo del vaccino in tempo utile, ci sarebbero sempre persone infettabili, con grande soddisfazione dei virus Sars-CoV-2.

  8. CONFRONTO CON LA "SPAGNOLA" DI UN SECOLO FA: Se le nostre deduzioni sono giuste, tra un mese in Piemonte non s'infettera' quasi piu' nessuno ma non per sempre, come accadde invece per l'influenza "Spagnola" un secolo fa (che per questo scomparve, per l'immunita' permanente).
    Purtroppo abbiamo informazioni che pazienti, gia' contagiati da Covid-19 e poi guariti, si sono reinfettati qualche mese dopo.
    Questo significa che per la forma e le loro proprieta', gli anticorpi del Sars-CoV-2 non attribuiscono un'immunita' permanente ma vengono smaltiti, sia pur lentamente, dall'organismo, cosicche' l'immunita' acquisita con l'infezione scompare dopo qualche mese.
    Questo renderebbe il Covid-19 un'infezione molto peggiore della Spagnola, perche' sarebbe in grado di provocare epidemie ricorrenti (ogni 8 mesi, secondo la durata dell'immunita' stimata dalla Monash University di Melbourne), in una popolazione che non riuscirebbe mai ad ottenere un'immunita' permanente, neanche con i vaccini, perche' sarebbe troppo difficile in un tempo inferiore a otto mesi riuscire a ripetere tutte le vaccinazioni su cosi' tante persone in tempo utile.
    Questo virus sembra avere tutte le caratteristiche di una "tempesta perfetta".

  9. LA TERZA ONDATA DI COVID-19: Per quanto detto finora, la terza ondata secondo noi non dovrebbe esserci nei prossimi sette mesi, poi dovrebbe salvarci l'estate e nell'inverno successivo la vaccinazione, se sara' fatta al momento giusto (troppo presto non va bene, soprattutto se si e' positivi al test sierologico).
    Ci rendiamo conto di essere in minoranza, se non soli, a sostenere che i contagi stanno scendendo perche' le persone infettate, che risultano ora immunizzate, sono gia' moltissime ed in numero crescente finche' l'epidemia e' in atto, grazie a quel tempo di guarigione di soli 6 giorni da noi "scoperto", che quintuplica i contagi. La durata dell'immunita' "naturale" e' di 8 mesi (secondo una ricerca della Monash University di Melbourne).
    Non dobbiamo trascurare pero' una reale preoccupazione legata all'efficacia dei vari gradi di immunita', acquisita dalle persone infettate e poi guarite, soprattutto nel periodo del freddo invernale , quando l'intensita' delle cariche virali presenti nell'ambiente aumenta. Nei prossimi mesi invernali ci sara' percio' un confronto tra queste cariche virali piu' contagiose e la protezione dell'immunita' naturale conseguente all'infezione (ma vale anche per l'immunita' da vaccinazione), che ci aspettiamo possa variare da persona a persona.
    E' una bella lotta, speriamo che non vinca il virus!

  10. INUTILITA' DELLE RESTRIZIONI. Possiamo spiegare anche quest'altro risultato sorprendente , trovato con misurazioni sui dati e non con congetture: il numero di contagi extra generati dagli assembramenti conseguenti alla riapertura del Piemonte in zona arancione NON hanno prodotto alcun contagio in piu' per ben 15 giorni dopo la riapertura. Secondo noi questo fatto e' dovuto all'immunizzazione che ha reso inutili le chiusure: quando di persone contagiabili ce ne sono poche, e' inutile chiudere le attivita' economiche per tenere le persone distanti, perche' il risultato e' trascurabile (ma i costi no).
    Il risultato sarebbe MOLTO diverso se la chiusura venisse fatta quando l'epidemia e' in fase crescente, perche' allora di persone infettabili ce ne sarebbero molte ed il distanziamento prodotto dalla chiusura impedirebbe alla curva dei contagi di salire e si salverebbero molte vite umane.
    Per questo motivo, se siamo nel giusto, in Piemonte sarebbe inutile procedere ad ulteriori restrizioni nel periodo natalizio, perche' la maggior parte della popolazione e' stata gia' temporaneamente vaccinata, con un vaccino efficientissimo: il Sars-CoV-2.
    Non sappiamo se questo risultato possa essere esteso anche ad altre regioni ma la nostra analisi, fatta su una regione pilota, il Piemonte (con dati non inquinati da altre regioni), potrebbe essere facilmente ed in breve tempo ripetuta per qualsiasi altra regione d'Italia, usando i dati gia' esistenti. Ovviamente i tecnici possono fornire pareri diversi ma in un paio di settimane si capira' chi ha ragione; intanto e' responsabilita' dei governanti ascoltare scienziati e tecnici per cercare poi di fare le scelte migliori.
    Avendo citato il Sars-CoV-2 come vaccino efficientissimo, non vogliamo rischiare di essere fraintesi percio' chiariamo bene una cosa: chi s'infetta subisce dei danni permanenti all'organismo, perche' i virus distruggono le cellule umane usate per replicarsi ed i tessuti umani interessati perdono per sempre le loro funzionalita' e rimangono solo tessuti cicatriziali inerti. Percio' e' assolutamente meglio non infettarsi.

  11. IL NOSTRO PARERE SULLE RESTRIZIONI DI "NATALE":   (23 dicembre 2020)
    Le seguenti ragioni ci inducono a non valutare positivamente le onerose restrizioni adottate dal Governo per il periodo tra Natale e la Befana:
    • I livelli dei contagi che abbiamo esaminato sono quelli nel grafico del Piemonte e nel grafico di tutta Italia , per le altre regioni non esprimiamo giudizi.
      In questi giorni di dicembre le curve dei contagi sono scese molto, essendo nella fase finale della seconda ondata, e mostrano di restare stabilmente vicine ai loro livelli minimi di fondo , che sono i livelli indicati con linee verdi nei grafici e che abbiamo attribuito ai contagi prodotti dall'epidemia invisibile degli asintomatici.
      Ci sono due cause che inducono a prendere decisioni sbagliate:
      1. Osservare il numero dei decessi e' sbagliato, perche' le restrizioni intervengono sul livello di contagi attuale e non su quello che ha provocato quei decessi (di un mese prima): il passato e' ormai passato e non si puo' fare nulla.
      2. Osservare l'indice di trasmissibilita Rt, che corrisponde alla pendenza della curva (il coefficiente angolare della retta tangente), e' sbagliato perche', quando la curva si appiattisce sulla retta (verde) del fondo degli asintomatici, le fluttuazioni naturali dei dati influenzano in modo eccessivo il calcolo di Rt (da un punto all'altro la pendenza sembra "ballare" molto) e se si media troppo si perde sensibilita'. Si deve anche e soprattutto valutare il livello assoluto dei contagi (cioe' l'ordinata).
      Sentiamo dire in TV, anche da persone importanti per il ruolo che rivestono, che e' meglio mantenere la "guardia alta", perche' i decessi sono troppi o perche' Rt sta risalendo. Dovrebbe essere chiaro ora perche' non sono criteri corretti per decidere sulle restrizioni.
      Malgrado i numerosi affollamenti della gente nei negozi per gli acquisti di Natale, prima della chiusura in zona rossa non sembrano essersi registrati aumenti di contagi degni di rilievo (basta guardare gli ultimi punti a destra nei due grafici,
      Con tutto quel caos di assembramenti NON c'e' stato alcun incremento dei contagi significativo.
      La curva del Piemonte e' gia' ai minimi ed i sacrifici che comportera' la zona rossa dovrebbero servire almeno ad abbassare ulteriormente questi livelli gia' minimi (quindi si potrebbe guadagnare poco, a fronte di grossi oneri sociali ed economici).
      Il livello apparente del fondo , che e' di 9.5% nel grafico di tutta Italia appare troppo alto per essere dovuto agli asintomatici ma risulta alto per un' anomalia nei dati forniti, che andra' corretta dal Ministero della Salute (non ci disturba pero' nel lavoro sui dati relativi, come facciamo noi).
    • La zona rossa e poi quella arancione del Piemonte sono servite a poco, perche' la diminuzione dei contagi che si vede nella curva del Piemonte era cominciata gia' 15 giorni PRIMA della chiusura "rossa" e non sembra aver subito poi alcun miglioramento dopo la chiusura.
      Che alla riapertura arancione non c'e' stato alcun peggioramento in termini di incremento dei contagi e' stato anche dimostrato numericamente e si puo' percio' concludere che le restrizioni in Piemonte non sono servite a diminuire i contagi in modo apprezzabile.
      Abbiamo anche spiegato le cause di questo insuccesso, che ora si sta per ripetere con le restrizioni di Natale in Piemonte e probabilmente anche in molte altre regioni d'Italia (per sapere quali basta osservare le relative curve dei contagi).
      Infatti dall'andamento della curva dei contagi in tutta Italia , che si e' appiattita anch'essa sul "livello di fondo", abbiamo l'impressione che lo stesso discorso possa essere vero anche per molte altre regioni d'Italia.
    Per essere chiari, esagerando ma solo un po', riteniamo che i contagi gia' stanno allo zero, che e' il fondo degli asintomatici, e percio' non ci dovrebbe essere alcuna possibilita' di abbassare ulteriormente il numero dei contagi gia' basso (in quasi tutte le regioni, basta controllare) e quindi restrizioni e zone rosse ora NON servono.
    Per la durata di un mese dopo la conclusione di un'"ondata" epidemica, come ora, si potrebbe anche riaprire TUTTO, ma senza "libera tutti" cioe' continuando a mantenere le giuste cautele, tra cui l'uso delle mascherine (perche' ci sono anche gli altri virus, come l'influenza), e monitorando scrupolosamente l'eventuale comparsa di nuove varianti del virus, che potrebbero avviare una loro diversa ondata epidemica.
    La curva dei contagi da una risposta abbastanza "pronta": in 2 o 3 giorni, se le cose vanno male in una regione, si dovrebbero veder salire i contagi, per cui i danni di possibili errori potrebbero essere limitati.

  12. RIDUZIONE DEL NUMERO DI TAMPONI ESEGUITI:   (28 dicembre 2020 e 11 gennaio 2021)  
    In TV abbiamo sentito oggi manifestare delusione per la diminuzione del numero di tamponi eseguiti, perche' all'estero ne fanno di piu'.
    Quando si tracciavano i contatti delle persone trovate positive al tampone, ho sempre scritto in questo lavoro che piu' test si facevano e meglio era.
    Poi non si e' piu' riusciti a seguire questi tracciamenti e suppongo che da allora i dati sono stati raccolti solo per essere analizzati dagli esperti.
    Se le cose stanno cosi', dovete sapere che nelle procedure sperimentali si incrementa il numero di dati raccolti ma solo fino a raggiungere un errore statistico accettabile, perche' andare oltre non sarebbe giustificato.
    Nella teoria degli errori in condisioni normali l'errore statistico su un dato numerico misurato e' la radice quadrata di quel numero: cioe' se i tamponi positivi sono 900 l'errore standard e' 30 (quindi il 3%); ma se si decuplica il lavoro per arrivare a 10000 l'errore diventa 100 (ovvero 1% che e' solo 3 volte minore, a fronte di un lavoro 10 volte maggiore).
    Questo significa che oltre un certo numero non conviene piu' spingersi, perche' il dato misurato ormai e' gia' ben definito (cioe' l'errore percentuale e' sufficientemente piccolo).
    Se oggi vediamo che il numero di tamponi e' in diminuzione, non e' un segnale di rilassatezza di chi fa le misure ma un segno che si stanno ottimizzando gli sforzi e le procedure (dato che non si fanno piu' i tracciamenti con gli umani e nemmeno in automatico con gli smartphone, perche' una vecchia legge sulla Privacy purtroppo non lo consente).
    Per fare un esempio, oggi in Piemonte su 30303 tamponi analizzati i positivi sono stati 313, con errore pari alla radice quadrata di 313 che e' 17.7, quindi (valor vero 313 piu' o meno 18, al 68% di probabilita') con un errore relativo del 5.7% che e' ACCETTABILE (i possibili errori sistematici, non considerati, ci sono ma in genere agiscono sempre nello stesso verso).
I dati raccolti devono pero' essere significativi in ogni regione, per cui non deve accadere che in un giorno (11/1) si abbiano i seguenti risultati:
REGIONE ATTUALI INCREMENTO ERRORE STAT. PERCENTUALE STATO
EMILIA R.614661942442%OK
LAZIO788811254353%OK
PUGLIA54933622254%OK
LIGURIA5082226157%OK
UMBRIA427249714%NO
MOLISE121025520%NO
Gli errori statistici in percentuale minore del 10% sono accettabili, quelli maggiori no se i tamponi possono essere aumentati di numero senza problemi.
Quindi nel caso considerato (11/1) Umbria e Molise avrebbero dovuto fare piu' tamponi.
Non cosi' Emilia e Lazio che ne avrebbero potuti fare anche di meno, senza perdere molto in precisione della misura.
Ripetiamo che questo e' vero solo se non viene fatto il tracciamento dei positivi per individuare gli altri contagiati, come sembra stia accadendo ora, altrimenti piu' tamponi si fanno e meglio e'.


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SEGUONO VARI COMMENTI INSERITI CRONOLOGICAMENTE (quelli piu' vecchi possono anche essere non piu' validi).

CHIARIMENTO SUL SIGNIFICATO DEI DATI: (31 ottobre 2020)
Questo lavoro e' basato sui dati forniti dal Ministero della Salute, e denominati come il numero dei nuovi contagi e come tali sono considerati da tutti.
Noi pero' crediamo che questi numeri, se si riferiscono a test fatti su un numero grande di tamponi di persone prese a caso e sparse sul territorio nazionale, non siano dei nuovi contagi ma siano invece una determinazione a campione della quantita' di persone infette esistenti in Italia, per il 96% circa asintomatiche.
Questi dati potrebbero essere considerati in buona approssimazione come dei nuovi contagi, se tutti gli asintomatici infettati guarissero in pochi giorni ma a noi non risulta che sia cosi': abbiamo notizia che il calciatore Ronaldo e' guarito dopo 20 giorni dal contagio. Crediamo anche che ci sia un grande numero di asintomatici cronici che non guariscono in tempi brevi (puo' accadere quando i virus riescano ad insediarsi in aree del corpo poco vascolarizzate, come le terminazioni nervose, per esempio) per restarci a lungo. Crediamo anche che siano tanti (milioni) e che siano proprio questi infettati cronici, che permettono al virus di superare il periodo estivo, ospitato in queste persone asintomatiche, per poi comparire nuovamente in forma patogena in autunno.
In conseguenza di cio' preferiamo considerare i dati forniti dal Ministero della Salute non come nuovi contagi ma come una determinazione a campione del numero totale di infetti esistenti in Italia, per cui se su 100.000 test trovo 10.000 positivi (il 10%) posso ritenere che in quel momento in Italia, sui suoi 60 milioni di abitanti, ci siano 6 milioni di persone infette.
Preferiremo percio' parlare non di "nuovi contagi" (anche se talora non disdegneremo di usare questa dizione fornita dalla fonte dei dati, se non comporta errori), ma di "persone contagiate" o "infette" (che non e' detto che siano "nuovi contagi").
In seguito vedremo che dovremo tenere conto di questa differenza perche' comporta anche delle diversita' nell'analisi dei dati.

INFORMAZIONE: Nell'altro lavoro presente su questo sito abbiamo usato i dati dei decessi perche' piu' affidabili, anche se ritardati di circa un mese rispetto al momento del contagio, e quindi piu' adatti all'oggetto di quella ricerca.
Il lavoro attuale invece punta a valutare l'efficacia dei provvedimenti di contenimento dei contagi e quindi e' molto importante la prontezza della risposta dei dati rispetto al momento in cui il provvedimento e' entrato in vigore.
Questa e' la ragione per cui il presente lavoro utilizza i dati piu' aleatori dei contagi giornalieri, invece di quelli dei ricoveri o dei decessi: e' per avere una risposta poco ritardata (solo 2 o 3 giorni) rispetto al momento del rilevamento contagio.


COME SI SVILUPPA UN'EPIDEMIA (piu' la conosci e meglio la eviti)
Un virus non e' un organismo vivente come e' una cellula. Una cellula, il materiale organico elementare della vita, puo' riprodursi autonomamente creando un'altra cellula identica a se stessa mediante un complesso meccanismo biochimico che e' in grado di seguire la "programmazione" indicata nella sequenza di materiale organico (geni) presenti in una particolare macromolecola presente nella cellula, chiamata RNA messaggero, perche' e' creata come una copia del DNA e trasporta cosi' tutte le informazioni genetiche presenti nel DNA.
Se il virus riesce ad introdurre la propria molecola RNA in una cellula vivente questo meccanismo biochimico della cellula infettata entra ugualmente in funzione ma seguendo la "programmazione" contenuta nell'RNA virale invece di quello della cellula, che e' cosi' obbligata a creare non una cellula ma una copia del virus.
E' questo il meccanismo usato dai virus Covid-19 per moltiplicarsi: per "sopravvivere" ha bisogno di essere ospitato da un essere umano, che lui sfrutta per moltiplicarsi; ma ha poco tempo (poche ore o giorni) per riuscire ad entrare nel corpo umano (da naso, bocca o occhi) perche' quando e' nell'ambiente esterno i vari agenti fisici e chimici (temperatura, sostanze chimiche, ecc.) gli procurano molti danni che ne compromettono la capacita' di infettare: e' come se gli si spuntassero gli aculei con cui riesce ad iniettare l'RNA nelle cellule.
Il virus continua cosi' ad esistere perche' gli umani infettati sono delle fabbriche ambulanti dei virus e li spargono nell'ambiente, dove ogni virus rilasciato cerca un altro umano da infettare prima che si esaurisca quel poco tempo in cui rimane attivo nell'ambiente.
Gli umani infettati piu' efficaci per la diffusione dei virus sono gli asintomatici perche' circolano normalmente, senza particolari precauzioni, essendo inconsapevoli di essere dei propagatori dell'infezione. Tra questi "asintomatici" ci potrebbero essere molti giovani, in quanto i giovani, una volta infettati, sembra manifestino sintomi piu' lievi e quindi non pensano di essere malati di Covid-19 ma di avere un normale malanno passeggero e possono anche uscire di casa. Accade cosi' che altre persone si trovano ad essere esposte all'infezione soprattutto se si trovano a frequentare con leggerezza amici in gruppo o in "movide", inconsapevoli di correre rischi cosi' gravi. Per quantificare questo rischio citiamo il caso di un giovane coreano del sud di 29 anni che un una sola serata, girando per i bar, ha infettato ben 50 ignari frequentatori di quei bar.

L'EPIDEMIA:
Se una persona contagiata ne infetta altre e queste poi a loro volta ne infettano altre ancora, con il passare del tempo il numero dei contagiati cresce con una progressione che puo' risultare esponenziale, se mediamente ogni persona infetta ne contagia piu' di un'altra: e' allora che esplode l'epidemia.
Il livello di trasmissibilita' si misura con un numero (R0=numero di persone mediamente contagiate da una persona infetta), che dev'essere maggiore di 1 perche' l'epidemia si possa sviluppare. Allora ogni virus che riesce a raggiungere ed infettare una persona produce una distinta catena di contagi che contribuisce a portare il suo contributo esponenziale al totale delle persone infettate. La curva reale del totale delle persone contagiate risulta dalla somma di tutti questi contributi esponenziali ed ha anch'essa un andamento crescente in modo esponenziale.
Se non ci sono limiti alla diffusione del contagio, la curva del totale degli infettati cresce sempre piu' finche' tutta la popolazione risulta infettata (milioni di persone).
Il fattore Rt, che misura l'intensita' del contagio, dipende dalle condizioni ambientali. Se queste favoriscono il propagarsi dell'epidemia (affollamento, temperatura bassa gradita al virus, ecc.) Rt puo' raggiungere valori superiori a 1 ed allora il numero degli infettati diverge, cioe' "esplode" l'epidemia.
Altrimenti, se le condizioni ambientali NON favoriscono il propagarsi dell'epidemia (per esempio con il "lockdown" della popolazione), questo non accade e Rt rimane inferiore a 1; cosi' il virus, pur presente nell'ambiente, non si diffonde a sufficienza per alimentare lo sviluppo dell'epidemia con nuovi contagi.
E' un fenomeno che noi conosciamo bene con la malattia influenzale che chiamiamo stagionale perche' d'inverno trova le condizioni ambientali che ne favoriscono la diffusione, raggiungendo cosi' un potere di contagiosita' con Rt superiore a 1: si sviluppa l'epidemia influenzale.
D'estate invece la maggiore temperatura ambientale (che produce danni ai virus mediante le vibrazioni e rotazioni termiche delle molecole) riduce il tempo di permanenza del virus attivo nell'ambiente e quindi il tempo di esposizione della popolazione ai virus: come risultato il fattore Rt scende sotto al valore di 1 (senza bisogno di "lockdown" della popolazione) e l'epidemia influenzale scompare non essendo piu' sufficientemente alimentata dai nuovi contagi (che sono diminuiti).
Pero' questi virus influenzali permangono nell'ambiente anche d'estate, potendosi riprodurre su un minor numero di persone che riescono ad infettare (anche d'estate).
Se i virus nell'ambiente non riuscissero piu' ad infettare nessuno, per esempio perche' tutta la popolazione si e' vaccinata, allora si estinguerebbero (come e' successo per molte malattie ormai scomparse, come il vaiolo). Ci auguriamo che anche il Covid-19 possa fare al piu' presto questa fine!
La pericolosita' del Covid-19 e' molto maggiore di una normale influenza: credo percio' che sia meglio considerata non come un'influenza ma come una polmonite virale, essendo questa la patologia piu' pericolosa e potenzialmente letale che puo' provocare se i virus raggiungono i polmoni. Puo' anche lasciare insufficienza respiratoria perche' le cellule dei polmoni distrutte dal virus non si rigenerano: altro che vantaggio dell'immunita' "di gregge" in tal caso!
A secondo della diversa efficacia del sistema immunitario, alcune persone infettate (quindi contagiose) possono manifestare sintomi cosi' lievi da essere addirittura non percepiti neanche dal soggetto stesso (sono i cosiddetti pazienti "asintomatici"). Sembra che possano essere molto numerosi (i russi hanno trovato un asintomatico per ogni malato con sintomi).
Essendo l'esame diagnostico (il cosiddetto "tampone") piuttosto complesso, perche' riguarda la ricerca in laboratorio della molecola dell' RNA del virus, non e' possibile estenderlo a tutta la popolazione, e quindi e' impossibile arrivare ad identificare tutti i pazienti asintomatici, che rimangono cosi' una mina vagante perche' contagiosi con livello di pericolosita' di contagio non conosciuto.
Il livello costante residuale dei contagi per Covid-19 potra' quantificare a tempi lunghi l'entita' di questa minaccia che terminera' definitivamente, come e' successo per altre epidemie, dopo aver vaccinato tutta la popolazione ma occorreranno crediamo almeno un paio d'anni perche' tutti possano essere vaccinati.



COME LIMITARE I CONTAGI:
Gli accorgimenti qui' raccomandati richiedono buon senso, attenzione costante ed autodisciplina. Il risultato che cosi' si ottiene e' l'addestramento delle persone a vivere e lavorare con un buon livello di sicurezza in un ambiente contaminato dal virus Covid-19.
Per prima cosa si deve capire come puo' accadere che il virus ci infetti.
Alla luce di quanto finora appreso, con buon livello di confidenza, accade questo:

Il virus una volta emesso dal fiato di una persona infetta, resta attivo nell'ambiente solo per un tempo limitato (da qualche ora a pochi giorni). Non e' un organismo vivente che puo' moltiplicarsi se trova le giuste condizioni (come sono germi e batteri) ma e' come un complesso materiale biochimico che ha bisogno di entrare in contatto con le giuste cellule del corpo umano per poterci iniettare il suo RNA (messaggero) e sfruttare cosi' la funzionalita' riproduttiva della nostra cellula per duplicarsi. La cellula umana infettata costruisce cosi' un nuovo virus Covid-19 invece di una cellula umana.
Se tutti noi fossimo capaci di non inalare mai questi virus, lasciandoli sempre nell'ambiente dove sono, in pochi giorni la pandemia si estinguerebbe (ed i virus pure)!
Purtroppo molte persone (tra 20000 e 30000 al giorno oggi in Italia) non riescono ad essere cosi' accorte ma purtroppo si fanno "infettare" inalando il virus e si ammalano con una degenza che e' abbastanza lunga: 3 o 4 settimane a casa o in ospedale (se non peggio).
Vediamo in particolare come puo' avvenire il contagio e perche', se lo si capisce bene, la probabilita' di rimanere contagiati si abbassa molto.
Il virus viene emesso con il fiato di una persona infetta, che puo' anche non avere sintomi e quindi non sapere neanche di essere un propagatore dell'infezione.
Il fiato infetto e' la via di attacco preferita dal virus perche' una volta inalato da una persona sana si puo' insediare nelle cellule del corpo umano che predilige: quelle dell'apparato respiratorio e li' comincia a moltiplicarsi infettando irrimediabilmente l'ospite.
Fortunatamente la pelle umana, se non lesionata, e' una buona corazza che impedisce a questo virus di penetrare all'interno del nostro corpo: gli unici punti di accesso sembrano essere naso, bocca e occhi. Quindi oltre al rischio di infettarsi per inalazione c'e' anche il rischio nel toccarsi il volto con le mani sporche. Questo rischio non e' piccolo perche' i virus emessi con le goccioline di saliva da persone SENZA mascherina (che le puo' trattenere) si depositano sulle varie superfici con cui le vostre mani potrebbero entrare in contatto, anche a distanza di tempo (durante tutto il periodo in cui il virus resta attivo, cioe' da qualche ora a qualche giorno).
E' bene per questo motivo, quando si toccano cose fuori casa, proteggere la mano con fazzoletto o guanti di tipo "usa e getta". Siccome puo' capitare di toccare con le mani qualcosa di infetto (banconote, le mani di un'altra persona, qualcosa toccato dalla cassiera del supermercato, pulsanti di un ascensore o di un POS, maniglie di ogni tipo, ecc.) dovete spesso lavarvi molto bene le mani (anche quando avete i guanti) e cercare di non toccarvi mai gli occhi o il naso quando le mani non sono ben pulite.
Convivere con il virus e' una seccatura ma, se avete capito cosa si puo' fare e cosa non si deve fare, non e' poi cosi' tragico.
Potete vivere tranquilli sapendo che se entrate in contatto con pochi virus molto probabilmente non succede niente perche' il vostro sistema immunitario se ne accorgera' e li fara' fuori.
Attenzione pero': un grosso rischio di rimanere infettati si verificherebbe entrando in contatto con un'elevata carica virale, perche' allora i virus sono troppi ed avranno la meglio loro.
Una carica virale elevata e' nelle microgoccioline di saliva ("droplets" in inglese, del diametro >=5 micrometri che arrivano in aria fino ad un metro) contenute nel fiato di una persona infetta: sembra che con uno sternuto possano essere emessi anche centinaia di milioni di virus!
L'importanza della carica virale e' suffragata anche dall'osservazione che le persone infettate e poi guarite non sembrano essere molto contagiose se diventano nuovamente positive: crediamo che questo accada perche' queste persone, avendo molti anticorpi, emettono un fiato che contiene molti meno virus e le loro microgoccioline di saliva, che sono i vettori dei virus all'esterno, hanno una carica virale modesta.
Quando la carica virale e' modesta i virus si fermano nella gola e non arrivano ai polmoni, cosi' i sintomi sono piu' lievi. Quando questi casi diventano molto numerosi si puo' avere l'impressione che il virus sia diventato meno aggressivo ma secondo noi cosi' non e': questo accade quando con il passare del tempo il numero di persone sieropositive che immettono nell'ambiente microgoccioline di saliva con piccola carica virale e' cresciuto. Sono persone contagiose ma meno di una persona malata, cioe' infetta con sintomi ben evidenti.
Per questo e' importante che tutti usino le mascherine, che possono trattenere queste microscopiche goccioline di saliva.
Le microgoccioline di saliva delle persone infette, che possono essere anche persone senza alcun sintomo (come ciascuno di noi che possiamo essere entrati in contatto con il virus inconsapevolmente); sono pericolose quindi non devono essere inalate e non si deve toccare nulla in cui queste goccioline possono essersi depositate (per esempio mascherine, tavoli, mani, maniglie, vestiti, ecc.).

IMPORTANTE: Il problema dei giovani (e non solo loro)
Un problema abbastanza serio che si sta verificando attualmente in Italia, al termine del lockdown, e' costituito dalle riunioni serali e notturne dei giovani (cosiddette movida) in cui molti di loro amano intrattenersi molto numerosi e vicini tra loro nello stesso luogo.
Da quanto detto finora e' chiaro che questi eventi costituiscono un luogo ideale per la diffusione del contagio e per la nascita di nuovi focolai di contagio difficili da localizzare e delimitare soprattutto nelle grandi citta'.
Questo accade perche' quei giovani non sono consapevoli dei rischi di contagio e del pericolo che fanno correre a tutta la comunita', che potrebbe vedere vanificati tutti i sacrifici fatti nel lockdown per contenere la pandemia.
Chiariamo cosa dovrebbe essere spiegato a questi giovani, perche' evidentemente loro non lo sanno.
Quando dopo un mese o piu' di lockdown il numero di nuovi contagi e' sceso a tal punto che le Autorita' decidono di interrompere il lockdown, non significa affatto che la pandemia e' superata ma solo che le si e' impedito di esplodere esponenzialmente, limitando il numero dei contagi: cio' perche' la gente non circolava ed i virus avevano piu' difficolta' a trovare un umano da infettare per moltiplicarsi.
Ora con la movida non gli pare vero: di nuovo avranno molta facilita' a incontrare delle vittime a loro vicine per tentare di infettarle.
Ma i giovani non se ne curano perche' sono sicuri che A LORO NON SUCCEDE perche' tutti i loro amici scoppiano di salute e quindi i rischi sono solo teorici, non reali. Inoltre hanno la mascherina che li protegge.
Spieghiamo perche' purtroppo NON e' cosi': la mascherina chirurgica non blocca particelle cosi' piccole come i virus che quindi possono essere inalati anche se si ha la mascherina; e' di aiuto solo se ce l'ha la persona infetta.

SITUAZIONE ATTUALE ED IL FUTURO CHE CI ATTENDE (Agosto 2020)
Nella fase finale del lockdown sia i contagi che i decessi sono meno numerosi e tutti hanno la sensazione che il virus si stia attenuando, stia diventando meno aggressivo. Noi crediamo pero' che non sia cosi': il virus e' sempre lo stesso perche' secondo noi lui non cambia in un mese. Crediamo invece che il numero delle persone con anticorpi (sieropositive) aumenti col tempo e, se infettate, queste persone non sviluppano i sintomi della malattia (asintomatici), perche' hanno gli anticorpi che limitano la proliferazione dei virus nel loro corpo.
Ma anche loro rilasciano con il fiato un numero di virus, magari modesto (cioe' con una carica virale ridotta: non centinaia di milioni di virus ma "solo" pochi milioni), che in molti casi e' pero' capace di infettare un'altra persona a loro vicina. Questa nella maggior parte dei casi risultera' anch'essa asintomatica, essendo stata modesta la carica virale infettante.
Si realizza cosi' una vera e propria EPIDEMIA NASCOSTA delle persone asintomatiche che, ospitando permanentemente nel loro corpo i virus, sono come fabbriche ambulanti, inconsapevoli ed ignote a tutti che permettono al virus di rimanere in forma endemica nascosto indefinitamente tra la popolazione per poter poi riemergere periodicamente come epidemia di Covid-19 al verificarsi di almeno una delle seguenti condizioni:
  1. Aumento dell'esposizione della popolazione al virus, per allentamento delle misure di contenimento del contagio (assembramenti, movida, ecc.) o per aumento del tempo in cui il virus rimane attivo nell'ambiente, per condizioni ambientali e di temperatura (bassa) piu' favorevoli alla diffusione del virus.
  2. Abbassamento delle difese immunitarie tra la popolazione (con il freddo o tra gli anziani).

Spieghiamo perche' il virus diventa piu' aggressivo quando fa freddo (d'inverno ma anche nelle celle frigorifere e con l'aria condizionata).
Il virus rimane attivo, cioe' in grado di replicarsi mediante la sintesi pilotata dal suo RNA iniettato nelle cellule umane infettate, per un tempo breve perche' l'agitazione termica delle molecole dell'aria in cui e' immerso gli produce dei danni al meccanismo che usa per iniettare l'RNA nelle cellule umane ed in un tempo che e' tanto piu' breve quanto piu' alta e' la temperatura nell'ambiente che lo circonda perde la capacita' di infettare.
D'estate, quando fa caldo, l'esposizione delle persone ai virus presenti nell'ambiente, perche' emessi dagli asintomatici, si riduce perche' la permanenza dei virus attivi nell'ambiente e' piu' breve.
D'inverno invece i virus permangono piu' a lungo nell'ambiente crescendo di numero per accumulo cosicche' aumenta sia l'esposizione delle persone ai virus attivi che la carica virale a cui si e' esposti. Per questo il rischio di contagio e' maggiore e la vittima invece di diventare asintomatica puo' manifestare la sindrome Covid-19 e contribuire al rischio di epidemia, se il fattore di contagiosita' sale oltre soglia.
Questo e' proprio quello che dobbiamo evitare, per cui da ora in poi non si devono diminuire le misure di prevenzione e si deve avere l'accortezza di indossare una maglia di lana in piu' durante la stagione fredda, per evitare il rischio di indebolimento delle proprie difese immunitarie.
La probabilita' di trovare una persona asintomatica ed infetta tra i vostri amici, apparentemente sanissimi ed anche loro sicuri di esserlo, potrebbe essere non cosi' piccola come voi pensate. Nei luoghi dove si e' lasciato circolare il virus (come in Lombardia) gli infettati asintomatici sono addirittura la meta' della popolazione, come e' emerso dalle indagini fatte con i test sierologici.
Purtroppo sembra che non si sia presa ancora coscienza del problema, per cui si lascia diffondere senza ostacoli l'epidemia degli asintomatici che cosi' diventano sempre piu' numerosi.
Sappiate che prendersi questo virus, anche senza sintomi, e' comunque pericoloso perche' ha mostrato di poter attaccare molti organi umani e puo' cosi' comportare danni in grado di manifestarsi anche tardivamente nella persona infettata. Cio' perche' il virus distrugge le cellule umane quando le usa per riprodursi e nel corpo umano solo le cellule del fegato possono rigenerarsi, tutte le altre no: i danni prodotti dal virus sono percio' permanenti. L'associazione dei pneumologi italiani ha dichiarato che il 30% dei pazienti guariti dal Covid-19 riporta danni respiratori cronici cioe' cicatrici permanenti nei polmoni che restano per tutta la vita (fibrosi). A Milano un diciottenne ha dovuto subire addirittura un trapianto di polmoni, distrutti dal virus.
Allora divertirsi, anche con la movida, va benissimo ma se la gente intorno a voi diventa troppa vi consigliamo di cambiare locale o luogo. Meglio non lasciarsi guidare dal "cosi' fan tutti" ma inserire il cervello!

AGGIORNAMENTO al 30 Agosto 2020:
Assistiamo in questi giorni di fine agosto 2020 ad uno spettacolo sconfortante: giornalisti e, cosa piu' grave, amministratori che si preoccupano della "seconda ondata" dell'epidemia da Sars-CoV-2 mentre nessuno ha ancora capito che, con l'incremento della capacita' diagnostica, stanno osservando semplicemente quella che noi abbiamo chiamato "epidemia degli asintomatici".
Cio' e' reso possibile dal fatto che le temperature ancora alte di fine agosto non permettono nella maggior parte dei casi lo sviluppo della sindrome Covid-19 (la malattia) nelle persone infettate, perche' le cariche virali in gioco sono piu' modeste ed i sistemi immunitari sono piu' efficienti che non in inverno.
Avendo lasciato progredire questa epidemia "secondaria", soprattutto con il rilascio delle precauzioni nel periodo vacanziero, e' normale che le persone positive al test siano molto numerose, come nell'epidemia primaria della scorsa primavera, quando la temperatura piu' bassa permetteva piu' spesso lo sviluppo della sindrome Covid-19 e le terapie intensive erano al collasso.
Ora invece la grande maggioranza delle persone positive al test sono asintomatiche, quindi non deve scattare lo stesso allarme di allora (arrivando addirittura ad ipotizzare un secondo lockdown generalizzato, come ha lasciato intendere per esempio il presidente francese).
Poiche' pensiamo che non si sia ben compresa la differenza tra l'epidemia primaria da Sars-CoV-2 e l'epidemia secondaria (quella degli asintomatici) temiamo che gli amministratori rischino di commettere errori catastrofici per l'economia ed anche per la salute.
Assistiamo per esempio a propositi di fare "uno sforzo immane" per estendere in Italia i test con tamponi agli 8 milioni di studenti, non avendo capito che uno studente puo' essere negativo al test ma poi infettarsi gia' il giorno seguente (fuori della scuola). Il test ha senso per chi si imbarca su un aereo ma non per uno studente che entra a scuola (dato che non si puo' ripetere il test sugli 8 milioni di studenti tutti i giorni!).
Per combattere nel modo migliore questa pandemia e' indispensabile capire il fenomeno e come si sviluppa.
Purtroppo noi crediamo che l'arma risolutiva per eliminare il virus Sars-CoV-2 non sara' il vaccino, scarsamente efficace sulla grande moltitudine di persone infette ma asintomatiche, perche' non riuscira' a stimolare il loro sistema immunitario alla produzione di anticorpi, come accade in una persona sana, e probabilmente queste persone continueranno ad ospitare e diffondere i virus presenti nel loro corpo, se non saranno curate in altro modo.
Occorrera' usare i test per individuare tutte le persone asintomatiche, che inconsapevolmente coltivano colonie di virus nel loro corpo, anche per tempi molto lunghi, e guarirle con anticorpi monoclonali prodotti industrialmente o con un farmaco antivirale specifico che non sono pero' ancora disponibili.
Fino ad allora dovremo convivere con il virus Sars-CoV-2, che rimarra' tra noi nascosto in una moltitudine di persone infette ma asintomatiche, perche' il loro sistema immunitario funziona bene e tiene a bada il virus non consentendogli di sviluppare i sintomi e la sindrome Covid-19.
In altre parole le persone, soprattutto i giovani, se vengono in contatto con il virus, soprattutto in estate quando le cariche virali sono piu' piccole Se in agosto con 100.000 test al giorno riveliamo che il numero di persone infette e' diventato elevato non dobbiamo stupirci piu' di tanto perche' stiamo rivelando la popolazione di asintomatici (si potrebbe fare piu' velocemente ed economicamente a livello epidemiologico con i test sierologici).
Le persone infette ma asintomatiche creano pochi problemi perche' la loro salute e' buona. Che siano tante e' cosa nota: una recente indagine sierologica condotta nelle zone calde della Lombardia ha rivelato che addirittura il 50% delle persone sottoposte al test sarebbe risultata positiva, cioe' entrata in contatto con il virus Sars-CoV-2 (valori molto alti si verificano dove si e' lasciata "correre" molto l'epidemia primaria, com'e' accaduto il Lombardia e molto di piu' oggi negli USA ed in Brasile).
I recenti test eseguiti in tutta Italia con tampone trovano poco piu' dell'1% di persone infette con il virus nel corpo, in massima parte asintomatici.
Gli asintomatici sono persone infette ma che in genere, avendo gli anticorpi attivi, rilasciano cariche virali cosi' modeste da non creare problemi gravi a persone con un sistema immunitario efficiente: tutt'al piu' possono creare un altro asintomatico (per questo abbiamo chiamato il fenomeno "epidemia degli asintomatici": ognuno per contagio puo' crearne altri).
Certamente per debellare il virus dovremo ridurre il numero degli asintomatici con i giusti farmaci che verranno. Ma il fatto che si rilevi ora che gli asintomatici sono numerosi o in crescita non deve essere essere confuso con la vera emergenza dell'epidemia primaria, quella della primavera 2020, che era un'epidemia di persone malate della sindrome Covid-19 e non soltanto infettate dal virus Sars-CoV-2, com'e' oggi (che e' ancora estate; d'inverno potrebbe essere diverso anche se noi speriamo proprio di no).
Quindi ci sembrano semplicemente manifestazioni di scarsa comprensione del fenomeno tutte le preoccupazioni che portano alcune persone, anche molto importanti per le decisioni da prendere, a paventare addirittura dei nuovi lockdown generalizzati per combattere la crescita del numero degli infettati, che per ora sono in massima parte solo degli asintomatici.
Oserei dire che i test con tampone sono sprecati se servono a rivelare gli asintomatici, perche' non possiamo curarli senza i giusti mezzi (come per esempio gli anticorpi monoclonali) e per controllarne statisticamente il numero credo che bastino i piu' semplici test sierologici. Quindi il vero problema non e' quello di incrementare i test con tampone ma di investire per produrre il prima possibile i giusti farmaci o anticorpi monoclonali per guarire gli asintomatici, che sono la causa della persistenza del virus nell'ambiente.
Tutti devono intanto continuare a mantenere sempre attive tutte le precauzioni volte a prevenire i contagi per impedire che l'epidemia degli asintomatici possa progredire aumentando il loro numero. Cio' almeno fino all'arrivo dei farmaci antivirali che ci permettano di eliminare i virus dal loro corpo.
Dobbiamo percio' adoperarci a far comprendere alla popolazione la nuova realta' del mondo in cui ci si trova a vivere, anche se non piace loro e preferirebbero ignorare il problema. Mettere la testa nel buco come gli struzzi per non vedere e' sbagliato e porta a far estendere l'epidemia degli asintomatici e quindi il rischio sanitario di epidemia primaria, che ritornera' nel periodo invernale, quando l'esposizione della popolazione al virus sara' maggiore (per la maggiore persistenza dei virus attivi nell'ambiente, con il conseguente accrescimento per accumulo delle cariche virali soprattutto in locali chiusi e poco aerati) e le difese immunitarie saranno minori.
Se la popolazione capisce allora abbiamo piu' speranze di contenere l'espansione dell'epidemia degli asintomatici, che sono persone normali che sembrano star bene ma che in realta' possono talora trasmettere l'infezione.
In attesa che la Ricerca risolva definitivamente il problema dobbiamo tutti adoperarci, con i giusti comportamenti di prevenzione, a contenere al massimo lo sviluppo di questa minaccia subdola e nascosta che e' l'epidemia degli asintomatici.
Un'ultima importante raccomandazione: la temperatura dell'aria si sta abbassando molto in questi giorni di fine estate. Non commettete l'errore di girare con gli indumenti estivi, perche' non solo con le infreddature si abbassano le vostre difese immunitarie ma con il freddo i virus rimangono attivi piu' a lungo e le cariche virali nell'ambiente possono cosi' crescere per accumulo, soprattutto nei locali chiusi, esponendovi ad un maggiore rischio di contagio (anche il Sars-CoV-2 e' un coronavirus, come il raffreddore, quindi e' lecito attendersi che i modi di contagio siano simili: se ti cola il naso vuol dire che probabilmente sei vulnerabile anche al Sars-CoV-2).
Ricordate sempre che il virus e' presente nell'ambiente ed i vostri comportamenti devono impedirgli di espandersi e di nuocere.

AGGIORNAMENTO (al 11 Settembre 2020): crediamo sia necessario spiegare il significato delle misure compiute giornalmente in Italia su circa 100.000 tamponi.
I giornalisti identificano i casi positivi trovati (circa l'1.5%) con il termine "nuovi contagi" che a nostro avviso e' ingannevole. E' di oggi il titolo di Sky TG24: "Contagi in salita" per un piccolo incremento nel numero dei tamponi positivi.
E' errato perche' non c'e' un incremento delle persone contagiate dal virus dell'1.5% al giorno, che comporterebbe una crescita lineare del numero dei contagi. Piu' semplicemente queste misurazioni stanno mettendo in evidenza prevalentemente gli asintomatici, che evidentemente sono attualmente un numero costante, pari all'1.5% della popolazione italiana (cioe' in Italia sono 900.000, se la popolazione su cui si prelevano i tamponi e' di 60 milioni di persone).
Il numero di asintomatici rimane piu' o meno costante, anche se seguitano a creare nuove infezioni, quando il numero dei nuovi infettati eguaglia il numero delle loro guarigioni spontanee, che ci sono. Tutto questo avviene in modo invisibile, all'insaputa delle persone infette ed asintomatiche.
Il numero misurato in condizioni costanti non puo' essere sempre di circa 1500 positivi ogni 100.000 tamponi ma fluttua statisticamente di una o anche due volte la radice quadrata di 1500 (che e' circa 40). Quindi se un giorno si trovano 1460 positivi ed il giorno dopo 1540 non vuol dire che ci sono stati piu' contagi perche' e' normale che le misure fluttuino intorno a 1500, che e' il valor medio del rilevamento di quanti asintomatici abbiamo in Italia.
Invero non varrebbe proprio la pena rimisurarli tutti i giorni con tutto questo impegno solo per determinarne il numero.
Ma allora e' tutta fatica sprecata fare tutti questi tamponi?
Non e' cosi' perche' anche se sembra che tutti abbiano capito che servano a misurare i contagi giornalieri (cosa che non e') in realta' sono molto utili per individuare chi sono gli asintomatici ed avere cosi' la possibilita' di ridurre sostanzialmente la loro capacita' di diffondere l'infezione, tracciandone i contatti al fine di individuare e prevenire eventuali focolai prima che possano estendersi.
Ovviamente tutti speriamo che le Autorita' lo stiano facendo anche se non se ne parla.
Quei 900.000 asintomatici invisibili, che stiamo cercando ed individuando (1500 al giorno, con 100.000 tamponi) costituiscono il principale problema sanitario perche' con l'arrivo della stagione fredda diffonderanno nell'ambiente cariche virali sempre piu' intense (per i motivi gia' spiegati) e produrranno non solo altri asintomatici come fanno ora (e' quella che abbiamo chiamato l' epidemia degli asintomatici ) ma anche dei veri malati con la sindrome Covid-19 e con tutti i rischi ed i costi sanitari che questo comporta (epidemia di Covid-19 e non piu' degli asintomatici).
E' importante che loro sappiano di essere stati infettati, perche' certamente prenderanno con maggiore scrupolo tutte le precauzioni per tutelare le persone che hanno intorno. Poi saranno certamente i primi ad essere curati non appena il giusto rimedio antivirale si renda disponibile.

Ma il numero dei tamponi positivi, e quindi la popolazione asintomatica, potrebbe anche crescere significativamente (sta accadendo in altri Paesi come la Francia, dove e' arrivato a 10.000). Allora vorrebbe dire che la moltitudine degli asintomatici sta crescendo e che la relativa epidemia e' in atto in forma espansiva. E' un chiaro segnale di allarme perche' piu' numerosi sono gli asintomatici piu' e' esteso il numero dei virus in circolazione (che loro ospitano e che diffondono nell'ambiente).
In Italia la percentuale di popolazione asintomatica oggi e' minore che in altri Paesi perche' gli italiani sono stati piu' efficienti nel bloccare preventivamente la diffusione dell'epidemia primaria di Covid-19 e della conseguente successiva epidemia degli asintomatici con un lock-down piu' precoce ed esteso di quanto sono riusciti a fare gli altri Paesi.
Per questo, avendo ora in casa una popolazione di asintomatici sotto il milione di persone, gli italiani avranno un'epidemia invernale (prodotta dai virus coltivati e diffusi nell'ambiente dagli asintomatici) meno estesa e quindi meno onerosa, anche in termini di vittime, che non altri Paesi come Francia, Spagna o Gran Bretagna. Questo ripaghera' gli italiani di quei sacrifici, fatti nella primavera 2020, che altri Paesi per incompetenza dei loro esperti e/o degli amministratori politici hanno voluto evitare.

Dev'essere ben chiaro a tutti che il virus Sars-CoV-2 seguita ad esistere solo perche' e' ospitato dalle persone infette ed asintomatiche (che non sono controllate), altrimenti sparirebbe dalla faccia della Terra, perche' le persone infette e sintomatiche sono controllate e quindi non piu' in grado di diffondere l'infezione.
Questo segnale di crescita del numero di asintomatici prelude ad una piu' ampia epidemia di COVID-19 quando con l'arrivo del freddo le cariche virali da loro rilasciate nell'ambiente resteranno attive piu' a lungo, accumulandosi ed aumentando cosi' l'esposizione della popolazione al rischio d'infezione.
La giusta reazione delle Autorita' dev'essere quella di combattere con tutti i mezzi disponibili questa epidemia nascosta, quella degli asintomatici, arrivando a stabilizzare il numero di tamponi positivi rilevati nei test giornalieri.
Finche' non avremo rimedi specifici contro il Sars-CoV-2 la nostra battaglia sara' quella di limitarne la diffusione contenendo al massimo il numero di persone che li ospitano nel loro corpo, che sono gli asintomatici.
Le 100.000 misure svolte giornalmente sui tamponi servono ad individuare gli asintomatici e poter cosi' limitare l'ulteriore diffusione del virus nell'ambiente. In Italia oggi, con 100.000 tamponi al giorno, arriviamo ad individuarne 1500 al giorno dei 900.000 in circolazione.
Riusciamo quindi a monitorare l'evoluzione dell'epidemia degli asintomatici ma non a contenerla con questo piccolo numero di asintomatici individuati.
La vera lotta al fenomeno epidemico non puo' quindi prescindere dai corretti comportamenti delle persone, anche con questa epidemia subdola e nascosta, che non si vede perche' non ci sono sintomi evidenti, neanche febbrili (quindi bisogna continuare sempre con l'uso di mascherine, distanzianento, lavaggio frequente delle mani, ecc.). Sarebbero guai seri se il numero di tamponi positivi giornalieri dovesse iniziare a crescere decisamente.
E' molto meglio combattere prima l'epidemia degli asintomatici che poi quella del Covid-19, con ospedali e sale di rianimazione affollate.


CRESCITA DEL NUMERO DEI CONTAGI RILEVATI (commenti del 5 ottobre 2020):
Francamente ci sembra curioso quello che sta accadendo: tutti si comportano come se i tamponi positivi rilevati giornalmente nei vari Paesi fossero i nuovi contagi che avvengono ogni giorno e su questa base cognitiva gli amministratori prendono le loro decisioni sulle misure di contenimento dell'epidemia. QUESTO NON E' CORRETTO !
I tamponi positivi rilevati giornalmente sono invece una misura della percentuale di asintomatici presenti nella popolazione (dato che in massima parte i tamponi positivi risultano essere di persone che non presentano sintomi).
Se Francesi e spagnoli trovano N volte piu' tamponi positivi di noi italiani e' perche' hanno una popolazione di asintomatici che e' stata lasciata crescere N volte piu' che in Italia (che ha intrapreso in primavera misure di contenimento piu' efficaci di quelle adottate da loro). Questa e' una realta' ormai difficilmente modificabile.
L'evoluzione futura dell'epidemia dipende irrimediabilmente dal numero di asintomatici che ogni Paese ormai ha in casa: circa 900.000 in Italia e forse 4.000.000 in Francia, Spagna e UK: 4 volte di piu' se loro trovano 6.000 tamponi positivi mentre in Italia se ne trovano solo 1.500 a parita' di test (questi numeri sono a titolo di esempio, per spiegare il concetto esposto).
In conseguenza di cio' la loro popolazione sana sarebbe esposta a cariche virali 4 volte piu' numerose che non in Italia, con conseguenze facilmente immaginabili.
L'ipotesi che ormai i contagi siano prevalentemente quelli prodotti dalle persone asintomatiche e' supportata anche dal minor numero di casi con sintomi gravi che si registrano rispetto all'epidemia che abbiamo avuto in primavera (quando gli asintomatici erano pochi): riteniamo che questo sia dovuto alle cariche virali infettanti che ora cominciano ad essere sempre piu' numerose ma mediamente piu' deboli proprio perche' prodotte da persone asintomatiche.
Da questa comprensione del fenomeno epidemico devono discendere le misure di prevenzione e contenimento da adottare nel periodo invernale, che e' quello piu' pericoloso perche' le cariche virali a cui la popolazione sara' esposta sono piu' intense (per i motivi che abbiamo gia' spiegato).
Entro gli errori statistici, le variazioni giornaliere del numero di tamponi positivi indicano le lente variazioni della popolazione degli asintomatici e quindi del rischio di contagio che essi rappresentano.
Ovviamente con l'arrivo della stagione invernale le stesse condizioni ambientali che aumentano l'esposizione della popolazione, favorendo la diffusione delle epidemie, sono in atto anche per l'epidemia degli asintomatici che tenderanno quindi ad aumentare di numero con l'arrivo del freddo.
Questa e' la motivazione del leggero trend all'aumento che si nota in questi giorni nel numero di tamponi positivi rilevati che, ripetiamo, non sono nuovi contagi verificatisi ma nuovo rilevamento di contagi in larga misura avvenuti nel passato (asintomatici).
Sara' molto difficile contenere questa crescita durante l'inverno perche' trattandosi di asintomatici non sappiamo chi sono le persone contagiose e neanche loro sanno di esserlo. Spiegheremo tra poco come in Italia occorreranno non meno di 450 giorni per individuarne e neutralizzarne una buona frazione.
Negli altri Paesi dove l'epidemia degli asintomatici e' stata lasciata correre di piu', questo obiettivo e' piu' lontano.

Per capire quali misure si possono intraprendere per riparare il danno di aver lasciato crescere troppo il numero degli asintomatici bisogna tener conto delle seguenti osservazioni, che elencano i mezzi che abbiamo a disposizione per ridurne il numero: Sicuramente in Cina, dove esiste un tracciamento estremamente invasivo delle persone (anche per altri fini), l'uso degli smartphone sta svolgendo un ruolo essenziale per permettere a quel Paese di controllare, sembra molto bene, l'epidemia di Covid-19.
Certo e' sorprendente che quel Paese, che e' nell'emisfero settentrionale, come l'Italia, sia riuscito a contenere la pandemia cosi' bene come lascia vedere: devono essere riusciti con il tracciamento a neutralizzare anche l'epidemia degli asintomatici altrimenti ne subirebbero le conseguenze come noi oggi in Europa.
Non esistono infatti scorciatoie: la guerra al Sars-CoV-2 puo' essere vinta solo riducendo a zero il numero degli asintomatici (che sono il serbatoio permanente di coltura dei virus, che altrimenti si estinguerebbero: sono proprio gli asintomatici che permettono al virus Sars-CoV-2 di perpetuare la sua esistenza tra noi).
Dobbiamo tutti essere coscienti che la vera epidemia da combattere e' quella degli asintomatici.
Per adesso possiamo solo individuarne il maggior numero possibile (ora in Italia riusciamo ad individuarne 2000 al giorno dei 900.000 esistenti: in 450 giorni quindi si puo' arrivare ad identificarli tutti, sperando di poterli poi neutralizzare e curare).
Percio' potremmo arrivare a risolvere il problema in Italia ma in assenza di ulteriori contagi. Riusciamo ad individuare un asintomatico ogni 50 test che costano tanto lavoro e denaro. Ma, per esempio, un solo assembramento di giovani in un bar notturno puo' generare anche 50 contagi diretti e indiretti in una sola serata. Quindi mentre le persone responsabili si battono per vincere la guerra contro il virus molti remano contro, vanificando buona parte dei risultati raggiunti e riuscendo cosi' a perpetuare la presenza del virus tra noi.
Per questo purtroppo sono necessarie anche misure restrittive, che deprimono l'economia ed impoveriscono la gente per colpa di idioti irresponsabili che inconsapevolmente si adoperano in favore del virus, allungando i tempi della soluzione finale del problema.

Perche' all'estero stanno peggio di noi italiani?
Perche' hanno un numero di asintomatici ben piu' alto di noi, purtroppo per loro. Cio' perche' in primavera, durante l'epidemia primaria, non hanno voluto adottare, per incompetenza o per ragioni economiche, le tempestive misure di contenimento dell'epidemia allora necessarie.
L'effetto di queste misure, adottate in Italia dietro raccomandazione degli organi tecnici, in primis l'Istituto Superiore di Sanita', e' stato quello di arrestare la crescita esponenziale dell'epidemia, limitando il numero di decessi ed il numero di persone infettate dal virus e quindi di bloccare anche la crescita in Italia del numero di persone infette ed asintomatiche.
Nell'altro nostro lavoro sui virus, presente nel sito www.biancastelli.it , c'e' un grafico di dati sui decessi che mostra chiaramente il blocco dell'epidemia prodotto dalle misure di lockdown adottate abbastanza precocemente in Italia e la riduzione del numero di decessi in Italia ottenuta con il lockdown; viene anche discusso un lavoro della Columbia University che ottiene gli stessi risultati calcolando il "pedaggio", molte migliaia di decessi in piu', pagato dagli USA per aver ritardato e ridotto il lockdown.
Altri Stati non hanno voluto seguire la strada indicata dagli italiani e si sono cosi' ritrovati in casa una crescita molto piu' estesa del numero di persone infettate e dei decessi (che sono migliaia e che si sarebbero potuti evitare con misure di contenimento piu' tempestive).
Questa crescita eccessiva delle persone infettate in questi Stati ha comportato conseguentemente la creazione di popolazioni di asintomatici, molto piu' numerose di quella che oggi abbiamo in Italia, con cui oggi i singoli Stati dovranno fare i conti.
Una pessima notizia per loro e' che, se i contagi attuali derivano in maniera importante dalla popolazione infetta ed asintomatica particolarmente numerosa, allora anche lo strumento del lockdown, che in primavera ha bloccato stabilmente la diffusione dei contagi, ora prevedo che possa produrre un blocco solo temporaneo, limitato alla durata del lockdown. Questo perche' NON ritengo che il lockdown possa influire sulla popolazione degli asintomatici che sono nascosti, ignoti a tutti, e che riprenderanno a diffondere il virus come prima alla fine del lockdown.
Spieghiamo meglio questo punto, che e' molto importante. Tutti pensano che oggi un lockdown generale produrrebbe gli stessi risultati visti ad aprile 2020 ma purtroppo abbiamo ragione di ritenere che non sia cosi' per i motivi che ora spieghiamo.
Durante l'epidemia primaria del marzo 2020 NON c'era ancora la numerosa popolazione degli asintomatici che ha iniziato a svilupparsi e a crescere proprio allora. Quindi il lockdown generale ha avuto l'effetto di bloccare la crescita del numero di persone infette e contagiose che alimentavano l'epidemia, producendo cosi' un blocco stabile e permanente del suo sviluppo.
Oggi, inizio autunno, la situazione e' diversa perche' la causa prevalente che alimenta lo sviluppo dell'epidemia in crescita e' un'altra: e' la numerosa popolazione degli asintomatici che allora non c'era. Il suo contributo allo sviluppo dell'epidemia ovviamente s'interromperebbe per la durata del lockdown ma al termine dobbiamo attenderci che l'epidemia riprenda a correre come prima, perche' il lockdown non riuscirebbe oggi a ridurne sensibilmente la causa, che oggi e' in modo prevalente il numero di asintomatici (da noi stimati in circa 900.000 in Italia e molti di piu' all'estero).
Ad aprile 2020 non era cosi' perche' i 900.000 asintomatici ancora non c'erano. Allora erano molti di meno; sono cresciuti poi con il progredire dell'EPIDEMIA DEGLI ASINTOMATICI, che funziona cosi': le persone infette ma asintomatiche, rilasciando cariche virali modeste, hanno infettato altre persone che in massima parte non hanno sviluppato la malattia Covid-19 (perche' sono venute in contatto con piccole cariche virali ed i loro anticorpi hanno prevalso) ma molte di loro hanno mantenuto senza saperlo i virus nascosti in parti del loro corpo poco vascolarizzate, come le terminazioni nervose, e quindi poco irrorate di sangue contenente gli anticorpi. I virus sono cosi' riusciti a trovarsi una casa accogliente dove poter rimanere e riprodursi per tempi molto lunghi. In altre parole ogni asintomatico li sta coltivando nel proprio corpo, permettendo loro di sopravvivere rimanendo attivi per lungo tempo, diffondendosi anche nell'ambiente esterno.
Nel corso dell'evoluzione naturale quelle specie di virus che per le loro proprieta' hanno trovato questa via di esistere si sono estese di piu' sul pianeta Terra perche' hanno trovato un modo di perpetuare la loro presenza in una popolazione ospite che da noi sono gli asintomatici.
Ma che questi virus perpetuino la loro presenza tra noi non ci va assolutamente bene!
Oggi fortunatamente siamo in grado di capire dove si nascondono e come fanno a sopravvivere cioe' a permanere nell'ambiente rimanendo attivi, cioe' in grado di infettarci per riprodursi. Questo ci permettera' di combatterli al meglio una volta trovato il giusto farmaco antivirale.
In conclusione riteniamo di aver capito che ogni asintomatico, infettando le altre persone con cui viene in contatto, puo' generare degli altri asintomatici che cosi' crescono di numero senza che nessuno lo sappia (nemmeno loro). E' il meccanismo che la Natura ha creato per permettere a questi virus di rimanere per sempre sul pianeta Terra e che noi dobbiamo impedire disattivandolo con i giusti farmaci.
E' questo il fenomeno che abbiamo chiamato "epidemia degli asintomatici" e che, in maniera nascosta, ha prodotto quelle 900.000 persone infette e senza sintomi che ad aprile 2020 ancora non c'erano e che ora invece costituiscono il cuore del nostro problema, perche' sono loro il serbatoio del sistema che genera virus in continuazione, difficile da combattere perche' nascosto ed invisibile.
Per questi motivi oggi abbiamo ragione di ritenere che l'oneroso LOCKDOWN GENERALE POTREBBE RISULTARE NON PIU' COSI' EFFICACE COME E' STATO NEL PASSATO perche' e' cambiata la causa prevalente dei contagi.
Vanno bene invece le chiusure locali fatte intorno ai focolai, perche' sono utili per contenere l'espansione dell'infezione in atto.
L'obbligo di usare sempre la mascherina certamente aiuta a ridurre i contagi generati dagli asintomatici: ma e' certo che non vogliamo essere costretti ad usarla per tutta la vita.
Anche per questo, se ho ragione, purtroppo l'unico modo di far regredire oggi i contagi dovrebbe essere quello lungo e difficile di ridurre il numero degli asintomatici, individuandoli e guarendoli con il giusto farmaco antivirale, che purtroppo ancora non esiste.
Infine voglio sperare che il numero di idioti che circolano in Italia ignorando le indispensabili ben note misure preventive di contenimento dei contagi non ci facciano crescere in Italia il numero di persone infette ed asintomatiche al livello degli altri Stati, altrimenti tutti i sacrifici da tutti noi italiani fatti finora andrebbero in fumo e sarebbe un danno enorme, una vera tragedia biblica sanitaria, sociale ed economica per tutta l'Italia.
E' essenziale disporre al piu' presto di un farmaco antivirale specifico per il Sars-CoV-2 per poter guarire questi asintomatici, una volta individuati, se no tutto il lavoro che si fa serve a poco. Per l'epatite C e' stato fatto ma ci sono voluti piu' di 20 anni.
Se e' vero che le cariche virali emesse dagli asintomatici si accumulano maggiormente nell'ambiente quando la temperatura scende verso i 4 gradi centigradi, riteniamo i dati dei contagi odierni (con temperature SOLO autunnali) molto allarmanti perche' secondo noi sono una prova dell'altissimo grado di contagiosita' di questo virus.
Conseguentemente, con il prossimo aumento delle cariche virali a cui la popolazione sara' esposta nel periodo invernale, si dovranno adottare ulteriori protezioni particolarmente piu' efficaci del passato, altrimenti l'infezione si manifestera' sempre piu' spesso in forma non piu' attenuata (in quanto prodotta da asintomatici) ma con la sindrome Covid-19 e gli ospedali si riempiranno sempre di piu', come sta gia' accadendo jn Paesi piu' freddi dell'Italia, ad esempio in Francia.
Compito della Scienza e' quello di comprendere correttamente il fenomeno e prevederne l'evoluzione per consentire ai governanti di predisporre i giusti provvedimenti per tempo.
Ma occorre tenere sempre presente che LOCKDOWN ESTESI E NON LOCALIZZATI OGGI POTREBBERO NON PRODURRE PIU' GLI STESSI EFFETTI DEL PASSATO, perche' oggi la causa dei contagi e' diversa: e' la grande popolazione di asintomatici, che allora non era cosi' estesa, e conseguentemente oggi l'effetto di un lockdown non localizzato produrrebbe un arresto dei contagi NON piu' permanente ma limitato SOLO alla durata dell'oneroso lockdown (che non puo' essere molto lunga).


LOCKDOWN GENERALE ORA SAREBBE DIVERSO (spiegazione aggiunta il 10/10/2020):
Spieghiamo meglio questo punto del lockdown, che e' fondamentale per i costi economici e sociali, perche' sembra che nessuno lo abbia ben capito.
A marzo in Italia di asintomatici ce n'erano molti di meno ed i contagi erano piu' intensi perche' prodotti da persone con la sindrome Covid-19, quindi con cariche virali che erano ben piu' elevate di oggi e per questo gli ospedali allora erano piu' sotto pressione di oggi. Il lockdown fatto a marzo in Italia e' stata la scelta migliore perche' era l'unica che potesse bloccare i contagi, riducendo in modo stabile il numero di persone (sintomatiche) che generavano nuovi contagi e quindi arrestando stabilmente lo sviluppo ulteriore dell'epidemia (e la crescita del numero di asintomatici).
Nell'altro nostro lavoro sul virus, presente su questo stesso sito web, abbiamo anche dimostrato come questo lockdown generale, fatto in Italia in primavera, ha salvato migliaia di vite umane. Questo non e' accaduto invece negli altri Paesi, che hanno preferito non bloccare l'economia, ed hanno cosi' inconsapevolmente dovuto pagare un prezzo molto elevato in vite umane (stimato anche in molte decine di migliaia, non solo da noi ma anche da un lavoro analogo fatto presso la Columbia University).
Cosi' a marzo, una volta terminato il lockdown, in Italia lo sviluppo dell'epidemia si era arrestato in modo PERMANENTE.
Oggi la situazione e' sostanzialmente diversa: chi sta generando la maggior parte dei contagi non sono piu' le persone con sintomi e sindrome Covid-19 (con rilascio di cariche virali intense che manderebbero quasi tutti gli infettati all'ospedale).
Oggi chi genera prevalentemente i contagi sono le numerosissime persone asintomatiche (con rilascio di cariche virali modeste che mandano molte meno persone all'ospedale ma che ne aggiungono molte altre al "club degli asintomatici", aggravando lentamente ed inesorabilmente i problemi creati dagli asintomatici: proprio questo incremento di asintomatici e' responsabile di gran parte della crescita del numero di tamponi positivi che si rileva in questi giorni di ottobre).
Per questo oggi la situazione appare diversa se confrontata con quella di marzo/aprile (il virus e' sempre lo stesso, non e' diventato piu' "buono").
Cosa accadrebbe oggi se si ripetesse un lockdown piu' o meno generale (nazionale o regionale) come quello di aprile?
Potrebbero non aversi piu' benefici permanenti ma solo temporanei, legati alla durata del lockdown: cioe' si potrebbe bloccare lo sviluppo dell'epidemia per la durata del lockdown ma 5 giorni dopo la fine del lockdown l'epidemia non risulterebbe bloccata (come in aprile) ma potrebbe riprendere a crescere come prima del lockdown.
Questa differenza e' dovuta al fatto che oggi la causa che genera i contagi e' la numerosissima popolazione di asintomatici che purtroppo abbiamo in casa (fortunatamente per noi, in Italia ne abbiamo molti meno che in altri Paesi che non hanno voluto fare un lockdown generale, come ha fatto l'Italia in primavera) e questa non viene ridotta dal lockdown ma rimane la stessa e, non appena termina il lockdown, riprende a diffondere i contagi che sono immediatamente poi rilevabili nei test dopo circa 5 giorni di incubazione.
In conclusione le misure di lockdown generali oggi potrebbero NON apportare benefici ma solo danni e per questo potrebbero dover essere escluse quando la causa della diffusione dei contagi e' prevalentemente la popolazione degli asintomatici.
Diverso e' il caso dei lockdown localizzati, anche ad un intero quartiere, che possono essere indispensabili per bloccare la diffusione di un focolaio non piu' circoscrivibile.
Infine vogliamo anche stigmatizzare la notizia di stampa odierna secondo cui vari accademici inglesi, per non deprimere l'economia britannica, consigliano alle loro autorita' di lasciar diffondere i contagi, contando sull'effetto positivo della cosiddetta "immunita' di gregge". Per i motivi esposti, noi riteniamo profondamente errato e dannoso questo suggerimento.



AGGIORNAMENTO (al 25 Settembre 2020): Gli asintomatici rilasciano cariche virali piu' modeste (perche' hanno anticorpi nel loro organismo).
A marzo gli asintomatici erano ancora pochi ed il contagio avveniva da persone con sintomi del Covid-19, che rilascivano cariche virali piu' intense. Per questo il minor numero di malati che si registra a settembre non e' dovuto ad una mutazione del virus che lo ha reso meno aggressivo ma alle cariche virali meno intense.
La prospettiva che abbiamo di fronte pero' e' abbastanza sconfortante perche' le cariche virali presenti nell'ambiente ora iniziano a diventare sempre piu' intense. Cio' a causa della considerevole crescita registratasi negli ultimi mesi del numero di persone infette ed asintomatiche (che oggi risultano essere circa 900.000 in Italia).
Per colpa loro il numero di virus rilasciati ed in circolazione e' cresciuto di molto ed il processo del loro ACCUMULO nell'ambiente, conseguente all'allungamento del periodo di tempo in cui i virus rimangono attivi nell'ambiente (dovuto alle piu' basse temperature autunnali ed invernali) aumentera' le cariche virali a cui la popolazione sana e' esposta.
Quindi il numero di casi di Covid-19 che ci dobbiamo attendere, in assenza di valide contromisure, adeguate all'aumentato rischio di esposizione della popolazione sana, e' destinato purtroppo a crescere, anche di molto.
Cio' in quanto questo fenomeno e' A SOGLIA perche' quando la popolazione e' esposta a cariche virali modeste, come accade d'estate, la reazione del sistema immunitario e' sufficiente nella maggior parte dei casi ad impedire lo sviluppo incontrollato dell'infezione ed il paziente infettato diventa asintomatico e non si ammala di Covid-19.
Ma questa reazione ha successo finche' la carica virale con cui si viene in contatto e' sotto un certo limite. Quando si abbassa la temperatura ambientale, come accade d'inverno o nelle celle frigorifere o con l'aria condizionata, le cariche virali crescono d'intensita' oltre questo limite ed allora accade sempre piu' spesso che il paziente infettato si ammala di Covid-19 e sempre piu' pazienti necessitano il ricovero in terapia intensiva.
Questa e' la spiegazione piu' verosimile del fenomeno pandemico: conseguentemente con l'arrivo del freddo e' indispensabile che tutti accentuino in misura adeguata tutte le misure di prevenzione del contagio per impedire lo sviluppo esponenziale dell'infezione e dell'epidemia.


QUANDO FINIRA' QUESTA PANDEMIA ?: (9 ottobre 2020)
Nella nostra comprensione del fenomeno epidemico da Sars-CoV-2 i contagi a medio e lungo termine provengono principalmente dalla popolazione di asintomatici che puo' essere piu' o meno estesa a secondo di come si e' riusciti a contenere lo sviluppo dell'epidemia.
Che questa sia la situazione attuale e' accertato dai risultati dei numerosi tamponi che si stanno misurando giornalmente, in quanto in massima parte i risultati positivi sono di persone asintomatiche.
Questa non e' una buona notizia perche' testimonia che la popolazione di asintomatici inizialmente generatasi (in primavera) e' stata capace di mantenersi, estendendosi fino all'autunno (cioe' per 6 mesi).
Abbiamo gia' spiegato che la sua estensione (che gli permette anche di mantenersi) avviene con quella che abbiamo chiamato "epidemia degli asintomatici"; un asintomatico infatti con l'infezione e' in grado di generare un altro asintomatico (preferenzialmente) piu' che un malato di Covid-19, perche' la carica virale infettante e' generalmente nel suo caso modesta.
Se permane a lungo e numerosa la popolazione degli asintomatici, la durata del rischio di contagio per la popolazione sana e' maggiore ed il rischio risulta direttamente legato alla durata della permanenza media dei virus nell'organismo delle persone che li ospitano (cioe' alla durata della patologia negli asintomatici).
Esistono virus, come l'herpes simplex o zoster, che sono capaci di permanere nell'uomo che li ospita anche per tutta la vita.
Noi ci auguriamo vivamente che questo virus non abbia le stesse caratteristiche, per cui ci aspettiamo che dopo un certo tempo gli asintomatici guariscano spontaneamente in un tempo medio T (grazie all'effetto degli anticorpi che sono in grado di produrre).
Quindi in quella popolazione di asintomatici si realizza un equilibrio dinamico, in cui il numero di asintomatici si azzererebbe dopo un tempo T (estinzione dell'epidemia); ma durante lo stesso tempo T, per contagio, si creano dei nuovi asintomatici che restano tali e contagiosi per un nuovo intervallo temporale T, a partire dalla data del contagio.
E' quindi una situazione analoga a quella di un lavello da cui l'acqua fuoriesce dal tappo aperto ma contemporaneamente entra da un rubinetto lasciato aperto. A secondo delle due portate il lavello puo' svuotarsi (estinzione degli asintomatici e dell'epidemia) o puo' crescere di livello sempre piu' (crescita incontrollata dell'epidemia).

PREVISIONE DELL'AUTORE (scritta qui' in data 9/10/2020):
RIASSUNTO: L'ESTENSIONE DELL'USO DELLE MASCHERINE E' STATO ADOTTATO IL 9/10. IN LINEA CON IL NOSTRO MODELLO DI SVILUPPO DELL'EPIDEMIA, ABBIAMO PREVISTO CHE QUESTO PROVVEDIMENTO AVREBBE DOVUTO RIDURRE LA CRESCITA DEL NUMERO DEI CONTAGI ENTRO POCHI GIORNI E COSI' E' STATO: DAL 12/10 SI E' ARRESTATA LA CRESCITA DELLA PERCENTUALE DEI CONTAGI CHE STAVA DIVENTANDO ESPONENZIALE. CONSIDERIAMO QUESTO RISULTATO UNA PRIMA CONFERMA SPERIMENTALE DELLA CORRETTEZZA DEL MODELLO, CHE RESPONSABILIZZA IN MODO NUOVO I 3 MILIONI DI ASINTOMATICI PRESENTI IN ITALIA, E CHE INDICA COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA PANDEMIA.

Vogliamo azzardare una previsione.
Da oggi 9/10 in Italia e' stato introdotto l'obbligo di portare la mascherina praticamente sempre tranne che in famiglia.
Su circa 130.000 test molecolari con tampone fatti giornalmente, si sta registrando un aumento dei test positivi di circa 900 al giorno, che corrisponde all'inizio di un trend di crescita esponenziale.
Come abbiamo spiegato in precedenza queste misure sono una determinazione della numerosita' degli asintomatici in Italia (perche' quasi tutti i positivi risultano essere asintomatici).
Gli asintomatici si sono sempre comportati in tutto come persone sane, quindi con un ridotto impiego della mascherina che percio' nel loro caso non ha potuto ridurre molto la diffusione del contagio. Ora, con questa nuova disciplina, tutti gli asintomatici saranno sempre costretti (salvo che in famiglia) ad usare la mascherina che ridurra' sensibilmente la loro capacita di diffondere virus nell'ambiente e di contagiare cosi' gli altri.
Essendo secondo noi gli asintomatici praticamente la principale origine del contagio (in Lombardia oggi i numeri sono piu' alti perche' li' si sono generati piu' asintomatici in primavera e la relativa epidemia si e' cosi' potuta sviluppare maggiormente), che fa salire il numero dei test positivi, ritengo di poter prevedere quanto segue: Oggi e' il 9/10 e nessuno si espone facendo previsioni sull'andamento di questa pandemia, perche' tutti confessano di non saperne abbastanza essendo del tutto nuova. Noi invece abbiamo voluto fare questa previsione perche', se tra 5 giorni diminuisce l'incremento giornaliero dei test positivi (che chiamano impropriamente "nuovi contagi") allora avremo ottenuto una buona conferma sperimentale delle nostre congetture sull'importanza dell' "EPIDEMIA DEGLI ASINTOMATICI", riguardo al numero di tamponi positivi rilevati in questi giorni.
Staremo a vedere. Arrivederci al 16/10.


ANTEPRIMA DEI RISULTATI: (al 13 ottobre 2020)
Certamente scrivero' l'esito finale della previsione precedente dopo aver acquisito i risultati dei prossimi giorni, ma gia' oggi (13 ottobre) possiamo registrare un'indicazione di un arresto della crescita del numero dei test positivi rispetto ai giorni precedenti da noi previsto, in seguito all'estensione dell'uso delle mascherine anche all'aperto (vedi sopra).

Ecco la tabella con i dati dei tamponi positivi di tutta Italia, che continueremo a completare nei prossimi giorni.
Con un click (e poi Back) potete vedere le definizioni dei CONTAGI VERI e dell' ACCUMULO CONTAGI veri.
Clic per vedere il grafico .

GIORNO N.MISURE N.POSITIVI PERCENTUALE CONTAGI VERI ACCUMULO CONTAGI
08/10 G128.0984458 3.5 % ? ?
09/10 V130.0005372 4.1 % 0.6% 0.6%
10/10 S133.0005724 4.3 % 0.2% 0.8%
11/10 D104.6585456 5.2 % 0.9% 1.7%
12/10 L85.4424619 5.4 % 0.2% 1.9%
13/10 M112.5445901 5.2 % -0.2% 1.7%
14/10 M152.0007332 4.8 % -0.4% 1.3%
15/10 G162.9328804 5.4 % 0.6% 1.9%
16/10 V150.93210.377 6.6 % 1.2% 3.1%
17/10 S165.83710.925 6.6 % 0.0% 3.1%
18/10 D146.54111.705 8.0 % 1.4% 4.5%
19/10 L99.0009.338 9.4 % 1.4% 5.9%
20/10 M144.73710.874 7.5 % -1.9% 4.0%
21/10 M177.84815.199 8.5 % 1.0% 5.0%
22/10 G170.39216.079 9.4 % 0.9% 5.9%
23/10 V182.03219.143 10.5 % 1.1% 7.0%
24/10 S177.66919.644 11.0 % 0.5% 7.5%
25/10 D161.88021.273 13.1 % 2.1% 9.6%
26/10 L124.68617.012 13.6 % 0.5% 10.1%
27/10 M174.39821.994 12.6 % -1.0% 9.1%
28/10 M198.95224.991 12.6 % 0.0% 9.1%
29/10 G201.45226.831 13.3 % 0.7% 9.8%
30/10 V215.08531.084 14.4 % 1.1% 10.9%
31/10 S215.88631.758 14.7 % 0.3% 11.2%
01/11 D183.45729.907 16.3 % 1.6% 12.8%
02/11 L135.73122.253 16.4 % 0.1% 12.9%
03/11 M182.28728.244 15.5 % -0.9% 12.0%
04/11 M211.82130.550 14.4 % -1.1% 10.9%
05/11 G220.00034.505 15.7 % 1.3% 12.2%
06/11 V234.24537.809 16.1 % 0.4% 12.6%
07/11 S231.67339.811 17.2 % 1.1% 13.7%
08/11 D191.14432.616 17.1 % -0.1% 13.6%
09/11 L147.72525.271 17.1 % 0.0% 13.6%
10/11 M217.75835.098 16.1 % -1.0% 12.6%
11/11 M225.64032.961 14.6 % -1.5% 11.1%
12/11 G234.67237.978 16.2 % 1.6% 12.7%
13/11 V254.90840.902 16.0 % -0.2% 12.5%
14/11 S227.69537.255 16.4 % 0.4% 12.9%
15/11 D195.27533.979 17.4 % 1.0% 13.9%
16/11 L152.67327.354 17.9 % 0.5% 14.4%
17/11 M208.45832.191 15.4 % -2.5% 11.9%
18/11 M234.83434.282 14.6 % -0.8% 11.1%
19/11 G250.86036.176 14.4 % -0.2% 10.9%
20/11 V238.07737.242 15.6 % 1.2% 12.1%
21/11 S237.22534.767 14.6 % -1.0% 11.1%
22/11 D188.74728.337 15.0 % 0.4% 11.5%
23/11 L148.94522.930 15.4 % 0.4% 11.9%
24/11 M188.65923.232 12.3 % -2.1% 9.8%
25/11 M230.00725.853 11.2 % -1.1% 8.7%
26/11 G232.71129.003 12.5 % 1.3% 10.0%
27/11 V222.80328.352 12.7 % 0.2% 10.2%
28/11 S225.94026.323 11.6 % -1.1% 9.1%
29/11 D176.93420.648 11.7 % 0.1% 9.2%
30/11 L130.52416.377 12.5 % 0.8% 10.0%
01/12 M180.10019.350 10.7 % -1.8% 8.2%
02/12 M207.14320.709 10.0 % -0.7% 7.5%
03/12 G226.72923.225 10.2 % 0.2% 7.7%
04/12 V212.00024.099 11.3 % 1.3% 9.0%
05/12 S194.98421.052 10.8 % -0.5% 8.5%
06/12 D163.55018.887 11.5 % 0.2% 9.2%
07/12 L111.21713.720 12.3 % 0.8% 10.0%
08/12 M149.23214.842 9.9 % -2.4% 7.6%
09/12 M118.47512.756 10.8 % 0.9% 8.5%
10/12 G171.58616.999 9.9 % -0.9% 7.6%
11/12 V190.41618.727 9.8 % -0.9% 7.6%
12/12 S196.43919.903 10.1 % 0.3% 7.9%
13/12 D152.69717.938 11.7 % 1.6% 9.5%
14/12 L103.58412.030 11.6% 1.5% 11%
15/12 M162.88014.844 9.1% -2.5% 8.5%
16/12 M199.48917.572 8.8% -0.3% 8.2%
17/12 G185.32018.236 9.8% 1% 9.2%
18/12 V179.80017.992 10.0% 0.2% 9.4%
19/12 S176.18516.308 9.2% -0.8% 8.6%
20/12 D137.42015.194 11.0% 1.8% 10.4%
21/12 L87.88910.872 12.3% 1.3% 11.7%
22/12 M166.20513.318 8.0% 1.3% 11.7%
23/12 M175.36414.522 8.3% 0.3% 12.0%
24/12 G193.77718.040 9.3% 1.0% 13.0%
25/12 V152.33419.037 12.5% 3.2% 16.2%
26/12 S81.28510.407 12.8% 0.3% 13.3%
27/12 D59.8798.913 14.9% 2.1% 15.4%
28/12 L68.6818.585 12.5% -2.4% 13.0%
29/12 M128.74011.212 8.7% -6.2% 6.8%
30/12 M169.04516.202 9.8% 1.1% 7.9%
31/12 G186.00423.477 12.6% 2.8% 10.7%
1/1 V157.52422.211 14.1% 1.5% 12.2%
2/1 S67.17411.831 17.6% 3.5% 15.7%
3/1 D102.97414.245 13.8% -3.8% 11.9%
4/1 L102.97414.245 13.8% -3.8% 11.9%
5/1 M135.10615.378 11.4% -2.4% 9.5%
6/1 M178.59620.331 11.4% 0% 9.5%
7/1 G121.27518.020 14.9% 3.5% 13%
8/1 V140.26717.533 12.5% -2.4% 10.6%
9/1 S172.11919.978 11.6% -0.9% 9.7%
10/1 D139.75818.627 13.3% 1.7% 11.4%
11/1 L91.65612.532 13.7% 0.4% 11.8%
12/1 M141.64114.242 10.0% -3.7% 8.1%
13/1 M175.42915.774 9.0% -1.0% 7.1%
14/1 G160.58517.246 10.7% -1.0% 7.1%
15/1 V273.00016.146 5.9% ? -- --
16/1 S163.23016.310 10.0% -- --
17/1 D163.23012.415 7.6% -- --
18/1 L87.2478.824 10.1% -- --
19/1 M135.38810497 7.7% -- --

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Percentuali dei tamponi positivi dal 11/10 al 15/11: si vede l'effetto del provvedimento sulle mascherine
La risalita dopo il 15/10 e' dovuta all'avvio dell'epidemia Covid-19, innescata dal valore 5% troppo alto


Le percentuali dei tamponi positivi dall' 8/10 al 24/10 mostrano l'effetto del provvedimento 'mascherine'
Infatti i dati degli ultimi 5 giorni risultano tutti piu' bassi di almeno 2.5% a partire dal 20/10.


Commenti scritti il 13/10 e 22/10: La preoccupante rapida salita dei contagi rilevati nei primi giorni di ottobre sembra arrestarsi il 12/10 e stabilizzarsi su un valore di poco superiore al 5% (cioe' i tamponi trovati positivi risultano stabilizzarsi intorno al 5% del totale delle misure effettuate).
La significativita' ancora non e' elevata (e' basata solo su 2 misure, quelle del 12 e 13 ottobre) ma, se tra altri 2 giorni da oggi 13/10 questa percentuale restasse fissa al 5% o meno, allora potremo dire che la nostra previsione e' stata confermata e potremo esultare, non solo per aver capito come arrestare l'epidemia degli asintomatici, cioe' di coloro che coltivano e diffondono il virus in Italia ma anche per aver fatto un buon passo avanti nella comprensione del fenomeno pandemico (vedi "Il ruolo degli asintomatici" nel prossimo paragrafo).
Per capire l'importanza di questo risultato, se confermato, bisogna tenere conto che la descrizione del fenomeno epidemico in atto, da noi ipotizzata con argomenti ragionevoli, avrebbe attualmente come causa prevalente dei contagi la numerosa popolazione infetta ed asintomatica.
Questi risultati vanno nella direzione di confermare il nostro modello per la comprensione della pandemia.
Per questo l'imposizione dell'obbligo di indossare le mascherine anche all'esterno dei locali, adottata il 9/10, ha avuto a nostro avviso un grande impatto sulla riduzione della diffusione aerea e quindi nell'ambiente dei virus e quindi del contagio potenziale da parte di cosi' tante persone che circolano, infette e senza sintomi (quindi ignare di poter diffondere il contagio).
Avendo subito rilevato questo beneficio del provvedimento adottato ci siamo spinti a fare la nostra previsione di questa riduzione dei contagi che ora sembra verificarsi davvero con un piccolo ritardo corrispondente al tempo d'incubazione.
Finora sembra che nessuno se ne sia accorto, perche' ovviamente gli altri dati, come ricoveri, decessi, ecc., rimarranno ancora in salita per qualche giorno, in quanto effetto dei contagi in salita dei giorni precedenti. Dovremo attendere qualche giorno perche' questo risultato venga confermato e perche' ne possano prendere coscienza i giornalisti e quindi anche l'opinione pubblica (per questa crescita il 14/10 i giornali parlano ancora di rischio di situazione esplosiva a Milano).
Secondo noi questa riduzione del tasso di crescita dei contagi, se confermata, rappresenterebbe un importante primo riscontro sperimentale a supporto della nostra descrizione del fenomeno epidemico, connesso con l'epidemia degli asintomatici (che ne fa crescere il numero ed il conseguente potenziale di contagiosita', che costituisce oggi la grande minaccia per tutta la popolazione mondiale).
L'epidemia in atto oggi, ad ottobre, secondo noi e' sostanzialmente DIVERSA dall'epidemia primaria di Covid-19 avvenuta in primavera, quando il lockdown adottato in Italia era ancora efficace (ora non piu', come gia' spiegato), perche' allora non c'erano i 3 milioni di asintomatici, che sono in circolazione oggi e che costituiscono da ora in poi, secondo noi, la principale sorgente di diffusione dei virus e dei conseguenti contagi.
E' importante che si prenda coscienza di cio' perche' oggi si sente affermare, anche da persone considerate esperte, che "gli asintomatici non sono un problema per la sanita' pubblica, perche' non vanno in ospedale" oppure che "la pandemia non e' piu' un problema, perche' il tasso di mortalita' e' sceso al 0.3%".
In primavera le infezioni erano prodotte da persone con sintomi e quindi con rilascio di cariche virali molto piu' intense di quelle che oggi rilasciano quei 3 milioni di asintomatici e che secondo noi sono la principale causa d'infezione attuale.
Per questo oggi le persone infettate presentano sintomi piu' lievi, non per una mutazione del virus o per le cure migliori.
La comprensione del fenomeno epidemico attuale e' percio' ESSENZIALE per capire come possiamo combattere piu' efficacemente il virus Sars-CoV-2 (per esempio: lockdown no, mascherine si): noi stiamo cercando qui' di portare il nostro contributo.
Se sara' confermato, questo risultato della nostra previsione fornirebbe un aiuto fondamentale per la limitazione dei contagi anche in tutti gli altri Stati, che hanno popolazioni di asintomatici ben piu' numerose della nostra e che stanno lottando con provvedimenti inadeguati (sottovalutando l'importanza dell'uso generalizzato delle mascherine, che porterebbe a loro benefici ancora maggiori che a noi) contro una crescita dei contagi ben superiore alla nostra.
L'Italia si confermerebbe cosi' ancora una volta ai vertici delle capacita' d'indagine scientifica e come leader mondiale nella lotta alla pandemia.

Commenti scritti il 14/10: I dati del 14/10 fanno sperare nell'inizio di una discesa della percentuale dei positivi su oltre 152.000 tamponi misurati, a meno del 4.8 % (vedi tabella ).
Essendoci sempre una (piccola) frazione dei test che contribuiscono tendenzialmente ad innalzare il numero dei positivi (sono quelli fatti per inseguire il tracking o quelli di controllo della positivita'), pero' quando i tamponi misurati sono tanti, come oggi che sono piu' di 152.000, il dato dei positivi e' piu' realistico (ne risente di meno).
Quindi ci sentiamo di concludere che il dato odierno non indica necessariamente un calo del numero dei positivi ma certamente conferma l'annunciato arresto dell'andamento crescente del numero dei positivi e quindi il BLOCCO della crescita dell'epidemia degli asintomatici che sono quelli che mantengono attivi i virus nell'ambiente e li diffondono, alimentando i contagi delle persone sane.
Il riscontro da noi cercato in realta' non esige nemmeno che la percentuale dei positivi resti costante nel tempo o decresca ma solo che ci sia stato un deciso cambiamento in senso favorevole nell'andamento temporale dei dati (potrebbero anche crescere, ma piu' lentamente).
Confermiamo di attribuire questo successo nel combattere la pandemia all'estensione dell'obbligo di usare le mascherine anche all'aperto, che ha contribuito in modo rilevante a bloccare la diffusione nell'ambiente dei virus da parte di circa 3 milioni di persone infette ed asintomatiche.
Dalla misura del cambiamento dell'andamento temporale delle percentuali dei test positivi si puo' ricavare una valutazione quantitativa dell'efficacia del provvedimento sull'obbligo delle mascherine. Questa efficacia puo' essere migliorata perfezionando il provvedimento (crediamo che in Cina stiano ottenendo risultati anche migliori dei nostri per una maggiore disciplina).
Come gia' annunciato aspettiamo i dati di domani per ESULTARE, traendone poi le giuste ed utilissime conclusioni (la stampa ed i medici, se guardano solo ai ricoveri ed ai decessi, potrebbero accorgersene forse tra qualche giorno per ovvi motivi). In realta' dopo l'inizio dell'epidemia alimentata dalle persone infette con sintomi, ricoveri e decessi cresceranno comunque in misura di quanto questa epidemia dilaga.


SECONDA ONDATA DI COVID-19: Commento scritto il 16/10 (Come annunciato)
Quasi tutto OK, perche' la percentuale di tamponi positivi che mostra 5 GIORNI DI DATI STABILI INTORNO AL 5% DOPO VARI GIORNI SEMPRE IN SALITA, costituisce un'evidenza sperimentale sufficiente per CONFERMARE la nostra previsione e potremmo cosi' esultare per il successo ottenuto.
Ecco allora qui' la nostra ESULTANZA (piccola piccola, in segno di lutto, per i motivi che saranno chiari tra poco):


E U R E K A !

L'obbligo di indossare le mascherine va poi correlato con la contagiosita' del virus, che diminuisce quando fa caldo (ma non nelle celle frigorifere o con l'aria condizionata). Quindi le Autorita', monitorando con (poche) misure molecolari il numero di asintomatici, devono regolamentare l'obbligo delle mascherine (certamente si in inverno, probabilmente no in estate).
Credo che i cinesi stiano facendo proprio cosi' e, se abbiamo ragione noi, e' quindi possibile che proprio per questo motivo oggi loro non abbiano alcun contagio.
La questione cinese: Se cio' fosse vero (in Cina, anche se i loro contagi non fossero zero, certamente oggi stanno messi molto meglio di noi) sarebbe un'ULTERIORE CONFERMA SPERIMENTALE che quanto esposto in questo articolo corrisponde al vero. Sarebbe allora un progresso importante ed un passo avanti utilissimo verso la comprensione della fenomenologia di comportamento di questo virus. Cio' potrebbe aiutarci non poco a controllarlo meglio in futuro.
Se volessimo credere alla notizia sorprendente che, mentre tutto il mondo e' invaso massicciamente dal virus, in Cina hanno zero contagi, dobbiamo ammettere che e' anche possibile che i cinesi non possano essere accusati di averci nascosto queste informazioni e di non averci aiutato, perche' come non siamo riusciti noi a capire sollecitamente il problema, cosi' e' possibile ed e' anche un diritto per loro non averlo ancora capito: il buon uso delle mascherine per loro non e' un provvedimento nuovo, come per noi, ma un'abitudine consolidata, con radici storiche.
Se fosse vero, sarebbe anche colpa nostra aver accolto la notizia, che in Cina avevano zero contagi, con arrogante scetticismo e non aver indagato in merito adeguatamente.
Staremo a vedere come va a finire, osservando quali saranno le percentuali di tamponi positivi nei prossimi giorni e, se il 6.6% risultasse un dato corretto, speriamo che non salga troppo di piu' (ogni sollecito provvedimento utile a rallentare o bloccare la crescita dell'epidemia di Covid-19 sara' ovviamente il benvenuto).

COSA STA SUCCEDENDO ORA (18/10) ? Gli infetti con sintomi oggi sono l'1.6% (=6.6%-5%) della popolazione, cioe' non sono ancora molti, perche' l'epidemia di Covid-19 (non quella degli asintomatici che con le mascherine siamo riusciti a bloccare al 5%) si e' innescata ed e' partita solo da pochi giorni.
Pero' se un'epidemia parte vuol dire che il parametro di crescita e' R0>1 ed allora assume rapidamente un andamento di crescita esponenziale. Se si attende ad intervenire con decisione, il problema quindi peggiora rapidamente fino a diventare poi non piu' gestibile.
Occorrono quindi azioni sollecite e decisive. Finche' l'epidemia non si e' ancora estesa molto possono essere sufficienti interventi di chiusura piu' limitati e mirati verso le cause piu' evidenti della diffusione del virus. Altrimenti, se i provvedimenti adottati risultassero insufficienti, resta solo la strada del blocco generalizzato, che in primavera ha mostrato di poter bloccare l'epidemia anche quando e' in fase avanzata (pero' con costi enormi).
All'estero non potevano bloccarla perche' avevano fatto sviluppare troppo la loro popolazione di asintomatici (il 13% della popolazione in Francia) e quindi con l'abbassamento stagionale della temperatura, che aumenta la contagiosita' del virus, era inevitabile la partenza dell'epidemia di Covid-19.
Questa sorprendente efficacia dell'uso esteso delle mascherine per il contenimento dei contagi e per il blocco dell'epidemia Covid-19, non appena confermata, e' un'informazione preziosa che merita la piu' ampia e solerte diffusione a livello mondiale, fatta da chi di dovere.

CONCLUSIONI DELLO STUDIO FATTO FINORA (scritte dopo l'arrivo dei dati del 15/10):
Vedi anche il Commento scritto il 16/10 (importante, e' una pagina prima).
Prendiamo atto del dato del 15/10 (5.4%) che e' compatibile con il blocco della crescita della percentuale di tamponi positivi che ormai consideriamo definitivo (sarebbe stato ben piu' alto se la crescita della percentuale di tamponi positivi non si fosse arrestata ad un valore di poco superiore al 5%) a conferma della correttezza della nostra previsione fatta il 9/10 e delle motivazioni che l'avevano stimolata e che qui' ribadiremo.
Facciamo il punto sulla nostra analisi, che assume sempre piu' importanza perche' in varie parti d'Europa ci si sta preparando agli onerosi lockdown ed anche in Italia alcuni "esperti" raccomandano un lockdown nazionale a Natale quando la curva dei contagi sembra divenuta costante.
Questo argomento viene approfondito al successivo punto 8, perche' ora la situazione e' diversa: i lockdown potrebbero riuscire ad arrestare l'epidemia ma solo per la durata del lockdown e non piu' stabilmente come accadde la scorsa primavera in Italia. Questo perche' la causa che alimenta l'epidemia ora e' cambiata, in quanto ora c'e' anche la popolazione degli asintomatici ad alimentarla, che in primavera non c'era, perche non era cosi' numerosa.
Elenchiamo qui' gli argomenti che ricostruiscono cosa e' accaduto finora in Italia e che meritano una riflessione approfondita da parte di tutte le persone coinvolte a vario titolo nella lotta al virus Sars-CoV-2:
  1. DISINFORMAZIONE: Non e' tollerabile che i giornalisti diano il massimo rilievo alla notizia che numero di test positivi sono in crescita anche se e' in calo la loro percentuale rispetto al numero totale dei test eseguiti (che e' il dato giusto per valutare se l'epidemia si espande o si riduce). Basta vedere i titoli di prima pagina dei giornali del 14/10 che affermavano che l'epidemia e' in crescita ed i dati salgono, quando come si vede anche nella nostra tabella, la percentuale dei positivi era scesa dal 5.2% al 4.8% segnalando la conferma del blocco della crescita del numero di asintomatici in Italia e quindi dell'epidemia associata, cioe' una notizia clamorosa, esattamente contraria a quanto scritto dai giornalisti a caratteri cubitali in prima pagina. Basta! Siccome i nostri giornalisti non possono essere cosi' culturalmente impreparati da non comprendere un problema cosi' elementare, crediamo occorra un intervento di un'autorita' superiore politica o scientifica, altrimenti queste notizie false continuando cosi' potrebbero arrivare a produrre danni enormi, influenzando le autorita' politiche che, non potendo ignorare i sentimenti dell'opinione pubblica, potrebbero prendere provvedimenti sbagliati e dannosi. (P.S. Solo dal 16/10 i dati crescono, ma per 5 giorni fino al 15/10, quando questo commento e' stato scritto, sono stati sempre costanti intorno al 5%).
  2. POPOLAZIONE ASINTOMATICA (e' un dato accertato): Ogni persona asintomatica coltiva inconsapevolmente i virus nel proprio corpo anche per tempi lunghi (nei casi di herpes anche per tutta la vita), permettendo loro di sopravvivere rimanendo attivi per lungo tempo, potendosi diffondere anche nell'ambiente esterno.
    Le persone infette ed asintomatiche in Italia oggi sono poco meno di 3 milioni, perche' i test positivi sono circa il 5% ed il 95% dei test positivi risultano di persone asintomatiche. In primavera invece erano molte di meno perche' non avevano ancora avuto il tempo per crescere molto di numero.
    La distribuzione dei tamponi trovati positivi e' piu' concentrata nelle regioni del nord Italia (Lombardia 6.3% e Liguria 8.4%) mentre nel centro-sud le percentuali sono minori (Lazio 3.7% e Sicilia 5.3%). Questo perche' le regioni del nord, che sono state le piu' colpite dall'epidemia primaria in primavera, sono partite con una popolazione di asintomatici piu' numerosa che, accrescendosi poi con l'epidemia degli asintomatici, e' arrivata in autunno ancora piu' numerosa.
  3. EPIDEMIA DEGLI ASINTOMATICI (ipotesi verosimile): Siccome almeno una parte degli asintomatici e' un po' contagiosa (con cariche virali poco intense) e' verosimile immaginare che possano aumentare di numero contagiando persone sane (le piccole cariche virali favoriscono l'esito asintomatico sulla persona sana infettata). Allora se le condizioni ambientali (temperatura, affollamento, ecc.) favoriscono i contagi, la popolazione degli asintomatici puo' crescere di numero con le stesse regole di una normale epidemia (se Rt>1). E' quello che e' accaduto in Italia fino al 9/10, secondo noi, dato che sono arrivati ad essere 3 milioni.
  4. CONTAGIO DA ASINTOMATICI (e' un dato da misurare): In una popolazione il numero totale di asintomatici esistente stabilisce l'entita' dell'immissione di virus nell'ambiente, che e' la causa iniziale di avvio ed una fonte di alimentazione successiva di una nuova ondata epidemica di Covid-19.
    Quando il numero di asintomatici e' sotto una determinata soglia l'epidemia non decolla perche' sono piu' le guarigioni ed i decessi che i nuovi contagi (e' come in un'epidemia con Rt<1).
    Quando invece il numero di asintomatici e' sopra la soglia, l'epidemia decolla (come nel caso in cui e' Rt>1, perche' sono piu' i nuovi contagi che le guarigioni ed i decessi).
    In Italia a settembre non avevamo epidemia di Covid-19 ma avevamo un'epidemia invisibile di asintomatici che percio' crescevano sempre piu' di numero.
  5. EFFETTO DELLE MASCHERINE (ipotesi molto verosimile): L'aver esteso l'obbligo di uso delle mascherine quasi ovunque ha ridotto la capacita' di contagio degli asintomatici, facendo scendere il valore del parametri di crescita a Rt<1. Questo ha bloccato in Italia lo sviluppo dell'epidemia degli asintomatici, come si e' immediatamente riscontrato nelle analisi dei tamponi (vedi tabella ).
    Il riscontro di cio' e' nella correlazione temporale tra la data del provvedimento che ha introdotto l'obbligo dell'uso esteso delle mascherine e del blocco della crescita dei tamponi positivi.
    Questa era proprio la previsione che noi avevamo scritto in questo articolo il 9/10, tre giorni prima che il blocco apparisse nei dati.
    Un ulteriore riscontro dell'efficacia dell'uso esteso delle mascherine, quando la causa che alimenta l'epidemia e' l'elevato numero di asintomatici in circolazione, si puo' ricavare dai dati cinesi: in quel Paese da sempre e' diffusissimo l'uso delle mascherine, anche prima del Covid-19. Per questo c'e' da aspettarsi che tutti la usino sempre e con disciplina: questo secondo noi potrebbe aver determinato in Cina il contenimento del numero di asintomatici che non sarebbero cosi' riusciti a crescere di numero come da noi, perche' e' stato sempre mantenuto Rt<1 e l'epidemia non si e' potuta sviluppare.
    Se questo fosse vero allora dovremmo incentivare l'uso di mascherine per abbattere il numero di asintomatici, prendendo la Cina come esempio: sarebbe un passo efficace e molto meno costoso dei lockdown!
  6. ZERO CONTAGI IN CINA ? (ipotesi poco verosimile ma possibile): L'ipotesi che in Cina il numero di asintomatici non sia cresciuto come da noi perche' si e' sempre mantenuto Rt<1 grazie all'uso molto scrupoloso delle mascherine, che ha impedito all'epidemia degli asintomatici di svilupparsi, potrebbe fornire una spiegazione possibile al fatto, per alcuni versi sconcertante, che la Cina afferma di essere oggi l'unico Paese al mondo con zero contagi. Finora tutti hanno attribuito a questa affermazione scarsissima credibilita' ma noi non possiamo credere che i cinesi possano mentire cosi' spudoratamente. Forse allora potrebbe anche essere vero ed una spiegazione potrebbe esserci, anche se nessun cinese ce l'ha spiegata, purtroppo, perche' sarebbe stata utilissima (ma forse neanche loro hanno ancora capito appieno come funziona questa epidemia): loro non avrebbero oggi, come causa di contagio, quel grandissimo numero di persone asintomatiche che noi abbiamo fatto crescere in occidente, che ora sta producendo da noi la "seconda ondata del Covid-19" e che poi restera' il nostro grande fardello futuro, perche' in Cina l'uso scrupoloso delle mascherine potrebbe aver impedito lo sviluppo di quell'epidemia di asintomatici (avendo mantenuto sempre Rt<1), che da noi ha fatto nascere la "seconda ondata" della pandemia.
    Bloccando l'espansione dell'epidemia degli asintomatici questa si estingue e, se gli asintomatici guariscono in un tempo definito, allora il numero di infetti asintomatici tende a zero: questo processo potrebbe essere in atto in Cina. Questa sarebbe una strada obbligata anche per noi italiani, che abbiamo cosi' tanti asintomatici in casa, che mantengono e diffondono permanentemente i virus.
    Questo potrebbe essere il potenziale benefico dell'uso scrupoloso ed esteso delle mascherine.
    Sarebbe di grande interesse poter ricavare una conferma di tutto cio' dai dati di test molecolari con tamponi fatti in Cina su persone scelte a caso.
  7. EPIDEMIA DI COVID-19 (cioe' di persone con sintomi, ora in atto nella sua fase iniziale): Se il risultato dell'infezione prodotta dagli asintomatici fosse sempre di produrre degli altri asintomatici, non se ne accorgerebbe nessuno (solo con le misure con i tamponi li evidenzierebbero).
    La nostra conclusione e' che quando la popolazione degli asintomatici e' cresciuta troppo (con l'epidemia degli asintomatici) puo' diventare lei la causa che avvia una nuova epidemia di Covid-19 (perche' i sintomatici che si creano poi cominciano ad infettare le persone sane con cariche virali piu' intense, generando tanti casi di Covid-19 (epidemia primaria di Covid-19).
    Questa epidemia, che e' quella che dobbiamo affrontare ora, e' pero' DIVERSA da quella della primavera scorsa perche' ha due cause e non una che l'alimentano: le persone infette con sintomi (che ancora sono poche) e gli asintomatici (che ORA sono moltissimi mentre in primavera erano pochi).
  8. LOCKDOWN NAZIONALE (pericolo incombente): Presentandosi l'epidemia attuale con delle caratteristiche diverse dal passato, e' giusto chiedersi se un lockdown fatto in Italia a Natale (che qualche esperto ha gia' iniziato a paventare, dicendo che "potrebbe aiutare" e che il Presidente del Consiglio ha dichiarato di non poter escludere) avrebbe gli stessi effetti di blocco dell'epidemia, come si e' avuto in primavera. La differenza con il passato e' che ora abbiamo due cause delle infezioni e non una sola:
    A) gli asintomatici, il cui numero evolve secondo le regole dell'epidemia degli asintomatici,
    B) e le persone infette con sintomi, il cui numero evolve come l'epidemia Covid-19 gia' conosciuta in primavera.
    Per questa seconda causa possiamo aspettarci che il lockdown produca gli stessi effetti visti in primavera.
    Invece per la prima causa, che oggi e' ancora quella dominante, non possiamo essere certi che subisca gli stessi effetti. Siccome gli asintomatici sembrano essere il serbatoio che mantiene i virus attivi nell'ambiente anche per tempi lunghi, la durata del lockdown, che dev'essere necessariamente limitata, potrebbe non produrre effetti apprezzabili sulla riduzione del numero degli asintomatici.
    Se cosi' fosse allora nelle nostre condizioni, in cui la popolazione degli asintomatici sembra essere la causa prevalente che alimenta l'epidemia (perche' ora sono 3 milioni), potrebbe accadere che al termine del lockdown nazionale gli asintomatici siano rimasti sostanzialmente gli stessi e l'epidemia allora riprenderebbe come prima del lockdown, alimentata dai 3 milioni di asintomatici: cioe' l'effetto del lockdown non sarebbe stabile, come e' stato in primavera, ma solo temporaneo (e allora sarebbero stati tutti soldi e sacrifici buttati al vento).
    Il lockdown e' quindi sicuramente efficace quando e' limitato al contenimento di focolai oppure esteso ma in presenza di epidemie alimentate soprattutto da persone infette con sintomi. Nel nostro caso di epidemia, alimentata ancora in modo prevalente da persone infette ma asintomatiche, il risultato del lockdown e' incerto.
    L'uso esteso e scrupoloso delle mascherine potrebbe essere addirittura piu' efficace del lockdown (per non parlare dei costi!) nei casi in cui sono prevalentemente gli asintomatici che alimentano l'epidemia.
    Quindi una piena comprensione del fenomeno epidemico, con i dovuti riscontri nei dati sperimentali e' importantissima.

IL RUOLO DEGLI ASINTOMATICI: (13 ottobre 2020)
Le mie argomentazioni sono tutte frutto di deduzioni logiche che partono dalla conoscenza elementare dei fenomeni descritti, che potrebbero anche assumere valore scientifico se riuscissero a trovare un riscontro nelle osservazioni sperimentali.
Per questo la verifica di questa previsione, che l'uso esteso delle mascherine possa riuscire a ridurre la crescita dei "nuovi contagi" che si rileva attualmente nelle misurazioni quotidiane, avrebbe per noi un'importanza rilevante.
L'ipotesi dell'esistenza di quell'epidemia invisibile che abbiamo chiamato "epidemia degli asintomatici" esige che sia l'epidemia a far crescere il numero di asintomatici. Questo richiede che alcune delle persone asintomatiche rimangano infette (cioe' positive al test molecolare) per un tempo sufficientemente lungo da poter infettare e rendere contagiosa almeno un'altra persona (sana), diffondendo le loro cariche virali (piccole) nell'ambiente.
Se le persone infettate ed asintomatiche guarissero rapidamente, eliminando il virus dal loro organismo, questa epidemia non si potrebbe sviluppare. La rapida guarigione pero' dipende dalla risposta immunitaria che e' un parametro diverso da persona a persona.
Dall'efficacia della risposta immunitaria oltre che dall'intensita' della carica virale infettante dipende l'esito dell'infezione: il paziente puo' guarire se gli anticorpi riescono a prevalere sulla carica virale o puo' ammalarsi sviluppando la sindrome Covid-19 in caso contrario.
Ma c'e' anche un caso intermedio in cui il paziente non riesce ad eliminare i virus dal proprio organismo ma ne limita lo sviluppo, impedendo cosi' che si manifestino i sintomi del Covid-19: e' questo il caso delle persone infettate ma asintomatiche.
E' proprio questo il caso che ci interessa perche' alla luce delle nostre deduzioni potrebbe essere proprio quello che caratterizza l'epidemia di Sars-CoV-2.
Sembrano esserci diversi modi con cui i vari virus riescono a nascondersi nel corpo umano.
  1. Ce ne sono alcuni che riescono a permanerci per troppo poco tempo per poter avviare un'epidemia: e' il caso del precedente virus della Sars, che e' cosi' sparito.
  2. Altri riescono a permanere nel corpo umano per tempi lunghissimi (anche per tutta la vita) ma in numero cosi' modesto da non disperdere cariche virali infettanti nell'ambiente. Solo in rari casi, quando le difese immunitarie dell'ospite si abbassano per qualche motivo, allora crescono di numero e vengono rilasciati nell'ambiente creando un pericolo d'infezione per le persone sane: e' il caso dei virus herpes, ad esempio (entrando in contatto con l'herpes zoster si prende la varicella).
  3. Esiste poi il caso intermedio, in cui il virus puo' permanere nel corpo umano abbastanza a lungo e talora in un numero di virus tale da poter essere diffuso nell'ambiente e poter avviare un'epidemia, infettando le persone sane. Lo sviluppo di questa epidemia sarebbe agevolato nel caso in cui il virus risultasse anche dotato di un'alto grado di contagiosita' (come il Sars-CoV-2).
Lo sviluppo di un'epidemia di asintomatici e' quindi possibile e dipende dalle caratteristiche di questo virus.
Per capirne di piu' al riguardo osserviamo che nei test molecolari il 95% circa delle persone esaminate risulta positiva ma senza i sintomi della sindrome Covid-19, cioe' asintomatica. Su una popolazione italiana di 60 milioni di persone, trovare 5000 asintomatici su 100.000 esami fatti vuol dire che il 5% della popolazione, cioe' 3 milioni di persone in Italia ed in quel giorno, dovrebbero essere infette (positive al test) ed asintomatiche (in realta' un po' meno perche' alcuni test vengono mirati a trovare i positivi seguendo il tracking).
Questo e' un dato sperimentale e non una deduzione logica.
E' possibile che questi 3 milioni di persone siano state infettate tutte pochi giorni prima da persone asintomatiche che rimangono contagiose solo per pochi giorni? La risposta e' affermativa.
Per comprenderlo, supponiamo che un asintomatico smetta di essere tale in N giorni. Se ognuno dei 3 milioni di asintomatici esistenti riesce ad infettare mediamente una sola persona in N giorni allora la popolazione dei 3 milioni di asintomatici si mantiene invariata. Se se ne infettano di piu' si sviluppa l'epidemia ed il numero di asintomatici cresce (in modo prima lento, quasi lineare, e poi esponenziale): e' questa la crescita del numero di contagi che stiamo rilevando in questi giorni.
I parametri che entrano in gioco sono:
  1. Il numero di virus rilasciati nell'ambiente da un asintomatico (carica virale) che puo' essere rilevante nei casi di riduzione delle difese immunitarie della persona asintomatica (in tali casi possono anche manifestarsi alcuni sintomi).
  2. Il numero di giorni in cui la persona asintomatica rimane contagiosa (poi guarisce).
  3. La capacita' infettante della carica virale che dipende non solo dalle proprieta' del virus ma anche da parametri ambientali (d'inverno e' maggiore).
Questi sono parametri che non conosciamo ma quello che ci interessa ora e' il risultato: lo sviluppo dell'epidemia degli asintomatici (invisibile) e' possibile e segue le stesse regole dell'epidemia primaria (visibile).
Secondo noi e' proprio cosi' che gli asintomatici in Italia sono arrivati ad essere 3 milioni (in Francia, Spagna e UK almeno 10 milioni).
Piu' numerosi sono e piu' virus abbiamo in circolazione.
Le cariche virali disperse nell'ambiente con il freddo diventeranno sempre piu' intense (per i motivi spiegati) e le persone sane infettate, anziche' sviluppare nessuno o pochi sintomi, sempre piu' spesso crediamo che svilupperanno purtroppo la sindrome Covid-19 e finiranno in ospedale.


SOLUZIONE FINALE DELL'EPIDEMIA DEGLI ASINTOMATICI: (11 ottobre 2020)
Siccome si stanno vanificando le mie speranze che questo virus Sars-CoV-2 non fosse molto longevo (vedi al riguardo le osservazioni del punto 9 "Quando finira' questa pandemia?"), alla luce dell'andamento dei contagi autunnali, mi sento ancora coinvolto a continuare questo studio e diventa per me sempre piu' importante approfondire il fenomeno dell'epidemia degli asintomatici, che sta mantenendo oggi viva la pandemia.
La differenza piu' rilevante tra l'epidemia di Covid-19 (cioe' quella delle persone sintomatiche) e l'epidemia degli asintomatici risiede nel fatto che la prima e' controllabile con i lockdown, perche' la causa dell'infezione e' un malato che in un mese termina di esserlo (o guarisce o muore); la seconda invece non e' controllabile neanche con i lockdown, che possono bloccarne lo sviluppo ma solo per la durata del lockdown (perche' la causa che alimenta l'epidemia e' diversa: e' l'enorme numero di asintomatici che esistono e sono invisibili).
La differenza con altre epidemie sta proprio nella presenza di questa popolazione di asintomatici che e' cosi' numerosa per l'alto grado di contagiosita' e si autosostiene attraverso un'epidemia nascosta, quella degli asintomatici, che infettando con piccole cariche virali le persone sane, consente alla popolazione degli asintomatici di estendersi sempre di piu', come un'epidemia.
Questo tende a cronicizzare e rendere la pandemia endemica (finche' riuscira' a durare: vedi il punto 9).
Come si puo' affrontare allora questa pandemia?
L'entita' del problema e' direttamente proporzionale al numero di asintomatici presenti nel Paese. Grazie al lockdown fatto in Italia, noi per ora ne abbiamo MOLTI meno di altri Paesi. E' un vantaggio prezioso ma che potrebbe essere effimero e sfumare velocemente se si dovessero allentare le misure di contenimento dell'epidemia.
Si deve percio' individuare quanti piu' asintomatici possibile e neutralizzarne le capacita' di diffondere il contagio con tutti i mezzi disponibili, che saranno poi quelli farmaceutici.
A settembre avevamo stimato in 900.000 il numero di asintomatici presenti in Italia (perche' c'erano 1500 test positivi su 100.000 eseguiti); oggi i test positivi sono il 5% dei test effettuati e questo corrisponde oggi alla presenza di circa 3.000.000 asintomatici in Italia (magari un po' meno per gli esami dei tracking), a riprova che e' proceduta piuttosto velocemente l'epidemia degli asintomatici, in cui ogni persona infetta e asintomatica, diffondendo cariche virali modeste, ha infettato delle persone sane, facendole diventare asintomatiche: e' una vera e propria epidemia invisibile.
Oggi, con le misure di prevenzione dei contagi, tra cui l'obbligo dell'uso delle mascherine anche all'aperto, contiamo di rallentare lo sviluppo di questa epidemia ma la stagione invernale in arrivo certamente ci ostacolera' non poco.
Questa e' l'entita' del problema che abbiamo di fronte in Italia: se individueremo 10.000 asintomatici al giorno, con i test piu' rapidi, in 300 giorni potremo arrivare a ridurre significativamente il loro numero e quindi l'epidemia (all'estero quei Paesi, che non hanno voluto contenere la crescita esponenziale dei contagi in primavera con il lockdown, si trovano ora messi abbastanza peggio di noi, avendo in casa una popolazione di asintomatici di 3 o 4 volte piu' numerosa della nostra).
Un'altra caratteristica importante, ma non gradita, di questa epidemia degli asintomatici consiste nella ragionevole previsione di un'apprezzabile riduzione dell'efficacia del vaccino sulle persone asintomatiche. Cio' in quanto, essendo persone che inconsapevolmente stanno coltivando colonie di virus nel loro organismo, sembra ragionevole aspettarsi, al momento della somministrazione del vaccino, una risposta immunitaria abbastanza limitata del loro sistema immunitario, gia' sollecitato dal virus a produrre degli anticorpi.
Le persone oggi infette ed asintomatiche, non potendo cosi' usufruire appieno della protezione del vaccino, potrebbero rischiare di rimanere esposte ad un rischio di reinfezione al Covid-19 per tempi lunghi, almeno finche' la minaccia del virus continuera' ad esistere.
Una volta vaccinata tutta la popolazione sana, verra' bloccata l'espansione dell'epidemia degli asintomatici che pero', se quanto qui' esposto e' corretto, continueranno ad esistere come tali ed a coltivare il virus Sars-CoV-2 nel loro organismo.
Per questo gli asintomatici potrebbero essere gli unici a rimanere esposti, forse anche per tutta la vita, al rischio della sindrome Covid-19 non appena le loro difese immunitarie dovessero indebolirsi (come accade per altri virus, tra cui il ben noto herpes).
Questo dovrebbe far riflettere meglio quei giovani che oggi, sentendosi poco esposti a rischi gravi, tralasciano di rispettare la doverosa disciplina delle misure di contenimento dell'epidemia: e' inevitabile che prima o poi questi comportamenti rischiano di farli entrare nel "club degli asintomatici".
Se questi giovani venissero informati, molti di loro si potrebbero salvare adottando comportamenti piu' virtuosi.
Con il progresso delle tecniche diagnostiche risultera' sempre meno oneroso arrivare ad identificare TUTTI gli asintomatici ed a guarirli, somministrando loro il giusto farmaco antivirale, che prima o poi sara' disponibile.
Solo allora avremo vinto la guerra al virus, facendolo scomparire definitivamente.
Questo ci sembra essere oggi il percorso inevitabile per sconfiggere questo male, dato che contrariamente a quanto sperato da tutti il vaccino non riuscira' a liberarci dalla popolazione di asintomatici che oggi ci circonda e che mantiene attiva l'epidemia.

COVID-19: L'EPIDEMIA DEI PAZIENTI CON SINTOMI E' IN ATTO: (18 e 19 ottobre 2020)
Gli esperti forniscono in TV informazioni ancora tranquillizzanti, dimostrando di essere poco consapevoli della reale situazione.
Ecco il nostro parere: La percentuale dei positivi e' arrivata oggi 18/10 all'8% ma l'incremento vero NON e' dal 6.6% all'8.0%.
La parte di contagi prodotta dai 3 milioni di asintomatici aumentera' in proporzione al loro numero crescente che e' partito il 10/10 da 3 milioni (numero dedotto dal 5% di tamponi positivi su 60 milioni di persone). Questo numero aumentera' ma piu' lentamente del numero di infettati con sintomi (perche' questi ultimi sono piu' contagiosi).
Per questo motivo mei primi giorni dell'epidemia di Covid-19 consideriamo per semplicita' praticamente costante ed intorno al 5% la parte di contagi prodotta dai 3 milioni di asintomatici. In tal caso il contributo aggiuntivo a questo 5%, prodotto dalle persone infettate e con sintomi (risultato del recente innesco dell'epidemia Covid-19), e' passato dall'1.6% (=6.6% - 5%) al 3% (=8.0% - 5%), cioe' e' quasi RADDOPPIATO in sole 24 ore, con un andamento che potrebbe essere esponenziale (alcuni commentatori dicono che non e' esponenziale perche guardano alla variazione del dato totale che va dal 6.6% ad 8% ma questo potrebbe non essere corretto).
Possiamo cosi' dedurre che approssimativamente le persone infette con sintomi oggi 18/10 sono gia' arrivate ad essere 1/3 degli asintomatici (1.6% rispetto al 5% di asintomatici). E' una crescita molto rapida, se confermata dai dati dei prossimi giorni.
Esaminando anche il dato del 19/10 che e' 9.4% si vede che gli incrementi dei 3 giorni dopo in 15/10 (che e' l'ultimo giorno in "pianerottolo") sono 1.6% , 1.4% ed 1.4% cioe' una crescita meno che lineare, tenendo conto di un inevitabile piccolo incremento del numero di asintomatici (che comporta una leggera crescita oltre il 5% dei contagi dovuti agli asintomatici), dovuto alla partenza dell'epidemia Covid-19.
Questa crescita NON esponenziale, se vera, potrebbe essere un'ottimo indizio dell'efficacia del provvedimento sulle mascherine (oltre che degli altri in atto), che riuscirebbe, oltre a bloccare i contagi dei 3 milioni e piu' di asintomatici (che hanno cariche virali piu' deboli), ma anche i contagi Covid-19 (che hanno cariche virali piu' intense), riducendone la crescita da esponenziale, come dovrebbe essere, a lineare cioe' molto piu' lenta (anche se allarmante perche' su 60 milioni di italiani l'1.5% corrisponde a 900.000 persone contagiate in piu' ogni giorno).
Aspettiamo i dati dei prossimi giorni e speriamo bene.
Le persone infette con sintomi sono piu' contagiose, perche' rilasciano nell'ambiente cariche virali piu' intense di quelle rilasciate dagli asintomatici.
Siccome le temperature si stanno anche abbassando, queste cariche virali rimarranno attive piu' a lungo nell'ambiente, aumentando ancora di piu' il rischio di contagio gia' alto (anche per il fenomeno di accumulo, negli ambienti chiusi).
Il numero di tamponi positivi, che misura il numero di persone contagiate, e' percio' destinato a crescere piu' velocemente e le persone contagiate, in conseguenza delle cariche virali piu' intense a cui sono esposte, presenteranno in numero sempre maggiore i sintomi della sindrome Covid-19.
E questa e' una gran brutta notizia per i nostri ospedali.
Crediamo che vada limitata questa crescita dei contagi in tutti i modi possibili ed al piu' presto (i provvedimenti in atto sono risultati insufficienti, per la scarsa consapevolezza e disciplina della popolazione).

LINEE GUIDA PER IL CONTENIMENTO DEI CONTAGI: (19 ottobre 2020) Si tenga ben presente che, siccome la trasmissione del contagio inizia per via aerea sia nel caso degli asintomatici che nel caso degli infetti con sindrome Covid-19, quell'efficacia che ha bloccato la crescita dei contagi degli asintomatici tra l'11 ed il 15/10 (dimostrata dall'interruzione della crescita della curva nel grafico precedentemente mostrato), dev'essere altrettanto efficace anche nel diminuire i contagi degli infetti Covid-19 (cioe' con sintomi) ma non come e' fatto ora.
Occorrera' pero' un rigore maggiore nell'applicare il provvedimento dell'uso esteso delle mascherine, perche' il potere infettante dei malati di Covid-19 e' molto piu' elevato ovvero le cariche virali rilasciate sono molto piu' intense rispetto a quelle rilasciate dagli asintomatici. Questo effetto dei contagi degli infetti Covid-19 e' misurabile nella curva dei contagi, dove ha ripreso a salire dal 16/10 cioe' dopo l'innesco dell'epidemia di Covid-19.
Pertanto per l'efficacia notevole, dimostrata (entro limiti ragionevoli) in questo lavoro, l'uso esteso delle MASCHERINE puo' essere il primo provvedimento da estendere, perfezionandolo (prima ancora dei lockdown), con un maggiore efficienza per bloccare anche i contagi degli infetti Covid-19 ovvero con un maggior rigore ottenibile con una maggiore severita', anche repressiva, per gli indisciplinati con PROVVEDIMENTI ad esempio come questi: LOCKDOWN: Il lockdown non e' l'arma assoluta ed unica per fermare l'epidemia.
IL LOCKDOWN E' UNA COSTOSISSIMA SCAPPATOIA CHE PERMETTE ALLE AUTORITA' DI OTTENERE QUEI DISTANZIAMENTI CHE NON RIESCE AD OTTENERE ALTRIMENTI (e la gente non lo sa).
Siccome i lockdown costano moltissimo, andrebbero evitati se si possono ottenere risultati simili con altri mezzi, anche autoritari ed oltre i limiti delle leggi esistenti, perche' l'alternativa e' un depauperamento tragico della popolazione ed una crisi sociale difficile poi da governare.
Chiediamoci allora se esistono vie alternative al lockdown.
Il nostro studio ha evidenziato che quando l'epidemia era solo quella prodotta dalle cariche virali disperse dagli asintomatici il semplice provvedimento di aver esteso l'obbligo di usare le mascherine anche all'aperto ha arrestato lo sviluppo dell'epidemia bloccando la crescita dei contagi degli asintomatici.
Abbiamo poi ipotizzato che il provvedimento potrebbe risultare abbastanza efficace anche quando le cariche virali provengono da persone infette con sintomi ovvero da tutte le persone infette e contagiose.
Questa e' solo in parte un'ipotesi, perche' in parte sembra essere un fatto reale: altri scienziati possono esaminare tutti i dati oltre quelli da noi mostrati nel grafico e stabilire se sono sufficienti a fornire l'opportuna evidenza sperimentale da noi annunciata.
Anche se la cosa a prima vista puo' risultare sorprendente, in realta' l'uso esteso ed efficiente delle mascherine agisce bloccando all'origine la fuoriuscita dei virus da una persona contagiosa (che e' l'unica causa che diffonde i contagi).
Quindi il risultato verificato sperimentalmente e' anche verosimile, benche' sorprendente.
Crediamo che contenere piu' efficientemente di quanto si e' fatto finora la fuoriuscita di tutti i virus dalle persone contagiose, unita agli altri provvedimenti atti ad incentivare il distanziamento delle persone, possa ottenere gli stessi risultati di un lockdown generale, che sarebbe percio' un provvedimento sbagliato oltre che costosissimo da adottare.
Aggiungiamo che a differenza di un lockdown i provvedimenti da noi indicati possono continuare la loro funzione per mesi, ben oltre la durata di guarigione o decesso di un paziente con Covid-19.
Quindi, oltre a bloccare i contagi, questi provvedimenti basati sul buon uso delle mascherine possono anche far regredire l'epidemia fino ad ESTINGUERLA (e' Rt<1), cosa che NON puo' fare il lockdown (perche' non puo' durare cosi' tanto).
Una volta estinta l'epidemia di Covid-19 si dovra' tenere sotto controllo il numero di asintomatici, che si puo' fare anche misurando un piccolo numero di tamponi statisticamente significativo. Se il loro numero supera 1 milione (circa 1.5% in percentuale) allora, indossando tutti le mascherine, lo si fa scendere sotto questa soglia. Nel periodo estivo molto probabilmente il numero sara' basso per la riduzione dei contagi e non sara' necessario indossare le mascherine.
Quando anche gli asintomatici si saranno estinti (dipende da proprieta' del virus che ancora non conosciamo), l'incubo sara' finito. In tutto questo i vaccini saranno di grande aiuto per far scomparire prima questo virus.
Uno scenario completamente diverso si aprirebbe per quei Paesi che scegliessero di adottare la via piu' semplice di raggiungere l' immunita' di gregge . Questo significherebbe far crescere senza limiti il numero degli asintomatici che, avendo il virus in corpo, sarebbero sempre soggetti a contrarre la sindrome Covid-19 non appena le loro difese immunitarie dovessero abbassarsi (come appare una vescica sul labbro agli infetti di herpes ma il Covid-19 e' molto peggio di una vescica e lascia danni permanenti).
Quindi quelli qui' indicati sono provvedimenti anche MIGLIORI del lockdown: si tratta di riuscire a farli rispettare da tutti. Se ci sono riusciti i cinesi ci possiamo riuscire anche noi. Non e' accettabile di dover pagare i costi di un lockdown generale e prolungato per questa nostra eventuale incapacita' di farli rispettare.
Questo metodo di affrontare la pandemia meriterebbe di essere considerato seriamente anche solo per l'importanza delle sue promesse di IMPEDIRE la ripartenza delle ondate successive dell'epidemia di Covid-19 e di ottenere gli stessi risultati della Cina (anche se in Italia e' tutto piu' difficile) che dichiara di avere zero contagi ed e' in piena ripresa economica con un PIL al +4.9%
A tutti noi sarebbe piaciuto che l'Italia fosse oggi l'unico Paese in Europa con zero contagi e l'economia in piena ripresa: forse e' quello che avrebbe potuto essere ma non e' stato.
Quest'immagine potrebbe essere un messaggio pubblicitario molto efficace per convincere soprattutto i giovani all'uso piu' consapevole e rigoroso delle mascherine (che e' una buona cosa in ogni caso)!
Sembra un dato di fatto che oggi la CINA si stia tenendo fuori dalla seconda ondata (autunnale) dell'epidemia di Covid-19 avendo attuato proprio questo tipo di provvedimenti che, mantenendo il numero di asintomatici sotto la soglia, hanno impedito l'innesco dell'epidemia SENZA LOCKDOWN GENERALE (loro sono da sempre disciplinati e maestri nel buon uso delle mascherine).
Infatti l'epidemia e' un fenomeno che si avvia solo se si supera quella soglia alla quale il numero dei nuovi infettati arriva ad essere superiore al numero dei guariti e dei decessi (che smettono cosi' di essere infetti). Una volta partita l'epidemia di Covid-19, invece, e' piu' difficile controllarla, perche' le persone con i sintomi sono molto piu' contagiose degli asintomatici. Se non si e' riusciti a bloccarla prima, per tornare poi a farla regredire con R0<1 bisogna attendere l'aiuto della stagione calda.
Purtroppo quando l'epidemia (ancora) non c'e', la gente siccome non teme cio' che non vede, e' restia a sottostare ad una disciplina onerosa: questo rilassamento nella profilassi del contenimento dei contagi e' quello che fa crescere velocemente con l'arrivo del freddo il numero degli asintomatici (che nessuno vede) fino a farli superare la soglia fatidica del Covid-19.
A quanto ne sappiamo in due cose i cinesi sono molto piu' efficienti di noi: nell'uso delle mascherine e nel tracking, che da loro e' fatto in modo anche eccessivamente invasivo. Sono due strumenti preziosi per controllare i contagi e che potrebbero aver fatto la differenza con noi occidentali nell'affrontare il Sars-CoV-2.
Forse loro esagerano per motivi propagandistici quando affermano che hanno zero contagi ma certamente se non avessero l'epidemia sotto controllo si saprebbe, soprattutto in autunno quando i contagi aumentano.
In ogni caso esigere un migliore uso delle mascherine da parte di tutta la popolazione sicuramente produce effetti benefici nel contrasto all'epidemia.
Abbiamo detto che alcuni provvedimenti dovrebbero poter essere presi anche in contrasto con le leggi ordinarie, trovandoci di una situazione di emergenza.
I cinesi sembra che non si facciano scrupoli al riguardo. Anche da noi finche' dura l'emergenza si dovrebbero sospendere certi diritti, come ad esempio quelli sulla privacy, se ostacolano l'efficacia di provvedimenti (come il tracking) diretti alla salvaguardia della sanita' pubblica.
Se l'opinione pubblica capisse che un maggiore rigore nell'uso delle mascherine puo' essere ALTERNATIVO al lockdown ci sarebbe molta piu' collaborazione e disciplina, rendendo piu' probabile il successo dell'operazione, come in Cina.
Bisogna essere molto piu' rigorosi ora, perche' l'inverno, che e' la stagione peggiore, e' alle porte, altrimenti purtroppo ci saranno molti ma molti piu' poveri che andranno certamente poi aiutati tutti.
In Italia si e' ottenuto un risultato di rilievo nel contenimento dei contagi estendendo l'obbligo delle mascherine anche quando si e' all'esterno. Questo significa che anche i virus rilasciati dalle persone infette, quando si trovano all'aperto in strada, contribuiscono in modo significativo ai contagi rilevati poi nei test molecolari, perche' se ne rileva in modo certo l'effetto come un arresto nella crescita dei contagi (vedi grafico precedente).
Questo vuol dire che i virus rilasciati nella strada si accumulano e, risultando volatili, sono facilmente sollevati dal vento ed immessi nell'aria che un passante puo' respirare.
D'estate i virus rimangono attivi per un tempo abbastanza limitato ma in autunno ed inverno, quando la temperatura ambientale si riduce, la loro capacita' di contagio si prolunga nel tempo e questo fatto, unito all'aumento della concentrazione per accumulo temporale, puo' incrementare l'esposizione delle persone ad una carica virale contagiosa.
Per questo motivo riteniamo, quando la temperatura scende sotto i 10 gradi centigradi, rimanendo sempre sopra lo zero (per evitare il pericolo del ghiaccio), sia utile bagnare periodicamente le strade (se non c'e' stata pioggia, brina o neve) con acqua e sale, in modo da fissare i virus nella fanghiglia al fine da ridurne la volatilita'.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 20 ottobre 2020)
La percentuale di tamponi positivi pubblicata oggi 20/10 e' del 7.5% quindi piu' bassa di quella del giorno precedente (8%).
Quindi l'andamento che sembrava di crescita lineare in realta', sembra si sia arrestato se questo dato sara' confermato anche nei prossimi giorni.
Vediamo allora di capire meglio cosa sta succedendo. Queste percentuali si riferiscono a prelievi di 1 o 2 giorni prima e riguardano persone che hanno il virus nel loro corpo evidenziabile con un tampone e credo che la misura richieda un intervallo di tempo dal momento dell'infezione di almeno un'altro giorno.
Quindi stiamo osservando le infezioni avvenute nel passato e fino a 2 o 3 giorni fa (ma per la maggior parte di loro, risultando asintomatici anche molti piu' giorni fa).
Voglio dire che queste misure stanno evidenziando i contagi avvenuti non il giorno prima ma in media vari giorni prima.
Per non fare confusione scriviamo da ora in grassetto le date vere in cui sono accaduti gli eventi e in caratteri normali quelle che fanno riferimento al grafico (che risultano ritardate di circa tre giorni per i motivi spiegati).
Allora questa e' la mia interpretazione: il giorno 9/10 (quando si e' esteso l'obbigo delle mascherine anche all'aperto) l'epidemia primaria di Covid-19 non era ancora partita ed il dato della percentuale rifletteva il contributo dei soli asintomatici che era in lenta crescita come l'epidemia degli asintomatici.
Il provvedimento delle mascherine ha provocato un blocco dei contagi tra asintomatici, che ne faceva crescere il numero (epidemia degli asintomatici). Questo blocco, iniziato il 9/10, quando e' partito l'uso delle mascherine, e' apparso nelle misure con i tamponi tre giorni dopo quando la curva dei dati e' andata in plateau (o addirittura calava) a partire dal 12/10 (quindi il 9/10 corrisponde al 12/10 nel grafico).
Pero' il dato dell'11/10 indica che gia' prima del 9/10 la percentuale aveva raggiunto la soglia del 5% ed per questo e' partita l'epidemia dei sintomatici, che ha portato un contributo in piu' (prima piccolo, invisibile nel grafico) ai tamponi positivi. Questo contributo iniziato l' 8/10 e crescente prima lentamente e' arrivato a valori visibili nel grafico dal 15/10 come un ritorno alla crescita.
L'effetto delle mascherine risulta molto efficiente sui contagi prodotti da persone asintomatiche (con cariche virali modeste) ed e' quindi in grado di limitarne la percentuale sotto al 5%, soglia d'innesco dell'epidemia di persone con sintomi ed e' pertanto in grado di bloccare l'inizio dell'epidemia di Covid-19.
Invece su questi contagi prodotti da persone con sintomi crediamo che l'effetto delle mascherine sia minore perche' si tratta di bloccare cariche virali piu' intense (con molti piu' virus, che possono sfuggire), percio' la presenza di questo contributo, prima raggiunge un livello ben visibile e crescente nel grafico a partire dal 16/10 (corrispondente in realta' al 13/10 cioe' circa 5 giorni dopo l'inizio dell'epidemia di Covid-19).
L'effetto di questa minore efficacia delle mascherine ci era apparsa nell'andamento precedente della curva che invece di crescere esponenzialmente (come accade nelle epidemie) appariva crescere piu' lentamente, in modo lineare.
Cio' significa che l'uso esteso delle mascherine, se adottato prima che inizi l'epidemia Covid-19, puo' impedirne lo sviluppo (purche' si sia riusciti a mantenere la percentuale di tamponi positivi sotto la soglia d'innesco, credo del 3%) ma una volta che l'epidemia Covid-19 e' partita puo' solo ridurne lo sviluppo, da esponenziale a lineare (che non e' poco!).
In alte parole contro gli infetti con Covid-19 le mascherine, che andavano bene per gli asintomatici, non bastano piu': l'unico modo per bloccare i contagi potrebbe essere quello di isolarli, come fossero in quarantena, ma non a casa bensi' in alberghi attrezzati, dotati di tutta l'assistenza necessaria (tutto a carico del S.S.N.).
La crescita della curva sembra pero' essere durata solo tre giorni, fino al 19/10 (corrispondente in realta' al 16/10) perche' il 20/10 (oggi) anche il contributo dei contagi prodotti da persone con sintomi alla percentuale totale mostra un "crollo" dall'8% al 7.5% in sole 24 ore (ottima notizia!)
Possiamo imputare anche questo calo ad un ulteriore effetto del provvedimento delle mascherine (del 9/10)?
Per ora pensiamo di no, in quanto non capiamo perche' un effetto cosi' vistoso si sarebbe dovuto vedere il 16/10 (7 giorni dopo) e non prima. Per questo ci riserviamo di capire meglio il fenomeno, soprattutto alla luce dei dati dei prossimi giorni, anche per valutare l'eventuale dispersione dei dati.
Non e' da escludere che nei prossimi giorni non possa emergere nella curva dei contagi dovuta a persone con sintomi una salita (perche' e' piu' difficile bloccare cariche virali molto intense) sempre lineare ma con minore ripidita' (cioe' con coefficiente angolare minore).
I dati globali che utilizziamo non sono raccolti con metodologia scientifica ma contengono fattori di dispersione, non statistica ma sistematica, che noi non siamo in grado di valutare, come il peso relativo nell'assemblaggio, giorno per giorno, dei dati di regioni diverse (che dovrebbe essere proporzionale al numero di abitanti ma forse non lo e') con livelli di contagio piuttosto diversi o il contributo dei dati relativi al tracking od alla replica dei test che favoriscono l'esito positivo della misura.

RISPOSTA DELLE AUTORITA' (MISURE DI CONTENIMENTO DEI CONTAGI):
Le misure di contenimento dei contagi sarebbero piu' efficaci se potessero essere prese 1 o 2 settimane prima che gli eventi avvengano. Malgrado cio' gli amministratori si muovomo in funzione del numero di ricoveri e di decessi giornalieri.
Un malato di Covid-19 che sviluppa i sintomi della malattia richiedera' il ricovero non prima di 1 settimana dal contagio e se poi non ce la fa, il decesso avviene circa 1 mese dopo il ricovero.
Pertanto sarebbe sicuramente piu' efficace adottare i provvedimenti basandosi sui dati dei contagi anziche' su quelli dei ricoveri e dei decessi che, entro fluttuazioni aleatorie accettabili, forniscono le stesse informazioni ma in anticipo.
Poter prevedere con almeno 1 o 2 settimane di anticipo gli eventi in certi casi puo' anche consentire di incidere in modo migliore sul loro verificarsi.
Questa capacita' previsionale e' materia abbastanza semplice per gli esperti tecnico-scientifici, i quali devono allora essere deputati a fornire in tempo le giuste informazioni agli amministratori, che non possono non capire l'importanza di lavorare in questo modo, diverso e piu' efficiente.

QUANTI TEST CON TAMPONE DEVONO ESSERE FATTI OGNI GIORNO: (21 ottobre 2020)
Individuando 10.000 positivi al giorno, dopo un anno se ne sono trovati piu' di 3 milioni (da isolare per una settimana circa), e si abbatterebbe in modo decisivo il problema dell'epidemia degli asintomatici, impedendo il ripetersi di ondate successive di Covid-19.
Per fare questo occorrono 3.000.000/50 = 60.000 camere singole che potrebbero essere 50.000 nelle case e 10.000 in residence. Se i resicence possono avere 100 camere doppie allora ne servono 50 in varie parti d'Italia, oltre al personale per i controlli nelle case.
Cioe' il problema di far estinguere stabilmente il virus Sars-CoV-2 ed il Covid-19 in Italia sarebbe risolvibile.
Da informazioni di stampa sembra pero' che gli strumenti messi a disposizione per questo scopo non siano adeguati perche' l'isolamento/tracciamento dei positivi individuati con i test non si riesce a fare "perche' sono troppi".
Chiariamo un aspetto molto importante: per le informazioni statistiche/epidemiologiche sull'andamento dell'epidemia bastano meno di 1/10 dei test con tampone che si fanno oggi, con impegno di cosi' tante risorse umane ed economiche.
La ragione di farne il piu' possibile e' giustificata per riuscire ad identificare gli infetti che possono contagiare, per poi neutralizzarli in qualche modo (ho sempre dato per scontato che si facesse, fino ad oggi).
Se nei test si trovano il 10% di infetti ogni giorno vuol dire che in tutta la popolazione italiana una persona su 10 e' infetta cioe' in Italia sono infette 6 milioni di persone non conosciute e con 100.000 test al giorno riusciamo ad individuarne il 10% di 100.000 cioe' identifichiamo 10.000 infetti al giorno.
Allora i casi sono tre:
  1. o riusciamo a neutralizzare la capacita di infettare delle 10.000 persone al giorno individuate (o isolandole con una quarantena dove vogliono loro, ma non sulla fiducia, od ospitandole in appositi Covid Residence gratuiti attrezzati con tutti i comfort (sono tanti ma questo e' il problema che va risolto);
  2. o, se NON riusciamo a neutralizzarli, come sembra dalle informazioni che ci arrivano, allora possiamo decidere di limitare o dimezzare il numero di tamponi da analizzare, in base al numero massimo di positivi che si riesce ad isolare (che sarebbe comunque un intervento molto utile per abbassare il numero di asintomatici, per mantenerlo sempre sotto la soglia del 3% per impedire l'inizio di una nuova ondata epidemica di Covid-19);
  3. oppure bisogna concludere che e' inutile, oltre che sciocco, identificare cosi' tanti positivi, facendo 150.000 o piu' tamponi al giorno, per poi lasciarli andare liberi di contagiare gli altri (e' di oggi la notizia che, grazie al Ministero della Difesa, se ne aggiungeranno altri 30.000 al giorno).
Per seguire l'andamento dell'epidemia ed avere le informazioni necessarie per poter decidere quali provvedimenti adottare solo 20.000 test al giorno bastano e avanzano (magari eseguendoli meglio, cioe' scegliendoli a caso ma in base alle proporzioni degli abitanti di ogni regione).
Percio', se i positivi individuati poi si lasciano andare perche' sono troppi allora e' una follia fare 150.000 test ogni giorno con grande dispendio di risorse umane ed economiche (impiegabili meglio).
Ma se troviamo il 10% di infetti ogni giorno vuol dire che in tutta la popolazione italiana una persona su 10 e' infetta cioe' in Italia sono infette 6 milioni di persone non conosciute e con 100.000 test al giorno riusciamo ad individuarne il 10% di 100.000 cioe' identifichiamo 10.000 infetti al giorno.
Quando la percentuale dei positivi e' il 5% con 100.000 test ne trovo positivi circa 5000. Se le misure sono fatte bene la fluttuazione statistica di questo dato e' di +-70.
Quando la percentuale dei positivi e' il 5% con 25.000 test ne trovo positivi circa 1250. Se le misure sono fatte bene la fluttuazione statistica di questo dato e' di +-35 (+-3%).
Quando la percentuale dei positivi e' il 5% con 1.000 test per regione ho 20.000 test e ne trovo positivi il 5% cioe' 1000. Se le misure sono fatte bene la fluttuazione statistica di questo dato e' di +-32 (+-3%); e' quindo abbastanza accurato, soprattutto per quello che serve agli amministratori ma pure per la nostra indagine scientifica.
Che vuol dire "misure fatte bene"? Vuol dire misurare persone prese a caso, in numero proporzionale al numero di abitanti di ogni regione o provincia, mantenendo separati i dati cioe' senza assemblarli insieme ad altri. Il loro numero potrebbe essere complessivamente circa 1/10 dei test che vengono eseguiti oggi (con grande risparmio di risorse umane ed economiche).
PERCHE' ALLORA FARE 150.000 TEST, SE NE BASTANO SOLO 20.000 ?   N.B. 20.000 circa possono bastare ma solo se i positivi individuati non vemgomo "tracciati", come sarebbe meglio fare per impedire loro di diffondere il contagio (puo' accadere se non si ha il personale necessario al tracciamento).
Se non si capisce questa semplicissima aritmetica allora occorre studiare di piu'. Sono sconcertato quando vedo che tutti vogliono aumentare il numero di test giornalieri perche' all'estero ne fanno piu' di noi.
Aggiungo che aumentare sempre di piu' il numero di test giornalieri risulta anche MOLTO DANNOSO perche' siccome piu' test si fanno piu' positivi si trovano, tutti i giornali, vedendo il numero di positivi di giorno in giorno sempre piu' alto, gridano colpevolmente (perche' e' una notizia FALSA) all'allarme, considerando sempre piu' inevitabile chiudere tutte le attivita'.
Gli amministratori politici poi finiscono per aderire a questo sentimento comune che si e' formato nell'opinione pubblica (ovviamente con danni enormi per chiusure inutili).
Si puo' anche vedere al riguardo i commenti sulla DISINFORMAZIONE nel paragrafo "CONCLUSIONI DELLO STUDIO FATTO FINORA" (raggiungibile con il link dall'indice iniziale).

Il rischio dell'eventualita' di prendere provvedimenti sbagliati e' esaltato dal fatto che tutti sono fortemente preoccupati perche' ricoveri e decessi sono in aumento.
Ma bisogna tenere presente che questi sono dati che si riferiscono a contagi precedenti ai contagi rilevati nei test di oggi.
Infatti per ricoverare un paziente devono passare un po' di giorni dall'infezione, diciamo 7.
Per il decesso ne devono passare di piu', diciamo 30.
Questi due dati risentiranno mediamente piu' tardi del possibile appiattimento (non ancora avvenuto) della curva dei contagi (cioe' gli infetti individuati oggi non si ricoverano o muoiono domani).
L'effetto eventuale dell'appiattimento della curva dei contagi lo potremmo vedere nelle curve dei ricoveri e decessi nei prossimi 30 giorni.
Quindi un possibile scenario potrebbe essere quello di contagi effettivamente bloccati gia' oggi (senza bisogno di chiusure ulteriori) con ricoveri e decessi che aumenteranno ancora per 1 o 3 settimane per poi smettere di crescere, come risultato del blocco attualmente raggiunto nei contagi.
Quello che voglio evidenziare e' che pilotando i provvedimenti governativi sulla base di ricoveri e decessi (perche' sono dati reali piu' certi ed affidabili) si rischia di fare dei lockdown molto onerosi che sono inutili, perche' dovrebbero servire a bloccare dei contagi che dalle misure fatte risulterebbero gia' bloccati.
PER QUESTO IL LAVORO CHE STIAMO FACENDO E' IMPORTANTE, PERCHE' AIUTA A CAPIRE L'EVOLUZIONE REALE DELL'EPIDEMIA.
In verita' i dati attuali non permettono ancora di affermare con certezza che i contagi stanno andando in plateau (forse tra qualche giorno si) ma e' indispensabile che si abbia ben presente qual'e' l'evoluzione completa del fenomeno, come e' stata qui' descritta, per non commettere tragici errori.


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 21 ottobre 2020)
La percentuale di tamponi positivi pubblicata oggi 21/10 e' salita al valore di 8.5% quindi piu' alta di quella del giorno precedente (7.5%).
Questo sembra confermare quanto avevamo intuito, che probabilmente la percentuale dei contagi e' in crescita meno che esponenziale, abbastanza lineare con piccolo coefficiente (angolare) di crescita.
Ribadisco quindi quanto gia' affermato al punto precedente:
Cio' significa che l'uso esteso delle mascherine, se adottato prima che inizi l'epidemia Covid-19, puo' impedirne lo sviluppo (purche' si sia riusciti a mantenere la percentuale di tamponi positivi sotto la soglia d'innesco, credo del 3%) ma una volta che l'epidemia Covid-19 e' partita puo' solo ridurne lo sviluppo, da esponenziale a lineare (che non e' poco!).
In altre parole contro gli infetti con Covid-19 le mascherine, che andavano bene per gli asintomatici, sembrano non bastare piu' (cioe' quando l'epidemia di Covid-19 si e' avviata: l'unico modo per bloccare i contagi potrebbe essere quello di isolarli, come fossero in quarantena, anche in una casa sotto controllo oppure in residence attrezzati, dotati di tutta l'assistenza necessaria (a carico del S.S.N.).
Se si riesce a fare questo allora occorre fare il numero massimo possibile di test con tamponi.

REGIONI CON PIU' MALATI DI ALTRE: COME ACCADE ? (22 ottobre 2020)
Mentre in Italia il valor medio della percentuale di positivi e' attualmente intorno al 9% in Campania e Lombardia supera il 13%.
Questa differenza e' dovuta al fatto che in quelle regioni si e' permesso all'epidemia degli asintomatici di estendersi molto piu' che nelle altre regioni.
In Lombardia perche' sono partiti da numeri molto alti per l'estensione raggiunta dall'epidemia primaria in primavera.
In Campania probabilmente per non aver curato a sufficienza le misure di contenimento, magari in estate.
Abbiamo spiegato che secondo il nostro modello di evoluzione dell'epidemia, quando la percentuale di asintomatici supera il 5% della popolazione con le temperature autunnali si avvia l'epidemia primaria di Covid-19 (in inverno ancora peggio).
Quindi in Lombardia ed in Campania l'epidemia e' partita prima ed in base alla curva di crescita esponenziale dei contagi ed ora hanno piu' malati delle altre regioni.
Se una regione fosse riuscita a mantenere questa percentuale sotto la soglia d'innesco dell'epidemia di Covid-19, da loro l'epidemia non sarebbe partita affatto.
Quindi d'estate il virus continua ad esistere nei corpi degli asintomatici, come se questi li coltivassero ed il numero cresce con l'epidemia degli asintomatici che infettano persone sane facendole diventare asintomatiche (s'instaura un equilibrio dinamico tra asintomatici che aumentano ed altri che guariscono).
Le misure di contenimento, come le mascherine, funzionerebbero benissimo per far diminuire il numero di asintomatici e cosi' evitare l'epidemia autunnale di Covid-19 ma gli asintomatici sono persone normali che sembrano godere ottima salute e la gente sana rifiuta di indossare la mascherina o di stare a distanza da loro, soprattutto in estate. Cosi' consente loro di diffondere virus e creare altri asintomatici, aumentandone il numero (e cosi' poi in autunno parte l'epidemia di Covid-19 che invece era evitabile).
Ma non e' colpa loro; la colpa e' di chi non glielo ha spiegato (sembra si sappia adesso, non prima, anche se e' una cosa abbastanza ovvia: l'esistenza di asintomatici e' misurabile!).
Quindi si potrebbe, facilmente e con costi bassi, debellare questo virus e farlo scomparire abbassando la percentuale di asintomatici ma la gente non lo sa e lui conta proprio su questo per sopravvivere molto a lungo, accanendosi contro di noi in varie ondate successive di Covid-19 (con chiusure, coprifuoco, ecc.).
Cosi gli asintomatici prosperano ed in autunno poi sono troppo numerosi, cosi' parte l'epidemia di Covid-19.
Questa e' il modo in cui il virus sopravvive e manda in rovina le nostre societa'.
Piu' asintomatici ci sono piu' virus circolano e talora questa circolazione puo' superare la soglia d'innesco dell'epidemia di Covid-19.
E' semplice da capire e non e' vero che gli asintomatici non sono un problema, perche' non hanno bisogno di cure.
Loro sono il problema.


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 22 ottobre 2020)
Pero' un barlume di speranza viene dai 4 dati tra il 18/10 ed il 21/10, che potrebbero anche corrispondere ad un andamento quasi costante della curva , intorno all' 8%
In effetti e' innegabile che l'andamento dei dati intorno al 20/10 con 3 dati consecutivi piu' bassi rispetto all'andamento precedente (20, 21 e 22/10) assomigli sorprendentemente a quello intorno al 14/10 con tre dati consecutivi piu' bassi rispetto all'andamento precedente (13, 14 e 15/10).
Dobbiamo tenere presente che gli infetti rilevati nel test di oggi si sono infettati non ieri ma 1 o 2 settimane prima.
Allora piu' giorni passano piu' i dati risentono dell'effetto dell'uso piu' esteso delle mascherine (perche' diminuisce il contributo delle infezioni precedenti al 9/10, data del provvedimento sulle mascherine).
Allora, se l'uso delle mascherine fosse efficace anche sugli infetti con sintomi, l'andamento in plateau della curva NON AVVERREBBE CON UN CAMBIAMENTO DI PENDENZA REPENTINO, MA -GRADUALE- e la curva si stabilizzerebbe su un valore costante nel giro di circa 1 settimana dal 15/10, giorno d'inizio del plateau del contributo degli asintomatici (rappresentando il ritardo nel tempo di contagio con una distribuzione gaussiana centrata 1 settimana prima).
In questo periodo di transizione e' verosimile che la curva possa presentare un andamento quasi lineare che poi tende a diventare costante.
Questo e' quello che potrebbe accadere nei prossimi 7 giorni, ma gia' abbastanza visibile dopo 3 giorni.
Credo che si potrebbe anche spiegare perche' il contributo degli infettati con sintomi alla curva della percentuale dei positivi non sia andato in plateau dal 15/10, insieme al contributo degli asintomatici, ma tre giorni piu' tardi, il 18/10.
L'infezione da Sars-CoV-2 potrebbe manifestarsi in modo diverso nel caso in cui sviluppa la sindrome Covid-19 (infezione profonda con interessamento delle vie respiratorie profonde). In questi casi il paziente potrebbe non risultare positivo subito al tampone ma tre giorni piu' tardi (quando l'infezione si e' diffusa anche nelle prime vie respiratorie).
Invece una persona che contrae l'infezione in forma asintomatica (piu' leggera) puo' diventare positiva subito perche' l'infezione interessa subito le vie respiratorie alte).
Non essendo io virologo non posso essere certo di cio' ma se questo e' possibile potrebbe essere confermata la mia interpretazione dei dati (fatta da fisico).
Se siamo fortunati nei prossini giorni, quando la situazione sara' piu' chiara, anche il contributo degli infetti con sintomi potrebbe risultare in sostanziale plateau ed allora torneremmo ad ESULTARE perche' vorrebbe dire che indossare sempre le mascherine riesce a bloccare anche i virus emessi dalle persone infette con sintomi, benche' le cariche virali da loro emesse siano molto maggiori (e cosi' comprenderemmo ancora meglio il successo dei cinesi, che finora hanno evitato la seconda ondata di Covid-19).
Se questo fosse vero (ma non lo sappiamo ancora) allora la crescita del numero dei nuovi contagi si starebbe arrestando e quindi NON SAREBBE PIU' NECESSARIO ADOTTARE ALCUN PROVVEDIMENTO DI CHIUSURA (che bloccherebbe i nuovi contagi ma nulla potrebbe sulla malattia delle persone gia' infettate.
Per questo ricoveri e decessi continueranno a crescere inevitabilmente ancora per 2 o 3 settimane, essendo dovuti a contagi gia' avvenuti nel passato (nessuna chiusura potrebbe aiutarci in questo).
Come capite bene si tratta di un'informazione cruciale, di enorme importanza, che acquisiremo sicuramente nei prossimi 3 o 4 giorni.
E' di vitale importanza capire al piu' presto se questa curva delle percentuali di positivi continua a crescere o se resta in plateau. Lo sapremo gia' nei prossimi 2 o 3 giorni (basta solo un po' di pazienza, poca!).

Ecco l'IMPORTANZA (EVENTUALE) DI QUESTO LAVORO:
Nello stesso tempo questi sono i gravi errori che oggi stanno commettendo quasi tutti: I ricoveri e decessi di questi giorni sono relativi ad infezioni avvenute ai primi di ottobre quando la percentuale dei positivi era al 3% che corrisponde a 1.800.000 infetti in Italia (su 60 milioni di abitanti).
Supponiamo che il 3% di loro abbiano sviluppato la sindrome Covid-19 (gli altri, tutti asintomatici, si limitano invece ad ospitare il virus Sars-CoV-2 nel loro organismo, senza saperlo): sono in 60.000.
Se 1 su 3 di loro finisce in ospedale (gli altri vengono curati in casa) sono 20.000 i ricoveri che ci aspettano, ormai sicuri e indipendenti dai provvedimenti di chiusura, che non fanno guarire i malati ma impediscono solo i nuovi contagi.
Le persone gia' contagiate ormai il virus ce l'hanno in corpo e non c'e' chiusura o lockdown che possa aiutarli, quindi i 20.000 pazienti, tra ricoveri e decessi, ormai sono inevitabilmente in carico al S.S.N. oggi e per il mese prossimo. Non c'e' provvedimento governativo che possa ridurli (possono solo evitare che se ne aggiungano altri in inverno).
A ridurli ci avrebbero dovuto pensare di piu' tutti, in estate.
Aspettiamo i dati dei prossimi 3 giorni e speriamo bene, cioe' speriamo che la curva delle percentuali dei contagi vada in plateau altrimenti, cosa possibilissima, decadono tutte le belle cose che abbiamo qui' ipotizzato, perche' ne valeva la pena, in questa ricerca (sacrosanta da fare in questi giorni).

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 22 ottobre 2020)
I 5 dati tra il 18/10 ed il 22/10, ci sembrano compatibili con l' andamento da noi atteso, prima lineare (poco ripido) e poi costante tra pochi altri giorni.
Per visualizzare meglio questo andamento abbiamo aggiunto (dietro, dopo la tabella dei dati) anche l'andamento grafico delle percentuali dei positivi.
In base al nostro modello di evoluzione dell'epidemia, tra il 18 ed il 22/10 ci aspettiamo un cambiamento di tendenza della curva che da esponenziale, cioe' sempre piu' crescente, dovrebbe crescere invece sempre meno, diventando prima lineare e poi abbastanza costante (prevediamo presto, dopo il 25/10).
I dati sono ancora troppo pochi per evidenziare chiaramente questi andamenti ma ci sembra gia' di intravedere che dopo il 18/10 qualcosa si stia modificando nell'andamento della curva , che non sembra piu' salire come nei giorni dal 14 al 19/10 ma piu' lentamente: non c'e' dubbio che i dati degli ultimi 3 giorni 20, 21 e 22 ottobre avrebbero dovuto essere molto piu' alti per continuare con l'andamento precedente (esponenziale).
Dobbiamo aspettare anche i dati dei prossimi due giorni, per capirci qualcosa di piu'.

SITUAZIONE ATTUALE: VOGLIAMO FARE UNA SECONDA SCOMMESSA ? (23 ottobre 2020)
In occasione del primo pianerottolo nella curva dei contagi, il giorni stesso di adozione dell'obbligo delle mascherine (9/10) ho azzardato la previsione (vedi punto 12 dell'indice), che poi si e' avverata tre giorni dopo, dell'arresto della crescita della curva dei contagi degli asintomatici dovuto alle mascherine.
Ora ci troviamo in una situazione simile: potrei scommettere che il 25/10 la curva dei contagi smette di salire ma non sarebbe giusto. Infatti in questo caso l'evoluzione reale dell'epidemia e' drogata da due fattori esterni che non c'entrano con il nostro modello descrittivo dell'evoluzione naturale dell'epidemia e che conseguentemente complicano la comprensione dell'evoluzione del fenomeno:
  1. La presenza di grandi focolai nelle citta' provocati dalla grande contagiosita' delle persone infette con sintomi che ancora non sono ospedalizzate (che non e' presente nell'epidemia degli asintomatici) e favorita dal comportamento improprio delle persone che non rispettano le misure di contenimento. Solo Milano contribuisce oggi con 4.000 contagi ai 15.000 che si misurano in tutta Italia, quindi non sono un piccolo contributo ma gran parte della crescita che si osserva proviene da questi grandi focolai, in cui l'epidemia cresce con regole diverse e meno controllabili. Il giorno seguente i contagi a Milano sono saliti da 4000 a ben 5000. Questo significa che nelle citta'-focolaio l'andamento dei contagi ha gia' raggiunto la crescita esponenziale che va contenuta con provvedimenti aggiuntivi specifici per quel territorio.
  2. L'adozione di provvedimenti extra di chiusura di grandi aree urbane per periodi di tempo prolungati, proprio mirati a contenere questi focolai.
Questi due fattori si aggiungono a determinare l'evoluzione dell'epidemia al di la dell'evoluzione naturale dei contagi e dall'azione di blocco della crescita dovuto alle mascherine: il primo nel verso di aumentare il numero dei contagi, il secondo in verso opposto.
L'evoluzione dell'epidemia, che avrebbe avuto l'andamento di appiattimento della curva dei contagi dovuto all'effetto delle mascherine, risentira' quindi anche di questi altri due fattori ed avra' conseguentemente un risultato modificato dalle loro due spinte contrapposte.
Se aumentera' il numero ed il contributo ai nuovi contagi dei focolai, la curva, partendo dal livello di plateau raggiunto il 25/10, salira' finche' i grandi focolai l'alimenteranno nella misura e per il tempo dipendente dallo sviluppo dei focolai.
Questa spinta verso l'alto della curva sembra importante, alla luce dei dati che provengono dalle citta'-focolaio.
Pero' avra' anche una spinta a tornare in plateau dai provvedimenti di chiusura limitata, che e' dipendente dall'estensione nello spazio e nel tempo dei singoli provvedimenti (adottati nelle citta' di Napoli, Milano e Roma).
Questi provvedimenti di chiusura locale si rendono indispensabili in quelle regioni in cui la percentuale dei positivi e' diventata troppo alta con il procedere dell'epidemia (per insufficienza dei mezzi di contenimento): in Italia e' intorno all'8% in Campania e Lombardia e' del 13% o 14% (per questo ora stanno chiudendo).
La situazione attuale e' comunque molto favorita dalla riduzione della crescita esponenziale dei contagi, precedentemente acquisita grazie all'uso delle mascherine, che speriamo possa permettere il contenimento della crescita della curva dovuta a questi maxi-focolai. Questo potrebbe evitare di adottare dei lockdown locali, limitando gli interventi al solo coprifuoco locale (molto meno costoso).
Ovviamente i nostri amministratori devono essere informati per governare bene, sul piano tecnico, non basandosi sul numero di ricoveri e decessi giornalieri, che sono manifestazione di contagi lontani nel tempo ma sulla percentuale giornaliera dei tamponi positivi che fornisce l'andamento attuale dei contagi e la risposta pronta all'adozione dei provvedimenti.
Purtroppo sembra che ora non sia cosi' ed e' responsabilita' dei tecnici correggere questo comportamento errato che puo' essere molto dannoso: potrebbe indurre a decidere un lockdown, quando i contagi si sono gia' arrestati per le altre misure, mentre i ricoveri e decessi giornalieri sono ancora molto numerosi per i tanti contagi di due settimane prima.
Non sono in grado ora di valutare quantitativamente questi due effetti che interferiscono nello svilupo normale dell'epidemia che stavamo seguendo e che sara' comunque condizionata pesantemente dall'arresto della crescita esponenziale che e' gia' oggi indubbiamente visibile , prodotto dall'uso delle mascherine nei contagi sia dalle persone infette asintomatiche che da quelle con sintomi del Covid-19.
Nei prossimi giorni potremo valutare dall'andamento della crescita globale dei contagi se la nostra descrizione e' plausibile.
Ribadiamo che questa comprensione della descrizione del fenomeno non e' solo accademica ma vuole ottenere la conferma sperimentale del fatto che l'uso di un semplice presidio come le mascherine, se adottato estesamente, riesce a contenere in modo significativo gran parte della diffusione dei virus, con effetti che possono essere sufficienti a bloccare e far regredire i contagi, al fine di contenere la crescita del numero di asintomatici, per poterlo cosi' mantenere sempre sotto la soglia d'innesco dell'epidemia di Covid-19.
Questo puo' bastare per raggiungere un risultato clamoroso: con semplici presidi e bassi costi impedire che in futuro si sviluppino nuove ondate epidemiche di Covid-19 (risultato che sembra abbiano gia' acquisito in Cina, almeno per ora).

L'alternativa e' quella di ondate epidemiche successive, tutte peggiori rispetto alla prima, perche' hanno un contributo aggiuntivo ai contagi che nella prima ondata non c'era: quello dei tanti asintomatici che circolano in incognito e possono diffondere virus e contagi. A conferma di cio', e' di oggi la notizia che le Autorita' francesi hanno dichiarato che questa seconda ondata e' peggiore della prima.
Torniamo cosi' ancora ad un punto essenziale, finora trascurato da tutti e che e' alla base del contrasto a queste epidemie cicliche: l'epidemia invisibile degli asintomatici, che va combattuta soprattutto in estate (cosa che nessuno ha fatto finora).
La strategia vincente, alla luce delle prime indicazioni di questo lavoro, e' sicuramente quella dell'uso esteso delle mascherine per tutto il tempo in cui la percentuale dei tamponi positivi (presa anche solo su 20.000 test) e' sopra al 3% (anche d'estate, se occorre). Come dice correttamente il governatore Zaia "meglio la mascherina che i coprifuoco ed i lockdown", ma bisogna farlo capire a tutti!


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 23 ottobre 2020)

Il dato odierno di 10.5% si inserisce nel grafico esattamente allineato con la crescita dei tre giorni precedenti.
Questo ci lascia pensare che il contributo ai dati delle citta'-focolaio, che contribuiscono con circa 4000 contagi ciascuna (le principali sono Milano, Napoli, Genova e Torino) sia diventato dominante e da ora in poi governera' l'andamento della curva.
Le relative regioni (Lombardia, Campania, Liguria, Piemonte) hanno percentuali dal 13% al 16% che portano in alto la nostra curva che contiene i dati di tutta Italia ed e' stata portata in alto fino al 10%.
Questo non vuol dire che i contagi del resto d'Italia non stiano interrompendo la crescita della loro curva, come il nostro modello vorrebbe, ma che dei contributi dominanti si siano sommati impedendo di cogliere il risultato al netto del contributo delle citta'-focolaio.
Il nostro modello di descrizione dell'epidemia non si puo' applicare ai focolai perche' nella maggior parte dei casi dove si e' sviluppato un focolaio troppe persone non rispettano rigorosamente l'obbligo di indossare sempre la mascherina, come richiesto per applicare il nostro modello (se no il focolaio non sarebbe esploso). Per questo il relativo contributo ai dati nel grafico sono di una crescita esponenziale e non lineare.
E' un'analisi facile a farsi per chi ha accesso ai dati separati per regione e ci auguriamo che qualche lettore di queste note voglia farlo perche' noi non possiamo, magari comunicandoci cortesemente poi il risultato.
Come ultima osservazione notiamo che se vogliamo traslare i dati degli ultimi 4 giorni, dal 20 al 23/10, per posizionarli sull'andamento della crescita precedente della curva (fino al 19/10), come prosecuzione in linea retta, bisogna sommare loro almeno il 2.5% alle percentuali degli ultimi 4 giorni.
Questo significa che in data 20/10 la percentuale dei contagi in Italia ha subito veramente un netto calo di almeno il 2.5% e quindi TUTTI I DATI DAL 20/10 IN POI SONO PIU' BASSI DEL 2.5% (che e' ben 1/4 del totale, intorno al 10%), cioe' 1.500.000 (su 60 milioni) di contagiin meno ogni giorno sono dovuti all'uso esteso delle mascherine, che corrispondono a 45.000 positivi sintomatici (3%) ed il resto asintomatici, che avremmo avito in piu' senza questo calo del 2.5%.
Se il 2% dei sintomatici avra' bisogno di ricovero ospedaliero, si sono cosi' risparmiati 900 ricoveri e 25 decessi al giorno (vedi stima piu' avanti), grazie all'uso esteso delle mascherine.
Questo dato e' certo, al di fuori degli errori statistici e sistematici, ed e' di assoluto rilievo perche' corrisponde ad una riduzione di circa 1.500.000 contagi sui 60 milioni di italiani. Quanto troviamo dal 20/10, giorno in cui appare questo calo, CORRISPONDE PROPRIO ALL'EFFETTO CHE CI ASPETTAVAMO DI TROVARE, COME ULTERIORE CONFERMA DELLA VALIDITA' DEL NOSTRO MODELLO DI EVOLUZIONE DELLA PANDEMIA.
L'unico nostro problema e' che purtroppo proprio in quei giorni, in cui cominciava a manifestarsi il calo da noi previsto e la curva stava andando in plateau, sono esplosi i contagi esponenziali delle citta'-focolaio, che hanno portato il loro contributo esponenziale dominante nei dati che rivelano i contagiati e cosi' la curva ha ripreso a salire impedendoci di valutare con cura l'effetto di contenimento dell'epidemia prodotto dall'uso esteso delle mascherine che comunque c'e' e si vede bene, quindi anche per i contagi prodotti dalle persone infette con sintomi.
Inoltre osserviamo che se si tolgono ai 16079 positivi del 22/10 ed ai 19143 positivi del 23/10 quelli delle citta'-focolaio, molto probabilmente risulta costante, se non addirittura in calo, la curva dei contagi rimanente, relativa al resto d'Italia (in quelle 4 regioni mi pare si parli di contagi che vanno dai 2000 ai 5000 ciascuna con 4916 nella sola Lombardia, ben 1/4 del totale, dei 19143 contagi complessivi). E' un esercizio facile a farsi, per controllare, ma io ora non ho i dati a disposizione.
Quindi possiamo affermare che, pur nei limiti dei pochi dati da noi esaminati, ci sembra che per ora abbiamo un RISCONTRO POSITIVO a tutte le conclusioni molto importanti, a cui siamo arrivati in questo lavoro.
Diventa a questo punto molto urgente ripetere questa analisi su dati selezionati con la giusta e rigorosa metodologia scientifica per convalidare le nostre conclusioni.
In questo lavoro abbiamo scoperto, cercando riscontri nei dati sperimentali, il potere sorprendente dell'uso esteso delle mascherine per bloccare l'epidemia Covid-19 (come hanno fatto i cinesi).
Il problema e' che per ora lo sappiamo solo io e coloro che, bonta' loro, hanno letto questo lavoro: quindi potrebbe essere un risultato sconvolgente se si riuscisse a far comportare gli italiami come i cinesi nell'uso delle mascherine. Allora non avremmo piu' ne' la terza ondata ne' quelle successive ed anche l'Italia potrebbe dichiarare "zero contagi".
Merito di questo lavoro e' stato quello di aver acceso una luce su questa possibilita' (da approfondire ulteriormente).

QUAL'E' LA SITUAZIONE E COSA SI DEVE FARE ORA: (al 24 ottobre 2020)
SITUAZIONE: Abbiamo detto che l'andamento della curva dei contagi anticipa quello che accadra' poi negli ospedali: vediamo di quanto.
Ecco la correlazione temporale, con ipotesi ragionevoli:
Le persone a cui viene fatto il tampone non mostrano sintomi, cioe' sono prese tra quelli presunti sani che possono essere: I risultati del test si ottengono 3 giorni dopo il prelievo e vengono comunicati dopo un altro giorno (4 in tutto).
La distanza dal contagio di un risultato positivo al tampone pubblicato e' quindi (mediamente):
- per il 97% asintomatici sono stati infettati: 15 giorni prima del prelievo + 4 giorni = 19 giorni (con distribuzione gaussiana)
- per il 3% sintomatici sono stati infettati: 3 giorni prima del prelievo + 4 giorni = 7 giorni (con distribuzione gaussiana)
I primi (asintomatici) non producono ne' ricoveri ne' decessi.
I secondi (sintomatici) mostrano sintomi dopo circa 5 giorni dal contagio (incubazione) e quindi il 3% dei tamponi positivi, i cui risultati sono noti dopo 7 giorni, vengono ricoverati quasi subito e qualcuno di essi poi muore mediamente dopo 1 mese circa.
Quindi i ricoveri di oggi sono il 2% dei tamponi positivi di oggi, senza alcun ritardo.
Siccome il 3% dei ricoverati muore 1 mese dopo, i decessi di oggi sono 0.6 per mille (=2% del 3%) dei tamponi positivi di 1 mese prima.
In conclusione: COSA SI DEVE FARE ORA:
Bisogna chiudere tutti i maxi-focolai finche' i positivi del posto non si riducono allo stesso livello delle altre regioni, che possono essere salvate dalla chiusura se la loro curva dei contagi risultasse costante o in lenta salita (lineare), cosa secondo noi possibile e che confermerebbe la validita' del nostro modello.
Confessiamo che la cosa ci sorprenderebbe un po', in quanto la gente ancora non e' cosciente dell'importanza da noi asserita del buon uso delle mascherine ma forse le sta usando lo stesso con un certo scrupolo per la paura del contagio.


CONCLUSIONE FINALE: (al 24 ottobre)
Considero quanto appreso in questo lavoro d'importanza notevole perche' abbiamo appreso che basta imporre un uso scrupoloso delle mascherine sempre ed a tutti (perseguendo i furbetti che la indossano con il naso di fuori, perche' cosi' emettono i loro virus nell'ambiente), per RIDURRE in modo sostanziale ALL'ORIGINE le cariche virali che provocano i contagi (cioe' il numero di virus attivi) disperse nell'ambiente e mantenere cosi' il numero di persone infette ma asintomatiche sotto una soglia critica, che ho stimato intorno al 3% della popolazione, oltre la quale s'innesca la crescita esponenziale dell'epidemia Covid-19, che e' un fenomeno a soglia: sotto al 3% sono piu' gli infetti che scompaiono (perche' guarisconol o muoiono) che i nuovi infetti e quindi loro numero non cresce (e' Rt<1 e l'epidemia non parte).
Mantenendo ovunque il numero di persone infette ma asintomatiche sotto il valore di soglia (e bastano le sole mascherine per riuscirci, come hanno mostrato i dati da noi raccolti e presentati nel grafico) l'epidemia Covid-19 NON parte e saremmo allora, come i cinesi, un Paese "con zero contagi" (abbiamo cosi' anche capito come ci sono riusciti i cinesi, che da sempre sono maestri nell'uso delle mascherine).
Tutto cio', se confermato, e' fantastico perche' le mascherine sono solo una scocciatura ma con un costo del tutto accettabile!

Ora pero' siamo in guai grossi, perche' i comportamenti scellerati di troppi italiani hanno permesso agli asintomatici di crescere di numero oltre il valore di soglia per la partenza dell'epidemia Covid-19.
Alla fine di settembre tutti i tamponi positivi erano di asintomatici, perche' l'epidemia Covid-19 non era ancora partita e la percentuale di positivi era sotto al 3%.
Poi ai primi di ottobre la temperatura si e' abbassata, accentuando il fenomeno dell'accumulo dei virus dispersi dagli asintomatici nell'ambiente (perche' si e' allungato il periodo di tempo in cui i virus rimangono attivi) e cosi', essendo aumentata l'esposizione della popolazione sana ai molti virus dispersi nell'ambiente da chi non indossava bene la mascherina, la percentuale di tamponi positivi e quindi di asintomatici e' cresciuta fino a superare intorno al 10 ottobre la percentuale critica del 5%.
L'aumento della contagiosita' e' allora bastato per innescare la partenza esponenziale dell'epidemia Covid-19.
Se i virus dispersi nell'ambiente dagli asintomatici (che purtroppo per loro sono l'allevamento vivente ed inconsapevole delle colonie di virus Sars-CoV-2, che altrimenti si estinguerebbero, perche' questo virus rimane attivo nell'ambiente solo per poco tempo)) fossero stati di meno o per un minor numero di asintomatici o per un migliore uso delle mascherine, allora in Italia la seconda ondata di Covid-19 NON ci sarebbe stata affatto!.
Questo e' il know how che abbiamo acquisito con questo lavoro.
Esso sara' fondamentale per impedire le ondate successive dell'epidemia Covid-19 in ogni Paese del mondo (se confermato).
Per questa volta purtroppo non c'e' piu' nulla da fare: l'epidemia ormai e' in corso.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 24 ottobre 2020)

Il dato odierno di 11.0% si inserisce nel grafico mostrando un leggera diminuzione della crescita rispetto ai dati dei 4 giorni precedenti.
Un primo buon segno ma ancora nulla di clamoroso. Si comincia ad intravedere una leggera riduzione della crescita esponenziale dovuta ai primi provvedimenti di coprifuoco serale che hanno cominciato a ridurre i contagi dovuti agli assembramenti notturni nelle principali citta'-focolaio.
Si spera che ulteriori benefici, attesi nei prossimi giorni, siano sufficienti a scongiurare l'adozione di misure piu' penalizzanti per l'economia.

OSSERVAZIONE:
Ecco una cosa su cui conviene indagare nei prossimi giorni.
Se le mascherine sono cosi' efficaci probabilmente vuol dire che la principale via di contagio e' quella aerea che puo' non essere solo quella diretta da persona a persona ma anche quella indiretta da persona ad ambiente e poi a persona.
L'evento importante che le mascherine eliminano e' la dispersione dei virus nell'ambiente, perche' essendo volatili non solo possono accumularsi nell'ambiente (soprattutto negli ambienti chiusi) ma anche fissarsi su particolati presenti in strada per poi essere sollevati dal vento ed inalati dalle persone sane in quantita' significativa.
Quest'ultimo contributo ai contagi merita di essere indagato maggiormente a mio avviso e forse si puo' fare facilmente, studiando la correlazione eventuale tra la percentuale giornaliera dei contagi, regione per regione, con le precipitazioni atmosferiche piu' intense (cioe' con i giorni in cui e' piovuto molto).
Se si riuscisse a trovare una qualche correlazione allora bisognerebbe organizzare l'irrigazione delle strade nelle aree piu' affollate e nei giorni senza pioggia e con vento.
Bisogna pensarle tutte per ridurre i contagi ed anche questa potrebbe essere una strada da percorrere.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 AL 24 OTTOBRE 2020: (25 ottobre 2020)
Aggiungiamo un ulteriore contributo di chiarezza alla descrizione dell'epidemia in corso con il grafico seguente:


EFFETTO MASCHERINE: i fit lineari alle percentuali dei positivi dall' 8/10 al 24/10 mostrano prima l'effetto della riduzione
sugli asintomatici poi quello sui sintomatici (dopo l'inizio epidemia, segnalata dal cambio di pendenza) ed infine l'effetto dei coprifuoco


Per valutare l'entita' delle variazioni, che sono di tutto rilievo, dovete misurare di quanti millimetri dovete spostare in alto un tratto lineare per farlo sovrapporre all'andamento di quello precedente.
Riferendovi alle percentuali indicate nella scala verticale delle ordinate potete sapere di quanto si e' ridotta la percentuale dei contagi dal giorno del cambiamento in poi (-1% sui 60 milioni di italiani significa 600.000 contagi in meno ogni giorno, da quel momento in poi).
Sono variazioni molto importanti.

La prima e' stata l'oggetto della nostra scommessa che, fatta il 9/10, giorno dell'entrata in vigore dell'obbligo di usare le mascherine anche all'aperto, avendone colto l'importanza, ci siamo spinti a prevedere gia' il 9/10 quello che poi sarebbe avvenuto il 12/10: il primo netto calo dei contagi.

Intanto avendo la percentuale di positivi (asintomatici) raggiunto il 5% e' partita l'epidemia Covid-19, quella piu' contagiosa dei sintomatici e la relativa crescita piu' ripida del numero dei contagi si e' resa visibile nel grafico dal 14/10 in poi (i giorni sono visibili sull'asse orizzontale, quello delle ascisse).
Anche questo secondo salto della curva, che inizia il 19/10, e' stato da noi attribuito alla discontinuita' temporale introdotta dal provvedimento delle mascherine del 9/10 sul contenimento dei contagi, anche quelli piu' intensi provenienti dai sintomatici. La successiva pendenza della curva rimane invariata perche' e' quella, esponenziale attenuata dall'effetto delle mascherine, caratteristica dell'epidemia dei sintomatici Covid-19.
La relativa discussione la trovate QUI' e QUI'.
Un primo leggero accenno ad un'ulteriore riduzione della pendenza della curva nel grafico si vede nell'ultimo punto a destra quello del 24/10, secondo noi attribuibile ai primi provvedimenti di coprifuoco presi nelle citta'-focolaio.
Valutando anche in questo caso il calo della curva in verticale con le percentuali indicate sull'asse delle ordinate si puo' prevedere gia' da domani, se il prossimo punto prosegue l'andamento in calo mostrato, un'ulteriore diminuzione dell'1% del numero dei contagi, corrispondente sulla popolazione italiana di 60 milioni di persone a ben 600.000 contagiati in meno e quindi, in base a stime grossolane ma realistiche, a 12.000 malati in meno di Covid-19 (il 2%), 200 ricoveri in meno e 7 morti in meno ogni due giorni, dovuti alle recenti misure di coprifuoco adottate.

SE NON SI FOSSE INTRODOTTO L'OBBLIGO DELLE MASCHERINE NON CI SAREBBERO STATI I DUE SALTI IN BASSO NELLA CURVA, CHE HANNO PRODOTTO OGNUNO CIRCA IL 2% DI CALO STABILE DEI CONTAGI: VUOL DIRE CHE OGGI AVREMMO IL 4% DI CONTAGI IN PIU' CIOE' 2.400.000 CONTAGI IN PIU', CORRISPONDENTI A 800 RICOVERI E 28 DECESSI IN PIU' PER OGNI GIORNO CHE PASSA.

E' questa la situazione che si trovano ad affrontare tutti gli altri Stati che, come noi si trovano una grande moltitudine di asintomatici contagiosi in casa (creatasi dalla precedente epidemia e non combattuta perche' invisibile e ritenuta "non pericolosa", perche' non richiede cure) e NON hanno introdotto l'obbligo delle mascherine.
Per questo ora se la passano peggio di noi, purtroppo per loro.

Ma se l'efficacia delle mascherine e' cosi' grande come mostrano questi dati, perche' non esaltarne l'efficacia con una buona campagna di comunicazione (come quella in corso per Immuni), pubblicando questi risultati ottenuti e confrontandoli VANTAGGIOSAMENTE con quelli che si ottengono con i PIU' ONEROSI provvedimenti di chiusura, che cominciano ora ad intravedersi nel grafico (dall'unico punto a destra in alto)?
Ci sono poi anche i provvedimenti piu' coercitori che, nell'interesse della collettivita', possono colpire gli irriducibili indisciplinati.
Eliminare tutte le irresponsabili cause di diffusione del contagio, come appaiono essere per esempio le movide notturne o le lunghe file di sci-muniti alle funivie, e' quindi un'opera non solo urgente ma anche morale.


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (25 ottobre 2020)
Aggiungiamo l'ulteriore punto di 13.1% di percentuale di contagi del 25/10 sul grafico seguente:


Purtroppo la nostra speranza di cominciare a vedere una riduzione dell'andamento, conseguente ai primi provvedimenti di coprifuoco, sembrano essere vanificati da questo dato particolarmente elevato che riprende e prosegue la crescita esponenziale dell'epidemia dei sintomatici.
In realta' per vedere l'effetto dei provvedimenti nella curva dei contagi bisogna attendere almeno una settimana (cioe' 4 giorni piu' il tempo d'incubazione).
Quindi speriamo ancora che i dati futuri mostrino un'attenuazione della crescita della curva dei contagi, come effetto dei provvedimenti di contenimento dei contagi, assunti recentemente.
Questo feed-back e' assolutamente necessario visto l'alto costo dei provvedimenti.

L'effetto notevole di contenimento dell'uso esteso delle mascherine e' gia' scontato nella curva dei contagi dal calo del 4% subito nei due gradini che appaiono chiaramente nel grafico.
Se si togliesse l'obbligo dell'uso esteso delle mascherine i dati sulla curva esponenziale e la retta che ci passa sopra nel grafico sarebbero piu' alti di ben il 4%.
Le mascherine quindi hanno fatto e stanno continuando a fare il loro lavoro.

MODI DI CONTRASTARE L'EPIDEMIA (26 ottobre 2020)
I vari provvedimenti che si stanno prendendo per contenere l'epidemia hanno un effetto parziale mella riduzione dei contagi, come quello delle mascherine: possono cioe' ridurre una frazione dei contagi ed abbassare cosi' la curva di una percentuale ma la curva continuera' a crescere lo stess,o perche' l'andamento dominante e' esponenziale (ridurre i contagi non cambia l'andamento).
La curva cresce esponenzialmente perche' il contagio e' un fenomeno con progressione geometrica (esponenziale) e per fermarlo occorre un fenomeno di contrasto con un effetto altrettanto esponenziale (come sarebbe la rimozione di tutti i contagi, magari con un lockdown).
Esiste un fenomeno naturale che produce la rimozione dei contagi ed e' l'innalzamento della temperatura stagionale: se la temperatura si abbassa i contagi aumentano (perche' aumentano le cariche virali, come abbiamo spiegato piu' volte in precedenza) e la curva s'impenna verso l'alto, mentre se la temperatura sale allora i contagi diminuiscono (perche' diminuiscono le cariche virali e quindi l'esposizione della popolazione al virus, per le stesse ragioni) e la curva dei contagi tende cosi' a zero.
Per produrre questo effetto artificialmente occorre prendere come bersaglio le cariche virali che causano i contagi.
Questo si puo' fare in due modi:
  1. MODO 1: Si impedisce alle cariche virali di raggiungere il bersaglio con le mascherine o il distanziamento (lockdown).
    Abbiamo sperimentato la primavera scorsa che il lockdown funziona, perche' la curva dei contagi Covid-19 ha smesso di crescere ed e' andata in plateau per poi estinguersi con l'arrivo del caldo.
    ORA PERO' LA SITUAZIONE E' DIVERSA: allora la stagione calda e' arrivata dopo 2 mesi mentre oggi arrivera' tra 6 mesi.
    Questo significa che la prospettiva ora e' molto PEGGIORE perche' il lockdown nazionale dev'essere piu' lungo o dev'essere addirittura ripetuto piu' volte! E questo non e' assolutamente possibile.
    Chiariamo meglio perche' ora e' diverso: se la percentuale dei contagi e' arrivata al 20% (ora e' al 13%) e faccio il lockdown per 1 mese la percentuale scende, per esempio al 10%; ma appena il lockdown termina l'epidemia e' ancora in atto (sara' inverno e non estate, come la volta scorsa) e non c'e' alcun motivo perche' non debba riprendere subito a salire esponenzialmente.
  2. MODO 2: Si riducono le cariche virali per ridurne la contagiosita', sia per quanto riguarda il numero di virus che contengono, sia per la durata del periodo di attivita' dei virus (e' quello che accade con il caldo d'estate).
Ecco la differenza tra questi due modi:
1) Nel primo modo non si cambia la pendenza della curva dei contagi cioe' la velocita' di crescita della curva.
2) Nel secondo modo invece si riduce la contagiosita' e quindi la pendenza della curva. Questo e' fondamentale per ridurre l'epidemia con lo stesso effetto che appare in estate e che riduce cosi' tanto la pendenza della curva da poter addirittura estinguere l'epidemia.
E' questo del MODO 2 pero' solo un sassolino che lanciamo nello stagno della ricerca, perche' forse e' praticabile ma ancora non si sa come riuscirci.
Quello che vorrebbero le Autorita' e' di riprendere il controllo della curva dei contagi ma questo non si puo' fare con provvedimenti che riducono il numero dei contagi (modo 1). Occorrerebbe ridurre la pendenza della curva, cioe' se un infetto ora contagia 3 persone occorre che poi ne contagi 2 ovvero si deve ridurre la contagiosita' che e' quella che determina la pendenza della curva (modo 2) e questo ora NON sappiamo come farlo.
Se i metodi da noi usabili sono solo del Modo 1 (riducono cioe' solo il numero dei contagi ma non la pendenza della curva ovvero la contagiosita') allora scopriremo tra poco che ci risultera' impossibile riprendere il controllo dell'epidemia, perche' vedremo che, se la pendenza della curva rimane esponenziale, allora questa sua crescita rapida riuscira' sempre a recuperare rapidamente il numero di contagi che siamo riusciti a ridurre ed ogni nostro intervento (di Modo 1) risultera' INUTILE.

FUTURO DELL'EPIDEMIA: L'umanita' si salvera' comunque con l'arrivo dell'estate, quando la curva scendera' verso zero e l'epidemia di Covid-19 si estinguera' (e' gia' accaduto l'estate scorsa) ma ci mancano 6 mesi.
L'epidemia si estinguera' ma i virus non si estingueranno, perche' rimangono ospiti per tutta l'estate in un numero molto grande di persone asintomatiche che li ospitano nel loro corpo inconsapevolmente, ed impediscono cosi' che il Sars-CoV-2 sparisca dalla faccia della Terra.
Il virus seguitera' cosi' ad esistere nei corpi degli asintomatici (che sono quindi IL PROBLEMA), attendendo l'autunno successivo per tentare di ripetere il suo ciclo di epidemia di Covid-19.
Che gli asintomatici siano il problema l'abbiamo toccato com mano in questi giorni: ai primi di ottobre i contagi in crescita erano praticamente solo i loro perche' l'epidemia Covid-19 non era ancora iniziata: hanno fatto crescere i contagi fino al punto da innescarla (con il fenomeno che abbiamo chiamato l' epidemia degli asintomatici ). Sono stati i loro contagi ad avviarla.
Voglio sperare pero' che tra 11 mesi gli italiani, opportunamente istruiti, non permettano che la percentuale di asintomatici (che stanno coltivando nel loro corpo milioni di colonie di virus, che diffondono nell'ambiente) raggiunga nella sua crescita la percentuale critica di soglia che permette l'inizio dell'epidemia del Covid-19, com'e' purtroppo accaduto ora.
E cosi' l'anno prossimo potremmo scamparla, come stanno facendo adesso i cinesi, magari anche aiutati da un vaccino che ci potra' aiutare in questa guerra (ma meno di quanto la gente crede, secondo me, per i motivi che ho gia' spiegato).
E' una realta' che sembra calata tra noi da un thriller di fantascienza, ma purtroppo e' tutto vero!

COSA E' MEGLIO FARE ? (26 ottobre 2020)
Confesso di aver provato un grande disagio e mi e' pesato molto trattare questo argomento, perche' presenta scenari duri ad essere metabolizzati, al punto che la loro lettura potrebbe anche non essere adatta ai lettori piu' impressionabili.
So che 100 miei colleghi molto in gamba, che a differenza di me sono anche accademici dei Lincei, hanno chiesto di adottare importanti provvedimenti da prendere con la massima urgenza.
Ecco il mio pensiero in merito.
La crescita dei contagi avviene su scala nazionale. Il metodo di contrasto esponenziale collaudato in grado di fermare questa crescita e' il distanziamento delle persone tramite il lockdown nazionale (blocca la salita della curva dei contagi perche' e' un metodo che con il distanziamento blocca al 100% la causa dei contagi e della relativa crescita esponenziale).
Un lockdown limitato, per esempio regionale, puo' arrestare anche completamente la crescita dell'epidemia in quella regione (che potrebbe essere di grande aiuto per ridurre l'afflusso di pazienti negli ospedali di quella regione), cioe' la nostra curva (nazionale) si puo' abbassare con un ulteriore gradino del 5% (1 regione su 20) ma continua comunque a crescere per il contributo ai contagi delle altre 19 regioni, tutte in crescita esponenziale, chi piu' e chi meno.

MOLTO IMPORTANTE: PERCHE' E' SBAGLIATO FARE CHIUSURE LIMITATE DI ALCUNE ATTIVITA' (26 ottobre 2020)

INTRODUZIONE: La gente non ha coscienza del vero significato matematico di crescita esponenziale.
Le funzioni esponenziali, come i logaritmi, risultano in effetti indigeste a tante persone che preferiscono ignorarle.
Noi mostreremo qui' come la loro conoscenza sconvolgera' la percezione dell'evoluzione dell'epidemia Covid-19.
Secondo il senso comune tutti pensano che, se con un provvedimento si riesce a dimezzare i contagi, hanno fatto un bel passo avanti. A maggior ragione se adotto tanti provvedimenti di chiusura parziale di varie attivita' economiche che ritengo possano favorire gli assembramenti posso ottenere tante riduzioni dei contagi.
Riuscendo a ridurre il 2% qua' ed il 3% la' poi tutte queste riduzioni si sommano e posso mantenere sotto controllo l'epidemia.
Questo secondo il senso comune dell'uomo della strada. La cosa grave e' quando anche gli amministratori si affidano al senso comune invece che alla Scienza, come sarebbe doveroso anche se si parla di esponenziali e logaritmi.
Ebbene il dramma (o meglio tragedia) e' proprio qui', perche' le argomentazioni fatte prima seguendo il senso comune SONO SBAGLIATE e "di brutto"! Preparatevi ad accogliere con la massima serieta' informazioni sosprendenti e a dir poco sconvolgenti, perche' rivoluzionano il modo in cui si deve gestire l'epidemia Covid-19.
Mostreremo ora come il senso comune d'intendere l'evoluzione dell'epidemia, sbagli grossolanamente con il fenomeno dei contagi, proprio perche' questo segue una legge esponenziale.
La non conoscenza di questa semplice nozione matematica puo' avere conseguenze tragiche, se chi manovra le leve del potere segue il proprio intuito anziche' la scienza, perche' sembra ovvio che e' giusto spendere somme anche ingenti per dimezzare i contagi ove possibile. Pensano cosi' perche' seguono l'intuito, invece cio' e' sbagliato ed ora dimostriamo perche'.
Sarebbe giusto con un fenomeno che segue una crescita lineare cioe' rettilinea, che e' l'andamento piu' comune ed intuitivo che siamo abituati a vedere; anche le curve nei nostri grafici sembrano rettilinee, mentre invece sono esponenziali che, nel piccolo, appaiono come rettilinee.
E' una differenza enorme come stiamo per vedere ora.

SPIEGAZIONE: Se la curva e' lineare e perde meta' dei contagi che alimentano la sua crescita, si riduce anche la pendenza della curva da quel momento in poi (cioe' si dimezza il suo coefficiente angolare) ed ho un beneficio durevole.
Ma se invece si dimezzano i contagi su una curva esponenziale, non cambia la pendenza della curva, ma si abbassa solo, mantenendo la stessa pendenza di crescita, che e' quella esponenziale (che riflette la dipendenza dal tempo).
Quindi rapidamente la curva esponenziale recupera il calo subito in verticale (sulle ordinate) ed il risultato finale sara' solo una traslazione in basso, senza cambiamento di pendenza (che e' quella che definisce l'andamento della velocita' di crescita che e' legata alla base dell'esponenziale che rimane invariata), esattamente come si vede nei grafici da noi pubblicati in questo articolo, dove appaiono due salti in basso corrispondenti a riduzioni di contagi ottenute con le mascherine (del 2% ciascuna).
Nel grafico si vede che dopo aver inciso sulla crescita dei contagi provocandone un calo del 2% la pendenza della curva NON diminuisce e la curva si trasla in basso, proseguendo la sua crescita esponenziale e dopo 2 giorni, visibili in ascissa sul grafico, ritorna allo stesso livello di prima e prosegue la sua crescita come se nulla fosse accaduto, soltanto la curva risulta spostata a destra di 2 giorni (come un ritardo).
Quindi anche ogni altro intervento governativo successivo, che riesca ad ottenere un'ulteriore riduzione dei contagi (per esempio le chiusure di attivita' come ristoranti, teatri, ecc.) subirebbe lo stesso destino: la curva continuera' sempre a crescere con la stessa pendenza (che aumentera' pure, con l'arrivo del freddo) e l'unico risultato dei vari provvedimenti sara' solo quello di spostare sempre piu' a destra la curva (di poco perche' e' ripida).
Quindi passati quei pochi giorni di ritardo in tutti i giorni successivi (che sono in ascissa) i contagi non saranno di meno ma saranno gli stessi (in ordinata) e seguiranno la stessa crescita esponenziale, solo spostati in avanti (con pochi giorni di ritardo) come se i provvedimenti governativi non fossero mai esistiti.
La conclusione e' che i costosi provvedimenti governativi, che sono riusciti (finche' duravano) a ridurre i contagi del 2% (e' un esempio uguale a quello nel nostro grafico) in realta' hanno ottenuto solo un risultato effimero, perche' dopo soli 2 giorni e per tutti i giorni seguenti, i contagi sono tornati ad essere esattamente quelli di prima dei provvedimenti e cosi' anche i relativi ricoveri e decessi.
E' tutto come se i costosi provvedimenti non fossero stati mai presi (ma i costi umani ed economici purtroppo restano).
I benefici eventualmente ottenuti anche con vari altri provvedimenti governativi, in termini di riduzione percentuale del numero dei contagi, non producono neanche un effetto cumulativo, che sommerebbe i vari benefici per abbattere sempre piu' la crescita dei contagi, perche' producono invece solo tanti piccoli effetti effimeri di traslazione a destra della curva dei contagi (gli spostamenti orizzontali della curva, questi si, si sommano producendo un ritardo sempre piccolo perche' la curva e' ripida, di pochi giorni nel grafico, ma la curva non subisce altri cambiamenti e prosegue nella sua crescita come se i provvedimenti non fossero esistiti.
Cioe' tutti i provvedimenti di chiusura parziale dell'economia risultano INUTILI, non aiutano a controllare l'epidemia e non salvano vite umane.
Capisco l'incredulita' del lettore, perche' e' un risultato che va contro il comune intuito delle persone: posso lottare tanto contro l'epidemia, ottenere tanti risultati positivi di riduzione dei contagi ma alla fine mi ritrovo solo "un pugno di mosche in mano", perche' poi la curva dei contagi procede e raggiunge lo stesso livello massimo, come se nulla fosse avvenuto.
E'sorprendente ma e' proprio cosi'.
E' questa l'informazione molto importante che vogliamo comunicarvi.
Si sarebbero spese enormi risorse umane ed economiche per ottenere il NULLA e questo sarebbe scandaloso, perche' se queste cose le sappiamo noi, chi amministra non puo' NON saperlo, grazie ai suoi consiglieri.
La crescita della curva durera' fino a raggiungere un valore costante (plateau), quando decessi e guarigioni eguaglieranno il numero dei nuovi contagi, per poi diminuire a fine primavera quando il caldo ridurra' le cariche virali e quindi il numero dei nuovi contagi.
In questo caso della curva esponenziale (che e' quella vera dei contagi) la pendenza non cala ma addirittura aumenta ma per altri motivi (la crescita del secondo tratto, e' piu' ripida perche' corrisponde ai contagi prodotti da persone infette con sintomi, che sono piu' contagiose).

MATEMATICA: Per gli appassionati indichiamo qui' la dimostrazione matematica di questo fatto CLAMOROSO: sono soldi buttati quelli spesi per ridurre i contagi solo in parte (I CONTAGI O SI ELIMINANO TUTTI O NIENTE, PERCHE' E' INUTILE).
Se con un provvedimento azzeccato riesco a ridurre il valore dei contagi (variabile dipendente Y), che e' l'ordinata (nei nostri grafici e' la percentuale dei contagi) del 50% allora:
  • Se la curva e' lineare Y=a*X allora dimezzare Y corrisponde ad avere 1/2*a e quindi la curva viene ad avere un coefficiente angolare dimezzato, che graficamente significa pendenza dimezzata;
  • Se invece la curva e' esponenziale Y=exp(X) allora dimezzare Y corrisponde ad avere un fattore 1/2 davanti a exp(X) ed un fattore davanti ad un esponenziale equivale ad una costante sommata all'esponente (che e' il logaritmo della costante, che graficamente significa stessa pendenza (esponenziale) ma ascissa traslata (di log(1/2) giorni);

Questo significa che con un fenomeno che ha un andamento esponenziale, come quello dei contagi, provvedimenti che producono una riduzione parziale (cioe' frazionaria) della crescita della curva ottengono solo un risultato effimero di una traslazione della curva verso il basso e non quello che invece sarebbe determinante, la riduzione della pendenza della crescita, come avviene invece nei fenomeni LINEARI, che sono quelli impressi nella mente della gente.
La crescita esponenziale, dopo il calo frazionario dei contagi poi rapidamente rimette le cose "a posto", com'erano prima del provvedimento, con l'unico risultato ottenuto di una piccola traslazione orizzontale (ritardo) della curva, proprio come quei due salti che si vedono nei nostri grafici (corrispondenti a riduzioni dei contagi del 2% ciascuno, dovuti all'uso esteso delle mascherine).
QUINDI SE HO FATTO SACRIFICI PER OTTENERE IL CALO DEI CONTAGI HO SBAGLIATO E TUTTI I SACRIFICI FATTI SONO STATI INUTILI.

PIU' SEMPLICEMENTE: Vediamo di farlo capire anche all'uomo della strada, perche' sia un'affermazione di sostanza e non solo frutto di un artificio matematico.
In soldoni vuol dire che, se con un provvedimento riesco a ridurre i contagi, quei contagi che ho evitato con il mio costoso provvedimento, sono persone che non si saranno ammalate ma, siccome la curva dei contagi crescera' ugualmente, pochi giorni dopo saranno altre persone diverse da loro ad ammalarsi ed avro' lo stesso numero di ricoveri e decessi, solo ritardati, pochi giorni dopo.
La spesa sostenuta e' servita solo a spostare un po' in avanti nel tempo i dati dell'epidemia, che rimangono pero' gli stessi (nessun beneficio acquisito e sacrifici sprecati inutilmente).

VERIFICA SPERIMENTALE: Per convincersi che questi fatti sorprendenti da noi descritti, che ci sembra possano mettere in crisi le strategie governative di gestione dell'epidemia, non sono invenzioni teoriche da intellettuali pseudo-matematici ma corrispondono alla realta' vera, basta osservare il nostro grafico, che riporta la curva sperimentale delle percentuali dei contagi, comunicate giornalmente dal Ministero della Salute, dove le due riduzioni di contagi del 2% ciascuna, prodotte da uno specifico provvedimento governativo (quello delle mascherine), appaiono proprio come da noi descritto e come la matematica stabilisce che debbano essere per un fenomeno come quello dei contagi, che segue notoriamente l'andamento esponenziale.
E' la verifica sperimentale di questa caratteristica sorprendente e niente affatto intuitiva, che abbiamo qui' descritto, tipica dei fenomeni con andamento esponenziale: se si emana un provvedimento amministrativo che abbassa di una percentuale (nel nostro grafico e' il 2%) la produzione dei contagi che alimenta la crescita della curva, la pendenza NON diminuisce e la curva si trasla in basso, proseguendo la sua crescita esponenziale e dopo 2 giorni, visibili in ascissa sul grafico, ritorna allo stesso livello di prima e prosegue la sua crescita come se nulla fosse accaduto, soltanto la curva risulta spostata a destra di 2 giorni (come un ritardo).
Anche tutti i sacrifici che si stanno facendo per ottenere quel 2% di riduzione dei contagi stanno producendo questo beneficio effimero, che consiste solo nel ritardo di 2 giorni.
Successivamente alla partenza esponenziale dell'epidemia la mascherina non serve piu' a quella riduzione del 2% ma a tenere la persona nel novero delle persone meno soggette al contagio e di ottenere 2 benefici: la profilassi dal virus ed il contributo alla riduzione del livello di plateau asintotico della curva dei contagi, che spieghiamo qui':

ANDAMENTO A LUNGO TERMINE: Ma la curva esponenziale dei contagi allora e' destinata a crescere inesorabilmente fino all'infinito?
Certo che no, perche' la popolazione soggetta al contagio non e'infinita: e' il suo numero che poi manda in plateau la curva sperimentale dei contagi, quando tutti quelli che potevano essere contagiati lo sono stati.
Il livello del plateau e' destinato poi ad abbassarsi quando, con l'arrivo dell'estate, i malati di Covid-19 diminuiscono e la percentuale dei contagi corrisponde poi alla popolazione asintomatica endemica dell'Italia.
La popolazione soggetta ai contagi non e' la totalita' della popolazione, perche' con le giuste distribuzioni statistiche, vanno sottratti gli asintomatici, le persone piu' istruite e diligenti, che prestano la dovuta attenzione alla profilassi, anche indossando a dovere le mascherine, le persone che hanno sviluppato un'immuno-resistenza al virus (guariti o vaccinati), ecc.
Non sappiamo quanto siamo ancora lontani da questo plateau.
Quando ci saremo arrivati il numero dei nuovi contagi giornalieri restera' costante nel tempo (plateau) il che vuol dire che il numero dei nuovi contagiati sara' uguale al numero dei guariti dal virus e dei decessi (perche' la popolazione infetta non cresce piu').
Poi con l'arrivo del caldo o dell'aumento dell'immunita' acquisita dal popolo o con il miglioramento della profilassi il numero dei nuovi contagi cala e con esso anche il numero totale delle persone infette (perche' allora saranno piu' numerose le guarigioni ed i decessi) e la nostra curva delle percentuali di contagi comincera' a decrescere.
Con la giusta e doverosa istruzione di massa della popolazione (la gente e' ancora troppo vulnerabile, perche' non viene completamente informata sulla profilassi: non basta "distanziamento, lavaggio mani e mascherine") si puo' abbassare di molto il livello massimo del plateau e questo si, sarebbe un vero grande successo, perche' potrebbe ridurre di molto il totale dei ricoveri e decessi dell'epidemia (molto piu' della lotta ai contagi con sciocchi e costosi provvedimenti di contenimento, che altro poi non ottengono che quell'effimero ed inutile ritardo nell'ineluttabile crescita dei contagi.

CHIUSURE: In questi giorni potrebbe accadere che certi provvedimenti amministrativi vengano presi perche' "la priorita' e' salvare vite umane"; allora si potrebbe decidere di spendere 4 miliardi e buttare sul lastrico migliaia di commercianti, per ottenere come risultato, in base ai nostri argomenti, lo stesso numero di ricoveri e decessi ma spostati in avanti di qualche giorno. Sarebbe una follia, come l'inutile battaglia di don Chisciotte contro i mulini a vento.
E se qualcuno pensasse al LOCKDOWN TOTALE, sacrosanto in primavera, ORA sarebbe una follia ancora peggiore!
Essere impreparati nella vita puo' costare molto caro, soprattutto se capita a chi riveste cariche importanti.

Anche la chiusura di alcune attivita', che contribuiscono ad una percentuale dei contagi, produce nella curva un altro abbassamento con un gradino pari a quella percentuale che non sara' mai grande, perche' sono una miriade le cause diverse che producono i contagi, e non ci sara' ne' il blocco dell'epidemia ne' l'appiattimento della curva che resta in crescita esponenziale perche' cosi' crescono le epidemie se non si arrestano.
Anche se si riuscisse a far calare la curva addirittura del 90% con provvedimenti parziali, quel 10% rimanente crescerebbe esponenzialmente (se la percentuale e' oltre il valore di soglia d'inizio dell'epidemia), prima con pendenza piu' bassa e poi sempre piu' alta; cosi', sia pure con un certo ritardo, riporterebbe i contagi in alto e si sarebbe guadagnato solo del tempo.
Quindi mentre i governanti si stanno chiedendo "cosa chiudiamo" la risposta non puo' che essere: O TUTTO O NULLA.
Da quello che sta accadendo nel Paese SEMBRA CHE NESSUNO ABBIA ANCORA CAPITO il fenomeno che abbiamo di fronte e stanno per compiere azioni irreparabili e devastanti.
Quello che sembra rimanere l'unico strumento valido, il lockdown nazionale, non puo' essere sopportato ora dalla popolazione: la gente morirebbe di fame invece che di Covid, soprattutto adesso che il periodo freddo durera' ben 6 mesi e non solo 2 mesi, come nell'epidemia della primavera scorsa. Il lockdown andrebbe pertanto ripetuto piu' volte, in attesa dell'estate, perche' quando viene interrotto l'epidemia, che rimane attiva, tornerebbe a far crescere i contagi.
La vera soluzione indolore sarebbe stata quella di impedire che l'epidemia Covid-19 iniziasse ed in questo articolo abbiamo spiegato come si puo' ottenere. In questo modo l'anno prossimo il problema non esistera' piu' e con calma potremo poi dedicarci a far diminuire il numero di asintomatici fino a far scomparire il virus Sars-CoV-2 e scongiurare per sempre nuove epidemie Covis-19, facendo tornare tutti ad una vita normale.

GESTIONE DELL'EPIDEMIA: Ora pero' l'epidemia e' scoppiata ed i contagiati stanno crescendo in modo esponenziale.
Qual'e' l'alternativa al lockdown (che non si puo' fare soprattutto se dev'essere lungo o ripetuto)?
Gli altri Stati hanno piu' contagi di noi italiani e quindi dovranno precederci di 1 o 2 settimane nei provvedimenti da adottare.
Questo e' un grande vantaggio per noi, in quanto possiamo osservare cosa fanno e ricavare informazioni preziose su quali siano i provvedimenti piu' efficaci: possiamo cosi' scegliere quelli prima di altri (si puo' fare in quanto il virus e' lo stesso).
Abbiamo spiegato sopra perche' provvedimenti di blocco parziale sono solo pannicelli caldi che non fermano la salita esponenziale ma la ritardano solo di pochi giorni.

Potete capire l'evoluzione dell'epidemia guardando i dati riportati nei grafici e tenendo conto che: Conseguentemente e' INUTILE lottare contro la crescita dei contagi che diventa sempre piu' inesorabile, quanto piu' il freddo avanza. E' come lottare contro i mulini a vento.
BISOGNA ACCORGERSENE IN TEMPO, prima di finire in malora, dilapidando l'economia e mettendo in ginocchio la societa' sulla base di convinzioni che sono pure scientificamente errate.
Questo vale anche per gli altri Paesi d'Europa, che potrebbero rischiare di fallire, proprio nel momento in cui hanno deciso, bonta' loro, che la solidarieta' europea puo' anche essere una buona cosa!

ALLORA COSA SI PUO' E SI DEVE FARE?
Molte persone sono intelligenti e si sono doverosamente documentate su come convivere con il virus senza ammalarsi, per cui molto probabilmente arriveranno alla fine di questa epidemia (a maggio 2021, in l'estate) senza ammalarsi, anche in assenza di lockdown, perche' cio' E' POSSIBILE.
Il problema sono tutti gli altri, che sono tanti e che sicuramente si ammalerebbero (senza poter essere curati in ospedale perche' sono troppi).
Cosa si puo' fare?
Un comportamento piu' virtuoso della gente avrebbe un effetto importantissimo, quello di concorrere ad abbassare, insieme ad altri presidi farmacologici (vaccino), il livello limite a cui la curva dei contagi non cresce piu' (vedi l'ANDAMENTO A LUNGO TERMINE gia' discusso in precedenza) e quindi di ridurre il numero totale dei decessi, che sarebbe un risultato non ottenibile altrimenti con un'epidemia impossibile da arrestare.
Assomiglierebbe ad una "cura Trump" all'italiana (la politica non c'entra), con proposta e motivazioni culturali diverse e rispettando l'esigenza per la popolazione di una grande consapevolezza dei rischi, molto piu' di quanto sta accadendo negli U.S.A.
La primavera scorsa e' stato giusto fare il lockdown e cosi' noi in Italia abbiamo salvato migliaia di vite umane a differenza degli U.S.A. Ora pero' il lockdown nazionale non e' piu' possibile farlo sia per le condizioni economiche del Paese che soprattutto perche' il lockdown dovrebbe essere piu' lungo e ripetuto, in quanto in inverno l'epidemia peggiorera'.
Quindi, se non si puo' fare, IL LOCKDOWN NAZIONALE NON E' UN'OPZIONE, in questo caso non esiste proprio.
E' ovvio che a noi italiani questa cura non ci piace ma potrebbe essere proprio questa l'unica via percorribile perche' i danni e le vittime prodotti dal lockdown, integrati nel tempo, potrebbero essere ancora maggiori in un tessuto sociale ed economico distrutto da lockdown prolungati nel tempo.
Certo sarebbe una vita molto diversa e meno gradevole, da percorrere in apnea per la durata dell'epidemia, che poi finira' con l'estate.
Non so se e' tutto chiaro: la cura puo' anche essere indecente ma se non c'e' alternativa, potrebbe essere l'unica strada percorribile per arrivare in qualche modo all'estate.
L'alternativa a questo ci sembra che sia infatti solo un IMPOSSIBILE lockdown nazionale ripetuto, con tutte le conseguenze inaccettabili che comporterebbe.
Se alla fine le cose stessero veramente cosi', c'e' davvero una cosa urgente da fare: bisognerebbe farlo capire a chi di dovere il prima possibile, evitando di impoverire inutilmente il popolo con una sequenza di provvedimenti che si rivelano poi sbagliati perche' non portano alcun beneficio reale ma solo una distruzione inesorabile e progressiva dell'economia.
Credo che solo i Paesi che lo capiranno in tempo riusciranno a sopravvivere a questa crisi.
Proprio ieri il Governo ha adottato costosi provvedimenti per il contenimento dei contagi e se, come pensiamo, tra un paio di settimane si accorgera' che non hanno portato i benefici attesi, giustamente gli amministratori se la prenderanno con i tecnici che avevano il dovere di saper prevedere queste cose.
Ma allora sara' tardi: quel danno ormai sara' stato consumato.
Per completare questo scenario (deprimente) aggiungo anche di ritenere che il ricorso ai vaccini potrebbe NON essere risolutivo, perche' lo ritengo poco efficace su quei milioni di persone che hanno il virus in corpo (gli asintomatici) con il loro sistema immunitario gia' sollecitato da tempo per la presenza del virus, che anche per questo continueranno ad essere il nostro problema principale, perche' li possiamo individuare solo con il tampone e una volta individuati non sappiamo poi come curarli (se il Sars-CoV-2 si comportasse come l'herpes non guarirebbero e potrebbero addirittura rimanere asintomatici a vita o finche' non guariti con un farmaco antivirale che per ora non c'e').
Con loro la prospettiva e' quella di future epidemie di Covid-19 che potrebbero colpire ogni inverno solo milioni di asintomatici, se tutte le altre persone (sane) sono state vaccinate.
Bisognerebbe allora continuare ad usare tutti le mascherine per impedire che in autunno la percentuale di asintomatici (positivi al tampone) raggiunga la soglia d'inizio dell'epidemia di Covid-19. Cioe' continueremmo ancora ad avere il virus in casa, coltivato da alcuni milioni di persone asintomatiche che non sappiamo chi sono.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (26 ottobre 2020)
Aggiungiamo l'ulteriore punto di 13.6% di percentuale di contagi del 26/10 sul grafico seguente:


L'ultimo dato si pone in linea con quelli precedenti lungo la crescita esponenziale senza mostrare ancora una riduzione della crescita, conseguente ai primi provvedimenti di coprifuoco,

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (27 ottobre 2020)
Aggiungiamo l'ulteriore punto di 12.6% di percentuale di contagi del 27/10 sul grafico seguente:


Nel grafico sono riportate le percentuali dei tamponi positivi a partire dall'8/10 che mostrano l'evoluzione dell'epidemia.

PREMESSA: Il fenomeno rappresentato nella curva che stiamo osservando e cercando di descrivere e' reale, perche' al di fuori degli errori sperimentali.
Potrebbe non essere giusta la nostra interpretazione del fenomeno ma e' sicuramente importante capire cosa determina questo andamento dei dati per meglio combattere la pandemia in Italia e nel mondo.
E' anche di fondamentale importanza imparare quali effetti possono produrre i provvedimenti di chiusura parziale delle attivita' economiche.

La nostra interpretazione dei dati distingue i seguenti 3 periodi:
  1. Nel primo tratto della curva, partendo dall'inizio, a sinistra, si notano i primi 4 punti con una pendenza minore.
    La pendenza della curva rappresenta la velocita' di crescita dei contagi che e' determinato dalla contagiosita' delle cariche virali circolanti.
    In questo primo tratto della curva la contagiosita' era minore perche' l'epidemia di Covid-19 non era ancora scoppiata e quindi il numero di contagi aumentava con le cariche virali diffuse dagli asintomatici (piu' deboli).
  2. Nel secondo tratto della curva la pendenza si accentua perche' la percentuale dei contagi ha superato il limite del 3%, da noi considerato la soglia d'innesco dell'epidemia di Covid-19. Cosi' e' iniziata il 12/10 l'epidemia dei sintomatici (Covid-19) e le cariche virali presenti nell'ambiente dai sintomatici sono diventate piu' intense (cioe' con molti piu' virus). Allora e' aumentata la contagiosita' diffusa e per questo la velocita' di crescita dei contagi e' aumentata e cosi' la pendenza della curva risulta maggiore dal 12/10 in poi.
    La traslazione verso destra del secondo tratto di curva, dal 12/10 al 19/10, e' dovuta al calo del 2% del numero dei contagi prodotti dagli asintomatici per l'obbligo dell'uso esteso delle mascherine introdotto il 9/10.
  3. Anche il terzo tratto di curva, dal 20/10 al 26/10 (ieri), conserva la stessa pendenza (esponenziale) caratteristica del livello di contagiosita' dei sintomatici.
    L'ulteriore traslazione verso destra di questo terzo tratto di curva e' dovuta ad un ulteriore calo del 2% del numero dei contagi, prodotto sui sintomatici dall'obbligo dell'uso esteso delle mascherine introdotto il 9/10. Nell'articolo e' spiegato perche' si manifesta il 20/10 e non prima.
Ora dal 27/10 incontriamo un nuovo calo dei contagi, ancora del 2%, sotto alla retta che indica l'andamento dei dati precedenti (lungo la crescita esponenziale).
Questa nuova riduzione dei contagi dovrebbe essere l'effetto dovuto ai primi provvedimenti di coprifuoco (e' giusto considerare un ritardo di circa 4 giorni tra incubazione del virus e tempi tecnici di acquisizione della misura).
L'entita' della riduzione corrisponde a 1.200.000 contagi, il 96% dei quali asintomatici (il calcolo e' fatto su 60 milioni di italiani): questa riduzione e' ragionevolmente compatibile con il numero di persone interessate dalla chiusura del coprifuoco.
In questo caso si potranno cercare delle conferme di questa interpretazione, indagando sulle localita' da cui provengono le riduzioni dei contagi, perche' a differenza dei due casi precedenti, in cui il contributo alle riduzioni era diffuso in tutto il Paese (era quello dovuto all'uso esteso delle mascherine) ora dovrebbe provenire solo dalle aree dove si e' imposta la chiusura delle attivita' (le citta'-focolaio).
Questa indagine e' importante perche' in genere vengono adottati piu' provvedimenti insieme e l'effetto unico, che poi si vede, non e' riconducibile ad un'unica causa. Qui' dovrebbe essere diverso e questo fornirebbe informazioni preziose per proseguire la lotta al Covid-19.
Il calo del 2% che si osserva (valutando la distanza verticale di questo punto dalla retta che indica l'andamento dei dati precedenti) e' circa 1/6 del numero dei positivi trovati; e' quindi un valore importante gia' al primo giorno, in cui si manifesta questo effetto del provvedimento di chiusura delle citta-focolaio (e' questa la nostra interpretazione).
Se assumiamo che il modello di evoluzione dell'epidemia descritto in questo lavoro poi non venga confermato, allora questo tipo di provvedimenti si presentano molto promettenti per il controllo dei contagi.
Sara' importante vedere per quanti giorni continuera' questa discesa, che introduce nel nostro grafico il terzo gradino.
Spero la riduzione dei contagi che producono questi provvedimenti non si manifesti tutta solo nel primo giorno (ieri) ma sia spalmata su piu' giorni, facendo continuare il calo della curva (cosi' il beneficio risulta maggiore).
Una volta registrato nella curva il totale del numero di contagi ridotti dal provvedimento la curva purtroppo dovrebbe riprendere la sua crescita esponenziale, perche' le restanti persone contagiose al di fuori delle citta'-focolaio stanno continuando a svolgere la loro opera nefasta di spargere il contagio al di fuori delle citta'-focolaio.
Mi aspetto cioe' un aspetto della curva del tutto analogo a quello dei 2 gradini precedenti, con una differenza molto importante pero': dopo i 2 gradini precedenti la curva ha ripreso la sua crescita esponenziale rimanendo stabilmente ad una quota ribassata del 2%, ma perche' la causa della riduzione dei contagi e' rimasta in permanenza (la gente ha continuato ad indossare le mascherine).
Ma cosa pensate che accadrebbe se la gente smettesse di usare le mascherine? Certamente i contagi aumenterebbero e si perderebbe la riduzione del 2% nelle ordinate, cioe' la curva subirebbe un salto in alto con un aumento dei contagi esattamente uguale alla riduzione del 2% guadagnata quando si era iniziato ad usare le mascherine.
Bene, questo mi sembra perfettamente comprensibile e condivisibile da tutti.
Qui' sorge il problema: come le mascherine devono continuare ad essere usate, cosi' anche le chiusure coprifuoco dovranno durare fino all'estate prossima?
Se terminano queste chiusure le persone che erano bloccate riprendono a circolare e se aumenta del 2% la popolazione esposta anche i contagi mi aspetto che aumentino in un tempo abbastanza breve, facendo comparire un nuovo gradino nella curva ma opposto a quello che oggi ci ha permesso di registrare un calo del 2% nei contagi.
Io spero che questa riduzione di contagi del 2% in 1 giorno duri per molti giorni, facendo calare i contagi di molto piu' del 2%. Ovviamente non possiamo esagerare nelle attese, perche' il coprifuoco riguarda solo un paio di citta-focolaio, se ricordiamo bene.
Ma sarebbe un'informazione importante per capire l'efficacia di questi provvedimenti, che spianerebbe la strada ad altrettanto efficaci provvedimenti futuri, di tipo diverso dalle chiusure pero', perche' possano durare nel tempo ed essere compatibili con le esigenze dell'economia (di aziende e famiglie, che devono mangiare).
Rimaniamo percio' impazienti in attesa dei dati dei prossimi due giorni.

Non possiamo tacere pero' che, se il nostro modello descrittivo dell'epidemia venisse confermato, ci dovremmo aspettare anche in questo caso che la discesa continui, probabilmente per un paio di giorni e che poi la curva dei contagi riprenda la sua crescita esponenziale, con la stessa pendenza di prima dei coprifuoco, perche' i provvedimenti adottati sono del "Modo 1" cioe' riducono i contagi ma non la contagiosita' (come fa il caldo estivo).
Se cosi' fosse, la curva recupererebbe in breve tempo poi, con la sua risalita, tutti i contagi ridotti con il coprifuoco.
Se questa previsione risultasse vera il coprifuoco, anche se potesse permanere a lungo, altro non produrrebbe che un ritardo, probabilmente di un paio di giorni o poco piu', nel percorso della curva dei contagi e nei relativi ricoveri e decessi.
Nulla di piu'.
Questo e' quello che suggerisce l'analogia con i due gradini precedenti della curva, ovviamente se l'interpretazione che abbiamo dato delle cause di quei gradini, descritta nel testo, e' corretta.

E' questo un mio secondo azzardo in una scommessa che spero, sinceramente tantissimo di perdere, perche' altrimenti vorrebbe dire che tutti i sacrifici fatti per il coprifuoco saranno stati inutili.
Se cosi' fosse, anche tutti gli eventuali altri provvedimenti futuri di questo "Modo 1" (riduzione dei contagi ma non della contagiosita') sarebbero destinati al fallimento.
Lo sapremo molto presto, credo gia' nei prossimi giorni.
Nel testo e' spiegato abbondantemente questo modello descrittivo del fenomeno epidemico Covid-19 e le sue conseguenze.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (28 ottobre 2020)
Aggiungiamo l'ulteriore punto di 12.6% di percentuale di contagi del 28/10 sul grafico seguente:


Nel grafico sono riportate le percentuali dei tamponi positivi a partire dall'8/10 che mostrano l'evoluzione dell'epidemia.
L'ultimo punto 15.5% s'inserisce ad un livello piu' basso del precedente, risultando evidentemente una riduzione dovuta ad un ulteriore provvedimento che non so ancora identificare.
E' la buona notizia che i coprifuoco o lockdown locali, in vigore nelle citta'-focolaio, stanno sortendo l'effetto sperato di una discesa dei contagi, che risulta sovrapporsi al precedente andamento esponenziale.
Questo vuol dire che i provvedimenti adottati stanno producendo una decrescita dei contagi, che aumenta in modo esponenziale con il passare dei giorni.
A noi ci sembra interessante questa discesa dei contagi, indicativa che si stanno sommando in modo estremamente pronto anche gli effetti di altri provvedimenti presi ieri.
Ci riserviamo di riflettere e commentare questo andamento dei contagi.

RIFLESSIONI SULL'ANDAMENTO DELLA CURVA DEI CONTAGI: OK, ci ho pensato e sono arrivato a concepire un meccanismo che potrebbe spiegare quello che comincia ad apparirci nel grafico.
I contagi venuti meno per i lockdown parziali non erano tutti dello stesso tipo ma i tempi di comparsa della positivita' al test possono essere rappresentati con una distribuzione gaussiana larga, diciamo 3 giorni (gli infettivologi conoscono meglio di me i diversi tempi d'incubazione possibili).
In conseguenza di cio' quando si sono chiuse tutte le attivita' non sono scomparsi di colpo (ed in meno nel grafico) tutti i positivi insieme ma un po' oggi, un altro po' domani, ecc. cioe' la diminuzione dei contagi ci appare nel grafico distribuita su piu' giorni, secondo la larghezza della gaussiana.
Considero del tutto casuale che l'entita' della diminuzione dei contagi di oggi 28/10 sia stata proprio tale da produrre nel grafico esattamente la stessa percentuale di contagi di ieri.
Quando avremo i dati dei prossimi 3 giorni, facendo giorno per giorno la differenza tra questi dati e quelli sull'estrapolazione della retta che riproduce l'andamento dei dati prima del 26/10, otterremo la somma integrale dei contributi e da essa potremo anche derivare e visualizzare la distribuzione gaussiana delle persone che hanno contribuito alla riduzione dei contagi durante il lockdown parziale.
La somma di queste differenze da la misura dei benefici totali ottenuti con quei provvedimenti. Potrebbero risultare davvero importanti, alla luce dei daati di questi due ultimi giorni.

COSA SUCCEDE DOPO IL LOCKDOWN: Rimane l'incognita dell'entita' della successiva RISALITA prevedibile dei contagi, al termine dei lockdown locali, che a differenza dell'obbligo delle mascherine, non possono durare molto a lungo per ovvi motivi.
Tutte quelle persone torneranno libere ed esposte al rischio di contagio, per cui mi aspetto che il loro contributo alla curva dei contagi iniziera' a salire con una distribuzione temporale di una gaussiana integrata che spingera' in alto la curva esattamente nello stesso modo in cui ora la sta spingendo in basso (per l'effetto legato ai tempi d'incubazione).
Durante la chiusura, senza il loro contributo, la curva dei contagi del resto d'Italia prevedo che proceda piu' in basso ma con una crescita esponenziale, perche' e' sempre un'epidemia, anche se con il 5% di partecipanti in meno.
Mi aspetterei quindi che, dopo la spinta in alto conseguente alla fine dei lockdown, la curva ritorni esattamente a quegli stessi valori a cui si sarebbe trovata se i lockdown non ci fossero stati.
La risalita della curva dovrebbe raggiungere l'equilibrio nello stesso numero di giorni che ora passeranno prima di riveder tornare la salita esponenziale della curva.
Non rimane che aspettare per verificare se questa congettura, che spiega il problema che avevamo, trova riscontro nei dati dei contagi futuri.
Rimane poi da valutare l'entita' dei vantaggi ed il rapporto costi/benefici del provvedimento di lockdown, se poi veramente dovesse accadere che la curva dei contagi ritorna esattamente dove sarebbe stata senza lockdown e non si fosse invece stabilizzata senza crescere, per qualche ragione che a noi ora sfugge, come tutti pero' stanno sperando.

IL LOCKDOWN NAZIONALE: Un'osservazione finale: la nostra congettura non si applica solo ai lockdown parziali ma vale anche per un lockdown nazionale che blocca un intero Paese.
Il lockdown bloccando la contagiosita' con il distanziamento produce sempre un netto calo dei contagi.
Se e' fatto in aprile poi i contagi non risalgono perche' a maggio l'innalzamento della temperatura ambientale produce un netto calo delle cariche virali disperse nell'ambiente a cui la popolazione e' esposta.
Cosi' tutti ritengono che il lockdown ha bloccato l'epidemia (com'e' accaduto in Italia la primavera scorsa).
In realta' al termine del lockdown l'epidemia non e' riuscita a tornare ai livelli di contagi iniziali perche' non c'erano piu' le condizioni ambientali di temperatura adatte (stava arrivando l'estate).
La temperatura e' il solo parametro che conosco in grado di ridurre la contagiosita' del virus ed e' proprio la contagiosita' che determina la pendenza della curva dei contagi.
Per questo se un lockdown finisce a maggio la curva dei contagi non torna ad aumentare; in inverno invece e' molto diverso.
Noi italiani siamo stati molto fortunati.
Proprio domani i francesi (e poi sembra che vogliano farlo anche i tedeschi) iniziano un lockdown nazionale di un mese, che finira' a dicembre cioe' proprio all'INIZIO DELL'INVERNO.
Come capite bene noi ci auguriamo davvero sinceramente che la nostra congettura sia sbagliata e che non corrisponda alla realta' perche' non siamo riusciti a vedere un effetto nascosto che a dicembre fara' restare il numero dei contagi francesi a valori bassi, anche dopo la fine del costosissimo lockdown nazionale.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (29 ottobre - 5 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi dall' 8/10 al 5/11 mostrati in tabella :


SPIEGAZIONE DEL GRAFICO: Nel grafico sono riportate le percentuali dei tamponi positivi a partire dall'8/10 che mostrano l'evoluzione dell'epidemia. Pur essendo in parte aleatori, restano dati primari importanti nel senso che dal numero dei contagi derivano poi gli andamenti di tutti gli altri (ricoveri e decessi), ritardati nel tempo.
L'ultimo punto a destra (5/11), sembra riprendere l'andamento crescente dei contagi (che dovrebbe essere esponenziale con una pendenza, che pero' potrebbe essere minore, se la contagiosita' fosse diminuita).
I 3 punti precedenti, in discesa, mostrano la presenza di un nuovo gradino di decrescita, dovuta quasi certamente ai provvedimenti del DPCM del 1/11 (chiusura anticipata alle ore 18 dei locali commerciali di ritrovo, bar, ristoranti, ecc.). La riduzione sembra abbastanza importante e indica che si e' centrato abbastanza bene l'obiettivo da neutralizzare, perche' responsabile di una parte significativa dei contagi.
La freccia indica come si deve valutare la riduzione dei contagi prodotta dai 4 gradini (e relativi provvedimenti governativi che li hanno prodotti). Se non ci fossero stati i 4 gradini, la curva avrebbe proseguito la sua salita, come abbiamo indicato con la retta che estrapola l'andamento del secondo tratto di curva. Quindi la riduzione di contagi acquisita si puo' calcolare facendo la differenza tra l'ordinata del punto attuale sulla curva (dov'e' la freccia) ed il punto sulla retta estrapolata.

ANALISI: Per tarare il grafico osserviamo che la curva passa dal 4.3% del 10/10 al 16.3% del 1/11 con un salto del 16.3-4.3=12% (pari a 15 cm nel grafico, per cui la scala verticale e' 1cm=0.8%; la scala orizzontale e' di 1cm=1.7 giorni) in 22 giorni ovvero la pendenza media della curva corrisponde ad un incremento della percentuale dei contagi del 12% in 22 giorni cioe' del 0.55% al giorno.
In questa scala siccome ogni centimetro verticale corrisponde allo 0.8% circa di riduzione dei contagi, quindi dall'8/10 al 5/11 la riduzione totale finora acquisita e' di circa l' 8% (circa 10cm in verticale), non molto invero a fronte dei sacrifici fatti.
Ma soprattutto non sembra che finora si sia riusciti ad incidere sulla contagiosita' e quindi la pendenza della curva e' rimasta nell'ultimo mese sempre troppo ripida.
Il consuntivo, anche se precoce, e' scoraggiante: con questa pendenza della curva vengono vanificate in pochi giorni le riduzioni dei contagi, ottenute da questo tipo di provvedimenti (che lasciano invariata la pendenza): quell' 8% da noi acquisito in 28 giorni con i provvedimenti che hanno prodotto i 4 gradini visibili nel grafico, con questa pendenza, viene riassorbito e vanificato in circa 9 giorni, come si puo' vedere dalla curva (basta traslare orizzontalmente l'ultimo tratto di curva verso sinistra, fino a sovrapporlo alla retta che traccia l'andamento originario, senza l'effetto dei gradini).
Sarebbe un tragico errore non voler vedere dove ci porta questa pendenza inesorabile della curva: mancano ben sei mesi all'arrivo del caldo che potra' abbattere la contagiosita' di questo virus e quindi la pendenza della curva.
Basta estrapolare il grafico per vedere che la crescita attuale del 16.5% al mese (0.55% al giorno) in 6 mesi (molto meno in realta' perche' la curva e' esponenziale e non lineare) ci portera' ad una situazione, in cui tutti i tamponi fatti risultano positivi, cioe' alla completa infezione di tutta la popolazione (sarebbe l' immunita' di gregge ).
I benefici apportati dai provvedimenti finora adottati sono riusciti finora a ritardare solo di 1/3 gli eventi e se non si mettono in atto altre iniziative capaci di ridurre la pendenza della curva il destino sembra segnato.
Se questo fosse giusto allora sarebbe inutile continuare questa lotta, distruggendo la nostra societa' in battaglie perse in partenza. Se si dovesse arrivare comunque, malgrado tutti i nostri sforzi, all'immunita' di gregge, che appiattisce poi naturalmente la curva dei contagi, allora tanto valrebbe non accanirsi, aggiungendo altre sofferenze al popolo in una lotta senza speranza di successo (e' atroce solo pensarlo ma finirebbe proprio come la famigerata "spagnola" del secolo scorso).

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (6-9 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi dall' 8/10 al 9/11 mostrati in tabella :


EVVIVA forse ci siamo: il punto di ieri, che era rimasto costante, non poteva bastare per gioire ma adesso sono diventati 3 i punti in pianerottolo!
Questi ultimi 3 punti, dal 7/11 al 9/11, sembrano mostrare che l'andamento della curva dopo il quarto ed ultimo gradino si stia stabilizzando con una pendenza COSTANTE, che forse potrebbe addirittura diminuire nei prossimi giorni.
Questo risultato, se confermato, potrebbe essere l'inizio della riduzione dei contagi dovuti ai lockdown nelle zone rosse d'Italia.
L'effetto e' VISTOSO, perche' la sua riduzione, nei dati di tutta Italia, si sovrappone alla crescita esponenziale prodotta dalle altre parti d'Italia, che sono state toccate in modo piu' lieve da quel provvedimento.
Se le percentuali di contagi rilevate sono rimaste costanti vuol dire infatti che la riduzione e' stata equivalente alla crescita dei contagi nelle altre parti d'Italia, che era ben ripida. Questo conferma che era vistoso il contributo alla crescita dei contagi di quelle parti d'Italia che sono state chiuse, perche' togliendo il loro contributo (con il lockdown) la crescita si arresta.
Se questo risultato venisse confermato dai dati dei prossimi giorni, vorrebbe dire che applicando le stesse limitazioni in tutta Italia (lockdown generale) si vedrebbe scendere la curva con la stessa pendenza della precedente salita, perche' ci sarebbe solo l'effetto della riduzione dei contagi senza piu' l'effetto compensatorio, che c'e' adesso e che impedisce alla curva di scendere, prodotto dal resto d'Italia fuori della zona rossa.
Per adesso sono solo ipotesi preliminari che andranno confermate dai dati dei prossimi giorni.

ANALOGIA: Quindi e' come un lavello che si riempie d'acqua (che sono gli infettati) da un rubinetto aperto, ma che si svuota dal tappo lasciato aperto. La velocita di svuotamento del lavello e' fissa e dipende dal mese di tempo necessario per far guarire gli infettati.
L'afflusso dell'acqua nel lavello (i nuovi contagi) non e' fissa: se e' alta il lavello si riempie sempre di piu' e trabocca (epidemia in espansione) ma se riduco l'afflusso d'acqua agendo sul rubinetto, c'e' un flusso entrante di soglia al quale tanta acqua arriva quanta ne esce ed il livello dell'acqua rimane costante.
L'EFFETTO DEI GRADINI DELLA CURVA:
Valutiamo ora il beneficio apportato dai provvedimenti che hanno causato i gradini 2, 3 e 4 con l'aiuto del grafico seguente:


Se quei tre gradini non ci fossero stati la curva dei contagi avrebbe proseguito la sua salita lungo la retta disegnata nel grafico arrivando all'8/11 ad una percentuale del 27.5% invece del 17.1% reale. Questo significa che i provvedimenti adottati, che hanno prodotto le variazioni dei contagi registrate nei 3 gradini, hanno prodotto una riduzione dei contagi del 10.4% (la differenza).
Bene allora sembrerebbe che ne e' valsa la pena. Neanche per sogno perche' se la pendenza della curva rimane la stessa, nei prossimi 12 giorni la curva raggiungera' comunque la quota del 27.5% e quindi tutti quei provvedimenti che avevano prodotto le tre riduzioni di contagi corrispondenti ai 3 gradini avranno soltanto spostato in avanti di 12 giorni gli eventi, che comunque accadranno, anche se ritardati di 12 giorni.
Se per anche in ognuno dei prossimi 6 mesi potessimo adottare gli stessi provvedimenti e se l'epidemia seguisse sempre una crescita lineare allora potremmo ottenere una riduzione di contagi del 12/33=36% circa (che non e' molto).
Sarebbe stato diverso se con quei 12 giorni si arrivasse a maggio (come accadde al nostro lockdown della primavera scorsa), perche' allora l'epidemia si fermerebbe per il caldo ed i contagi non riprenderebbero a salire.
Ma ora siamo a novembre e se la curva comunque continuera' questa sua salita per altri 4 mesi arriveremo all' immunita' di gregge , in cui tutti si sono infettati.
Percio' bisogna assolutamente che non si continui ad ottenere come risultato dei vari provvedimenti solo dei gradini discendenti della curva senza alterarne la pendenza, altrimenti si rischia che tutti questi risultati possano essere non solo inutili ma addirittura dannosi .
Nei dati dei prossimi giorni dovrebbe cominciare ad apparire l'effetto dei nuovi lockdown appena istituiti in 4 regioni (quelle rosse).
Ci aspettiamo che questi nuovi dati possano finalmente iniziare a ridurre la pendenza della curva dei contagi, sia pure nel limite della frazione di popolazione interessata.
Cercheremo di presentare anche i dati di una sola delle regioni chiuse in lockdown, senza la contaminazione dei dati del resto d'Italia non soggetto alla chiusura, che ora inquinano la nostra curva. Questo sarebbe per noi un risultato importantissimo, perche' ci fornirebbe un'indicazione preziosa: se quel provvedimento puo' riuscire a ridurre la contagiosita' del virus e quindi la pendenza della curva, che dev'essere in ogni caso il nostro principale obiettivo. Lo sapremo con i dati dei prossimi giorni.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (10 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi al 10/11 mostrati in tabella :



Pensiamo che stiamo vivendo un momento critico di questa epidemia. Per questo preferiamo da oggi riportare tutti i grafici dei giorni che si succedono per lasciare traccia degli eventi. Dopo i 3 punti in pianerottolo oggi c'e' il primo punto in discesa, come ieri avevamo previsto potesse succedere.
In questo lavoro noi riportiamo fedelmente l'andamento dei contagi con il dato pubblicato nel bollettino quotidiano del Ministero della Salute e cerchiamo di interpretarne l'andamento temporale. Noi non possiamo mai essere certi delle cause che provocano i discostamenti dalla normale crescita esponenziale e cerchiamo di intuirle dalle correlazioni temporali con i provvedimenti adottati per cercare di contenere l'epidemia.
Se venisse confermato che la riduzione dei contagi che oggi osserviamo e' dovuta ai recenti lockdown nelle zone rosse d'Italia, allora pensiamo che questo risultato apra la strada al seguente scenario: la curva scendera' formando un quinto gradino con un comportamento analogo a quanto e' gia' successo con i primi 4 gradini della curva, ma con una differenza importante.
Questa discesa e' dovuta al venir meno dei nuovi contagiati nelle zone rosse (perche' non vi si contagia quasi piu' nessuno); pero' rimangono i contagiati precedenti all'inizio della chiusura, che continuano ad essere infetti finche' non guariscono tutti e durante quel periodo di guarigione vedremo i contagiati diminuire, facendo scendere ancora di piu' la curva nel periodo iniziale, quando sono ancora molti.
Quando saranno guariti tutti, allora la curva riportera' praticamente solo il contributo dei contagiati nel resto d'Italia, che saranno di meno e quindi la curva sara' piu' in basso (perche' al denominatore ci saranno anche i test, tutti negativi, fatti nelle zone rosse) ma crescera' di nuovo esponenzialmente secondo l'andamento naturale dell'epidemia in atto.
Cosi' nasce il quinto gradino nella curva, che me lo aspetto un po' piu' lungo dei precedenti e che verra' poi fatto scendere ancora di piu', quando si aggiungeranno le riduzioni dei contagi delle nuove zone rosse che seguiranno. Staremo a vedere.
Intanto confermiamo l'osservazione, gia' fatta ieri, che l'effetto di questa discesa ci sembra VISTOSO, perche' la riduzione, in questi dati che sono di tutta l'Italia, si sovrappone alla crescita esponenziale prodotta dalle altre parti d'Italia, che sono state toccate in modo piu' lieve dai provvedimenti di chiusura delle attivita'.
Aspettiamo i dati dei prossimi giorni per capire meglio che direzione sta prendendo l'epidemia.


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Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale in tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 11/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
Tutto cio' aiuta a capire meglio cosa sta accadendo nel grafico dei contagi in Italia. Queste informazioni ci sono molto utili per interpretare al meglio questi dati con cui stiamo lavorando, che sono ben lontani purtroppo da essere presi con il rigore scientifico, che sarebbe stato auspicabile.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi in tutta Italia dal 5/10 all' 11/11, mostrati nella tabella precedente:


Ottime notizie: la percentuale dei contagi dell'11/11 non solo mostra di continuare l'andamento in discesa ma lo fa praticamente con la stessa pendenza con cui la curva saliva prima dei provvedimenti di chiusura.
Questa in particolare e' una splendida notizia perche':
  1. Significa che le aree chiuse con la zona rossa erano quelle che contribuivano in massima parte alla salita dei contagi, perche' il contributo in salita delle aree non chiuse risulta ora poco influente sul totale; quando la discesa sara' proseguita si comincera' a vedere sempre piu' l'effetto di questo contributo crescente (se non si estendono le chiusure a tutta Italia).
  2. La discesa dovrebbe continuare, seguendo la diminuzione dei contagiati nelle aree rosse, perche' guariscono (in un mese non ci dovrebbero essere piu' persone infette, perche' saranno tutte guarite e la curva sara' vicina a zero): cioe' dobbiamo impedire che si creino nuovi contagi per un mese circa in attesa che guariscano tutti (tenendo tutto chiuso, perche' altrimenti le persone sembra che non possano fare a meno di stare vicine tra loro), finche' coloro che si sono infettati prima della chiusura non siano tutti guariti: cosi' vedremo scendere sempre piu' la curva con la velocita' di queste guarigioni.
  3. Il fatto che la pendenza in discesa sia praticamente la stessa pendenza con cui la curva saliva prima dei provvedimenti di chiusura (vedi grafico) lascia ben sperare per la possibilita' di riuscire ad invertire completamente l'andamento del fenomeno epidemico, ritornando (dopo aver completato l'intervento chiudendo tutto) alle percentuali dei primi di ottobre, quando l'epidemia Covid-19 non era ancora iniziata, quindi con la percentuale dei contagi sotto la soglia del 2%.
  4. Ecco un esempio che mostra come con deduzioni logiche si possa arrivare a fare delle previsioni anche in questo campo (e' il metodo da me adottato ovunque in questo lavoro): il fatto che la pendenza in discesa sia praticamente la stessa pendenza con cui la curva saliva prima dei provvedimenti di chiusura (vedi grafico) in effetti era prevedibile per le seguenti ragioni logiche: un lockdown fatto bene blocca la produzione di tutti i nuovi contagi, ma le persone che si erano contagiate prima (asintomatiche) restano infette e continuano a fornire tamponi positivi, diminuendo pero' di numero man mano che guariscono (perche' poi risultano negative). Quindi la curva dei contagi non ha un crollo a zero ma comincia a scendere gradualmente, con una pendenza che la porta verso zero (ma solo se il lockdown e' TOTALE, altrimenti NON si avvicina a zero) nel tempo di guarigione delle persone infette, che crediamo sia di circa un mese in media. Siccome un mese fa la curva era al 5% invece che al 17% attuale vuol dire che la pendenza di discesa della curva probabilmente sara' molto simile alla pendenza della salita precedente.
Ovviamente per ora questa e' solo la nostra speranza, che dovra' essere confermata dai dati dei prossimi 3 giorni.
Se cosi' fosse allora potremmo RISOLVERE completamente tutti i nostri problemi in un solo mese (prima di Natale!), vista la pendenza annunciata della discesa della curva.
Aspettiamo e speriamo.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (12 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 12/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
L'ultimo punto pero' mostra nel solo giorno 12/11 una risalita inattesa che in un solo giorno annulla il 50% di tuttele riduzioni dei contagi conquistate nei 6 giorni precedenti e dovute alla chiusura di 4 regioni, tra cui il Piemonte, in zona rossa.
Attualmente con ne conosciamo la causa e discuteremo questo fatto sorprendente nel seguito.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi al 12/11 mostrati in tabella :


Purtroppo la discesa che speravamo continuasse sembra essersi subito interrotta, sia nella curva dei contagi del Piemonte che in questa di tutta Italia.
Noi possiamo vedere come vanno i contagi in Italia solo con questi dati che pero' hanno mostrato di essere un buon feed-back dell'evoluzione dell'epidemia.
Dobbiamo percio' comprendere il significato di questo ultimo punto in salita per rispondere alla domanda "perche' osservo quello che osservo".
Scartiamo subito l'ipotesi di una fluttuazione indebita dovuta a cause logistiche (che pure si sono verificate nel passato, quando dati dimenticati sono stati poi inseriti insieme ai dati di un giorno successivo).
Sembra percio' che dobbiamo pensare di trovarci di fronte ad un nuovo andamento a gradini della curva, ma su questo ci riserviamo di meditare un po' di piu'.
Se cosi' fosse pero', vogliamo rilevare come l'insieme dei dati degli ultimi 10 giorni si stia assestando su un andamento medio, che e' quello che abbiamo segnato nel grafico, con una pendenza nettamente inferiore alla salita di tutto il periodo precedente, cioe' dal 10 ottobre fino al 2 novembre, anche questa mostrata nel grafico.
Pero' questo calo di pendenza media non e' imputabile ad una sola causa e pertanto richiede uno studio piu' dettagliato ed un esame comparato con tutti i provvediemnti adottati in quell'intervallo di tempo per essere compreso in pieno.
Ma attualmente ci deve interessare di piu' la ragione per cui ai provvedimenti della chiusura di piu' zone rosse non corrisponda una decrescita prolungata nel tempo della curva. Tutto ha una spiegazione e quindi dobbiamo lavorarci su, per trovarla.

POSSIBILE SPIEGAZIONE DELLA RISALITA: (12 novembre 2020)
Possiamo rifletterci insieme, se volete. Il nostro fine e' quello di comprendere tutto di questa epidemia, fin dove possiamo. Pensiamo che non sia ne' un'esercizio maniacale ne' un hobby intellettuale ma sia invece il modo migliore per aiutare a capire come si deve combattere l'epidemia, rispondendo alla domanda "perche' osservo quello che osservo".
Quello che sto per scrivere ora credo che non sia opinabile e le ipotesi che faccio sono tutte verosimili.
Infatti i dati sono quelli pubblici, gli asintomatici esistono, hanno tamponi positivi e guariscono pure, diventando negativi, con una distribuzion dei tempi di guarigione gaussiana e centrata intorno ad una durata di circa 1 mese. Che una parte di questi asintomatici possa essere cronica nel senso che non diventa negativa per tempi lunghi e' anche verosimile.
Allora cominciamo: quando si prendono 234.672 persone e si fa il tampone stiamo facendo un'indagine a campione cercando i positivi al test. Se troviamo 37.978 positivi (questi sono i numeri di oggi 12/11), che sappiamo essere quasi tutti asintomatici, vuol dire che abbiamo di fronte una popolazione in cui il 16.2% sono positivi, cioe' se la popolazione sotto indagine sono tutti i 60 milioni di italiani, il 16.2% sono ben 9.720.000 (e non 1 milione, come si va dicendo, che e' soltanto la somma di tutti i tamponi trovati positivi, cioe' un dato poco significativo perche' il numero di tamponi fatti ogni giorno e' variabile in modo arbitrario).
Il telegiornale, quando si trovano 5000 tamponi positivi in piu', dice che ci sono 5000 persone infettate in piu' e questo non e' vero, la crescita dei contagi e' molto maggiore.
Le persone infettate in Italia sono quindi circa 9.720.000 di cui 635.000 (sorgente Gimbe, Nino Cartabellotta in TV il 12/11) sintomatici e il resto asintomatici. Questi 635.000 sono piu' dell'1% della popolazione e quindi secondo l'O.M.S. l'epidemia e' fuori controllo.
Sei giorni fa sono state chiuse 4 regioni come zone rosse. Vediamo ora cosa succede nelle zone rosse dopo la chiusura.
Se in queste aree rosse ci sta il 20% della popolazione (4 regioni su 20), vuol dire che ci stanno 12 milioni di persone di cui il 16.2%, cioe' 1.944.000 infetti (all'inizio della chiusura, il 6/11).
Supponiamo che la chiusura sia molto efficiente e che nessun nuovo contagio avvenga dopo il 6/11.
I tamponi fatti nei giorni successivi trovano questi 1.944.000 infetti che vengono rilevati, ma il loro numero comincia a diminuire sempre di piu' man mano che guariscono. Al limite, diciamo dopo un mese, sono tutti guariti e non si troveranno piu' tamponi positivi all'interno delle aree rosse.
Quindi dopo 1 mese i positivi in Italia che erano 1.944.000 nelle aree rosse e 9.720.000 - 1.944.000 = 7.776.000 fuori delle aree rosse si riduce dai 9.720.000 iniziali (a parte l'incremento per l'evoluzione dell'epidemia) a 7.776.000 cioe' vengono meno tutti i 1.944.000 infetti delle aree rosse (e se tutta l'Italia fosse stata chiusa per 1 mese gli infetti sarebbero scesi a zero).

ASINTOMATICI CRONICI: In realta' il limite inferiore a cui puo' scendere, con un lockdown generale, la percentuale dei contagi non e' zero ma e' stabilito dal numero di asintomatici cronici, che non guariscono in un mese.
Il numero di asintomatici cronici esistenti crediamo dipenda dalla massima estensione raggiunta dall'epidemia che li genera.
Speriamo proprio che in Italia non accada mai: sarebbe veramente una cosa tragica, difficilmente rimediabile, che renderebbe il Sars-CoV-2 endemico. Un Paese con la malattia Covid-19 endemica ha tutti i transiti verso gli altri Stati fortemente penalizzati in permanenza, con impatti sull'economia deleteri e durevoli.
E' un'altra ragione per cui abbiamo detto che si deve sempre scartare l'ipotesi pur comoda di arrivare all'immunita' di gregge.

CONTAGI EXTRA (MISTERIOSI): La nostra curva dei contagi aveva iniziato la discesa in accordo con questa descrizione del fenomeno.
Pero' ora e' intervenuto un altro contributo misterioso ai contagi che ha portato un incremento significativo e dobbiamo capire da cosa deriva.
Non crediamo giusto lavarcene le mani, dicendo che e' meglio assemblare i dati in settimanali per far scomparire le fluttuazioni, perche' dall'andamento di questa curva dei contagi, studiando la sua dispersione dei dati, si arriva a concludere che escursioni di questa entita' non devono essere ignorate perche' sono significative.
Ma cosa puo' essere successo l'altro ieri 12/11 per far aumentare dell'1.6% i contagi d'Italia in un solo giorno (sono circa 1 milione di contagi in piu', cioe' addirittura un italiano su 60, non sono bruscolini).
In un solo giorno s'e' persa la meta' di quanto si era guadagnato nei 4 giorni precedenti con le 4 zone rosse iniziate il 6/11! E' un effetto molto vistoso, ma dovuto a cosa? Non c'e' stato un abbassamento repentino della temperatura in Italia. Cos'altro puo' aver accentuato la contagiosita' del virus fino a questo punto?
Sono sicuro che e' successo qualcosa d'importante che va capito ma non so cos'e' stato.

IPOTESI: Certo i dati dei prossimi giorni ci daranno piu' informazioni ma un'ipotesi mi sento di poterla gia' fare.
La distanza in tempo dall'inizio della chiusura nelle 4 zone rosse (la sera del 6/11) ed il prelievo dei tamponi (circa 9/11) dei dati pubblicati il 12/11, corrisponde piu' o meno al tempo d'incubazione del virus cioe' al numero di giorni necessari perche' i virus, inizialmente entrati nell'organismo (il 6/11), si siano moltiplicati cosi' tanto da poter essere rilevabili con un tampone (il 9/11).
Allora deduco che questo milione di contagiati in piu' che scopriamo oggi si dev'essere originato proprio intorno alla serata di inizio della chiusura delle zone rosse (il 6/11). E questo mi ha fatto accendere la simbolica lampadina in testa!
Vediamo se puo' essere stata la miriade di cretini che, non potendo piu' diffondere il virus durante la chiusura, hanno pensato bene di incontrarsi e fare festini e baldoria l'ultimo giorno prima della chiusura e non perdere cosi' l'occasione di produrre tanti contagi tutti insieme e subito, prima che inizino i divieti.
Certamente sono stati molti nelle 4 regioni ma possono essere riusciti a produrre addirittura un milione di contagi? Vediamo.
Abbiamo detto che la popolazione interessata, nelle 4 regioni e' di circa 12 milioni di persone, quindi se n'e' infettata una su 12. Il problema e' che la contagiosita' dei cretini, cioe' il parametro Rt, e' molto ma molto piu' alta del valore medio di 1.7
Mi spiego meglio: se in queste zone rosse una persona infetta in media ne contagia altre 1.7 le persone infette che fanno baldoria ne possono infettare molte piu' di 1.7 (credo almeno 5 o 10).
Per far capire che cio' e' possibile citiamo il fatto che in Corea e' stato reso noto che in una sola serata un giovane, andando nei bar, e' riuscito ad infettare addirittura 50 persone, creando un focolaio diffuso per il cui controllo non e' stato sufficiente il tracciamento, pure efficiente in Corea, e si e' cosi' dovuto chiudere un intero quartiere in una grande citta' di oltre 20 milioni di abitanti).
Questo fa capire bene l'importanza dei comportamenti individuali e quindi delle responsabilita' personali nella crisi attuale: se comportamenti fortemente inappropriati di cosi' tante persone possono creare in una sola serata catene di contagi che possono arrivare a produrre cosi' presto addirittura un milione di contagi, e' chiaro come possono essere individuate le responsabilita' della necessita' delle chiusure (lockdown) e dei danni conseguenti.
Gli infetti nelle 4 regioni rosse sono il 16.2% di 12 milioni di persone, cioe' 1.944.000 di cui circa 500.000 in eta' di festeggiare. Se 1 su 10 di questi ha festeggiato, sono 50.000 e basterebbe che ognuno di loro si sia dato da fare cosi' tanto da estendere i contagi a 20 persone (meno della meta' del coreano, che ne ha infettate 50) che i conti tornano.
E' quindi un'ipotesi possibile, per l'altissima contagiosita' di questo virus, anche se sembra incredibile.
E' cosi' che funziona questa epidemia, caratterizzata rispetto alle altre da un altissimo grado di contagiosita' e quindi da una crescita molto ripida della curva dei contagi. Dobbiamo imparare a conoscere sempre meglio questa epidemia.
Se la nostra ipotesi fosse vera, sarebbe una manifestazione notevole del potere sconfinato della mancanza di responsabilita' personale (relativamente poche persone che riescono a generare addirittura un milione di contagi!).

PREVISIONE: Se questa descrizione degli eventi che abbiamo fatto finora corrispondesse al vero dovremmo aspettarci la ripresa della discesa della curva, nei prossimi giorni, perche' anche questo milione di persone ignare ed innocenti contagiate comincera' a guarire nei prossimi giorni (non necessariamente domani, perche' il tempo d'incubazione di questi contagi avra' una distribuzione gaussiana che verosimilmente si estendera' su 2 o 3 giorni, per cui la curva potrebbe continuare a crescere ancora per 1 o 2 giorni.
Dalla descrizione del fenomeno che abbiamo fatto risulta chiaro che le chiusure delle zone rosse sono provvedimenti troppo importanti perche' la curva non continui a decrescere ma lentamente pero', perche' i tempi sono quelli delle guarigioni degli asintomatici (che sono il 96% delle persone infette).
Aspettiamo e vediamo cosa succede.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (13 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 13/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
Il dato del giorno 12/11 mostra pro' una risalita inattesa che in un solo giorno annulla il 50% di tutte le riduzioni dei contagi conquistate nei 6 giorni precedenti e dovute alla chiusura di 4 regioni, tra cui il Piemonte, in zona rossa.
Una possibile causa, discussa ieri, ci ha permesso di presentare una spiegazione abbastanza verosimile, che ci ha permesso di capire cosa sta accadendo.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi al 13/11 mostrati in tabella :


Il comportamento della curva dei contagi sia in quella del Piemonte che in questa di tutta Italia mostra un andamento perfettamente aderente alla nostra interpretazione , ben descritta ieri, secondo la quale la risalita e' dovuta ai contagi provocati da tante feste di "addio alla liberta'" fatte il giorno d'inizio delle chiusura di "zona rossa" nelle varie regioni.
In base alla nostra previsione riteniamo che la curva dei contagi iniziera' a scendere quasi certamente gia' da domani, con il completamento dei tempi d'incubazione dei contagi extra, provocati dai festini gia' discussi, e seguendo una distribuzione gaussiana, in base alla descrizione del fenomeno da noi presentata ieri.
Poi abbiamo previsto che proseguira' ancora la sua discesa per molti altri giorni (al lordo di altri provvedimenti governativi).

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (14 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 14/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra, dopo la ripida salita che e' indicata dal primo punto, la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
Segue poi la risalita del 12/11 dovuta secondo noi alla spiegazione che abbiamo proposto (dovuta ai numerosi " festini sfrenati " dell'ultimo giorno prima della chiusura) e l'inizio della successiva discesa dal 14/11 in perfetto accordo con la nostra previsione in base alla quale la discesa dovra' continuare anche nei prossimi giorni.
Tutto sembra confermare la correttezza della nostra descrizione dell'evoluzione dell'epidemia come da noi spiegata QUI' .

CHI AIUTA IL VIRUS E QUANTO CI COSTA: Tutto quello che stiamo vedendo conferma anche l'importanza che hanno per la crescita di questa epidemia certi comportamenti irresponsabili, anche di piccoli gruppi di persone, che sembrano non voler rinunciare ai propri riti abituali che li trasformano in superdiffusori di contagi, mentre invece devono obbligatoriamente rinunciarvi, per non provocare i danni gravissimi che noi riteniamo di aver evidenziato nella curva dei contagi (con l' ipotesi del picco "festaiolo", mostrato nel grafico) e di cui nessuno di loro sara' mai in grado di rendersi conto.
A riprova di questo problema, assisto proprio mentre sto scrivendo, alla TV che sta mandando in onda le scene delle vie del centro di Napoli, gremite di gente all'inverosimile nella sera che precede l'inizio della chiusura per la zona rossa. Molti di loro purtroppo faranno anche "festini" di addio alla liberta'.
Attenzione: quando vedete che una strada e' molto affollata, NON ci dovete passare!
Sono pronto a scommettere che anche la curva dei contagi della Campania tra una settimana avra' un picco, che indicheremo con il termine "festaiolo", come quello presente nella curva del Piemonte (se le modalita' di chiusura nelle due regioni sono equivalenti).
Questo picco ritardera' cosi' di sette giorni la riduzione dei contagi: basta guardare il grafico del Piemonte per vedere che lo spostamento a destra della discesa nella curva e' proprio di sette giorni (se la chiusura e' iniziata il 5/11), ritardo imposto dal tempo medio d'incubazione di tutti quei contagi extra.
Partendo da oggi verra' prolungata anche stupidamente di sei giorni la dannosa chiusura della Campania.
Inoltre questo picco corrisponde anche a decine di migliaia di contagi in piu', che si sarebbero potuti risparmiare con comportamenti piu' consapevoli ed intelligenti!
Che non si tratta di fantasiose speculazioni ma di ipotesi sensate e realistiche si potra' verificare se ci sara' veramente il 22/11 la risalita nella curva dei contagi della Campania: affermo oggi, 14 novembre 2020, che anche nel suo grafico dei contagi ci sara' prima l'inizio della discesa dei contagi e poi, dopo sei giorni, comparira' un picco, proprio come quello presente nel grafico del Piemonte, la cui area o altezza dipendera' dal numero dei contagi prodotti in piu' dai "festini" dei superdiffusori di virus campani.
Bisogna convincere tutti a nuove abitudini, imposte dall'altissima contagiosita' e nocivita' del Sars-CoV-2, che per lungo tempo, volenti o nolenti, cambiera' moltissimo il nostro modo di vivere, almeno nelle stagioni fredde.
Come spiraglio di speranza, ci auguriamo che sia possibile anche in Italia riuscire ad estinguere l'epidemia adottando quegli stessi metodi che i cinesi certamente hanno messo in pratica, a mio avviso, per riuscire ad avere "zero contagi" a novembre, malgrado stiano nello stesso emisfero nord dell'Italia ed abbiano a che fare con lo stesso virus Sars-CoV-2.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi di tutta Italia al 14/11, mostrati in tabella :



Questi dati risentono solo in parte della diminuzione dei contagi nelle 4 regioni rosse, che si presenta come mostrato nel grafico del Piemonte che precede, perche' ovviamente ci sono i dati di tutto il resto d'Italia, in cui i contagi non diminuiscono altrettanto perche' non sono stati adottati provvedimenti di chiusura efficaci come nelle zone rosse.
Ci aspettiamo comunque di vedere l'inizio della discesa della curva, dovuto alle chiusure avvenute nelle 4 regioni, gia' dai dati di domani.
Essendosi deciso poi di estendere le chiusure di zona rossa anche ad altre 3 regioni, a partire dal 15/11, la discesa della curva dei contagi, che iniziera' domani, si dovra' accentuare nei giorni successivi (come indicato dal tratto nero nel grafico).
Stiamo a vedere e poi commenteremo.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (15 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 15/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico che segue, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
L'ultimo punto come previsto sta continuanto la discesa dei contagi perche', essendo il Piemonte chiuso in zona rossa, e' diventato trascurabile l'apporto in salita dei nuovi contagi e rimangono solo quelli che erano gia' positivi all'inizio della chiusura, che pero' pochi per volta guariscono, riducendo il numero delle persone positive, che i test fedelmente riscontrano.
La discesa continuerebbe verso zero se non ci fossero i contagi clandestini che sfuggono ai controlli ed un certo numero (che non so ancora quantificare) di asintomatici cronici, che non guariscono e sono sempre positivi.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi di tutta Italia al 15/11, mostrati in tabella :


Rispetto ai dati del Piemonte che sono in discesa ormai stabile (l'inizio del suo lockdown l'abbiamo indicato nel grafico), questo grafico contiene i contagi di tutta l'Italia (solo 4 regioni erano quelle chiuse) e quindi la discesa non appare ancora, anche perche' ci sono altre regioni che si stanno preparando a chiudere ed allora c'e' sicuramente anche un contributo in crescita di coloro che si sono sfogati ad eccedere in quelle attivita' che poi sarebbero state vietate dai provvedimenti di chiusura.
Aspettiamo la discesa della curva che ormai dovrebbe iniziare domani o al piu' dopodomani, per l'altro ulteriore gradino di ampiezza determinata dalla frazione di persone chiuse in casa da questo provvedimento rispetto a tutte le altre non chiuse in casa in tutta Italia.
Questo caratterizza la curva dei contagi di tutta Italia rispetto a quella del solo Piemonte, che invece dovra' andare a zero (o quasi), perche' riferita al solo Piemonte dove sono stati chiusi in casa TUTTI gli abitanti (non c'e' in questo caso il contributo del resto d'Italia a far crescere la curva).

Ripetiamo lo stesso grafico della percentuale dei contagi di tutta Italia al 15/11, mostrati in tabella, evidenziando la pendenza dei vari tratti di curva :

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (16 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 16/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
Ricordiamo che questa discesa e' dovuta alle guarigioni dei positivi preesistenti alla chiusura, non reintegrati dai nuovi contagi evitati con la chiusura.
Non puo' che addolorarci la presenza del picco 'festaiolo' da noi identificato con i contagi dovuti agli eccessi trasgressivi dei comportamenti tenuti da cosi' tanta gente la sera prima della chiusura della zona rossa.
Siamo arrivati a questa spiegazione della presenza del picco dal ritardo, rispetto all'inizio della chiusura in zona rossa del Piemonte, che puo' essere corrispondente al tempo d'incubazione (non per la comparsa dei sintomi ma per risultare positivi) di tante persone tutte contagiate proprio il giorno prima dell'inizio della chiusura della zona rossa.
Colpisce l'entita' del picco, che fa capire bene l'importanza delle responsabilita' individuali in questa crisi Covid-19 ed anche perche' purtroppo non si puo' evitare di dover ricorrere al lockdown per ottenere il rispetto anche delle piu' elementari discipline di prevenzione.

L'ultimo punto, come previsto, sta continuanto la discesa dei contagi perche', essendo il Piemonte chiuso in zona rossa, e' diventato trascurabile l'apporto in salita dei nuovi contagi e rimangono solo quelli che erano gia' positivi all'inizio della chiusura e che, pochi per volta, guariscono riducendo il numero delle persone positive, che i test fedelmente riscontrano.
La discesa della curva del Piemonte continuerebbe fino a zero, se non ci fossero i contagi clandestini che sfuggono ai controlli ed un certo numero (che non so ancora quantificare) di asintomatici cronici, che non guariscono e sono sempre positivi.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi di tutta Italia al 16/11 mostrati in tabella :


Rispetto ai dati del Piemonte che sembrano in discesa ormai stabile (l'inizio del suo lockdown l'abbiamo indicato nel grafico precedente, in questo abbiamo indicato l'inizio del lockdown della Campania), questo grafico contiene i contagi di tutta l'Italia (solo 4 regioni erano quelle chiuse) e quindi la discesa delle regioni chiuse (rosse) non appare ancora.
Aspettiamo la discesa della curva che ormai penso dovrebbe iniziare domani, per formare l'altro ulteriore gradino di ampiezza determinata dalla frazione di persone chiuse in casa da questo provvedimento rispetto a tutte le altre non chiuse in casa in tutta Italia.
Questo caratterizza la curva dei contagi di tutta Italia rispetto a quella del solo Piemonte, che invece dovra' andare a zero (o quasi) se la chiusura e' rispettata, perche' riferita al solo Piemonte dove sono stati chiusi in casa TUTTI gli abitanti (non c'e' in questo caso il contributo del resto d'Italia a far crescere la curva).



  STUDIO DEI CONTAGI IN PIEMONTE DAL 18/12/2020 IN POI:   VAI al GRAFICO o al dato di OGGI .

Dopo il mescolamento dei risultati dei test molecolari con quelli antigenici, non meglio specificati, fatto dalla nostra fonte dei dati, abbiamo iniziato a prelevare i dati dal sito della regione Piemonte, dove i dati dei test molecolari sono forniti in modo distinto da quelli antigenici.
Abbiamo cosi' potuto ricavare la percentuale dei risultati positivi dei soli test molecolari che sono i dati piu' affidabili per studiare l'andamento dell'epidemia.
Nel sito della Regione
https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/coronavirus-gli-aggiornamenti-dalla-regione-piemonte
abbiamo cosi' preso i seguenti dati della "Unita' di Crisi della Regione Piemonte":
  1. TOT.TEST e' il totale dei test eseguiti;
  2. ANTIGENICI e' il numero di test antigenici;
  3. MOLECOLARI e' ottenuto per differenza tra i 2 dati precedenti;
  4. POS.TOTALI e' il numero di test positivi;
  5. POS.ANTIG. e' il numero di test antigenici positivi;
  6. POS.MOLEC. e' ottenuto per differenza tra i 2 dati precedenti;
  7. PERCENT. e' la percentuale dei test molecolari positivi, cioe' POS.MOLEC./MOLECOLARI (riportata nel grafico ).
e li abbiamo riportati della tabella seguente:

GIORNO TOT.TEST ANTIGENICI MOLECOLARI POS.TOTALI POS.ANTIG. POS.MOLEC. PERCENT.
18/12 V 22170126779493 1365 1551210 12.7%
19/12 S 17145 6724 10421 848210 638 6.1%
20/12 D 8544 3275 5269 890 61 829 15.7%
21/12 L 10362 4524 5839 718107 611 10.5%
22/12 M 15483 8589 6685 674132 542 8.1%
23/12 M 19461 10515 8946 978165 813 9.1%
24/12 G 22266 13220 90461097142 955 10.6%
25/12 V 15089 9009 6080 908 107 801 13.1%
26/12 S 3408 704 2704 426 19 407 15.0%
27/12 D 4685 1383 3302 475 28 447 13.5%
28/12 L 5366 2425 2941 335 63 272 9.2%
29/12 M 16660 9023 7637 921221 700 9.2%
30/12 M 18613 9646 89671084215 869 9.7%
31/12 G 19369 1073686331417165 1252 14.5%
1/1 V 12413 6626 5787 1120 130 990 17.1%
2/1 S 3322 1051 2271 427 15 412 18.1%
3/1 D 5645 1879 4566 776 74 702 15.4%
4/1 L 7177 3742 3435 460 87 373 10.9%
5/1 M 17191 10240 6951 1146252 894 12.9%
6/1 M 17690 9355 8335 1208 108 1100 13.2%
7/1 G 8497 2929 5568 1040 75 965 17.3%
8/1 V 16296 11329 4967 869 125 744 15.0%
9/1 S 18677 7304 11373 1575162 1413 12.4%
10/1 D 7678 2855 4823 813 60 753 15.6%
11/1 L 7707 3103 4604 634 47 587 12.7%
12/1 M 18152 10711 7439 939140 799 10.7%
13/1 M 18427 9717 8710 1064148 916 10.5%
14/1 G 16408 9279 7129 889 139 750 10.5%
15/1 V 18046 12188 5858 871133 738 12.6%
16/1 S 24375 15040 93351056104 952 10.2%
17/1 D 8643 3771 4872 495 46 449 9.2%
18/1 L 10817 6783 4034 43566 369 9.1%
19/1 M 20319 12585 7734 716124369 7.6%
20/1 M 18868 12125 6743 606146460 6.8%
21/1 G 17448 11693 5755 761137624 10.8%
22/1 V 21060 13908 7152 849143706 9.9%
23/1 S 23769 15116 8653 931114817 9.4%
24/1 D 12023 5285 6738 61954 565 8.4%
25/1 L 10313 5146 5167 60048 552 10.7%
26/1 M 21364 13420 7944 728172 556 7.0%
27/1 M 20654 12981 7673 821170 651 8.5%
28/1 G 22175 13398 8777 1062149913 10.4%
29/1 V 22841 14851 7990 944 129815 10.2%
30/1 S 23052 16919 6133 727 140587 9.6%
31/1 D 9258 4651 4607 538 47491 10.7%
1/2 L 11050 7029 4021 514 53461 11.5%
2/2 M 19867 12061 7806 765 141624 8.0%
3/2 M 18699 11574 7125 819 140679 9.5%
4/2 G 17449 10327 7122 807 98 709 9.9%
5/2 V 18810 13786 5024 936 99 83716.7%
6/2 S 19359 13121 6238 717125 592 9.5%
7/2 D 8068 3625 4443 62452 572 12.9%
8/2 L 10008 5529 4479 48344 439 9.8%
9/2 M 19175 11436 7739 619154465 6.0%
10/2 M 18882 105058377669+215106563/7786.7/9.3%
11/2 G 20128 11657 8471 974143831 9.8%
12/2 V 20644 13465 7179 869117752 10.5%
13/2 S 23834 17273 6561 749129620 9.4%
14/2 D 10990 5830 5160 54946503 9.7%
15/2 L 10263 6309 3954 43853385 9.7%
16/2 M 18824 11315 7509 771141630 8.4%
17/2 M 22151 14838 7313 959120839 11.5%
18/2 G 14438 8647 5791 501115386 6.7%
19/2 V 27569 17461 10108 13071501157 11.4%
20/2 S 20595 14138 6457 765108657 10.2%
21/2 D 11988 5624 6364 80264738 11.6%
22/2 L 11194 6837 4357 63955584 8.5%
23/2 M 21884 13451 8433 1023255768 9.1%
24/2 M 21363 11176 10187 14531971256 12.3%
25/2 G 21391 13085 8306 14542001254 15.1%
26/2 V 25724 16963 8761 15262371289 14.7%
27/2 S 25766 17978 7788 1188214974 12.5%
28/2 D 10733 5611 5122 902 64 838 16.4%
1/3 L 13936 7432 6504 1155 102 1053 16.2%
2/3 M 23240 13644 9596 1609 300 1309 13.6%
3/3 M 21062 12257 8805 1537 275 1262 14.3%
4/3 G 17984 10607 7377 2167 271 1896 25.7%?
5/3 V 37508 22809 14699 2283 3171966 13.4%
6/3 S 26879 18956 7923 1793 3031490 18.8%
7/3 D 15359 7113 8249 1543 1251418 17.2%
8/3 L 12298 6375 5923 1214 1151099 18.5%
9/3 M 28183 16565 11618 2018 463155513.4%
10/3 M 23758 12895 10863 2086 347173916.0%
11/3 G 28322 16300 12022 2322 370195216.2%
12/3 V 29675 17462 12213 2929 369256021.0%
13/3 S 31671 21189 10482 2159 392176716.8%
14/3 D 15288 6875 8413 1530 137139316.5%
15/3 L 14163 7156 7007 1742 158158422.6%
16/3 M 26452 13937 125152374399197515.8%
17/3 M 27698 16578 11120 2074421165314.9%
18/3 G 26369 14783 11586 2357387197017.0%
19/3 V 34152 20172 13980 2997323267419.1%
20/3 S 31017 20419 10598 2141398174316.4%
21/3 D 15553 7154 8399 1751143160819.1%
22/3 L 15285 7223 8062 1521145137617.1%
23/3 M 22924 159506974 2080386169424.3% ?
24/3 M 28731 12700160312223386183711.4% ?
25/3 G 24575 153349241 2582342224024.2% ?
26/3 V 32115 18135139802117327179012.8% ?
27/3 S 33484 20421130632636304233217.8%
28/3 D 15870 7180 8690 1543119142416.4%
29/3 L 14197 6158 8039 1504110139417.3%
30/3 M 23439 13431100081861362149915.0%
31/3 M 26085 12233138522298312198614.3%
1/4 G 43334 29401139332584264232016.6%
2/4 V 14884 5148 9736 1942192175018.0%
3/4 S 42325 30514118112127220190716.1%
4/4 D 13545 7713 5832 142574 135123.2%
5/4 L 8158 3342 4816 804 52 752 15.6%
6/4 M 12531 6844 5687 852 96 756 13.3%
7/4 M 24097 13153109441464194127011.6%
8/4 G 24811 11794138171661124153711.1%
9/4 V 29218 15753134651798109168912.5%
10/4 S28927 1918397441267124114311.7%
11/4 D15834 511410720137246 132612.4%
12/4 L13583 7716 5867 636 58 578 9.8%
13/4 M22670 12409102611057158899 8.8%
14/4 M21986 9453 125331439114132510.6%
15/4 G21579 11336 10243126492117211.4%
16/4 V26544 15665 10879120093110710.2%
17/4 S23456 15952 7504 865 76789 10.5%
18/4 D11177 4790 6387 751 28723 11.3%
19/4 L11253 4966 6287 687 41646 10.3%
20/4 M22422 1215210270988 126862 8.4%
21/4 M20188 9867 103211026109917 8.9%
22/4 G24993 11949 130441464106135810.4%
23/4 V25540 15520 100201099701029 10.3%
24/4 S25008 16016 8992 821101 720 8.0%
25/4 D13888 6239 7649 97839 939 12.3%
26/4 L11954 6192 5762 56838 530 9.2%
27/4 M17736 12664 5072 667111556 11.0%
28/4 M23775 10515 102601187991088 10.6%
29/4 G19791 10108 9683108485999 10.3%
30/4 V25706 15782 99241036105931 9.4%
1/5 S27057 17983 9074882 66 816 9.0%
2/5 D9377 3815 5562702 27 67512.1%
3/5 L11438 7180 4258343 39 3047.1%
4/5 M20951 12678 8273637 82 5556.7%
5/5 M20053 9406 10647947 61 8868.3%
6/5 G22010 11641 10369903 66 8378.1%
7/5 V26318 17274 9044867 65 8028.9%
8/5 S26236 17760 8476719 64 6557.7%
9/5 D11767 4877 6890592 19 5738.3%
10/5 L13744 8797 4947346 30 3166.4%
11/5 M19905 10959 8946529 68 4615.1%
12/5 M19506 9739 9767774 63 7117.3%
13/5 G2240711896 10511706 52 6546.2%
14/5 V2501816375 8643595 43 5526.4%

La percentuale dei test molecolari positivi e' stata riportata del grafico seguente, dove l'ultimo punto a destra e' quello di oggi (i dati possono anche essere copiati con un'app "scanner di testo", se qualcuno vuole usarli).
Nel grafico abbiamo disegnato con una linea viola l'andamento dei contagi di Sars-CoV-2, su cui e' sovrapposta la struttura a picchi settimanali, che abbiamo ipotizzato possa essere dovuta alla presenza di una o piu' varianti del virus , perche' non riteniamo che brusche variazioni del numero dei contagi possano corrispondere a variazioni nella numerosita' dei virus Sars-CoV-2 in circolazione (che richiedono i loro tempi biologici tipici, piu' lenti, per moltiplicarsi o scomparire).
Quindi la linea viola non e' un fit alla curva comprensiva dei picchi ma passa per la base dei picchi, perche' deve rappresentare i contagi del Sars-CoV-2 al netto dei picchi, che sono un'altra cosa.
Infatti riteniamo che i picchi siano manifestazione della presenza di mutazioni del Sars-CoV-2 che possono simulare falsi aumenti e diminuzioni di contagi (i picchi), variando la presenza del loro materiale genetico nelle prime vie respiratorie, dove vengono prelevati i tamponi.
Se questo fosse vero i picchi e le relative mutazioni sarebbero meritevoli di una particolare attenzione e di uno studio specifico per imparare a monitorarne la presenza e comprenderne evoluzione e patologie associate.
Come ci sarebbero queste mutazioni visibili con i picchi, ce ne potrebbero essere anche altre, invisibili al test molecolare, ma che potrebbero produrre danni ingenti, forse anche contribuendo in modo invisibile all'eccesso dei decessi attualmente osservato.


Il grafico contiene un dato ogni giorno: l'ultimo a destra e' quello di OGGI.
Stiamo conducendo lo studio su una sola regione, il Piemonte, perche' fornisce i risultati dei test molecolari separati da quelli antigenici (altrove purtroppo non e' piu' cosi' dopo il 15/1).
Cosi' possiamo contare di vedere i fenomeni da noi osservati con una risoluzione migliore, non mescolati con quelli di altre regioni che potrebbero seguire procedure diverse.
I dati di questa regione "campione" e la loro significativita' statistica sono piu' che sufficienti a svolgere il nostro studio; i dati di tutte le regioni italiane mescolati insieme NON sarebbero stati meglio.

ATTENZIONE: Questo lavoro e' uno studio della pandemia fatto sui dati di una singola regione, il Piemonte, perche' senza mescolarne tante insieme i fenomeni osservati potrebbero risultare meglio definiti. Percio' TUTTE LE NOSTRE CONCLUSIONI, COMPRESE QUELLE SULLE RIAPERTURE, SONO SEMPRE VALIDE SOLO PER IL PIEMONTE.
Gli stessi metodi possono essere usati anche per qualsiasi altra regione.
Si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

  CRONOLOGIA DEI CONTAGI IN PIEMONTE DAL 18/12 AL 14/5  

Prevedendo una diminuzione continua dei contagi dopo il 9/5, li riportiamo da ora nella seguente forma compatta, in cui indichiamo anche i risultati delle due interpolazioni delle linee rossa e grigia nel grafico , che per noi rappresentano i due risultati dell'analisi dei dati rispettivamente:
Rossa = Contagi totali
Grigia = Fondo degli asintomatici.
I nostri commenti ai dati, se brevi sono scritti a fianco, altrimenti sono inseriti, con la loro data, in fondo a questa lista dei dati (in ordine cronologico).
L'ultimo giorno con descrizione dell'analisi completa e' l' 8/5
In quell' analisi abbiamo ricavato la pendenza di discesa attuale delle due linee rossa e grigia che in 28 giorni scendono del 28%, cioe' la discesa dei contagi e' dell'1% al giorno (=Trend) finche' la pendenza lineare delle due linee interpolate sui dati e' rimasta la stessa, cioe' fino al 7/5.
PREVISIONI:
DECESSI: Avevamo previsto che un fondo del 10% di contagi avrebbe causato 20 giorni dopo una media di 200 decessi al giorno. Quindi il 9/5, con il valor medio di contagi del 7.5%, si dovrebbero produrre 20 giorni dopo (a fine maggio) circa 150 decessi al giorno.
Siccome 20 giorni prima del 10/5 (20 punti nel grafico ed intorno al 20/4 in tabella ) i dati andavano dall'8.4% all'11.3% il valor medio dei contagi era al 9.75%, per cui il valore atteso per il 10/5 e' di 195 decessi al giorno.
CONTAGI: I contagi invece, se dal 9/5 seguitano a calare sempre con la pendenza esistente del -1% al giorno (risultata dall'interpolazione lineare, fatta nel link, che mostra una discesa del 28% in 4 settimane), a fine maggio scenderanno al valor medio 5.5% dal valore di 7.5% del 9/5 (valore medio tra linea rossa e grigia).

  RISULTATI DELL'ANALISI DEI CONTAGI IN PIEMONTE DAL 9/5 IN POI  
                       <--Interp.-->
GIORNO DECESSI CONTAGI Rossa Grigia  COMMENTI                                                         .
 9/5 D   139    8.3%   7.9%   5.5%   Decessi sotto 200, contagi saliti ma e' domenica (solo 1/3 dei test)
10/5 L   198    6.4%   7.6%   5.3%   Tutto esattamente come le previsioni della nostra analisi scritte sopra
11/5 M   251    5.1%   7.3%   5.1%   Decessi oscillanti intorno a 200 (OK). Contagi forse in discesa.
12/5 M   262    7.3%   7.0%   4.9%   Nessun aumento di contagi finora per le riaperture
13/5 G   201    6.2%   6.7%   4.7%   Decessi come previsto. Contagi al livello del fondo (su linea grigia)
14/5 V   182    6.4%   6.4%   4.5%   Decessi oscillanti intorno a 200 (OK). Contagi commentati a fondo lista.


COMMENTI AL CAMBIO DI PENDENZA DEL GRAFICO (VENERDI' 7/5)   (14 maggio 2021)
Il giorno venerdi' 14/5 ci aspettavamo un dato allineato con quelli della precedente interpolazione lineare (linea rossa nel grafico ), che avrebbe dovuto essere intorno all'8.1%.
Invece il dato arrivato e' stato 6.4%, quasi uguale a quello del giorno prima. Questo vuol dire per noi che gia' il dato del giorno prima era arrivato al valore di picco del venerdi' e questo a nostro avviso conferma che il valore di 6.4% non e' una fluttuazione negativa ma il vero valore del picco.
Questa novita', se confermata dai prossimi dati, e' molto rilevante perche' ci induce a rivedere l'interpolazione lineare dei dati dal venerdi' 7/5 in poi come l'abbiamo disegnata nel grafico.
Come vedete percio' le notizie sono splendide: malgrado tutte le aperture delle attivita' economiche in corso, i contagi non solo non sono saliti ma stanno CROLLANDO ancora piu' decisamente.
La linea grigia raddoppia la pendenza precedente (il coefficiente angolare) mentre la linea rossa la triplica.
Se queste pendenze rimanessero invariate sia i contagi che il fondo arriverebbero a zero in una ventina di giorni (ai primi di giugno ma anche prima, se il cambio di pendenza si accentuasse). Se le cose andassero veramente cosi' saranno contenti i gestori di quelle attivita' la cui riapertura e' prevista a luglio: certamente potranno riaprire prima!
Temiamo pero' che la massa di persone poco scrupolose che e' in circolazione impedira' al fondo degli asintomatici di azzerarsi, perche' provvederanno loro a produrre una grande quantita' di contagi asintomatici, che si equilibrera' con la discesa dei contagi stabiliti dalla linea grigia che stiamo osservando ora.
Accadra' che il caldo e l'immunita' diffusa abbasseranno il livello dei contagi asintomatici, mentre loro, con i loro comportamenti scriteriati si adopereranno per innalzarlo (anche se inconsciamente).
Il livello a cui rimarra' costante (maggiore di zero) il fondo degli asintomatici ci dara' una misura della vulnerabilita' comportamentale umana (per non usare altri termini meno gratificanti) e l'entita' della moltitudine di virus che queste persone stanno cosi' mantenendo attivi fino all'autunno prossimo, perche' possano poi in gran numero riprendere la loro attivita' abituale (infettare) con l'arrivo del freddo.
Dobbiamo pero' attendere la conferma di questa nostra interpretazione del nuovo andamento dei dati, che e' basata finora sul solo dato di venerdi' 14/5. Presto sapremo se e' corretta.
Il momento in cui e' iniziato il cambio di pendenza della curva risulta essere il giorno prima che iniziassimo a compilare la tabella dei risultati e quindi in seguito all'aggiornamento della pendenza delle due linee d'interpolazione rossa e grigia abbiamo dovuto aggiornare tutti i relativi dati in tabella.

OMS: "SECONDO ANNO DELLA PANDEMIA SARA' PIU' MORTALE DEL PRIMO"   (14 maggio 2021)
E' un'informazione molto utile in questo momento perche' fa capire quanto saranno importanti i nostri comportamenti nel perioso estivo, in cui non si ammala piu' nessuno e quindi sembra che la pandemia finalmente sia finita ("libera tutti!").
Invece non dobbiamo mai dimenticare l'epidemia invisibile sempre in atto, anche d'estate: quella degli asintomatici, che se trascurata, potrebbe anche far crescere moltissimo il numero dei virus presenti in Italia e pronti a scatenarsi al primo freddo o quando l'immunita' diffusa iniziera' a diminuire.
Il freddo arrivera' ad ottobre ed il 50% dell'immunita' presente (quella naturale prodotta nei primi 3 mesi del 2021) iniziera' a scomparire a settembre 2021 (intanto la gente d'estate non si sara' vaccinata perche' ha altro da fare...).
Ma perche' l'anno prossimo la pandemia dovrebbe essere piu' letale?
E' semplice, perche' i virus attuali hanno attualmente possibilita' di diffondersi ridotte dall'immunita' diffusa ma l'anno prossimo non essendoci piu' l'immunita' naturale prodotta dalla seconda e terza ondata (dal novembre 2020 al marzo 2021) il virus avra' piu' probabilita' di diffondersi e nella diffusione saranno privilegiate quelle varianti, nel frattempo comparse, che avranno la caratteristica di essere piu' contagiose (questo e' la matematica che lo dice).
Ma una variante molto contagiosa in genere e' anche piu' veloce a riprodursi e quindi ad anticipare il danno prodotto nell'organismo rispetto ai soliti tempi d'intervento delle difese immunitarie.
E se un virus produce piu' danni e' corretto prevedere che sara' anche piu' letale.

COSA CAMBIA CON L'ESTATE:   (14 maggio 2021)
Con l'arrivo della temperatura alta la contagiosita' si riduce e le cariche virali presenti nell'ambiente sono piu' deboli. La conseguenza di cio' e' che risultano meno frequenti i contagi.
Per questo anche le persone vaccinate vedranno la loro copertura salire dal 90 al 95%.
Se si accetta che 1 su 20 di loro si possa contagiare (in forma asintomatica) malgrado la vaccinazione, si puo' anche seguire l'esempio americano di abolire per loro l'uso della mascherina ed l'obbligo del distanziamento.
Questa tendenza al progressivo rilascio delle precauzioni e' il rischio nascosto e subdolo dell'estate: vedendo scemare sempre piu' i contagi con sintomi, poiche' quelli senza sintomi restano, se trovano meno ostacoli a crescere, si andra' inevitabilmente incontro ad un innalzamento del livello del fondo degli asintomatici, che abbiamo gia' spiegato costituisce il parcheggio perpetuo dei virus, che stanno parassitando le persone asintomatiche per essere poi pronti a colpire di nuovo e maggiormente alla fine dell'estate, in misura tanto maggiore quanto piu' si sara' lasciato salire il livello dei contagi di fondo degli asintomatici nel periodo estivo.
Questo rischio sembra non essere considerato quando si propone di considerare nel periodo estivo il numero dei ricoveri come indice qualificante per dirigere gli interventi governativi sul controllo della pandemia. Bisognerebbe invece guardare alla percentuale dei test molecolari positivi, che include anche tutte le infezioni asintomatiche.
Per limitare l'aumento del livello del fondo degli asintomatici nel periodo estivo bisogna contrastare quei comportamenti scriteriati che abbiamo criticato nel caso della Spagna e che abbiamo discusso nel caso delle riaperture delle attivita' in Italia , caratterizzati dalla presenza del fenomeno della "superdiffusione" dei virus.
Sono comportamenti che coinvolgono, per motivi facilmente comprensibili ed in misura crescente nel periodo estivo, i giovani tant'e' vero che in Giappone stanno rilevando una presenza sempre maggiore di giovani tra le persone portatrici del virus.

CI SONO STATE CONSEGUENZE FINORA PER LE RIAPERTURE ?   (13 maggio 2021)
Il riscontro noi lo abbiamo solo dai dati epidemiologici del Piemonte.
Che le riaperture operate finora non abbiano prodotto peggioramenti apprezzabili si vede nei dati nei contagi, in cui fino al 12/5 non compare ancora alcun incremento medio, neanche frazionale, dei contagi dopo le numerose riaperture avvenute nei giorni precedenti.
Questo si vede nel grafico del Piemonte che rappresenta il miglior dato epidemiologico disponibile per prontezza di risposta (contiene i risultati dei soli test molecolari).
Il loro andamento e' chiaro, anche se a prima vista appare un po' caotico per la dispersione dei dati tra le due linee grigia e rossa.
Per esempio tra l'11/5 ed il 12/5 il dato dei contagi e' salito molto (dal 5.1% al 7.3%) ma rimane entro i limiti di un comportamento oscillante con regolarita' settimanale tra i limiti delle due linee grigia e rossa, che attualmente sono tra 6.2% ed 8.3% (il 7.3% del 12/5 e' un dato in avvicinamento all'8.3% del picco, che raggiungera' venerdi' collocandosi sulla linea rossa, al livello dell'8% per poi ridiscendere sotto al 6%).
Non e' quindi un andamento caotico: basta osservare i dati degli ultimi venerdi', da noi indicati con delle V rosse nel grafico , che sono tutti perfettamente allineati sulla linea d'interpolazione lineare rossa: la probabilita' che cio' sia casuale e' decisamente molto piccola. Sono dati di grande interesse pur con tutti i loro limiti.

SI PUO' RIAPRIRE TUTTO IN ITALIA ?   (12 maggio 2021)
Il parere dell'autore e' che si puo' riaprire QUASI tutto. Le uniche attivita' che non si possono riaprire sono quelle che favoriscono PROMISCUITA' e CONTATTI con molte persone anziche' con poche.
Sono le attivita' come la "movida", le discoteche e quegli spettacoli in cui la gente entra ed esce tutta insieme mescolandosi (nelle file ordinate, per esempio, non ci si mescola).
Non c'e' problema nei cinema, teatri, musei, parchi ricreativi, ecc. se si evita che avvengano ingresso ed uscita, tutti insieme in modo disordinato.
In poche parole bisogna evitare la "superdiffusione" del virus, in cui una persona infetta ne puo' infettare non una o due ma altre decine.
Se il rischio d'infezione e' limitato a poche unita' (le persone contigue in una fila o al cinema, per esempio), nel momento attuale in cui c'e' un'alta immunita' diffusa e con la temperatura gia' alta che limita le cariche virali, il rischio del dilagare di un'infezione e' molto basso e percio' e' poco intelligente prolungare il danno economico di tante chiusure, quando la riapertura comporta un incremento del livello di fondo dei contagi degli asintomatici solo di qualche decimo di punto percentuale, facilmente riassorbibile poi.
Diverso sarebbe il caso di quegli eventi che, per la grande promiscuita' loro intrinseca, favoriscono la diffusione del virus con il meccanismo della superdiffusione, che comporta un ordine di grandezza maggiore, potendo cosi' aumentare i contagi asintomatici non di frazioni di punto ma di alcuni punti percentuali, difficili poi da recuperare (parliamo non di un singolo evento ma di eventi ripetuti piu' volte su tutto il territorio, com'e' il caso delle riaperture di attivita' stabili).
Ecco qual'e' il pericolo: se lo conosci poi lo eviti.
Questo virus (e tutte le sue varianti) anche se diventera' endemico come un'influenza, rimarra' sempre letale se riuscira' ad arrivare ai polmoni (glielo possono impedire gli anticorpi giusti, se presenti).
Poi, se gli amanti della promiscuita' non riescono a rinunciarci, sono affari loro, pero' (per evitare fraintendimenti) devono venire informati con onesta' dei danni permanenti, che l'infezione di questi virus puo' lasciare negli organi interni, anche delle persone piu' giovani.
Quindi dovremo sempre cercare di starne alla larga e per riuscirci bisognera' che:
  1. Il livello dell'epidemia degli asintomatici sia sempre mantenuto il piu' basso possibile (sotto 1%).
  2. Che la gente abbia capito quali sono i comportamenti sbagliati, da evitare (sono quelli scritti qui').
Naturalmente alla gente qualcuno deve pure spiegarglielo, senza che debbano andare a fare un corso di addestramento. E questo e' un compito urgente delle Autorita'.

IN SPAGNA E' FINITA LA PANDEMIA?   (10 maggio 2021)
In Spagna il governo ha abolito lo stato di emergenza e tutto il popolo e' sceso naturalmente in strada a festeggiare
Stanno facendo bene?
Non conosciamo i dati epidemiologici della Spagna ma ci sentiamo di dover diffidare gli italiani dal seguire l'esempio spagnolo.
Crediamo infatti che anche in Spagna ci sia l'epidemia invisibile degli asintomatici, come c'e' ormai in tutto il mondo, che immaginiamo avra' ora molte piu' possibilita' di diffondersi ed accrescersi ulteriormente. Questo avverra', crediamo, gia' nei prossimi 3 giorni, poi i virus che avranno trovato un nuovo ospite, inconsapevole di tutto, ci metteranno altri 4 o 5 giorni a moltiplicarsi milioni di volte all'interno dell'ospite e dopo questo tempo i virus saranno sufficientemente numerosi da sviluppare qualche disturbo, nella maggior parte dei casi niente piu' che una normale infezione delle vie respiratorie con un po' di tosse, come avviene spesso d'inverno, per cui gli si prestera' poca attenzione.
L'ospite allora e' infetto e resta positivo al test per un mese (e' il tempo di guarigione spontanea, l'unico possibile), durante il quale pero' puo' propagare il virus a chi gli sta vicino e consente cosi' ai virus di trovare altri ospiti, che potranno anche loro rimanere infettati, ignari di tutto.
Solo molto raramente il virus potra' attaccare piu' in profondita' le vie respiratorie e mostrare tutta la sua nocivita' con la sindrome Covid-19 (polmonite virale): questo non accade con la normale influenza e caratterizza cosi' la pericolosita' di questo virus.
Beh, allora nella maggior parte dei casi non e' poi cosi' grave e fanno bene gli spagnoli a spassarsela. Neanche per sogno.
A parte le remore morali di mettere nei guai altre persone (soprattutto se anziane, con una risposta immunitaria insufficiente) non la fanno franca neanche i giovani, perche' dopo che il virus si sara' moltiplicato nel loro corpo milioni di volte, avra' distrutto altrettante cellule dell'ospite, che nella maggior parte dei casi non si rigenerano, lasciando un danno permanente nell'organo colpito.
Questo fatto non viene percepito dall'ospite perche' avviene in un mondo microscopico ma puo' provocare delle complicanze a lungo termine, che non verranno mai associate a questa infezione (che non si sapeva nemmeno di aver avuto), che e' restata per un mese nell'organismo dell'ospite, attaccato cosi' da milioni di virus a sua insaputa.
E' cosi' che i virus perpetuano la loro presenza invisibile, con l'epidemia degli asintomatici, in cui sfruttando questi ospiti, inconsapevolmente li aiutano a non scomparire ed a sopravvivere per tentare poi di scatenare la prossima ondata epidemica autunnale.
N.B. Con la temperatura alta e tanta immunita' vaccinale in giro, crediamo che gli spagnoli non avranno una nuova ondata epidemica (Rt rimarra' sotto a 1) per questi comportamenti. La situazione anomala creatasi potra' essere rilevata solo dai test (come stiamo facendo noi). Ma l'innalzamento del livello degli asintomatici in Spagna rimarra' e pone le basi per una stagione autunnale molto piu' problematica per il controllo della pandemia (che ovviamente non e' finita neanche in Spagna, purtroppo per loro). Cio' purche' non esagerino troppo a lungo con i comportamenti irresponsabili, perche' se fanno salire troppo il livello dell'epidemia degli asintomatici potrebbero anche loro rischiare un'ondata estiva, come accaduto nel 2020 in U.S.A.
Nella figura si vede bene che gli americani avevano un fondo dei contagi piuttosto alto d'estate e questo ha innescato l'avvio dell'ondata epidemica (con Rt>1) anche d'estate (questo e' possibile se ci si lascia andare ad un "libera tutti" irresponsabile: ora ci sono le vaccinazioni ma gli americani avevano tanta immunita' naturale, post-infezione).
Questo fa capire che e' importante controllare anche l'epidemia degli asintomatici, che e' il serbatoio a lungo termine dei virus e che troppo spesso viene trascurata, perche' gli asintomatici non contribuiscono ai ricoveri ospedalieri. Il fondo degli asintomatici in G.B. e' 0.1%, in Piemonte e' al 6.5% (in calo), in Spagna non lo so ma, da quello che ho visto in TV, dovrebbe essere in salita.
E IN ITALIA ? Tutto questo vale ovunque, quindi anche da noi: ora si puo' riaprire tutto, anche in Italia, permettendo a tutti di lavorare e divertirsi, ma tenendo sempre presente che e' possibile spassarsela anche senza offrire cosi' tanta ospitalita' ai virus, come sembra stiano facendo gli spagnoli con i comportamenti sfrenati che si vedono in TV e che fanno crescere tantissimo il numero di virus presenti stabilmente nel Paese, pronti poi a generare nuove ondate dell'epidemia, proprio perche' sono diventati tanto numerosi.
Quindi possiamo spassarcela anche noi, come gli spagnoli, ma piu' intelligentemente, mantenendo la giusta consapevolezza, che il mondo in cui ci troviamo a vivere, non e' piu' quello di prima e comportandoci di conseguenza, senza farci infettare per ignoranza dei problemi che seguitano ad esserci, anche d'estate.
Questo pero' la gente non puo' capirlo da sola: e' indispensabile attivare subito in Italia un'opera d'informazione capillare da parte di chi di dovere.
Per capire meglio come funziona questa pandemia si possono anche leggere i seguenti commenti, abbastanza pertinenti:
L'IMMUNITA' DI GREGGE SARA' RAGGIUNTA A SETTEMBRE?   (9 maggio 2021)
Sembra che tutti, popolo ed esperti, stiano tutti aspettando impazientemente il raggiungimento dell'immunita' di gregge, pensando che comporti la fine, almeno temporanea della pandemia in Italia.
In base alla comprensione del comportamento di questi virus che abbiamo raggiunto, non ci risulta che l'immunita' di gregge funzioni come un fenomeno a soglia: sotto i contagi avvengono e sopra non piu'.
Quando il livello d'immunita' diffusa cresce, la probabilita' che ha un virus d'infettare un'altra persona diminuisce ma non arriva mai a zero, neanche quando il livello raggiunge l'immunita' di gregge. Addirittura neanche se il livello diventa il 100%: una carica virale molto intensa, emessa da un'eventuale persona infetta con sintomi, puo' sempre infettare una persona immunizzata (per questo i vaccini forniscono una copertura limitata (per esempio al 90%).
Ma allora che beneficio fornisce l'immunita' di gregge?
Se il livello d'immunita' diffusa sara' l'80% (per esempio) vuol dire che il 20% della popolazione non e' immunizzata e percio' viene coinvolta nell'epidemia degli asintomatici, che d'estate invece del 2% sarebbe del 0.4%, se i virus avessero la stessa probabilita' di infettare. Ma se le persone infettabili si sono ridotte ad 1 su 5 anche la probabilita' di infettare si e' ridotta di un fattore 5. Quindi i positivi dell'epidemia degli asintomatici non sono il 0.4% ma un quinto di questi, cioe' poco meno dell'1% (0.08%), proprio la stessa percentuale che sembra che ci sia oggi in G.B. (se fosse vero sarebbe una conferma che loro sono arrivati all'80% d'immunita' complessiva diffusa, su 67 milioni di abitanti).
In conclusione la percentuale dei contagi asintomatici non e' zero ma (1-G*G)=(1-0.8*0.8), quando l'immunita' diffusa e' all'80%: sui 60 milioni di italiani i positivi asintomatici sarebbero invece di 1.200.000 (=2%) solo 48.000 in tutta Italia. Pero' ci sono e sopravvivono all'immunita' di gregge, aspettando che l'immunita' si dissolva per poter risorgere e ricominciare la pandemia da capo, se non si rinnovano tutti 48 milioni (80%) di vaccinazioni entro un anno (prima che l'immunita' finisca)!
Quindi il Covid-19 ce l'abbiamo e ce lo dovremo tenere, anche se si riuscisse a vaccinare tutta la popolazione mondiale, a meno che non si riesca a produrre degli anticorpi che, oltre ad essere efficaci, siano anche PERMANENTI, cioe' che non si dissolvano dopo alcuni mesi.
Ecco cos'e' l'immunita' di gregge, che in Italia secondo noi sara' raggiunta a fine giugno e non a settembre, perche' avendo avuto sempre dei livelli di contagi molto alti, abbiamo molta immunita' naturale in aggiunta a quella vaccinale.
Piu' persone sono immunizzate (vaccinate) e meglio e', perche' piu' persone sono protette dall'infezione, che produce danni anche se e' senza sintomi. Oltre una certa soglia e' scongiurata la diffusione esponenziale dell'epidemia (le "ondate") ma l'epidemia asintomatica si riduce molto pero' non si annulla, per cui il virus e' in grado di sopravvivere anche all'immunita' di gregge, purtroppo.


Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5   ....

SITUAZIONE DEL 8/5 (ore 17:20): I decessi di oggi in Italia sono 224 (oltre 122.000 dall'inizio della pandemia), sempre piu' vicino ai 200 decessi al giorno da noi previsti per un fondo di contagi del 10% (valore di 20 giorni prima, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia).

Il dato di OGGI dei positivi al test di 7.7% (ultimo punto a destra nel grafico ) e' un dato che scende dal picco del venerdi' (linea rossa), come previsto, e scende a meta' strada prima di arrivare alla linea grigia.

NOVITA':   L'allineamento (significativo perche' ci aspettiamo che questo tipo di fenomeni presenti un comportamento lineare in prima approssimazione) dei dati degli ultimi 4 venerdi' (sono i 4 picchi, indicati con una V rossa nel grafico) e' stato illuminante e ci ha consentito il 7/5 di modificare l'andamento precedente della linea rossa, che unisce i picchi della curva, e corrispondentemente poi anche quello della linea grigia, che unisce le valli e che rappresenta l'andamento del fondo degli asintomatici, nel grafico , essendo ormai finito il picco della terza ondata.
Il risultato e' stato sorprendente: l'interpolazione dei dati ci ha mostrato che il fondo degli asintomatici non e' costante intorno al 9% ma e' sceso al 6.5% (in Piemonte) e continua a scendere decisamente, come ci si puo' aspettare per effetto dell'innalzamento della temperatura ambientale, che riducendo la contagiosita' dei virus, riduce bruscamente il contributo dei nuovi contagi all'equilibrio con le guarigioni, che manteneva stabile l'epidemia degli asintomatici e quindi costante il fondo dei contagi (al 9%).
La velocita' di discesa dei contagi si puo' misurare bene dal grafico , osservando le V rosse dei picchi del venerdi': le ultime quattro "V", una a settimana, corrispondono a 28 punti cioe' 28 giorni e vanno dal 12.5% al 9% (sulla linea rossa dei picchi).
Se l'innalzamento della temperatura ambientale avesse azzerato la produzione dei nuovi contagi, la linea rossa sarebbe dovuta andare a zero, invece che al 9%, perche' in un mese tutti i contagiati sarebbero guariti.
Siccome invece dopo quei 28 giorni ne sono rimasti il 9%, come si vede nel grafico , possiamo dedurre che l'innalzamento della temperatura stagionale, che c'e' stato nell'ultimo mese, ha ridotto i nuovi contagi non del 100% ma solo del 3.5/12.5 = 28%.
Abbiamo cosi' ricavato la pendenza di discesa attuale delle due linee rossa e grigia che in 28 giorni scendono del 28%, cioe' la discesa dei contagi e' dell'1% al giorno finche' la pendenza lineare delle due linee interpolate sui dati rimane la stessa.
Occorrerebbero cosi' altri 3 mesi per arrivare a zero, pero' la temperatura stagionale a giugno avra' un altro decisivo incremento ed anche le vaccinazioni stanno procedendo, per cui alla luce dei dati attuali del Piemonte, possiamo essere fiduciosi che il fondo degli asintomatici possa azzerarsi per l'inizio dell'estate, se tutto procedera' come ora.
Questo e' molto interessante: e' una misura sperimentale della suscettibilita' termica del miscuglio di virus presenti, che e' composto prevalentemente dalla variante inglese (al 90%).
E' ormai ben delineato anche l'andamento del fondo dei contagi che e' sceso al 6.5% dal valore del 9%, che aveva un mese fa (vedi la linea grigia nel grafico ).
CONCLUSIONI: Anche se il grafico dei contagi appare caotico, tuttavia contiene tante informazioni che si possono estrarre con i giusti metodi di analisi, come stiamo facendo noi qui'.
Questo fa capire come la nostra analisi dei dati, usando il metodo interpolativo, estrae le informazioni importanti, nascoste nei dati grezzi, che qui' stiamo presentando ed anche di acquisire capacita' predittive sull'evoluzione dell'epidemia.
I risultati ottenuti sono di buon auspicio anche per la riapertura di tutte le attivita' economiche che sono ancora chiuse, ma con le dovute cautele, perche' il virus non e' scomparso.
Anche i turisti possono percio' prenotare in tutta tranquillita' le loro vacanze, crediamo in tutta Italia.

Il valor medio indicato per la zona gialla, che e' ancora al 9.1%, si riferisce alla media di tutti i dati dal 26/4 in poi, e contiene, sommati al fondo degli asintomatici, che e' sceso dal 9% al 6.5%, anche la coda degli altri contagi presenti come residuo della terza ondata.
Il fatto che la media del 9.1% e' inferiore al valor medio della zona arancione significa che ora, due settimane dopo, la discesa in atto ha recuperato completamente l'incremento di 1.4% che si era verificato nei 4 giorni (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4) dopo i festeggiamenti per la riapertura del Piemonte in zona gialla.
Ora la lenta decrescita dei contagi indicata (-28% in un mese) continuera' per gli aumenti della temperatura ed anche dell'immunita' diffusa vaccinale, che diminuiscono la contagiosita' reale dei virus. Quindi siamo sulla buona strada, anche se purtroppo per arrivare a zero sara' ancora lunga (perche' i contagiati asintomatici di oggi ci mettono un mese a sparire, guarendo).
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 32 giorni, dal 7/4 all' 8/5 (nelle 4 righe seguenti sono riportati: i giorni, l'andamento, le percentuali e le zone):
APRILE:
 7    8    9   10   11  12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23  24   25  26   27  28  29   30 
 \    \    \    \    \   _   _    _    _    _    _    _    _   _   _    _    _   _    /   /    /   /   \    \ 
11.6+11.1+12.5+11.7+12.4+9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3+9.2+11+10.6+10.3+9.4
<----- Zona rossa -----> <----------------------- Zona arancione -----------------------> <-- Zona gialla --->
MAGGIO:
 1    2   3   4   5   6   7   8
 \    _   \   \   \   \   _   \
9.0+12.1+7.1+6.7+8.3+8.1+8.9+7.7
<------- Zona gialla ------->
Valori medi per zone: Rossa=11.9% ; Arancione (al 24/4)=9.4% ; Gialla (dal 25/4)=9.1%


L'INCREMENTO DEI CONTAGI (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4):   I valori medi mostrano che, malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.4%.
Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile poi il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% (valor medio dei 4 giorni, dal 25 al 28) con un incremento di +1.4%, che dovrebbe essere "a gradino" del valor medio dei contagi da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte (cominciati il 25/4, un giorno prima).
Questo incremento di 1.4% e' avvenuto malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.
Per controllo ed informazione abbiamo calcolato nel caso di un ipotetico incremento dell'1.5% a quante persone contagiate corrisponde e che danni comporta (anche quanti sono i decessi).
Infine segnaliamo che nelle prossime settimane ci dobbiamo aspettare una ulteriore diminuzione del livello del fondo, attualmente intorno al 9%:
  1. Per la diminuzione di contagiosita' dovuta all'innalzamento della temperatura ambientale (si riduce la durata dei virus attivi nell'ambiente piu' caldo e conseguentemente si riduce l'esposizione della popolazione ai virus e cosi' la sua contagiosita' integrata nel tempo).
  2. Per l'aumento dell'immunita' diffusa per le vaccinazioni che sono in corso; valga l'esempio della Gran Bretagna che ad oggi dicono abbia un fondo degli asintomatici sceso addirittura al 0.1% (mentre noi abbiamo il 10%), pur avendo anche loro, come noi, la variante inglese, che e' molto contagiosa.

IL DECREMENTO DEI CONTAGI (dal 29/4 al 8/5):   Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento del valor medio di +1.4% , che per un mese ci aspettiamo rimanga stabile (da noi attribuito per ipotesi ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte).
Gia' con i dati dei primi 3 giorni seguenti all'incremento (29/4, 30/4 e 1/5), che sono 10.3%, 9.4% e 9.0%, abbiamo avuto un valor medio dei contagi del 9.6%, che ha abbassato il livello dei contagi dal 10.8% al 9.6% con una diminuzione del 1.2% in soli 3 giorni.
In conclusione abbiamo il seguente andamento:
  • Prima del 25/4 (zona arancione) : valor medio = 9.4% (livello di fondo costante)
  • Dal 25/4 al 28/4 (dati in salita) : valor medio = 10.8% (incremento per festeggiamenti)
  • Dal 29/4 al 8/5 (dati in discasa): valor medio = 9.1% (inizio decrescita per temperatura alta)
Dopo l'1/5 la decrescita sta continuando e per evidenziarla in dettaglio riportiamo in sequenza non i singoli dati ma i valori medi della zona gialla nei vari giorni, man mano che si susseguono:
29/4: il fondo e' 10.7% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.3% (la discesa e' di -0.1%)
30/4: il fondo e' 10.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.1% (la discesa e' di -0.3%)
01/5: il fondo e' 9.8% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.4% (la discesa e' di -1.0%)
02/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
03/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
04/5: il fondo e' 9.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.1% (la discesa e' di -1.3%)
05/5: il fondo e' 9.4% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0% (la discesa e' di -1.4%, incremento di +1.4 azzerato)
06/5: il fondo e' 9.2% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a -0.2% (la discesa e' di -1.6%, incremento di +1.4 superato)
07/5: il fondo e' 9.2% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a -0.2% (la discesa e' di -1.6%, incremento di +1.4 superato)
08/5: il fondo e' 9.1% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a -0.3% (la discesa e' di -1.7%, incremento di +1.4 superato)
Anche se qualche dato mostra una fluttuazione, talora eccessiva (che si puo' vedere bene nel grafico), possiamo dedurre che si sta manifestando l'intervento di un contributo sempre piu' in discesa (di -0.1%, -0.3%, -1.0, -1.2%, -1.3%, -1.4%, -1.6%, -1.6% e -1.7% negli ultimi 9 giorni), che fa decrescere in modo ormai accertato il livello del fondo degli asintomatici.
Questa discesa prima non c'era mai stata finora in modo cosi' efficace dal 12/4 in poi, tant'e' vero che il livello dei contagi era rimasto praticamente costante dal 12/4 al 24/4, per poi addirittura crescere fino al 28/4 (forse per i festeggiamenti del 25/4).
In effetti questa discesa, che ora si vede bene, e' quella che stavamo aspettando, come conseguenza dei seguenti fattori:
  1. Crescita progressiva dell'immunita' diffusa "naturale", perche' il livello dei contagi al 10% e' ancora atto e produce il 10% di nuovi contagiati e quindi poi di nuovi immunizzati ogni mese per il ricambio dopo le guarigioni.
  2. Crescita progressiva dell'immunita' dovuta alle vaccinazioni in corso.
  3. Innalzamento della temperatura stagionale.
Proprio l'innalzamento della temperatura stagionale puo' produrre una discesa repentina dei contagi e questi sono proprio giorni in cui sta arrivando il caldo, per cui proprio questa ci sembra essere la causa piu' probabile della discesa dei contagi che stiamo osservando e che si e' sovrapposta all'incremento che c'era stato il 25/4. Ormai non lo rende piu' visibile ma c'e' sempre, per un mese dal 25/4, perche' se non ci fosse stato, il livello dei contagi ora sarebbe ancora piu' basso proprio di quell'incremento (1.4%), cioe' invece del 9% sarebbe del 7.6% (e' il costo dei festeggiamenti, se e' come pensiamo noi, che comprende anche l'incremento dei decessi relativi).
Saremmo ben lieti se questa discesa, che e' cominciata ora, fosse persistente a lungo fino ad azzerare sostanzialmente l'epidemia degli asintomatici con i decessi che comporta (sembra che in Gran Bretagna, con lockdown lungo e vaccinazioni siano riusciti ad abbatterla fino al livello del 0.1% (contro il nostro 9% attuale) ed hanno avuto ieri un solo decesso (contro i nostri 200, dovuti ai contagi di un mese fa), per cui dovremmo poterci riuscire anche noi (il virus dopo tutto e' lo stesso).
Aspettiamo ora i dati dei prossimi giorni per osservare ancora meglio questo fenomeno, che ora e' ben percepibile e che ci auguriamo progredisca sempre piu', riducendo in modo sostanziale quel 9% di fondo, che tuttora abbiamo e che ci provocherebbe circa 180 decessi al giorno, tra un mese.
Se tutto cio' e' vero, annuncerebbe un primo ritorno alla normalita' , almeno per i prossimi mesi estivi.

AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO SULL'IMMUNITA' DI GREGGE:   Nell' introduzione a questo studio abbiamo spiegato cosa accade quando in un'ondata epidemica come quella recente ( terza ondata ) si raggiunge l'immunita' di gregge, cioe' quando accade che con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?), in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (che si e' ridotto per l'alta immunita' diffusa) e cosi' la curva dei contagi diventa piatta (livello costante nel tempo).
Spieghiamo come avviene: con il crescere della percentuale di persone immunizzate il virus ha piu' difficolta' a diffondersi ed il numero di nuovi contagiati diminuisce progressivamente sempre piu' per cui il picco dei contagiati inizia a scendere anche con il contributo delle guarigioni che crescono sempre piu', fino ad un mese dopo il picco (a tanti contagi corrispondono tante guarigioni e quindi tante persone smettono di essere infette).
Poi un mese dopo la fine del picco questo contributo in diminuzione dei contagiati per guarigioni rimane piccolo e costante, perche' il picco e' finito.
I nuovi contagi continuano ad un ritmo ridotto dall'elevato livello d'immunita' diffusa, con Rt molto minore di 1 e quindi incapace di innescare la crescita esponenziale dell'epidemia (con altri picchi) ma i pochi contagi che avvengono sono sufficienti ad alimentare l' epidemia degli asintomatici che impedisce l'azzeramento dei contagi e permette al virus di continuare ad esistere e riprodursi: e' lo stesso livello di fondo, permanente, che c'era prima che iniziasse il picco della terza ondata e che rimarra' per sempre, ad un livello che puo' variare lentamente con la contagiosita' del virus (che dipende da: tempeatura, immunita' vaccinale, comportamenti piu' o meno virtuosi della gente, ecc.).
Questo livello permanente dei contagi dipende dalla contagiosita' del virus, perche' piu' e' facile per lui infettare, tante piu' persone infetta e tanto piu' alto e' il livello costante nel tempo dell'epidemia degli asintomatici (la chiamiamo cosi' perche' le cariche virali che rilasciano sono modeste e quindi se si attaccano su una persona infettandola quasi sempre l'infezione e' asintomatica).
Quindi il livello di questi contagi di fondo e' piu' alto (10%) se il virus e' la variante inglese (che e' piu' contagiosa) ed e' piu' basso in estate (perche' con la temperatura alta la contagiosita' si riduce).
Questo e' lo scenario in cui si e' sviluppata la terza ondata, che secondo noi si e' conclusa grazie all'alto livello d'immunita' raggiunto in Piemonte e che noi abbiamo calcolato essere al 72% , ricavando il numero di contagiati (poi immunizzati) dai dati reali misurati.
Come si puo' vedere in tabella la terza ondata si e' conclusa il 12/4, giorno in cui il livello dei contagi e' diventato costante al 10% fino al 19/4, giorno in cui sembrava che il livello del fondo potesse scendere al 9%.
Pero' dal giorno 25/4 al 27/4 si e' manifestato un incremento dell'1% circa, che ha riportato il livello dei contagi di fondo poco sopra al 10%, poi ridisceso al 9% il 1/5.
Quindi la conclusione provvisoria e' che:
  1. La terza ondata si e' conclusa in modo consistente con l'ipotesi che il livello d'immunita' diffusa raggiunta in Piemonte sia molto vicino alla soglia dell'immunita' di gregge.
  2. L'andamento dei contagi che si vede nel grafico e' proprio come quello descritto nella nostra introduzione , in particolare con il livello costante del 10% assunto alla fine del picco (che e' il livello dell'epidemia degli asintomatici).
  3. Qualche evento dovrebbe essere avvenuto uno o due giorni prima del giorno 27/4, in cui si e' manifestato un probabile incremento dei contagi intorno all'1% (il 26/4 il Piemonte si e' riaperto in zona gialla ed il giorno prima ci sono stati molti festeggiamenti, ripresi in TV).
  4. La discesa dei contagi, che ora e' in atto, ha riportato presto (gia' dall' 1/5) la media del fondo, stimata estrapolando la linea grigia, al 9% (probabilmente sarebbe stata il 7.6%, se non ci fosse stato l'incremento da noi valutato in +1.4% nei giorni dal 25/4 al 28/4).
Abbiamo gia' enfatizzato che e' importantissimo adottare comportamenti idonei a diminuire il livello di fondo dei contagi e non devono accadere invece eventi che vanno in direzione opposta, perche' altrimenti i costi umani sono insopportabili.
Aspettiamo i prossimi dati, ormai fiduciosi di vedere che l'evoluzione futura conferma l'andamento discendente del fondo che per ora e' sceso dal 10% del 12/4 al 9.1% del 8/5.
Questo ci consente di continuare ad interpretare l'evoluzione dei contagi conformemente al nostro modello di comprensione della pandemia.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci stata dal 25/4, cioe' dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere stata dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
Questo incremento, che comunque c'e' in atto, puo' pero' essere compensato da una componente decrescente nei contagi, come quella che e' apparsa abbastanza chiaramente il 1/5. Il fondo dei contagi diminuisce per questa componente ma la decrescita del fondo puo' essere rallentata in presenza del "gradino" d'incremento dovuto ad eventi che hanno un effetto contrario (come i festeggiamenti avvenuti il 25/4).
L'andamento del fondo degli asintomatici e' percio' influenzato da entrambi gli effetti: quelli che contribuiscono alla sua crescita e quelli che contribuiscono alla decrescita. Noi registriamo con il nostro grafico il risultato sperimentale di questo bilancio.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.4% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento ipotetico dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 9%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Fortunatamente sembra che non sia stata confermata questa risalita, perche' se ci fosse stata avrebbe potuto anche rappresentare una pessima notizia, che poteva addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Sembra che i dati siano scesi decisamete ora sotto al 10% per poi diminuire ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Il 25/4 e' sembrato che si presentasse una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e che porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele
, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, al 9%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 9% e' ancora un livello elevatissimo ma fortunatamente sembra che si stia abbassando per l'incremento della temperatura stagionale e per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche il deciso innalzanento della temperatura estiva.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi se rimanesse vicino al 9%, ci causerebbe circa 180 decessi al giorno.
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 9% si colloca molto vicino al livello attuale del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembra promette di scendere ancora, sotto al 9%.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere sceso al 9%, dal 10% che era il valore prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 9%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 9% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 180 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa del valor medio del fondo che abbiamo iniziato a disegnare con la nostra linee grigia nel grafico e' ormai arrivata al livello del 10% ed e' poi scesa al 9% ed il valore odierno (7/5) e' del 6.5%.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi dal picco della terza ondata.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.1%, e sembra che non dobbiamo piu' preoccuparci (per ora) di una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo continui a scendere stabilmente sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che consideriamo ormai conclusa.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare altre restrizioni: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
CONCLUSIONE: In base ai dati degli ultimi giorni, manteniamo lo stato di LIVELLO DEI CONTAGI IN DISCESA (al 9% e fondo=6.5%) in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5   ....

SITUAZIONE DEL 7/5 (ore 17:15): I decessi di oggi in Italia sono 207 (oltre 122.000 dall'inizio della pandemia), sempre piu' vicino ai 200 decessi al giorno da noi previsti per un fondo di contagi del 10% (valore di 20 giorni prima, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia).

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 8.9% (ultimo punto a destra nel grafico ) e' un dato che corrisponde al picco del venerdi' ed e' ben allineato con i dati dei tre venerdi' precedenti (tutti indicati con delle V rosse nel grafico).

NOVITA':   Questo allineamento (noi ci aspettiamo che questo tipo di fenomeni presenti un comportamento lineare in prima approssimazione) e' illuminante e ci consente di modificare l'andamento precedente della linea rossa, che unisce i picchi della curva, e corrispondentemente anche quello della linea grigia, che unisce le valli e rappresenta l'andamento del fondo degli asintomatici, nel grafico , dato che e' finito il picco della terza ondata.
Il risultato e' sorprendente: l'interpolazione dei dati ci mostra che il fondo degli asintomatici non e' costante intorno al 9% ma e' sceso al 6.5% (in Piemonte) e continua a scendere decisamente, come ci si puo' aspettare per effetto dell'innalzamento della temperatura ambientale, che, riducendo la contagiosita' dei virus, riduce bruscamente il contributo dei nuovi contagi all'equilibrio con le guarigioni che manteneva stabile l'epidemia degli asintomatici e quindi costante il fondo dei contagi (al 9%).
La velocita' di discesa dei contagi si puo' misurare bene dal grafico , osservando le V rosse dei picchi del venerdi': le ultime quattro "V", una a settimana, corrispondono a 28 punti cioe' 28 giorni e vanno dal 12.5% al 9% (sulla linea rossa dei picchi).
Se l'innalzamento della temperatura ambientale avesse azzerato la produzione dei nuovi contagi, la linea rossa sarebbe dovuta andare a zero, invece che al 9%, perche' in un mese tutti i contagiati sarebbero guariti.
Siccome invece ne sono rimasti il 9%, come si vede nel grafico , possiamo dedurre che l'innalzamento della temperatura stagionale, che c'e' stato nell'ultimo mese, ha ridotto i nuovi contagi non del 100% ma solo del 3.5/12.5 = 28%.
Occorrerebbero cosi' altri 3 mesi per arrivare a zero, pero' la temperatura stagionale a giugno avra' un altro decisivo incremento ed anche le vaccinazioni stanno procedendo, per cui alla luce dei dati attuali del Piemonte, possiamo essere fiduciosi che il fondo degli asintomatici possa azzerarsi per l'inizio dell'estate, se tutto procedera' come ora.
E' molto interessante: e' una misura sperimentale della suscettibilita' termica del miscuglio di virus presenti, che e' composto prevalemtemente dalla variante inglese (al 90%).
E' ormai ben delineato anche l'andamento del fondo dei contagi che e' sceso al 6.5% dal valore del 9%, che aveva un mese fa (vedi la linea grigia nel grafico ).
Tutto cio' e' di buon auspicio anche per la riapertura di tutte le attivita' economiche che sono ancora chiuse (in Piemonte), ma con le dovute cautele, perche' il virus non e' scomparso.
Anche i turisti possono percio' prenotare in tutta tranquillita' le loro vacanze in Italia.

Il valor medio indicato per la zona gialla, che e' ancora al 9.2%, si riferisce alla media di tutti i dati dal 26/4 in poi, e contiene, sommati al fondo degli asintomatici, che e' sceso dal 9% al 6.5%, anche la coda degli altri contagi presenti come residuo della terza ondata.
Questo fa capire la nostra analisi dei dati, che usando il metodo interpolativo, estrae le informazioni importanti, che sono nascoste nei dati grezzi.
Il fatto che la media del 9.2% e' inferiore al valor medio della zona arancione significa che ora, 12 giorni dopo, la discesa in atto ha recuperato completamente l'incremento di 1.4% che si era verificato nei 4 giorni (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4) dopo i festeggiamenti per la riapertura del Piemonte in zona gialla.
Ora la lenta decrescita dei contagi indicata (-28% in un mese) continuera' per gli aumenti della temperatura ed anche dell'immunita' diffusa vaccinale, che diminuiscono la contagiosita' reale dei virus. Quindi siamo sulla buona strada, anche se purtroppo per arrivare a zero sara' ancora lunga (perche' i contagiati asintomatici di oggi ci mettono un mese a sparire, guarendo).
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 31 giorni, dal 7/4 al 7/5 (nelle 4 righe seguenti sono riportati: i giorni, l'andamento, le percentuali e le zone):
APRILE:
 7    8    9   10   11  12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23  24   25  26   27  28  29   30 
 \    \    \    \    \   _   _    _    _    _    _    _    _   _   _    _    _   _    /   /    /   /   \    \ 
11.6+11.1+12.5+11.7+12.4+9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3+9.2+11+10.6+10.3+9.4
<----- Zona rossa -----> <----------------------- Zona arancione -----------------------> <-- Zona gialla --->
MAGGIO:
 1    2   3   4   5   6   7
 \    _   \   \   \   \   _
9.0+12.1+7.1+6.7+8.3+8.1+8.9
<------- Zona gialla ------->
Valori medi per zone: Rossa=11.9% ; Arancione (al 24/4)=9.4% ; Gialla (dal 25/4)=9.2%


L'INCREMENTO DEI CONTAGI (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4):   I valori medi mostrano che, malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.4%.
Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile poi il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% (valor medio dei 4 giorni, dal 25 al 28) con un incremento di +1.4%, che dovrebbe essere "a gradino" del valor medio dei contagi da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte (cominciati il 25/4, un giorno prima).
Questo incremento di 1.4% e' avvenuto malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.
Per controllo ed informazione abbiamo calcolato nel caso di un ipotetico incremento dell'1.5% a quante persone contagiate corrisponde e che danni comporta (anche quanti sono i decessi).
Infine segnaliamo che nelle prossime settimane ci dobbiamo aspettare una ulteriore diminuzione del livello del fondo, attualmente intorno al 9%:
  1. Per la diminuzione di contagiosita' dovuta all'innalzamento della temperatura ambientale (si riduce la durata dei virus attivi nell'ambiente piu' caldo e conseguentemente si riduce l'esposizione della popolazione ai virus e cosi' la sua contagiosita' integrata nel tempo).
  2. Per l'aumento dell'immunita' diffusa per le vaccinazioni che sono in corso; valga l'esempio della Gran Bretagna che ad oggi dicono abbia un fondo degli asintomatici sceso addirittura al 0.1% (mentre noi abbiamo il 10%), pur avendo anche loro, come noi, la variante inglese, che e' molto contagiosa.

IL DECREMENTO DEI CONTAGI (dal 29/4 al 7/5):   Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento del valor medio di +1.4% , che per un mese ci aspettiamo rimanga stabile (da noi attribuito per ipotesi ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte).
Gia' con i dati dei primi 3 giorni seguenti all'incremento (29/4, 30/4 e 1/5), che sono 10.3%, 9.4% e 9.0%, abbiamo avuto un valor medio dei contagi del 9.6%, che ha abbassato il livello dei contagi dal 10.8% al 9.6% con una diminuzione del 1.2% in soli 3 giorni.
In conclusione abbiamo il seguente andamento:
  • Prima del 25/4 (zona arancione) : valor medio = 9.4% (livello di fondo costante)
  • Dal 25/4 al 28/4 (dati in salita) : valor medio = 10.8% (incremento per festeggiamenti)
  • Dal 29/4 al 7/5 (dati in discasa): valor medio = 9.2% (inizio decrescita per temperatura alta)
Dopo l'1/5 la decrescita sta continuando e per evidenziarla in dettaglio riportiamo in sequenza non i singoli dati ma i valori medi della zona gialla nei vari giorni, man mano che si susseguono:
29/4: il fondo e' 10.7% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.3% (la discesa e' di -0.1%)
30/4: il fondo e' 10.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.1% (la discesa e' di -0.3%)
01/5: il fondo e' 9.8% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.4% (la discesa e' di -1.0%)
02/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
03/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
04/5: il fondo e' 9.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.1% (la discesa e' di -1.3%)
05/5: il fondo e' 9.4% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0% (la discesa e' di -1.4%, incremento di +1.4 azzerato)
06/5: il fondo e' 9.2% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a -0.2% (la discesa e' di -1.6%, incremento di +1.4 superato)
07/5: il fondo e' 9.2% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a -0.2% (la discesa e' di -1.6%, incremento di +1.4 superato)
Anche se qualche dato mostra una fluttuazione, talora eccessiva (che si puo' vedere bene nel grafico), possiamo dedurre che si sta manifestando l'intervento di un contributo sempre piu' in discesa (di -0.1%, -0.3%, -1.0, -1.2%, -1.3%, -1.4%, -1.6% e -1.6% negli ultimi 8 giorni), che fa decrescere in modo ormai accertato il livello del fondo degli asintomatici.
Questa discesa prima non c'era mai stata finora in modo cosi' efficace dal 12/4 in poi, tant'e' vero che il livello dei contagi era rimasto praticamente costante dal 12/4 al 24/4, per poi addirittura crescere fino al 28/4 (forse per i festeggiamenti del 25/4).
In effetti questa discesa, che ora si vede bene, e' quella che stavamo aspettando, come conseguenza dei seguenti fattori:
  1. Crescita progressiva dell'immunita' diffusa "naturale", perche' il livello dei contagi al 10% e' ancora atto e produce il 10% di nuovi contagiati e quindi poi di nuovi immunizzati ogni mese per il ricambio dopo le guarigioni.
  2. Crescita progressiva dell'immunita' dovuta alle vaccinazioni in corso.
  3. Innalzamento della temperatura stagionale.
Proprio l'innalzamento della temperatura stagionale puo' produrre una discesa repentina dei contagi e questi sono proprio giorni in cui sta arrivando il caldo, per cui proprio questa ci sembra essere la causa piu' probabile della discesa dei contagi che stiamo osservando e che si e' sovrapposta all'incremento che c'era stato il 25/4. Ormai non lo rende piu' visibile ma c'e' sempre, per un mese dal 25/4, perche' se non ci fosse stato, il livello dei contagi ora sarebbe ancora piu' basso proprio di quell'incremento (1.4%), cioe' invece del 9% sarebbe del 7.6% (e' il costo dei festeggiamenti, se e' come pensiamo noi, che comprende anche l'incremento dei decessi relativi).
Saremmo ben lieti se questa discesa, che e' cominciata ora, fosse persistente a lungo fino ad azzerare sostanzialmente l'epidemia degli asintomatici con i decessi che comporta (sembra che in Gran Bretagna, con lockdown lungo e vaccinazioni siano riusciti ad abbatterla fino al livello del 0.1% (contro il nostro 9% attuale) ed hanno avuto ieri un solo decesso (contro i nostri 200, dovuti ai contagi di un mese fa), per cui dovremmo poterci riuscire anche noi (il virus dopo tutto e' lo stesso).
Aspettiamo ora i dati dei prossimi giorni per osservare meglio questo fenomeno, che ora ci sembra ben percepibile e che ci auguriamo progredisca sempre piu', riducendo in modo sostanziale quel 9% di fondo, che tuttora abbiamo e che ci provocherebbe circa 180 decessi al giorno, tra un mese.
Se tutto cio' e' vero, annuncerebbe un primo ritorno alla normalita' , almeno per i prossimi mesi estivi.

AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO SULL'IMMUNITA' DI GREGGE:   Nell' introduzione a questo studio abbiamo spiegato cosa accade quando in un'ondata epidemica come quella recente ( terza ondata ) si raggiunge l'immunita' di gregge, cioe' quando accade che con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?), in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (che si e' ridotto per l'alta immunita' diffusa) e cosi' la curva dei contagi diventa piatta (livello costante nel tempo).
Spieghiamo come avviene: con il crescere della percentuale di persone immunizzate il virus ha piu' difficolta' a diffondersi ed il numero di nuovi contagiati diminuisce progressivamente sempre piu' per cui il picco dei contagiati inizia a scendere anche con il contributo delle guarigioni che crescono sempre piu', fino ad un mese dopo il picco (a tanti contagi corrispondono tante guarigioni e quindi tante persone smettono di essere infette).
Poi un mese dopo la fine del picco questo contributo in diminuzione dei contagiati per guarigioni rimane piccolo e costante, perche' il picco e' finito.
I nuovi contagi continuano ad un ritmo ridotto dall'elevato livello d'immunita' diffusa, con Rt molto minore di 1 e quindi incapace di innescare la crescita esponenziale dell'epidemia (con altri picchi) ma i pochi contagi che avvengono sono sufficienti ad alimentare l' epidemia degli asintomatici che impedisce l'azzeramento dei contagi e permette al virus di continuare ad esistere e riprodursi: e' lo stesso livello di fondo, permanente, che c'era prima che iniziasse il picco della terza ondata e che rimarra' per sempre, ad un livello che puo' variare lentamente con la contagiosita' del virus (che dipende da: tempeatura, immunita' vaccinale, comportamenti piu' o meno virtuosi della gente, ecc.).
Questo livello permanente dei contagi dipende dalla contagiosita' del virus, perche' piu' e' facile per lui infettare, tante piu' persone infetta e tanto piu' alto e' il livello costante nel tempo dell'epidemia degli asintomatici (la chiamiamo cosi' perche' le cariche virali che rilasciano sono modeste e quindi se si attaccano su una persona infettandola quasi sempre l'infezione e' asintomatica).
Quindi il livello di questi contagi di fondo e' piu' alto (10%) se il virus e' la variante inglese (che e' piu' contagiosa) ed e' piu' basso in estate (perche' con la temperatura alta la contagiosita' si riduce).
Questo e' lo scenario in cui si e' sviluppata la terza ondata, che secondo noi si e' conclusa grazie all'alto livello d'immunita' raggiunto in Piemonte e che noi abbiamo calcolato essere al 72% , ricavando il numero di contagiati (poi immunizzati) dai dati reali misurati.
Come si puo' vedere in tabella la terza ondata si e' conclusa il 12/4, giorno in cui il livello dei contagi e' diventato costante al 10% fino al 19/4, giorno in cui sembrava che il livello del fondo potesse scendere al 9%.
Pero' dal giorno 25/4 al 27/4 si e' manifestato un incremento dell'1% circa, che ha riportato il livello dei contagi di fondo poco sopra al 10%, poi ridisceso al 9% il 1/5.
Quindi la conclusione provvisoria e' che:
  1. La terza ondata si e' conclusa in modo consistente con l'ipotesi che il livello d'immunita' diffusa raggiunta in Piemonte sia molto vicino alla soglia dell'immunita' di gregge.
  2. L'andamento dei contagi che si vede nel grafico e' proprio come quello descritto nella nostra introduzione , in particolare con il livello costante del 10% assunto alla fine del picco (che e' il livello dell'epidemia degli asintomatici).
  3. Qualche evento dovrebbe essere avvenuto uno o due giorni prima del giorno 27/4, in cui si e' manifestato un probabile incremento dei contagi intorno all'1% (il 26/4 il Piemonte si e' riaperto in zona gialla ed il giorno prima ci sono stati molti festeggiamenti, ripresi in TV).
  4. La discesa dei contagi, che ora e' in atto, ha riportato presto (gia' dall' 1/5) la media del fondo, stimata estrapolando la linea grigia, al 9% (probabilmente sarebbe stata il 7.6%, se non ci fosse stato l'incremento da noi valutato in +1.4% nei giorni dal 25/4 al 28/4).
Abbiamo gia' enfatizzato che e' importantissimo adottare comportamenti idonei a diminuire il livello di fondo dei contagi e non devono accadere invece eventi che vanno in direzione opposta, perche' altrimenti i costi umani sono insopportabili.
Aspettiamo i prossimi dati, ormai fiduciosi di vedere che l'evoluzione futura conferma l'andamento discendente del fondo che per ora e' sceso dal 10% del 12/4 al 9.2% del 7/5.
Questo ci consente di continuare ad interpretare l'evoluzione dei contagi conformemente al nostro modello di comprensione della pandemia.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci stata dal 25/4, cioe' dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere stata dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
Questo incremento, che comunque c'e' in atto, puo' pero' essere compensato da una componente decrescente nei contagi, come quella che e' apparsa abbastanza chiaramente il 1/5. Il fondo dei contagi diminuisce per questa componente ma la decrescita del fondo puo' essere rallentata in presenza del "gradino" d'incremento dovuto ad eventi che hanno un effetto contrario (come i festeggiamenti avvenuti il 25/4).
L'andamento del fondo degli asintomatici e' percio' influenzato da entrambi gli effetti: quelli che contribuiscono alla sua crescita e quelli che contribuiscono alla decrescita. Noi registriamo con il nostro grafico il risultato sperimentale di questo bilancio.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.4% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento ipotetico dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 9%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Fortunatamente sembra che non sia stata confermata questa risalita, perche' se ci fosse stata avrebbe potuto anche rappresentare una pessima notizia, che poteva addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Sembra che i dati siano scesi decisamete ora sotto al 10% per poi diminuire ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Il 25/4 e' sembrato che si presentasse una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e che porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, al 9%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 9% e' ancora un livello elevatissimo ma fortunatamente sembra che si stia abbassando per l'incremento della temperatura stagionale e per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche il deciso innalzanento della temperatura estiva.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi se rimanesse vicino al 9%, ci causerebbe circa 180 decessi al giorno.
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 9% si colloca molto vicino al livello attuale del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembra promette di scendere ancora, sotto al 9%.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere sceso al 9%, dal 10% che era il valore prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 9%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 9% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 180 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa del valor medio del fondo che abbiamo iniziato a disegnare con la nostra linee grigia nel grafico e' ormai arrivata al livello del 10% ed e' poi scesa al 9% ed il valore odierno (7/5) e' del 6.5%.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi dal picco della terza ondata.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.2%, e sembra che non dobbiamo piu' preoccuparci (per ora) di una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo continui a scendere stabilmente sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che consideriamo ormai conclusa.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare altre restrizioni: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
CONCLUSIONE: In base ai dati degli ultimi giorni, manteniamo lo stato di LIVELLO DEI CONTAGI IN DISCESA (al 9% e fondo=6.5%) in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


IL TURISMO: L'ITALIA E' UN PAESE SICURO?   (7 maggio 2021)
La Gran Bretagna ha avuto la stessa variante inglese che c'e' da noi ma sembra che ora abbiano un fondo da asintomatici del 0.1% (anche se ci sembra un po' troppo basso) cioe' praticamente azzerato, mentre da noi e' ancora al 9% e non puo' decrescere rapidamente.
Vuol dire che in Gran Bretagna 1 persona su 1000 di quelle che s'incontrano in strada e' portatore del virus, mentre in Italia sono quasi 1 persona su 10 (100 volte di piu').
Ma com'e' successo?
Prima di Natale in Italia il fondo degli asintomatici era basso come in estate, al 2%, come si puo' vedere nel grafico della seconda ondata poi e' iniziata l'ondata di Natale, generata dall'entusiasmo dello shopping natalizio ed alla fine il fondo degli asintomatici era salito stabilmente al 10%, come si puo' vedere nel grafico della terza ondata (una tragedia perche' i decessi giornalieri sono cosi' saliti da 40 a 200).
Sarebbe dovuto rimanere al 2% ma purtroppo era arrivata la variante inglese, che per la sua maggiore contagiosita' ha preso subito il sopravvento sul Sars-CoV-2 e grazie allo shopping natalizio ha trovato le condizioni favorevoli per diffondersi molto.
Cosi' si e' permesso che i virus della variante inglese si riproducessero in grande quantita' e, una volta insediati in una persona infettata, anche se asintomatica, ci sono restati per un mese irrimediabilmente, diffondendo il contagio perche' hanno trovato condizioni ambientali favorevoli, e cosi' sono arrivati alla terza ondata di marzo, che ha permesso loro di arrivare fino ad aprile ancora al 9% ma al 7 maggio il fondo dei contagi e' gia' sceso al 6.5% (in Piemonte) e si prevede che si azzeri entro un mese (vedi 7/5 8/5   ).
Credo che in Gran Bretagna ne abbiano impedito la diffusione con lockdown piu' lunghi e maggiore disciplina della popolazione (hanno avuto anche loro eventi sconsiderati, come quello dei tifosi di una squadra di calcio, ma sono stati eventi circoscritti, mentre invece, per esempio, i festeggiamenti per le riaperture in zona gialla da noi sono stati eventi estesi su tutto il territorio nazionale).
E' un dato di fatto che i britannici ne sono usciti fuori e noi ancora no. Una ragione ci deve pur essere: per ora sembra che possano essere stati i comportamenti piu' consapevoli della popolazione britannica, forse meglio informata (i giusti comportamenti della gente sono l'arma piu' potente contro il virus).
Speriamo che possa servire da lezione e che da noi non si metta la testa nel buco come gli struzzi, facendo finta di non sapere che il problema ci coinvolge tutti e contando nella possibilita' di un "libera tutti" che non potra' esserci, neanche d'estate.
In conclusione: l'Italia e' un paese sicuro?
A parte il rischio, che c'e' in tutto il mondo, dell'arrivo di una nuova variante, in grado di eludere le difese immunitarie esistenti, in Italia non si rischia piu' che in qualsiasi altro Paese.
Il rischio d'infettarsi in Italia e' trascurabile per i seguenti motivi:
  1. C'e' un'elevata immunita' della popolazione italiana (in Piemonta e' ora piu' del 70%) in crescita continua e molte isole sono Covid-free (vaccinati al 100%);
  2. Le temperature in Italia stanno salendo in maniera ormai definitiva, il che assicura una diminuzione generalizzata del livello di contagiosita';
  3. Le cariche virali eventualmente emesse da persone asintomatiche sono molto deboli ed in queste condizioni ambientali difficilmente possono trasmettere il contagio.
Quindi i turisti possono viaggiare in Italia e godersi le loro vacanze in tutta tranquillita', almeno fino ad ottobre.
Poi quasi certamente saranno svanite le immunita' naturali (create nella seconda e terza ondata) ed anche quelle vaccinali cominceranno a diminuire. Queste ultime pero' potranno essere ripristinate da una nuova campagna di vaccinazioni, magari efficaci anche contro le nuove varianti.


COSA CI ATTENDE ORA?   (6 maggio 2021)
Vediamo come prosegue la nostra ricerca.
Ormai la terza ondata e' finita, la curva dei contagi ha raggiunto il livello costante dell'epidemia degli asintomatici sottostante al picco della terza ondata, che era al 10% prima del picco ed e' rimasta al 10% anche dopo il picco (si vede nel grafico ).
Questo livello del 10% rimarebbe costante perche' l'epidemia degli asintomatici e' sempre all'equilibrio tra nuovi contagi (in piu') e guarigioni (in meno).
Ora pero' abbiamo due fattori che tendono ad abbassarne il livello:
  1. l'alta immunita' diffusa sia naturale che vaccinale;
  2. l'arrivo delle temperature alte.
Il primo fattore tende a ridurre la contagiosita' in modo continuo e progressivo abbassando cosi' lentamente il livello del fondo degli asintomatici: per ora in un paio di settimane e' sceso dal 10% al 9%.
Su questa decrescita lenta s'innesta la decrescita dovuta al secondo fattore, la temperatura. Questa produce un effetto pronto, da un giorno all'altro, perche' il livello dell'epidemia degli asintomatici e' stabilito dall'equilibrio tra nuovi contagi e guarigioni.
Mentre le guarigioni proseguono indisturbate, i nuovi contagi sono molto sensibili a variazioni importanti della temperatura ambientale, che puo' ridurre i nuovi contagi in modo rilevante da un giorno all'altro, alterando l'equilibrio dell'epidemia degli asintomatici ed abbassando cosi' subito il livello del fondo.
Il risultato e' di un andamento quasi costante, decrescente lentamente nel tempo ma modulato dalle variazioni importanti della temperatura ambientale.
Su questo scenario potrebbero inserirsi dei fattori imprevisti, che potrebbero introdurre una possibile RISALITA del livello dei contagi.
Se arrivasse una tale variante le difese dell'immunita' vaccinale non avrebbero efficacia e quello che accadra' dipendera' dai comportamenti della gente: potrebbe esserci solo un innalzamento rapido (in 2 settimane) del livello dei contagi, ma se i comportamenti della gente dovessero facilitare la diffusione dei contagi, potrebbe anche innescarsi una crescita esponenziale con l'inizio di una quarta ondata (brasiliana o indiana) e si tornerebbe a richiudere tutto!
Se non si e' capaci di adottare le dovute misure di prevenzione, com'e' accaduto negli U.S.A. , l'epidemia si scatena proprio come mostrato nel link, addirittura anche d'estate. Infatti la seconda ondata negli USA c'e' stata a luglio e agosto 2020, come potete vedere nella figura del link, che e' un ottimo esempio che fa capire cosa succede se non si adotta alcuna precauzione: l'epidemia sarebbe esattamente cosi' anche da noi, con innumerevoli morti in piu' (vale per il presente ed il futuro). Questo e' il Covid-19.
Quindi bisogna restare vigili, tenendo la guardia alta: non ci potra' essere il "libera tutti", neanche d'estate, almeno per tutto il 2021.
Noi restiamo in osservazione per capire, quanto meglio possibile quello che accadra', mentre sta avvenendo.


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SITUAZIONE DEL 5/5 (ore 19:10): I decessi di oggi in Italia sono 267 (oltre 121.000 dall'inizio della pandemia), ancora sopra ai 200 decessi al giorno da noi previsti dopo la fine di aprile e dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Il numero dei decessi comunque e' in diminuzione e crediaamo che tenda ad un valore costante vicino ai 200 decessi al giorno da noi previsti con un fondo intorno al 10% (valoredi 20 giorni prima). Riteniamo percio' che nei prossimi giorni avremo dei dati oscillanti intorno ad un valor medio di circa 200 decessi al giorno, stabile finche' il fondo dei contagi da asintomatici non scendera' sotto al 10% (20 giorni prima), poi scendera' ancora e proporzionalmente.
Ora i decessi sono diminuiti perche' il picco della terza ondata e' finito ai primi di aprile.
Tutti stiamo ascoltando le notizie dall'India che mostra una situazione della pandemia fuori controllo con "addirittura" a 200.000 morti (su 1366 milioni di abitanti), mentre noi in Italia siamo arrivati a 120.000 (su 60 milioni di abitanti); giornalmente oggi in India ne hanno 18 volte piu' di noi (3600 invece di 200) mentre gli indiani sono oltre 20 volte di piu'. La gravita' del caso indiano sembra essere, piu' che la densita' dei decessi, la rapidita' di diffusione di questa variante indiana, che a questo punto sembra piu' temibile della variante inglese per contagiosita' e per gravita' (queste due caratteristiche dovrebbero essere correlate tra loro). Ovviamente la velocita' diffusione in India e' massimizzata dall'apparente assenza anche delle benche' minime precauzioni di profilassi: la promiscuita' che si vede negli ospedali indiani e' un'assurdita'.
Il confronto con il dato indiano e' utile per evidenziare che forse gli italiani possono essersi "abituati" a questi numeri cosi' grandi e questo non e' accettabile: questo numero dei decessi italiani va sempre valutato nella sua immensa gravita' (200 sarebbero 70.000 morti all'anno!).
Quando diminuiranno i decessi? Caleranno quando il fondo, che e' rimasto al 10% per quasi un mese, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei troppi decessi.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 8.3% (ultimo punto a destra nel grafico ) e' poco sotto al livello di fondo del 9% e si colloca bene sull'andamento del fondo interpolato dalla linea grigia, che indica un valore costante con media del 9%, come mostrato a destra nel grafico.
E' ormai ben delineato un andamento della curva dei contagi in leggera diminuzione da un valore attuale del 9%, che conferma il valore gia' da noi indicato nei giorni scorsi con la linea grigia nel grafico.
Cioe' viene confermato che il livello del fondo degli asintomatici e' sceso per ora al livello del 9% , ben indicato dalla linea grigia d'interpolazione del fondo.
Il valor medio della zona gialla, nella sua discesa, e' arrivato al 9.4% che e' lo stesso valor medio della zona arancione: questo significa che ora, 10 giorni dopo, la discesa in atto ha recuperato completamente l'incremento di 1.4% che si era verificato nei 4 giorni (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4) dopo i festeggiamenti per la riapertura del Piemonte in zona gialla. <>BR Ora la lenta decrescita dei contagi continuera' sia per gli aumenti della temperatura e dell'immunita'diffusa vaccinale, che diminuiscono la contagioeita' reale del virus. Quindi siamo sulla buona strada anche se purtroppo sara' lunga (i contagiati asintomatici di oggi ci mettono un mese a guarire).
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 29 giorni, dal 7/4 al 5/5 (nelle 4 righe seguenti sono riportati: i giorni, l'andamento, le percentuali e le zone):
APRILE:
 7    8    9   10   11  12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23  24   25  26   27  28  29   30 
 \    \    \    \    \   _   _    _    _    _    _    _    _   _   _    _    _   _    /   /    /   /   \    \ 
11.6+11.1+12.5+11.7+12.4+9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3+9.2+11+10.6+10.3+9.4
<----- Zona rossa -----> <----------------------- Zona arancione -----------------------> <-- Zona gialla --->
MAGGIO:
 1    2   3   4   5
 \    _   _   \   \
9.0+12.1+7.1+6.7+8.3
<--- Zona gialla --->
Valori medi per zone: Rossa=11.9% ; Arancione (al 24/4)=9.4% ; Gialla (dal 25/4)=9.4%

ANALISI DI COSA STA SUCCEDENDO:   Decidiamo di considerare i dati di domenica 2/5 e lunedi' 3/5 (di 12.1% e 7.1%) nel loro insieme al loro valor medio di 9.6%, ignorando la fluttuazione, da noi considerata anomala, perche' abbiamo assunto che ci sia stato un travaso indebito di risultati dei test tra i due giorni.

L'INCREMENTO (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4):   I valori medi mostrano che, malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.4%.
Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile poi il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% (valor medio dei 4 giorni, dal 25 al 28) con un incremento di +1.4%, che dovrebbe essere "a gradino" del valor medio dei contagi da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte (cominciati il 25/4, un giorno prima).
Questo incremento di 1.4% e' avvenuto malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.
Per controllo ed informazione abbiamo calcolato nel caso di un ipotetico incremento dell'1.5% a quante persone contagiate corrisponde e che danni comporta (anche quanti sono i decessi).
Infine segnaliamo che nelle prossime settimane ci dobbiamo aspettare una ulteriore diminuzione del livello del fondo, attualmente intorno al 9%:
  1. Per la diminuzione di contagiosita' dovuta all'innalzamento della temperatura ambientale (si riduce la durata dei virus attivi nell'ambiente piu' caldo e conseguentemente si riduce l'esposizione della popolazione ai virus e cosi' la sua contagiosita' integrata nel tempo).
  2. Per l'aumento dell'immunita' diffusa per le vaccinazioni che sono in corso; valga l'esempio della Gran Bretagna che ad oggi dicono abbia un fondo degli asintomatici sceso addirittura al 0.1% (mentre noi abbiamo il 10%), pur avendo anche loro, come noi, la variante inglese, che e' molto contagiosa.

IL DECREMENTO (dal 29/4 al 5/5):   Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento del valor medio di +1.4% , che per un mese ci aspettiamo rimanga stabile (da noi attribuito per ipotesi ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte).
Gia' con i dati dei primi 3 giorni seguenti all'incremento (29/4, 30/4 e 1/5), che sono 10.3%, 9.4% e 9.0%, abbiamo avuto un valor medio dei contagi del 9.6%, che ha abbassato il livello dei contagi dal 10.8% al 9.6% con una diminuzione del 1.2% in soli 3 giorni.
In conclusione abbiamo il seguente andamento:
  • Prima del 25/4 (zona arancione) : valor medio = 9.4% (livello di fondo costante)
  • Dal 25/4 al 28/4 (dati in salita) : valor medio = 10.8% (incremento per festeggiamenti)
  • Dal 29/4 al 5/5 (dati in discasa): valor medio = 9.4% (inizio decrescita per temperatura alta)
Dopo l'1/5 la decrescita sta continuando e per evidenziarla in dettaglio riportiamo in sequenza non i singoli dati ma i valori medi della zona gialla nei vari giorni, man mano che si susseguono:
29/4: il fondo e' 10.7% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.3% (la discesa e' di -0.1%)
30/4: il fondo e' 10.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.1% (la discesa e' di -0.3%)
01/5: il fondo e' 9.8% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.4% (la discesa e' di -1.0%)
02/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
03/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
04/5: il fondo e' 9.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.1% (la discesa e' di -1.3%)
05/5: il fondo e' 9.4% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0% (la discesa e' di -1.4%, incremento completamente recuperato)
Anche se qualche dato mostra una fluttuazione, talora eccessiva (che si puo' vedere bene nel grafico), possiamo dedurre che si sta manifestando l'intervento di un contributo sempre piu' in discesa (di -0.1%, -0.3%, -1.0, -1.2%, -1.3% e 1.4% negli ultimi 6 giorni), che fa decrescere in modo ormai accertato il livello del fondo degli asintomatici (e questa e' una splendida notizia!).
Questa discesa prima non c'era mai stata finora in modo cosi' efficace dal 12/4 in poi, tant'e' vero che il livello dei contagi era rimasto praticamente costante dal 12/4 al 24/4, per poi addirittura crescere fino al 28/4 (forse per i festeggiamenti del 25/4).
In effetti questa discesa, che ora si vede bene, e' quella che stavamo aspettando, come conseguenza dei seguenti fattori:
  1. Crescita progressiva dell'immunita' diffusa "naturale", perche' il livello dei contagi al 10% e' ancora atto e produce il 10% di nuovi contagiati e quindi poi di nuovi immunizzati ogni mese per il ricambio dopo le guarigioni.
  2. Crescita progressiva dell'immunita' dovuta alle vaccinazioni in corso.
  3. Innalzamento della temperatura stagionale.
Proprio l'innalzamento della temperatura stagionale puo' produrre una discesa repentina dei contagi e questi sono proprio giorni in cui sta arrivando il caldo, per cui proprio questa ci sembra essere la causa piu' probabile della discesa dei contagi che stiamo osservando e che si e' sovrapposta all'incremento che c'era stato il 25/4. Ormai non lo rende piu' visibile ma c'e' sempre, per un mese dal 25/4, perche' se non ci fosse stato, il livello dei contagi ora sarebbe ancora piu' basso proprio di quell'incremento (1.4%), cioe' invece del 9% sarebbe del 7.6% (e' il costo dei festeggiamenti, se e' come pensiamo noi, che comprende anche l'incremento dei decessi relativi).
Saremmo ben lieti se questa discesa, che e' cominciata ora, fosse persistente a lungo fino ad azzerare sostanzialmente l'epidemia degli asintomatici con i decessi che comporta (sembra che in Gran Bretagna, con lockdown lungo e vaccinazioni siano riusciti ad abbatterla fino al livello del 0.1% (contro il nostro 9% attuale) ed hanno avuto ieri un solo decesso (contro i nostri 200), per cui dovremmo poterci riuscire anche noi (il virus dopo tutto e' lo stesso).
Aspettiamo ora i dati dei prossimi giorni per osservare meglio questo fenomeno, che ora ci sembra ben percepibile e che ci auguriamo progredisca sempre piu', riducendo in modo sostanziale quel 9% di fondo, che tuttora abbiamo e che ci provocherebbe circa 180 decessi al giorno, tra un mese.
Se tutto cio' e' vero, annuncerebbe un primo ritorno alla normalita', almeno per i prossimi mesi estivi.

AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO SULL'IMMUNITA' DI GREGGE:   Nell' introduzione a questo studio abbiamo spiegato cosa accade quando in un'ondata epidemica come quella recente ( terza ondata ) si raggiunge l'immunita' di gregge, cioe' quando accade che con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?), in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (che si e' ridotto per l'alta immunita' diffusa) e cosi' la curva dei contagi diventa piatta (livello costante nel tempo).
Spieghiamo come avviene: con il crescere della percentuale di persone immunizzate il virus ha piu' difficolta' a diffondersi ed il numero di nuovi contagiati diminuisce progressivamente sempre piu' per cui il picco dei contagiati inizia a scendere anche con il contributo delle guarigioni che crescono sempre piu', fino ad un mese dopo il picco (a tanti contagi corrispondono tante guarigioni e quindi tante persone smettono di essere infette).
Poi un mese dopo la fine del picco questo contributo in diminuzione dei contagiati per guarigioni rimane piccolo e costante, perche' il picco e' finito.
I nuovi contagi continuano ad un ritmo ridotto dall'elevato livello d'immunita' diffusa, con Rt molto minore di 1 e quindi incapace di innescare la crescita esponenziale dell'epidemia (con altri picchi) ma i pochi contagi che avvengono sono sufficienti ad alimentare l' epidemia degli asintomatici che impedisce l'azzeramento dei contagi e permette al virus di continuare ad esistere e riprodursi: e' lo stesso livello di fondo, permanente, che c'era prima che iniziasse il picco della terza ondata e che rimarra' per sempre, ad un livello che puo' variare lentamente con la contagiosita' del virus (che dipende da: tempeatura, immunita' vaccinale, comportamenti piu' o meno virtuosi della gente, ecc.).
Questo livello permanente dei contagi dipende dalla contagiosita' del virus, perche' piu' e' facile per lui infettare, tante piu' persone infetta e tanto piu' alto e' il livello costante nel tempo dell'epidemia degli asintomatici (la chiamiamo cosi' perche' le cariche virali che rilasciano sono modeste e quindi se si attaccano su una persona infettandola quasi sempre l'infezione e' asintomatica).
Quindi il livello di questi contagi di fondo e' piu' alto (10%) se il virus e' la variante inglese (che e' piu' contagiosa) ed e' piu' basso in estate (perche' con la temperatura alta la contagiosita' si riduce).
Questo e' lo scenario in cui si e' sviluppata la terza ondata, che secondo noi si e' conclusa grazie all'alto livello d'immunita' raggiunto in Piemonte e che noi abbiamo calcolato essere al 72% , ricavando il numero di contagiati (poi immunizzati) dai dati reali misurati.
Come si puo' vedere in tabella la terza ondata si e' conclusa il 12/4, giorno in cui il livello dei contagi e' diventato costante al 10% fino al 19/4, giorno in cui sembrava che il livello del fondo potesse scendere al 9%.
Pero' dal giorno 25/4 al 27/4 si e' manifestato un incremento dell'1% circa, che ha riportato il livello dei contagi di fondo poco sopra al 10%, poi ridisceso al 9% il 1/5.
Quindi la conclusione provvisoria e' che:
  1. La terza ondata si e' conclusa in modo consistente con l'ipotesi che il livello d'immunita' diffusa raggiunta in Piemonte sia molto vicino alla soglia dell'immunita' di gregge.
  2. L'andamento dei contagi che si vede nel grafico e' proprio come quello descritto nella nostra introduzione , in particolare con il livello costante del 10% assunto alla fine del picco (che e' il livello dell'epidemia degli asintomatici).
  3. Qualche evento dovrebbe essere avvenuto uno o due giorni prima del giorno 27/4, in cui si e' manifestato un probabile incremento dei contagi intorno all'1% (il 26/4 il Piemonte si e' riaperto in zona gialla ed il giorno prima ci sono stati molti festeggiamenti, ripresi in TV).
  4. La discesa dei contagi, che ora e' in atto, ha riportato presto (gia' dall' 1/5) la media del fondo, stimata estrapolando la linea grigia, al 9% (probabilmente sarebbe stata il 7.6%, se non ci fosse stato l'incremento da noi valutato in +1.4% nei giorni dal 25/4 al 28/4).
Abbiamo gia' enfatizzato che e' importantissimo adottare comportamenti idonei a diminuire il livello di fondo dei contagi e non devono accadere invece eventi che vanno in direzione opposta, perche' altrimenti i costi umani sono insopportabili.
Aspettiamo i prossimi dati, ormai fiduciosi di vedere che l'evoluzione futura conferma l'andamento discendente del fondo che per ora e' sceso dal 10% del 12/4 al 9% del 5/5.
Questo ci consente di continuare ad interpretare l'evoluzione dei contagi conformemente al nostro modello di comprensione della pandemia.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci stata dal 25/4, cioe' dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere stata dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
Questo incremento, che comunque c'e' in atto, puo' pero' essere compensato da una componente decrescente nei contagi, come quella che e' apparsa abbastanza chiaramente il 1/5. Il fondo dei contagi diminuisce per questa componente ma la decrescita del fondo puo' essere rallentata in presenza del "gradino" d'incremento dovuto ad eventi che hanno un effetto contrario (come i festeggiamenti avvenuti il 25/4).
L'andamento del fondo degli asintomatici e' percio' influenzato da entrambi gli effetti: quelli che contribuiscono alla sua crescita e quelli che contribuiscono alla decrescita. Noi registriamo con il nostro grafico il risultato sperimentale di questo bilancio.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.4% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento ipotetico dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 9%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Fortunatamente sembra che non sia stata confermata questa risalita, perche' se ci fosse stata avrebbe potuto anche rappresentare una pessima notizia, che poteva addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Sembra che i dati siano scesi decisamete ora sotto al 10% per poi diminuire ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Il 25/4 e' sembrato che si presentasse una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e che porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, al 9%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 9% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si stia abbassando per l'incremento della temperatura stagionale e per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche il deciso innalzanento della temperatura estiva.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi se rimanesse vicino al 9%, ci causerebbe circa 180 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 9% si colloca molto vicino al livello attuale del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembra promette di scendere ancora, sotto al 9%.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere sceso al 9%, dal 10% che era il valore prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 9%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 9% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 180 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il fondo che dal 10% e' sceso per ora al 9%.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.4%, e sembra che non dobbiamo piu' preoccuparci (per ora) di una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo continui a scendere stabilmente sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
A causa dei dati degli ultimi giorni, manteniamo lo stato di LIVELLO DEI CONTAGI COSTANTE MA ALTO (9%) in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


I FESTEGGIAMENTI PER LO SCUDETTO   (5 maggio 2021)
Ci sono molte polemiche in corso per i festeggiamenti avvenuti domenica 2/5 a Milano per lo scudetto vinto dalla squadra di calcio dell'Inter.
Da piu' parti si avanza il timore che ci possano essere delle conseguenze sanitarie e forse anche qualche decesso.
Vediamo che risposte al riguardo si possono ottenere dal nostro studio.
Siccome in questo lavoro abbiamo a disposizione solo i dati del Piemonte, dove non si tifa per l'Inter ma per il Torino e la Juventus, non ci aspettiamo che ci siano stati festeggiamenti e quindi ci riferiremo invece ai festeggiamenti avvenuti in Piemonte il giorno 25/4, prima della riapertura in zona gialla, di cui abbiamo i dati da analizzare.
Non avendo informazioni atte a valutare quantitativamente l'affidabilita' dei dati e gli errori da cui sono affetti, ci limitiamo a valutazioni qualitative sul comportamento dei dati, sufficienti pero' a nostro avviso a chiarire gli elementi che ci interessano.
Nell'analisi fatta dei dati abbiamo rilevato il seguente andamento del livello dei contagi (valori medi):
  • Prima del 25/4 (zona arancione) : valor medio = 9.4% (il livello di fondo era costante)
  • Dal 25/4 al 28/4 (dati in salita) : valor medio = 10.8% (incremento "per festeggiamenti"=+1.4%)
  • Dal 29/4 al 1/5 (dati in discesa): valor medio = 9.6% (inizio decrescita per temperatura alta)
Dopo l'1/5 la decrescita sta continuando e percio' non e' piu' visibile l'incremento del +1.4%.
L'idea che l'incremento di contagi del +1.4%, ben visibile, sia dovuto ai festeggiamenti non e' suffragata da dati oggettivi ma deriva solo dalla coincidenza temporale con i festeggiamenti, per cui non possiamo essere certi di questa sua attribuzione, che dobbiamo ritenere percio' solo come una nostra ipotesi).
Dopo il 28/4 inizia una discesa dei contagi dal 10.8% fino al 9.6% in soli 3 giorni.
QUESITO: allora l'incremento dei contagi per i "festeggiamenti" e' sparito ed e' come se non ci fosse stato?
RISPOSTA: Niente affatto.
Spieghiamo cosa succede.
Abbiamo visto dai dati che il livello della curva dei contagi puo' crescere se si adottano comportamenti che favoriscono la diffusione del virus, come per esempio eventi di popolo (festeggiamenti e raduni, affollamenti in mercati, stadi, ecc.).
Ogni evento di questo tipo introduce un incremento costante nella curva (un "gradino") per i contagi prodotti in piu', che durano per un mese, perche' spariranno solo dopo il tempo di guarigione degli infettati extra, prodotti dall'evento.
Questi contagi prodotti "in piu'" vanno ad aggiungersi ai contagi esistenti dell' epidemia degli asintomatici e contribuiscono anche loro agli effettin dannosi dell'epidemia, compresi ricoveri e decessi, perche' ad ogni 1% di contagi corrispondono poi, un mese dopo, 20 decessi al giorno in piu' per un mese, se fosse in tutta Italia; se invece l'incremento di contagi e' solo in Piemonte, allora e' una frazione corrispondente al rapporto tra i 4.4 milioni di abitanti del Piemonte ed i 60 milioni di italiani, cioe' 4.4/60=0.073 ovvero 1.5 decessi al giorno per un totale di circa 45 decessi, per un solo mese.
Se non sono stati i festeggiamenti e' stato qualcos'altro a generare quei contagi extra, perche' quell'incremento di +1.4% dei contagi c'e' stato e crediamo che sia corretta sia l'analisi che il risultato con il suo pesante costo.
E' lo stesso calcolo che con il 10% di fondo dei contagi (quello che abbiamo in Piemonte) prevede 10 decessi al giorno (che e' coerente con quelli che si hanno approssimativamente in quelle condizioni in Piemonte).
L'estate scorsa in Italia il fondo del Sars-CoV-2 era del 2%. Ora con la variante inglese e' salito al 10% (perche' e' piu' contagiosa). Con i giusti comportamenti di tutti noi PUO' SCENDERE, tant'e' vero che in G.B. oggi grazie alle chiusure ed alle vaccinazioni sono riusciti a far scendere il fondo al 0.1%
Ma questo e' il fondo dei contagi mantenuto costante dall'epidemia degli asintomatici. Se per ipotesi si riuscisse addirittura ad azzerarlo (con tante vaccinazioni ed i giusti comportamenti) ma ci si e' aggiunto un +1.4% di contagi extra prodotti, per esempio, da festeggiamenti popolari, quel +1.4% NON SI PUO' AZZERARE prima di un mese, perche' bisogna sempre attendere il tempo necessario per la guarigione delle persone infettate.
Non c'e' nulla che possa rimuovere la presenza di quelle persone infettate prima che sia passato un mese dal momento dell'infezione. L'incremento di contagi del +1.4% si aggiunge all'equilibrio tra nuovi contagi e guarigioni che mantiene in essere l'epidemia degli asintomatici.
Ed in quel mese tutti quei contagiati continueranno a produrre e diffondere virus, contribuendo a produrre i danni che abbiamo provato a quantificare nel caso di un incremento del +1.5% dei contagi.
Per esempio in Piemonte ora il fondo dei contagi e' sceso ad un valor medio del 9.5%.
Se non ci fosse stato l'aumento del 25/4, che abbiamo attribuito ai festeggiamenti per la riapertura, oggi il fondo sarebbe dell'8.1% invece del 9.5% (per quel +1.4% prodotto il 25/4 che dura fino al 25/5, per un mese).
Questo contributo non voluto che abbiamo in piu', seguitera' ad esserci per un mese (fino alla loro guaigione), lasciando anche un'eredita' dovuta alla catena dei contagi ulteriori prodotti.
Con questa catena i nuovi contagi si integrano con l'epidemia preesistente degli asintomatici, aumentandone il livello in modo permanente, se non bloccata dall'equilibrio raggiunto con il presente livello d'immunita' diffusa.
Se non ci fosse l'alta immunita' che c'e' oggi in Piemonte, vicina al 70%, la catena dei contagi potrebbe anche divergere con una crescita esponenziale ed allora i festeggiamenti potrebbero essere addirittura la miccia d'innesco della quarta ondata.
Crediamo che sia ben chiaro a questo punto, cosa possono comportare gli assembramenti di persone tornate "libere".
Questo e' il costo (anche in vite umane) che si paga a questa pandemia per i festeggiamenti fatti in modo sconsiderato.
Se lo sapessero non lo farebbero ma dirlo chiaramente a tutti rischia di generare panico e sconforto su larga scala. Cosa fare?
Ci sono ovviamente anche i modi di festeggiare, minimizzando i danni; non siamo in clausura. Basta avere consapevolezza ed un minimo di intelligenza.


Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5  

SITUAZIONE DEL 4/5 (ore 18:50): I decessi di oggi in Italia sono 305 (oltre 121.000 dall'inizio della pandemia), sopra ai 200 decessi al giorno da noi previsti dopo la fine di aprile e dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Riteniamo che nei prossimi giorni avremo dei dati oscillanti intorno ad un valor medio di 200 decessi al giorno, stabile finche' il fondo dei contagi da asintomatici non scendera' sotto al 10%, poi scendera' proporzionalmente.
Ora i decessi sono diminuiti perche' cominciamo ad essere a piu' di un mese di distanza dalla fine del picco della terza ondata, che produceva piu' del 10% di contagi (il picco e' finito ai primi di aprile).
Tutti stiamo ascoltando le notizie dall'India che mostra una situazione della pandemia fuori controllo con "addirittura" a 200.000 morti (su 1366 milioni di abitanti), mentre noi in Italia siamo arrivati a 120.000 (su 60 milioni di abitanti); giornalmente oggi in India ne hanno 18 volte piu' di noi (3600 invece di 200) mentre gli indiani sono oltre 20 volte di piu'. La gravita' del caso indiano sembra essere, piu' che la densita' dei decessi, la rapidita' di diffusione di questa variante indiana, che a questo punto sembra piu' temibile della variante inglese per contagiosita' e per gravita' (queste due caratteristiche dovrebbero essere correlate tra loro). Ovviamente la velocita' diffusione in India e' massimizzata dall'apparente assenza anche delle benche' minime precauzioni di profilassi: la promiscuita' che si vede negli ospedali indiani e' un'assurdita'.
Il confronto con il dato indiano e' utile per evidenziare che forse gli italiani possono essersi "abituati" a questi numeri cosi' grandi e questo non e' accettabile: questo numero dei decessi italiani va sempre valutato nella sua immensa gravita' (200 sarebbero 70.000 morti all'anno!).
Quando diminuiranno i decessi? Caleranno quando il fondo, che e' rimasto al 10% per quasi un mese, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei troppi decessi.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 6.7% (ultimo punto a destra nel grafico ) e sceso sotto al livello di fondo del 9% riportando l'andamento del fondo indicato dalla linea grigia come costante sulla media del 9% come mostrato a destra nel grafico.
Sottolineiamo che neanche il dato di oggi conferma il dato alto (12.1%) di due giorni fa. Essendo stati bassi i dati degli ultimi due giorni vuol dire il valore vero dei contagi e' abbastanza ben collocato sulla linea grigia precedentemente disegnata, solo un po' piu' in basso.
Quindi viene confermato che il livello del fondo degli asintomatici e' sceso per ora al livello del 9% , indicato dalla linea grigia d'interpolazione del fondo (il valor medio della zona gialla, in discesa, e' del 9.5%).
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 28 giorni, dal 7/4 al 4/5 (nelle 4 righe seguenti sono riportati: i giorni, l'andamento, le percentuali e le zone):
APRILE:
 7    8    9   10   11  12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23  24   25  26   27  28  29   30 
 \    \    \    \    \   _   _    _    _    _    _    _    _   _   _    _    _   _    /   /    /   /   \    \ 
11.6+11.1+12.5+11.7+12.4+9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3+9.2+11+10.6+10.3+9.4
<----- Zona rossa -----> <----------------------- Zona arancione -----------------------> <-- Zona gialla --->
MAGGIO:
 1    2   3   4
 \    _   _   \
9.0+12.1+7.1+6.7
<--- Zona gialla --->
Valori medi per zone: Rossa=11.9% ; Arancione (al 24/4)=9.4% ; Gialla (dal 25/4)=9.5%

ANALISI DI COSA STA SUCCEDENDO:   Decidiamo di considerare i dati di domenica 2/5 e lunedi' 3/5 (di 12.1% e 7.1%) nel loro insieme al loro valor medio di 9.6%, ignorando la fluttuazione, da noi considerata anomala, perche' abbiamo assunto che ci sia stato un travaso indebito di risultati dei test tra i due giorni.

L'INCREMENTO (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4):   I valori medi mostrano che, malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.4%.
Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile poi il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% (valor medio dei 4 giorni, dal 25 al 28) con un incremento di +1.4%, che dovrebbe essere "a gradino" del valor medio dei contagi da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte (cominciati il 25/4, un giorno prima).
Questo incremento di 1.4% e' avvenuto malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.
Per controllo ed informazione abbiamo calcolato nel caso di un ipotetico incremento dell'1.5% a quante persone contagiate corrisponde e che danni comporta (anche quanti sono i decessi).
Infine segnaliamo che nelle prossime settimane ci dobbiamo aspettare una ulteriore diminuzione del livello del fondo, attualmente intorno al 10%:
  1. Per la diminuzione di contagiosita' dovuta all'innalzamento della temperatura ambientale (si riduce la durata dei virus attivi nell'ambiente piu' caldo e conseguentemente si riduce l'esposizione della popolazione ai virus e cosi' la sua contagiosita' integrata nel tempo).
  2. Per l'aumento dell'immunita' diffusa per le vaccinazioni che sono in corso; valga l'esempio della Gran Bretagna che ad oggi dicono abbia un fondo degli asintomatici sceso addirittura al 0.1% (mentre noi abbiamo il 10%), pur avendo anche loro, come noi, la variante inglese, che e' molto contagiosa.

IL DECREMENTO (29/4, 30/4 e 1/5):   Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento, che per un mese ci aspettiamo rimanga stabile, del valor medio del +1.4% (da noi attribuito per ipotesi ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte).
Poi con i dati dei 3 giorni seguenti (29/4, 30/4 e 1/5), che sono 10.3%, 9.4% e 9.0%, abbiamo un valor medio dei contagi del 9.6%, che abbassa il livello dei contagi dal 10.8 al 9,6 con una diminuzione del 1.2% in soli 3 giorni.
In conclusione abbiamo il seguente andamento:
  • Prima del 25/4 (zona arancione) : valor medio = 9.4% (livello di fondo costante)
  • Dal 25/4 al 28/4 (dati in salita) : valor medio = 10.8% (incremento per festeggiamenti)
  • Dal 29/4 al 1/5 (dati in discasa): valor medio = 9.6% (inizio decrescita per temperatura alta)
Dopo l'1/5 la decrescita sta continuando e per evidenziarla in dettaglio riportiamo in sequenza non i singoli dati ma i valori medi della zona gialla nei vari giorni, man mano che si susseguono:
29/4: il fondo e' 10.7% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.3% (la discesa e' di -0.1%)
30/4: il fondo e' 10.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.1% (la discesa e' di -0.3%)
01/5: il fondo e' 9.8% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.4% (la discesa e' di -1.0%)
02/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
03/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
04/5: il fondo e' 9.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.1% (la discesa e' di -1.3%)
Anche se qualche dato, come quello di oggi, mostra una fluttuazione un po' eccessiva (che si puo' vedere bene nel grafico), possiamo dedurre che si sta manifestando l'intervento di un contributo sempre piu' in discesa (di -0.1%, -0.3%, -1.0, -1.2% e -1.3% negli ultimi 5 giorni), che fa decrescere in modo ormai certo il livello del fondo degli asintomatici (e questa e' una splendida notizia!).
Questa discesa prima non c'era mai stata finora in modo cosi' efficace dal 12/4 in poi, tant'e' vero che il livello dei contagi era rimasto praticamente costante dal 12/4 al 24/4, per poi addirittura crescere fino al 28/4 (forse per i festeggiamenti del 25/4).
In effetti questa discesa, che ora si vede bene, e' quella che stavamo aspettando, come conseguenza dei seguenti fattori:
  1. Crescita progressiva dell'immunita' diffusa "naturale", perche' il livello dei contagi al 10% e' ancora atto e produce il 10% di nuovi contagiati e quindi poi di nuovi immunizzati ogni mese per il ricambio dopo le guarigioni.
  2. Crescita progressiva dell'immunita' dovuta alle vaccinazioni in corso.
  3. Innalzamento della temperatura stagionale.
Proprio l'innalzamento della temperatura stagionale puo' produrre una discesa repentina dei contagi e questi sono proprio giorni in cui sta arrivando il caldo, per cui proprio questa ci sembra essere la causa piu' probabile della discesa dei contagi che stiamo osservando e che si e' sovrapposta all'incremento che c'era stato il 25/4 (non lo rende piu' visibile ma c'e' sempre, per un mese dal 25/4, perche' se non ci fosse stato il livello dei contagi ora sarebbe piu' basso proprio di quell'incremento).
Saremmo ben lieti se questa discesa, che e' cominciata ora, fosse persistente a lungo fino ad azzerare sostanzialmente l'epidemia degli asintomatici con i decessi che comporta (sembra che in Gran Bretagna, con lockdown lungo e vaccinazioni siano riusciti ad abbatterla fino al livello del 0.1% (contro il nostro 10% attuale) ed hanno avuto ieri un solo decesso (contro i nostri 200), per cui dovremmo poterci riuscire anche noi (il virus dopo tutto e' lo stasso).
Aspettiamo ora i dati dei prossimi giorni per osservare meglio questo fenomeno, che ora ci sembra ben percepibile e che ci auguriamo progredisca sempre piu', riducendo in modo sostanziale quel 10% di fondo, che tuttora abbiamo e che ci provocherebbe circa 200 decessi al giorno, tra un mese.
Se tutto cio' e' vero, annuncerebbe un primo ritorno alla normalita', almeno per i prossimi mesi estivi.

AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO SULL'IMMUNITA' DI GREGGE:   Nell' introduzione a questo studio abbiamo spiegato cosa accade quando in un'ondata epidemica come quella recente ( terza ondata ) si raggiunge l'immunita' di gregge, cioe' quando accade che con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?), in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (che si e' ridotto per l'alta immunita' diffusa) e cosi' la curva dei contagi diventa piatta (livello costante nel tempo).
Spieghiamo come avviene: con il crescere della percentuale di persone immunizzate il virus ha piu' difficolta' a diffondersi ed il numero di nuovi contagiati diminuisce progressivamente sempre piu' per cui il picco dei contagiati inizia a scendere anche con il contributo delle guarigioni che crescono sempre piu', fino ad un mese dopo il picco (a tanti contagi corrispondono tante guarigioni e quindi tante persone smettono di essere infette).
Poi un mese dopo la fine del picco questo contributo in diminuzione dei contagiati per guarigioni rimane piccolo e costante, perche' il picco e' finito.
I nuovi contagi continuano ad un ritmo ridotto dall'elevato livello d'immunita' diffusa, con Rt molto minore di 1 e quindi incapace di innescare la crescita esponenziale dell'epidemia (con altri picchi) ma i pochi contagi che avvengono sono sufficienti ad alimentare l' epidemia degli asintomatici che impedisce l'azzeramento dei contagi e permette al virus di continuare ad esistere e riprodursi: e' lo stesso livello di fondo, permanente, che c'era prima che iniziasse il picco della terza ondata e che rimarra' per sempre, ad un livello che puo' variare lentamente con la contagiosita' del virus (che dipende da: tempeatura, immunita' vaccinale, comportamenti piu' o meno virtuosi della gente, ecc.).
Questo livello permanente dei contagi dipende dalla contagiosita' del virus, perche' piu' e' facile per lui infettare, tante piu' persone infetta e tanto piu' alto e' il livello costante nel tempo dell'epidemia degli asintomatici (la chiamiamo cosi' perche' le cariche virali che rilasciano sono modeste e quindi se si attaccano su una persona infettandola quasi sempre l'infezione e' asintomatica).
Quindi il livello di questi contagi di fondo e' piu' alto (10%) se il virus e' la variante inglese (che e' piu' contagiosa) ed e' piu' basso in estate (perche' con la temperatura alta la contagiosita' si riduce).
Questo e' lo scenario in cui si e' sviluppata la terza ondata, che secondo noi si e' conclusa grazie all'alto livello d'immunita' raggiunto in Piemonte e che noi abbiamo calcolato essere al 72% , ricavando il numero di contagiati (poi immunizzati) dai dati reali misurati.
Come si puo' vedere in tabella la terza ondata si e' conclusa il 12/4, giorno in cui il livello dei contagi e' diventato costante al 10% fino al 19/4, giorno in cui sembrava che il livello del fondo potesse scendere al 9%.
Pero' dal giorno 25/4 al 27/4 si e' manifestato un incremento dell'1% circa, che ha riportato il livello dei contagi di fondo poco sopra al 10%, poi ridisceso al 9% il 1/5.
Quindi la conclusione provvisoria e' che:
  1. La terza ondata si e' conclusa in modo consistente con l'ipotesi che il livello d'immunita' diffusa raggiunta in Piemonte sia molto vicino alla soglia dell'immunita' di gregge.
  2. L'andamento dei contagi che si vede nel grafico e' proprio come quello descritto nella nostra introduzione , in particolare con il livello costante del 10% assunto alla fine del picco (che e' il livello dell'epidemia degli asintomatici).
  3. Qualche evento dovrebbe essere avvenuto uno o due giorni prima del giorno 27/4, in cui si e' manifestato un probabile incremento dei contagi intorno all'1% (il 26/4 il Piemonte si e' riaperto in zona gialla ed il giorno prima ci sono stati molti festeggiamenti, ripresi in TV).
  4. La discesa dei contagi, che ora e' in atto, ha riportato presto (gia' dall' 1/5) la media del fondo, stimata estrapolando la linea grigia, al 9% (probabilmente sarebbe stata il 7.6%, se non ci fosse stato l'incremento da noi valutato in +1.4% nei giorni dal 25/4 al 28/4).
Abbiamo gia' enfatizzato che e' importantissimo adottare comportamenti idonei a diminuire il livello di fondo dei contagi e non devono accadere invece eventi che vanno in direzione opposta, perche' altrimenti i costi umani sono insopportabili.
Aspettiamo i prossimi dati, ormai fiduciosi di vedere che l'evoluzione futura conferma l'andamento discendente del fondo che per ora e' sceso dal 10% del 12/4 al 9% del 4/5.
Questo ci consente di continuare ad interpretare l'evoluzione dei contagi conformemente al nostro modello di comprensione della pandemia.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci stata dal 25/4, cioe' dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere stata dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
Questo incremento, che comunque c'e' in atto, puo' pero' essere compensato da una componente decrescente nei contagi, come quella che e' apparsa abbastanza chiaramente il 1/5. Il fondo dei contagi diminuisce per questa componente ma la decrescita del fondo puo' essere rallentata in presenza del "gradino" d'incremento dovuto ad eventi che hanno un effetto contrario (come i festeggiamenti avvenuti il 25/4).
L'andamento del fondo degli asintomatici e' percio' influenzato da entrambi gli effetti: quelli che contribuiscono alla sua crescita e quelli che contribuiscono alla decrescita. Noi registriamo con il nostro grafico il risultato sperimentale di questo bilancio.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.5% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento ipotetico dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 10%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Fortunatamente sembra che non sia stata confermata questa risalita, perche' se ci fosse stata avrebbe potuto anche rappresentare una pessima notizia, che poteva addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Sembra che i dati siano scesi decisamete ora sotto al 10% per poi diminuire ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Ora sembra si presenti una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e che porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si sia abbassato per l'incremento della temperatura stagionale e per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche il deciso innalzanento della temperatura estiva.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi se rimanesse vicino al 10%, ci causerebbe circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello attuale del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembra ora scendere decisamente sotto al 10%, prima del dato di oggi.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere sceso al 9%, dal 10% che era il valore prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 9%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 9% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 180 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il fondo che dal 10% e' sceso per ora al 9%.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.6%, e sembra che non dobbiamo piu' preoccuparci (per ora) di una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo riesca a scendere stabilmente sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
A causa dei dati degli ultimi giorni, manteniamo lo stato di LIVELLO DEI CONTAGI COSTANTE MA ALTO (9%) in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


GLI ASINTOMATICI   (4 maggio 2021)
Facciamo ancora un po' di chiarezza in piu' su questa cosa invisibile che e' l' epidemia degli asintomatici , questa enorme moltitudine di persone infette che ci circonda.
Crediamo che ce ne sia proprio bisogno, tant'e' vero che anche da specialisti autorevoli, abbiamo sentito dire in TV che:
  1. Non si sa quanti siano gli asintomatici (riferendo dati della letteratura hanno fornito stime dal 17% al 30%).
  2. Non si sa neanche quanto riescano a diffondere il virus (si aspetta di leggerlo da studi pubblicati su riviste scientifiche).
Ci sembra che, alla luce dei risultati del nostro lavoro, possiamo fornire entrambe queste risposte.
Come premessa, noi affermiamo che il fondo dei contagi che misuriamo nella curva dei contagi e' composto praticamente SOLO da asintomatici.
Cio' possiamo affermarlo perche' (i dati indicati sono esemplificativi; se diversi cambia poco):
  • solo il 3% circa dei contagiati mostra dei sintomi,
  • i sintomi appaionio nei primi 3 giorni
  • si guarisce in 30 giorni circa.
Percio', se le cose stanno cosi', solo un decimo di quel 3% dei contagiati con sintomi (cioe' 0.3%) puo' essere presente nel 10% di fondo dei contagi del nostro grafico , che per questi motivi praticamente risulta composto solo da asintomatici.
Il fondo che vediamo e misuriamo e' percio' proprio la manifestazione della presenza dell' epidemia degli asintomatici.
Ecco allora le due risposte:
  1. Nei limiti dell'affidabilita' dei dati dei test molecolari del Piemonte, che stiamo utilizzando in questo lavoro, con l'ipotesi che le persone sottoposte al test siano scelte a caso nella popolazione dei 4.4 milioni di abitanti del Piemonte (non malati), se troviamo (come ora) un fondo dei contagi costante al livello del 10% dei test effettuati, vuol dire che le persone positive al test e quindi infette senza sintomi sono il 10% di 4.4 milioni, cioe' 440.000. Perche' non si sa quanti sono? Si sa eccome: in Piemonte sono il 10% cioe' 440.000 e dai dati delle altre regioni si puo' ricavare ovunque. Non e' una congettura ma il risultato dedotto da misure e valido nei limiti di validita' delle ipotesi assunte (che in realta' noi non possiamo sapere come vorremmo ma e' un dato di fatto che tutte le nostre deduzioni hanno sempre trovato finora riscontro negli eventi esaminati).
    Anche quando c'e' un picco di contagi si puo' ricavare il livello del fondo interpolando il livello del fondo prima dell'inizio del picco con il livello dopo la fine del picco: il risultato rappresenta sempre l'andamento del fondo prodotto dall' epidemia degli asintomatici (che e' quell'equilibrio tra infezioni e quarigioni di cui abbiamo parlato prima.
  2. Quando la curva dei contagi e' costante nel tempo, siccome le persone infette in un tempo, che noi abbiamo assunto essere di un mese, necessariamente guariscono, perche' la curva dei contagi possa rimanere costante vuol dire che il numero dei guariti e' stato rimpiazzato esattamente da altrettanti nuovi contagiati, che sono praticamente tutti asintomatici.
    Da cio' possiamo dedurre che si e' instaurato un equilibrio dinamico tra contagi e guarigioni nella moltitudine delle persone infette, che ci permette di ricavare la frequenza dei loro contagi, una volta misurato il tempo medio di guarigione di un asintomatico (che e' noto e che noi abbiamo arrotondato ad un mese nei calcoli da noi fatti) e quindi dalla frequenza dei contagi possiamo ricavare la probabilita' con cui gli asintomatici possono trasmettere un contagio.
Entrambe le risposte percio' ci sembra che si possano ricavare dalla misura del livello del fondo, senza dover attendere che qualcuno le scriva su una rivista.


Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5  

SITUAZIONE DEL 3/5 (ore 17:40): I decessi di oggi in Italia sono 256 (circa 120.000 dall'inizio della pandemia), sopra ai 200 decessi al giorno ma con quello di ieri esattamente sulla media di 200, da noi prevista dopo la fine di aprile e dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Questo dato conferma la correttezza delle nostre valutazioni in base alle quali da ora in poi avremo dei dati oscillanti intorno ad un valor medio di 200 decessi al giorno, stabile finche' il fondo dei contagi da asintomatici non scendera' sotto al 10% (poi scendera' proporzionalmente).
Ora i decessi sono diminuiti perche' cominciamo ad essere a piu' di un mese di distanza dalla fine del picco della terza ondata, che produceva piu' del 10% di contagi (il picco e' finito ai primi di aprile).
Tutti stiamo ascoltando le notizie dall'India che mostra una situazione della pandemia fuori controllo con "addirittura" a 200.000 morti (su 1366 milioni di abitanti), mentre noi in Italia siamo arrivati a 120.000 (su 60 milioni di abitanti); giornalmente oggi in India ne hanno 18 volte piu' di noi (3600 invece di 200) mentre gli indiani sono oltre 20 volte di piu'. La gravita' del caso indiano sembra essere, piu' che la densita' dei decessi, la rapidita' di diffusione di questa variante indiana, che a questo punto sembra piu' temibile della variante inglese per contagiosita' e per gravita' (queste due caratteristiche dovrebbero essere correlate tra loro). Ovviamente la velocita' diffusione in India e' massimizzata dall'apparente assenza anche delle benche' minime precauzioni di profilassi: la promiscuita' che si vede negli ospedali indiani e' un'assurdita'.
Il confronto con il dato indiano e' utile per evidenziare che forse gli italiani possono essersi "abituati" a questi numeri cosi' grandi e questo non e' accettabile: questo numero dei decessi italiani va sempre valutato nella sua immensa gravita' (200 sarebbero 70.000 morti all'anno!).
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora avevamo previsto che nell'ultima decade di aprile i decessi sarebbero scesi verso i 200 decessi al giorno , che sono quelli corrispondenti al 10% di fondo dei contagi, secondo il nostro calcolo. Questo livello poi calera' ulteriormente quando il fondo, che e' rimasto al 10% per due settimane, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei troppi decessi.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 7.1% (ultimo punto a destra nel grafico ) e sceso molto sotto al livello di fondo del 9% e quindi e' andata bene. Non e' stato confermato il dato alto (12.1%) di ieri. Essendo addirittura troppo basso, vuol dire una sola cosa: hanno fatto dei pasticci con i dati di domenica e lunedi' travasando dei risultati dei test di lunedi' su quelli di domenica. Infatti se consideriamo l'insieme dei due dati abbiamo una media di (12.1+7.1)/2 = 9.6% che siamo convinti sia il dato giusto da riportare nel grafico in questi due giorni (e' abbastanza ben collocato sulla linea grigia precedentemente disegnata, solo un po' piu' in basso).
Quindi viene confermato il livello del fondo degli asintomatici sotto al 10%.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 27 giorni, dal 7/4 al 3/5 (nelle 4 righe seguenti sono riportati: i giorni, l'andamento, le percentuali e le zone):
APRILE:
 7    8    9   10   11  12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23  24   25  26   27  28  29   30 
 \    \    \    \    \   _   _    _    _    _    _    _    _   _   _    _    _   _    /   /    /   /   \    \ 
11.6+11.1+12.5+11.7+12.4+9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3+9.2+11+10.6+10.3+9.4
<----- Zona rossa -----> <----------------------- Zona arancione -----------------------> <-- Zona gialla --->
MAGGIO:
 1    2   3
 \    _   _
9.0+12.1+7.1
<--- Zona gialla --->
Valori medi per zone: Rossa=11.9% ; Arancione (al 24/4)=9.4% ; Gialla (dal 25/4)=9.8%
MEDIA TOTALE (7/4....3/5) = 9.8%

ANALISI DI COSA STA SUCCEDENDO:   Decidiamo di considerare i dati di domenica e lunedi' nel loro insieme al loro valor medio di 9.6%
Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento che ci aspettavamo sia "a gradino" del valor medio del +1.4%, da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte (cominciati il 25/4, un giorno prima).

L'INCREMENTO (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4):   I valori medi mostrano che, malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.4% salvo poi risalire a 10.5% (incremento di 1.1%) dopo i festeggiamenti (cominciati un giorno prima) per la riapertura in zona gialla.
Per controllo ed informazione abbiamo calcolato nel caso di un ipotetico incremento dell'1.5% a quante persone contagiate corrisponde e che danni comporta (anche i decessi).
Quindi, mentre possiamo affermare che nei giorni precedenti il fondo dei contagi era tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata, ora abbiamo un altro dato che abbassa il valor medio della zona gialla (finora del 0.4%) la curva dei contagi e per questo abbiamo riportato l'andamento leggermente in salita nelle due linee rossa e grigia per evidenziare questa apparente variazione di tendenza in salita malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.
Infine segnaliamo che nelle prossime settimane ci dobbiamo aspettare una ulteriore diminuzione del livello del fondo, attualmente intorno al 10%:
  1. Per la diminuzione di contagiosita' dovuta all'innalzamento della temperatura ambientale (si riduce la durata dei virus attivi nell'ambiente piu' caldo e conseguentemente si riduce l'esposizione della popolazione ai virus e cosi' la sua contagiosita' integrata nel tempo).
  2. Per l'aumento dell'immunita' diffusa per le vaccinazioni che sono in corso; valga l'esempio della Gran Bretagna che ad oggi dicono abbia un fondo degli asintomatici sceso addirittura al 0.1% (mentre noi abbiamo il 10%), pur avendo anche loro, come noi, la variante inglese, che e' molto contagiosa.

IL DECREMENTO (29/4, 30/4 e 1/5):   Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento che ci aspettiamo sia stabile del valor medio del +1.4% (da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte).
Nei giorni seguenti si e' manifestata la discesa dal valore costante del 10.8% che qui' indichiamo:
29/4: il fondo e' 10.7% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.3% (la discesa e' di -0.1%)
30/4: il fondo e' 10.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.1% (la discesa e' di -0.3%)
01/5: il fondo e' 9.8% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.4% (la discesa e' di -1.0%)
02/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
03/5: il fondo e' 9.6% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.2% (la discesa e' di -1.2%)
Potremmo dedurre da cio' (c' e' il condizionale perche' finora e' uno solo il dato cosi' in discesa) che si sta manifestando l'intervento di un contributo sempre piu' in discesa (di -0.1%, -0.3%, -1.0 e -1.2% negli ultimi 4 giorni), che farebbe decrescere il livello del fondo degli asintomatici (ottima notizia).
Questa discesa prima non c'era mai stata finora in modo cosi' efficace dal 12/4 in poi e cosi' il livello era rimasto praticamente costante dal 12/4 al 24/4, per poi addirittura crescere fino al 28/4 (forse per i festeggiamenti del 25/4).
In effetti questa discesa che ora ci sembra di vedere e' quella che stiamo aspettando, come conseguenza della crescita progressiva dell'immunita' diffusa sia "naturale", perche' il livello dei contagi al 10% e' ancora atto e produce il 10% di nuovi contagiati e quindi poi di nuovi immunizzati ogni mese per il ricambio dopo le guarigioni, sia per le vaccinazioni in corso e per l'innalzamento della temperatura stagionale.
Proprio l'innalzamento della temperatura stagionale puo' produrre una discesa repentina dei contagi e questi sono proprio giorni in cui sta arrivando il caldo, per cui proprio questa ci sembra la causa piu' probabile della discesa odierna.
Saremmo ben lieti se questa discesa, che sembra cominciare ora, fosse persistente a lungo fino ad azzerare sostanzialmente l'epidemia degli asintomatici con i decessi che comporta (sembra che in Gran Bretagna, con lockdown lungo e vaccinazioni siano riusciti ad abbatterla fino al livello del 0.1% (contro il nostro 10% attuale), per cui dovrebbe essere possibile.
Aspettiamo ora i dati dei prossimi giorni per osservare meglio questo fenomeno, che ora ci sembra di percepire per la prima volta e che ci auguriamo sia reale e che progredisca sempre piu', riducendo in modo sostanziale quel 10% di fondo, che tuttora abbiamo e che ci provoca ancora circa 200 decessi al giorno.
Vogliamo credere che sia vero, perche' annuncerebbe un primo ritorno alla normalita', almeno per i prossimi mesi estivi.

AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO SULL'IMMUNITA' DI GREGGE:   Nell' introduzione a questo studio abbiamo spiegato cosa accade quando in un'ondata epidemica come quella recente ( terza ondata ) si raggiunge l'immunita' di gregge, cioe' quando accade che con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?), in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (che si e' ridotto per l'alta immunita' diffusa) e cosi' la curva dei contagi diventa piatta (livello costante nel tempo).
Spieghiamo come avviene: con il crescere della percentuale di persone immunizzate il virus ha piu' difficolta' a diffondersi ed il numero di nuovi contagiati diminuisce progressivamente sempre piu' per cui il picco dei contagiati inizia a scendere anche con il contributo delle guarigioni che crescono sempre piu', fino ad un mese dopo il picco (a tanti contagi corrispondono tante guarigioni e quindi tante persone smettono di essere infette).
Poi un mese dopo la fine del picco questo contributo in diminuzione dei contagiati per guarigioni rimane piccolo e costante, perche' il picco e' finito.
I nuovi contagi continuano ad un ritmo ridotto dall'elevato livello d'immunita' diffusa, con Rt molto minore di 1 e quindi incapace di innescare la crescita esponenziale dell'epidemia (con altri picchi) ma i pochi contagi che avvengono sono sufficienti ad alimentare l' epidemia degli asintomatici che impedisce l'azzeramento dei contagi e permette al virus di continuare ad esistere e riprodursi: e' lo stesso livello di fondo, permanente, che c'era prima che iniziasse il picco della terza ondata e che rimarra' per sempre, ad un livello che puo' variare lentamente con la contagiosita' del virus (che dipende da: tempeatura, immunita' vaccinale, comportamenti piu' o meno virtuosi della gente, ecc.).
Questo livello permanente dei contagi dipende dalla contagiosita' del virus, perche' piu' e' facile per lui infettare, tante piu' persone infetta e tanto piu' alto e' il livello costante nel tempo dell'epidemia degli asintomatici (la chiamiamo cosi' perche' le cariche virali che rilasciano sono modeste e quindi se si attaccano su una persona infettandola quasi sempre l'infezione e' asintomatica).
Quindi il livello di questi contagi di fondo e' piu' alto (10%) se il virus e' la variante inglese (che e' piu' contagiosa) ed e' piu' basso in estate (perche' con la temperatura alta la contagiosita' si riduce).
Questo e' lo scenario in cui si e' sviluppata la terza ondata, che secondo noi si e' conclusa grazie all'alto livello d'immunita' raggiunto in Piemonte e che noi abbiamo calcolato essere al 72% , ricavando il numero di contagiati (poi immunizzati) dai dati reali misurati.
Come si puo' vedere in tabella la terza ondata si e' conclusa il 12/4, giorno in cui il livello dei contagi e' diventato costante al 10% fino al 19/4, giorno in cui sembrava che il livello del fondo potesse scendere al 9%.
Pero' dal giorno 25/4 al 27/4 si e' manifestato un incremento dell'1% circa, che ha riportato il livello dei contagi di fondo poco sopra al 10%, poi ridisceso al 9% il 1/5.
Quindi la conclusione provvisoria e' che:
  1. La terza ondata si e' conclusa in modo consistente con l'ipotesi che il livello d'immunita' diffusa raggiunta in Piemonte sia molto vicino alla soglia dell'immunita' di gregge.
  2. L'andamento dei contagi che si vede nel grafico e' proprio come quello descritto nella nostra introduzione , in particolare con il livello costante del 10% assunto alla fine del picco (che e' il livello dell'epidemia degli asintomatici).
  3. Qualche evento dovrebbe essere avvenuto uno o due giorni prima del giorno 27/4, in cui si e' manifestato un probabile incremento dei contagi intorno all'1% (il 26/4 il Piemonte si e' riaperto in zona gialla ed il giorno prima ci sono stati molti festeggiamenti, ripresi in TV).
  4. La discesa dei contagi, che e' in atto, pero' ha riportato presto (gia' il 1/5) la media del fondo al 9% (che probabilmente sarebbe stato l'8%, se non ci fosse stato l'incremento da noi indicato dell'1% nei giorni prima).
Abbiamo gia' enfatizzato che e' importantissimo adottare comportamenti idonei a diminuire il livello di fondo dei contagi e non devono accadere invece eventi che vanno in direzione opposta, perche' altrimenti i costi umani sono insopportabili.
Aspettiamo di vedere se l'evoluzione futura conferma l'andamento discendente del fondo che per ora e' sceso dal 10% del 12/4 al 9% del 1/5.
Questo consente di continuare ad interpretare l'evoluzione dei contagi conformemente al nostro modello di comprensione della pandemia.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci stata dal 25/4, cioe' dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere stata dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
Questo incremento, che comunque c'e' in atto, puo' pero' essere compensato da una componente decrescente nei contagi, come quella che e' apparsa abbastanza chiaramente il 1/5. Il fondo dei contagi diminuisce per questa componente ma la decrescita del fondo puo' essere rallentata in presenza del "gradino" d'incremento dovuto ad eventi che hanno un effetto contrario (come i festeggiamenti avvenuti il 25/4).
L'andamento del fondo degli asintomatici e' percio' influenzato da entrambi gli effetti: quelli che contribuiscono alla sua crescita e quelli che contribuiscono alla decrescita. Noi registriamo con il nostro grafico il risultato sperimentale di questo bilancio.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.5% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento ipotetico dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 10%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Fortunatamente sembra che non sia stata confermata questa risalita, perche' se ci fosse stata avrebbe potuto anche rappresentare una pessima notizia, che poteva addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Sembra che i dati scendano per ora sotto al 10% per poi diminuire poi ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.
Le nostre conclusioni potranno essere aggiornate su questo punto dopo ulteriori conferme che attendiamo dai dati in arrivo nei prossimi giorni.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Ora sembra si presenti una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e che porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si stia abbassando per l'incremento della temperatura stagionale e per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche il deciso innalzanento della temperatura estiva.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi se rimanesse intorno al 10%, ci causerebbe circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello attuale del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembrava potesse scendere sotto al 10%, prima del dato di oggi (se vero).
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere rimasto vicino al 10%, com'era prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 10%, malgrado gli ultimi due dati lasciano temere il peggio.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora potrebbe anche risalire (speriamo proprio di no).

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.6%, e sembra che non dobbiamo piu' preoccuparci (per ora) di una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo riesca a scendere stabilmente sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
A causa dei dati degli ultimi giorni, manteniamo lo stato di LIVELLO DEI CONTAGI COSTANTE MA ALTO (9.6%) in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


PREOCCUPAZIONE   (3 maggio 2021)
Nel momento in cui molti sono contenti per la diminuzione dei decessi e vedono vicino il momento dei decessi zero, noi non ci sentiamo affatto tranquilli.
Stiamo sperando che il dato domenicale dei contagi del 12.1% sia una fluttuazione statistica e che da oggi i dati tornino al livello del 9% ed in discesa.
In realta' siccome il valore medio atteso per i decessi e' di 200 temiamo che siano i 144 decessi la fluttuazione statistica.
La preoccupazione deriva dal fatto che l'apparente impennata dei contagi dal 9% al 12.1% capita proprio nel momento in cui in Italia si sta tentando di riaprire tutto per far ripartire il Paese, benche' ci sia in circolazione quasi una persona su 10 infetta di un virus contagiosissimo e la popolazione, ancora coperta solo parzialmente dall'immunita' diffusa (naturale e da vaccinazioni), ansiosa di rilasciare tutte le precauzioni, finora adottate obtorto collo.
E' assolutamente da stigmatizzare il comportamento di quelle persone che nei giorni normali adottano le giuste precauzioni, tant'e' vero che i contagi non salgono, poi solo per spassarsela se ne infischiano coscientemente delle centinaia di migliaia di famiglie sul lastrico per la chiusura delle attivita' economiche, ed approfittando dell'anonimato offerto dalla folla si affollano in raduni dannosissimi per la salute pubblica, come quello verificatosi ieri a Milano con 30.000 partecipanti per i festeggiamenti (udite, udite) dello scudetto della squadra di calcio!
Il vero pericolo piu' che la riapertura e' l'incapacita' della gente a prendere coscienza vera dell'ambiente nuovo, in cui si trova a vivere.
Non abbiamo dimenticato che l'esistenza del "picco di Natale", visibile a sinistra nel grafico , e' coinciso con la riapertura per lo shopping natalizio, che ha permesso tanti assembramenti per la riacquistata liberta'.
Ad onor del vero quel picco e' stato favorito anche dalla comparsa per la prima volta in modo massiccio della variante inglese, che era piu' contagiosa, e quindi la decisione della riapertura puo' essere considerata incolpevole.
Ora fortunatamente la temperatura sta salendo e questo sara' di grande aiuto.
Per tutti questi motivi riteniamo che questo sia un momento cruciale e restiamo in trepidante attesa del dato odierno dei contagi, che ci auguriamo torni intorno al 9%.


Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5  

SITUAZIONE DEL 2/5 (ore 17:20): I decessi di oggi in Italia sono 144 (circa 120.000 dall'inizio della pandemia), sotto ai 200 decessi al giorno , da noi previsti per la fine di aprile, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Questo dato sembra confermare la correttezza delle nostre valutazioni in base alle quali da ora in poi avremo una media di 200 decessi al giorno, stabile finche' il fondo dei contagi da asintomatici non scende sotto al 10% , poi scendera' proporzionalmente.
Ora i decessi sono di meno perche' cominciamo ad essere a piu' di un mese di distanza dalla fine del picco della terza ondata, che produceva piu' del 10% di contagi (il picco e' finito ai primi di aprile).
Tutti stiamo ascoltando le notizie dall'India che mostra una situazione della pandemia fuori controllo con "addirittura" a 200.000 morti (su 1366 milioni di abitanti), mentre noi in Italia siamo arrivati a 120.000 (su 60 milioni di abitanti); giornalmente oggi in India ne hanno 18 volte piu' di noi (3600 invece di 200) mentre gli indiani sono oltre 20 volte di piu'. La gravita' del caso indiano sembra essere, piu' che la densita' dei decessi, la rapidita' di diffusione di questa variante indiana, che a questo punto sembra piu' temibile della variante inglese per contagiosita' e per gravita' (queste due caratteristiche dovrebbero essere correlate tra loro). Ovviamente la velocita' diffusione in India e' massimizzata dall'apparente assenza anche delle benche' minime precauzioni di profilassi: la promiscuita' che si vede negli ospedali indiani e' un'assurdita'.
Il confronto con il dato indiano e' utile per evidenziare che forse gli italiani possono essersi "abituati" a questi numeri cosi' grandi e questo non e' accettabile: questo numero dei decessi italiani va sempre valutato nella sua immensa gravita' (200 sarebbero 70.000 morti all'anno!).
Essendo finito aprile ci dobbiamo aspettare che questo numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute alla fine della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile) ormai debba tendere sempre piu' ai 200 decessi al giorno.
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora avevamo previsto che nell'ultima decade di aprile i decessi sarebbero scesi verso i 200 decessi al giorno , che sono quelli corrispondenti al 10% di fondo dei contagi, secondo il nostro calcolo. Questo livello poi calera' ulteriormente quando il fondo, che e' rimasto al 10% per due settimane, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei troppi decessi.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 12.1% (ultimo punto a destra nel grafico ) e sale molto sopra al livello di fondo del 9% e quindi per niente in accordo con l'andamento della linea grigia precedentemente disegnata, che dal livello dei dati dal 20/4 in poi aveva cominciato a scendere sotto al 10%.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 26 giorni, dal 7/4 al 2/5 (nelle 4 righe seguenti sono riportati: i giorni, l'andamento, le percentuali e le zone):
APRILE:
 7    8    9   10   11  12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23  24   25  26   27  28  29   30 
 \    \    \    \    \   _   _    _    _    _    _    _    _   _   _    _    _   _    /   /    /   /   \    \ 
11.6+11.1+12.5+11.7+12.4+9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3+9.2+11+10.6+10.3+9.4
<----- Zona rossa -----> <----------------------- Zona arancione ---------------------> <---- Zona gialla --->
MAGGIO:
 1   2
 \   ?
9.0+12.1
<--- Zona gialla --->
Valori medi per zone: Rossa=11.9% ; Arancione (al 24/4)=9.4% ; Gialla (dal 25/4)=9.1%
MEDIA TOTALE (7/4....1/5) = 9.8%

ANALISI DI COSA STA SUCCEDENDO:   Decidiamo di non considerare il dato di oggi, che e' domenica, sia perche' si discosta troppo (+24%) dai dati dei due giorni precedenti, sia perche' la statistica dei dati raccolti e' piu' povera (solo 1/3 dei test eseguiti). Gia' altre volte abbiamo avuto dati meno affidabili la domenica.
Lasciamo in sospeso altri giudizi, in attesa del dato di domani.
Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento che ci aspettiamo sia "a gradino" del valor medio del +1.4%, da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte (cominciati il 25/4, un giorno prima).

L'INCREMENTO (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4):   I valori medi mostrano che, malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.4% salvo poi risalire a 10.5% (incremento di 1.1%) dopo i festeggiamenti (cominciati un giorno prima) per la riapertura in zona gialla.
Per controllo ed informazione abbiamo calcolato nel caso di un ipotetico incremento dell'1.5% a quante persone contagiate corrisponde e che danni comporta (anche i decessi).
Quindi, mentre possiamo affermare che nei giorni precedenti il fondo dei contagi era tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata, ora abbiamo un altro dato che abbassa il valor medio della zona gialla (finora del 0.4%) la curva dei contagi e per questo abbiamo riportato l'andamento leggermente in salita nelle due linee rossa e grigia per evidenziare questa apparente variazione di tendenza in salita malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.
Infine segnaliamo che nelle prossime settimane ci dobbiamo aspettare una ulteriore diminuzione del livello del fondo, attualmente intorno al 10%:
  1. Per la diminuzione di contagiosita' dovuta all'innalzamento della temperatura ambientale (si riduce la durata dei virus attivi nell'ambiente piu' caldo e conseguentemente si riduce l'esposizione della popolazione ai virus e cosi' la sua contagiosita' integrata nel tempo).
  2. Per l'aumento dell'immunita' diffusa per le vaccinazioni che sono in corso; valga l'esempio della Gran Bretagna che ad oggi dicono abbia un fondo degli asintomatici sceso addirittura al 0.1% (mentre noi abbiamo il 10%), pur avendo anche loro, come noi, la variante inglese, che e' molto contagiosa.

IL DECREMENTO (29/4, 30/4 e 1/5):   Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento che ci aspettiamo sia stabile del valor medio del +1.4% (da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte).
Nei giorni seguenti si e' manifestata la discesa dal valore costante del 10.8% che qui' indichiamo:
29/4: il fondo e' 10.7% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.3% (la discesa e' di -0.1%)
30/4: il fondo e' 10.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.1% (la discesa e' di -0.3%)
01/5: il fondo e' 9.8% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.4% (la discesa e' di -1.0%)
Potremmo dedurre da cio' (c' e' il condizionale perche' finora e' uno solo il dato cosi' in discesa) che si sta manifestando l'intervento di un contributo sempre piu' in discesa (di -0.1%, -0.3% e -1.0% negli ultimi 3 giorni), che farebbe decrescere il livello del fondo degli asintomatici.
Questa discesa prima non c'era mai stata finora in modo cosi' efficace dal 12/4 in poi e cosi' il livello era rimasto praticamente costante dal 12/4 al 24/4, per poi addirittura crescere fino al 28/4 (forse per i festeggiamenti del 25/4).
In effetti questa discesa che ora ci sembra di vedere e' quella che stiamo aspettando, come conseguenza della crescita progressiva dell'immunita' diffusa sia "naturale", perche' il livello dei contagi al 10% e' ancora atto e produce il 10% di nuovi contagiati e quindi poi di nuovi immunizzati ogni mese per il ricambio dopo le guarigioni, sia per le vaccinazioni in corso e per l'innalzamento della temperatura stagionale.
Proprio l'innalzamento della temperatura stagionale puo' produrre una discesa repentina dei contagi e questi sono proprio giorni in cui sta arrivando il caldo, per cui proprio questa ci sembra la causa piu' probabile della discesa odierna.
Saremmo ben lieti se questa discesa, che sembra cominciare ora, fosse persistente a lungo fino ad azzerare sostanzialmente l'epidemia degli asintomatici con i decessi che comporta (sembra che in Gran Bretagna, con lockdown lungo e vaccinazioni siano riusciti ad abbatterla fino al livello del 0.1% (contro il nostro 10% attuale), per cui dovrebbe essere possibile.
Aspettiamo ora i dati dei prossimi giorni per osservare meglio questo fenomeno, che ora ci sembra di percepire per la prima volta e che ci auguriamo sia reale e che progredisca sempre piu', riducendo in modo sostanziale quel 10% di fondo, che tuttora abbiamo e che ci provoca ancora 200 decessi al giorno.
Vogliamo credere che sia vero, perche' annuncerebbe un primo ritorno alla normalita', almeno per i prossimi mesi estivi.

AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO SULL'IMMUNITA' DI GREGGE:   Nell' introduzione a questo studio abbiamo spiegato cosa accade quando in un'ondata epidemica come quella recente ( terza ondata ) si raggiunge l'immunita' di gregge, cioe' quando accade che con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?), in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (che si e' ridotto per l'alta immunita' diffusa) e cosi' la curva dei contagi diventa piatta (livello costante nel tempo).
Spieghiamo come avviene: con il crescere della percentuale di persone immunizzate il virus ha piu' difficolta' a diffondersi ed il numero di nuovi contagiati diminuisce progressivamente sempre piu' per cui il picco dei contagiati inizia a scendere anche con il contributo delle guarigioni che crescono sempre piu', fino ad un mese dopo il picco (a tanti contagi corrispondono tante guarigioni e quindi tante persone smettono di essere infette).
Poi un mese dopo la fine del picco questo contributo in diminuzione dei contagiati per guarigioni rimane piccolo e costante, perche' il picco e' finito.
I nuovi contagi continuano ad un ritmo ridotto dall'elevato livello d'immunita' diffusa, con Rt molto minore di 1 e quindi incapace di innescare la crescita esponenziale dell'epidemia (con altri picchi) ma i pochi contagi che avvengono sono sufficienti ad alimentare l' epidemia degli asintomatici che impedisce l'azzeramento dei contagi e permette al virus di continuare ad esistere e riprodursi: e' lo stesso livello di fondo, permanente, che c'era prima che iniziasse il picco della terza ondata e che rimarra' per sempre, ad un livello che puo' variare lentamente con la contagiosita' del virus (che dipende da: tempeatura, immunita' vaccinale, comportamenti piu' o meno virtuosi della gente, ecc.).
Questo livello permanente dei contagi dipende dalla contagiosita' del virus, perche' piu' e' facile per lui infettare, tante piu' persone infetta e tanto piu' alto e' il livello costante nel tempo dell'epidemia degli asintomatici (la chiamiamo cosi' perche' le cariche virali che rilasciano sono modeste e quindi se si attaccano su una persona infettandola quasi sempre l'infezione e' asintomatica).
Quindi il livello di questi contagi di fondo e' piu' alto (10%) se il virus e' la variante inglese (che e' piu' contagiosa) ed e' piu' basso in estate (perche' con la temperatura alta la contagiosita' si riduce).
Questo e' lo scenario in cui si e' sviluppata la terza ondata, che secondo noi si e' conclusa grazie all'alto livello d'immunita' raggiunto in Piemonte e che noi abbiamo calcolato essere al 72% , ricavando il numero di contagiati (poi immunizzati) dai dati reali misurati.
Come si puo' vedere in tabella la terza ondata si e' conclusa il 12/4, giorno in cui il livello dei contagi e' diventato costante al 10% fino al 19/4, giorno in cui sembrava che il livello del fondo potesse scendere al 9%.
Pero' dal giorno 25/4 al 27/4 si e' manifestato un incremento dell'1% circa, che ha riportato il livello dei contagi di fondo poco sopra al 10%, poi ridisceso al 9% il 1/5.
Quindi la conclusione provvisoria e' che:
  1. La terza ondata si e' conclusa in modo consistente con l'ipotesi che il livello d'immunita' diffusa raggiunta in Piemonte sia molto vicino alla soglia dell'immunita' di gregge.
  2. L'andamento dei contagi che si vede nel grafico e' proprio come quello descritto nella nostra introduzione , in particolare con il livello costante del 10% assunto alla fine del picco (che e' il livello dell'epidemia degli asintomatici).
  3. Qualche evento dovrebbe essere avvenuto uno o due giorni prima del giorno 27/4, in cui si e' manifestato un probabile incremento dei contagi intorno all'1% (il 26/4 il Piemonte si e' riaperto in zona gialla ed il giorno prima ci sono stati molti festeggiamenti, ripresi in TV).
  4. La discesa dei contagi, che e' in atto, pero' ha riportato presto (gia' il 1/5) la media del fondo al 9% (che probabilmente sarebbe stato l'8%, se non ci fosse stato l'incremento da noi indicato dell'1% nei giorni prima).
Abbiamo gia' enfatizzato che e' importantissimo adottare comportamenti idonei a diminuire il livello di fondo dei contagi e non devono accadere invece eventi che vanno in direzione opposta, perche' altrimenti i costi umani sono insopportabili.
Aspettiamo di vedere se l'evoluzione futura conferma l'andamento discendente del fondo che per ora e' sceso dal 10% del 12/4 al 9% del 1/5.
Questo consente di continuare ad interpretare l'evoluzione dei contagi conformemente al nostro modello di comprensione della pandemia.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci stata dal 25/4, cioe' dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere stata dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
Questo incremento, che comunque c'e' in atto, puo' pero' essere compensato da una componente decrescente nei contagi, come quella che e' apparsa abbastanza chiaramente il 1/5. Il fondo dei contagi diminuisce per questa componente ma la decrescita del fondo puo' essere rallentata in presenza del "gradino" d'incremento dovuto ad eventi che hanno un effetto contrario (come i festeggiamenti avvenuti il 25/4).
L'andamento del fondo degli asintomatici e' percio' influenzato da entrambi gli effetti: quelli che contribuiscono alla sua crescita e quelli che contribuiscono alla decrescita. Noi registriamo con il nostro grafico il risultato sperimentale di questo bilancio.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.5% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento ipotetico dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 10%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Fortunatamente sembra che non sia stata confermata questa risalita, perche' se ci fosse stata avrebbe potuto anche rappresentare una pessima notizia, che poteva addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Sembra che i dati scendano per ora sotto al 10% per poi diminuire poi ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.
Le nostre conclusioni potranno essere aggiornate su questo punto dopo ulteriori conferme che attendiamo dai dati in arrivo nei prossimi giorni.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Ora sembra si presenti una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e che porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si stia abbassando per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi intorno al 10% perdurasse, ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembrava potesse scendere sotto al 10%, prima del dato di oggi (se vero).
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere rimasto vicino al 10%, com'era prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 10%, malgrado gli ultimi due dati lasciano temere il peggio.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora potrebbe risalire.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.0%, e sembra che non dobbiamo piu' preoccuparci (per ora) di una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo riesca a scendere stabilmente sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
A causa dei dati degli ultimi giorni, manteniamo lo stato di LEGGERA RISALITA SOPRA AL FONDO DEL 10% in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.




SULLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI   (2 maggio 2021)
Abbiamo detto che le persone, che si fossero eventualmente contagiate durante i festeggiamenti del 25/4 (quasi tutte in modo asintomatico), rimangono infette (e positive al test) per un mese circa, cioe' per tutto il tempo necessario alla loro guarigione.
Com'e' possibile allora che un innalzamento repentino della temperatura riesca a ridurre subito il numero dei contagiati, che dovrebbero rimanere tali per un mese?
E' semplice: se arriva il caldo i contagiati dei festeggiamenti non guariscono ma seguitano a rimanere infetti per un mese anche con il caldo.
Pero' il livello del fondo al 10% che stiamo osservando in questi giorni e' quello dell'epidemia degli asintomatici, cioe' e' il risultato dell'equilibrio dinamico che si e' instaurato tra i nuovi contagi (contributo in aumento) e le guarigioni che si susseguono degli infettati un mese prima (contributo in diminuzione dei contagi).
L'innalzamento della temperatura provoca una diminuzione immediata (piu' o meno grande) del numero di questi nuovi contagi, lasciando invariato il numero delle guarigioni: la conseguenza e' l'immediata diminuzione del livello del fondo degli asintomatici.
E' cosi' che sta funzionando adesso e l'entita' della diminuzione con l'arrivo dell'estate dipende dalla suscettibilita' termica del virus (quello attuale al 90% e' la variante inglese), cioe' quanto riesce a sopportare le temperature alte , nocive per tutti i virus, rimanendo ugualmente attivo a lungo nell'ambiente.
Quello che stiamo registrando in questi giorni nel nostro grafico e' proprio l'osservazione sperimentale di questa funzionalita', che abbiamo chiamato suscettibilita' termica, della variante inglese.


Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5  

SITUAZIONE DEL 1/5 (ore 17:30): I decessi di oggi in Italia sono 226 (circa 120.000 dall'inizio della pandemia), vicino ai 200 decessi al giorno , da noi previsti per la fine di aprile, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Tutti stiamo ascoltando le notizie dall'India che mostra una situazione della pandemia fuori controllo con "addirittura" a 200.000 morti (su 1366 milioni di abitanti), mentre noi in Italia siamo arrivati a 120.000 (su 60 milioni di abitanti); giornalmente oggi in India ne hanno 18 volte piu' di noi (3600 invece di 200) mentre gli indiani sono oltre 20 volte di piu'. La gravita' del caso indiano sembra essere, piu' che la densita' dei decessi, la rapidita' di diffusione di questa variante indiana, che a questo punto sembra piu' temibile della variante inglese per contagiosita' e per gravita' (queste due caratteristiche dovrebbero essere correlate tra loro).
E' possibile che il dato indiano si riferisca solo ai decessi ufficializzati dagli organi governativi e che quelli veri siano di piu' ma il confronto e' utile comunque ad evidenziare che forse gli italiani possono essersi "abituati" a questi numeri cosi' grandi e questo non e' accettabile: questo numero dei decessi italiani va sempre valutato nella sua immensa gravita'.
Essendo finito aprile ci dobbiamo aspettare che questo numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute alla fine della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile) ormai debba tendere sempre piu' ai 200 decessi al giorno.
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora avevamo previsto che nell'ultima decade di aprile i decessi sarebbero scesi verso i 200 decessi al giorno , che sono quelli corrispondenti al 10% di fondo dei contagi, secondo il nostro calcolo. Questo livello poi calera' ulteriormente quando il fondo, che e' rimasto al 10% per due settimane, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei troppi decessi.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 9.0% (ultimo punto a destra nel grafico ) e scende anch'esso come i dati dei giorni precedenti verso il livello di fondo al 9%, in accordo con l'andamento della linea grigia precedentemente gia' disegnata, che dal livello dei dati dal 20/4 in poi aveva cominciato a scendere sotto al 10%.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 25 giorni, dal 7/4 al 1/5 (nelle 4 righe seguenti sono riportati: i giorni, l'andamento, le percentuali e le zone):
APRILE:
 7    8    9   10   11  12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23  24   25  26   27  28  29   30 
 \    \    \    \    \   _   _    _    _    _    _    _    _   _   _    _    _   _    /   /    /   /   \    \ 
11.6+11.1+12.5+11.7+12.4+9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3+9.2+11+10.6+10.3+9.4
<----- Zona rossa -----> <----------------------- Zona arancione ---------------------> <---- Zona gialla --->
MAGGIO:
 1
 \
9.0
<--- Zona gialla --->
Valori medi per zone: Rossa=11.9% ; Arancione (al 24/4)=9.4% ; Gialla (dal 25/4)=9.1%
MEDIA TOTALE (7/4....1/5) = 9.8%

ANALISI DI COSA STA SUCCEDENDO:   Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento che ci aspettiamo sia "a gradino" del valor medio del +1.4%, da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte (cominciati il 25/4, un giorno prima).

L'INCREMENTO (25/4, 26/4, 27/4 e 28/4):   I valori medi mostrano che, malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.4% salvo poi risalire a 10.5% (incremento di 1.1%) dopo i festeggiamenti (cominciati un giorno prima) per la riapertura in zona gialla.
Per controllo ed informazione abbiamo calcolato nel caso di un ipotetico incremento dell'1.5% a quante persone contagiate corrisponde e che danni comporta (anche i decessi).
Quindi, mentre possiamo affermare che nei giorni precedenti il fondo dei contagi era tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata, ora abbiamo un altro dato che abbassa il valor medio della zona gialla (finora del 0.4%) la curva dei contagi e per questo abbiamo riportato l'andamento leggermente in salita nelle due linee rossa e grigia per evidenziare questa apparente variazione di tendenza in salita malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.
Infine segnaliamo che nelle prossime settimane ci dobbiamo aspettare una ulteriore diminuzione del livello del fondo, attualmente intorno al 10%:
  1. Per la diminuzione di contagiosita' dovuta all'innalzamento della temperatura ambientale (si riduce la durata dei virus attivi nell'ambiente piu' caldo e conseguentemente si riduce l'esposizione della popolazione ai virus e cosi' la sua contagiosita' integrata nel tempo).
  2. Per l'aumento dell'immunita' diffusa per le vaccinazioni che sono in corso; valga l'esempio della Gran Bretagna che ad oggi dicono abbia un fondo degli asintomatici sceso addirittura al 0.1% (mentre noi abbiamo il 10%), pur avendo anche loro, come noi, la variante inglese, che e' molto contagiosa.

IL DECREMENTO (29/4, 30/4 e 1/5):   Nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile il livello dei contagi era salito dal 9.4% (valor medio della zona arancione) al 10.8% con un incremento che ci aspettiamo sia stabile del valor medio del +1.4% (da noi attribuito ai festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte).
Nei giorni seguenti si e' manifestata la discesa dal valore costante del 10.8% che qui' indichiamo:
29/4: il fondo e' 10.7% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.3% (la discesa e' di -0.1%)
30/4: il fondo e' 10.5% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 1.1% (la discesa e' di -0.3%)
01/5: il fondo e' 9.8% con incremento che da 1.4% si e' ridotto a 0.4% (la discesa e' di -1.0%)
Potremmo dedurre da cio' (c' e' il condizionale perche' finora e' uno solo il dato cosi' in discesa) che si sta manifestando l'intervento di un contributo sempre piu' in discesa (di -0.1%, -0.3% e -1.0% negli ultimi 3 giorni), che farebbe decrescere il livello del fondo degli asintomatici.
Questa discesa prima non c'era mai stata finora in modo cosi' efficace dal 12/4 in poi e cosi' il livello era rimasto praticamente costante dal 12/4 al 24/4, per poi addirittura crescere fino al 28/4 (forse per i festeggiamenti del 25/4).
In effetti questa discesa che ora ci sembra di vedere e' quella che stiamo aspettando, come conseguenza della crescita progressiva dell'immunita' diffusa sia "naturale", perche' il livello dei contagi al 10% e' ancora atto e produce il 10% di nuovi contagiati e quindi poi di nuovi immunizzati ogni mese per il ricambio dopo le guarigioni, sia per le vaccinazioni in corso e per l'innalzamento della temperatura stagionale.
Proprio l'innalzamento della temperatura stagionale puo' produrre una discesa repentina dei contagi e questi sono proprio giorni in cui sta arrivando il caldo, per cui proprio questa ci sembra la causa piu' probabile della discesa odierna.
Saremmo ben lieti se questa discesa, che sembra cominciare ora, fosse persistente a lungo fino ad azzerare sostanzialmente l'epidemia degli asintomatici con i decessi che comporta (sembra che in Gran Bretagna, con lockdown lungo e vaccinazioni siano riusciti ad abbatterla fino al livello del 0.1% (contro il nostro 10% attuale), per cui dovrebbe essere possibile.
Aspettiamo ora i dati dei prossimi giorni per osservare meglio questo fenomeno, che ora ci sembra di percepire per la prima volta e che ci auguriamo sia reale e che progredisca sempre piu', riducendo in modo sostanziale quel 10% di fondo, che tuttora abbiamo e che ci provoca ancora 200 decessi al giorno.
Vogliamo credere che sia vero, perche' annuncerebbe un primo ritorno alla normalita', almeno per i prossimi mesi estivi.

AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO SULL'IMMUNITA' DI GREGGE:   Nell' introduzione a questo studio abbiamo spiegato cosa accade quando in un'ondata epidemica come quella recente ( terza ondata ) si raggiunge l'immunita' di gregge, cioe' quando accade che con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?), in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (che si e' ridotto per l'alta immunita' diffusa) e cosi' la curva dei contagi diventa piatta (livello costante nel tempo).
Spieghiamo come avviene: con il crescere della percentuale di persone immunizzate il virus ha piu' difficolta' a diffondersi ed il numero di nuovi contagiati diminuisce progressivamente sempre piu' per cui il picco dei contagiati inizia a scendere anche con il contributo delle guarigioni che crescono sempre piu', fino ad un mese dopo il picco (a tanti contagi corrispondono tante guarigioni e quindi tante persone smettono di essere infette).
Poi un mese dopo la fine del picco questo contributo in diminuzione dei contagiati per guarigioni rimane piccolo e costante, perche' il picco e' finito.
I nuovi contagi continuano ad un ritmo ridotto dall'elevato livello d'immunita' diffusa, con Rt molto minore di 1 e quindi incapace di innescare la crescita esponenziale dell'epidemia (con altri picchi) ma i pochi contagi che avvengono sono sufficienti ad alimentare l' epidemia degli asintomatici che impedisce l'azzeramento dei contagi e permette al virus di continuare ad esistere e riprodursi: e' lo stesso livello di fondo, permanente, che c'era prima che iniziasse il picco della terza ondata e che rimarra' per sempre, ad un livello che puo' variare lentamente con la contagiosita' del virus (che dipende da: tempeatura, immunita' vaccinale, comportamenti piu' o meno virtuosi della gente, ecc.).
Questo livello permanente dei contagi dipende dalla contagiosita' del virus, perche' piu' e' facile per lui infettare, tante piu' persone infetta e tanto piu' alto e' il livello costante nel tempo dell'epidemia degli asintomatici (la chiamiamo cosi' perche' le cariche virali che rilasciano sono modeste e quindi se si attaccano su una persona infettandola quasi sempre l'infezione e' asintomatica).
Quindi il livello di questi contagi di fondo e' piu' alto (10%) se il virus e' la variante inglese (che e' piu' contagiosa) ed e' piu' basso in estate (perche' con la temperatura alta la contagiosita' si riduce).
Questo e' lo scenario in cui si e' sviluppata la terza ondata, che secondo noi si e' conclusa grazie all'alto livello d'immunita' raggiunto in Piemonte e che noi abbiamo calcolato essere al 72% , ricavando il numero di contagiati (poi immunizzati) dai dati reali misurati.
Come si puo' vedere in tabella la terza ondata si e' conclusa il 12/4, giorno in cui il livello dei contagi e' diventato costante al 10% fino al 19/4, giorno in cui sembrava che il livello del fondo potesse scendere al 9%.
Pero' dal giorno 25/4 al 27/4 si e' manifestato un incremento dell'1% circa, che ha riportato il livello dei contagi di fondo poco sopra al 10%, poi ridisceso al 9% il 1/5.
Quindi la conclusione provvisoria e' che:
  1. La terza ondata si e' conclusa in modo consistente con l'ipotesi che il livello d'immunita' diffusa raggiunta in Piemonte sia molto vicino alla soglia dell'immunita' di gregge.
  2. L'andamento dei contagi che si vede nel grafico e' proprio come quello descritto nella nostra introduzione , in particolare con il livello costante del 10% assunto alla fine del picco (che e' il livello dell'epidemia degli asintomatici).
  3. Qualche evento dovrebbe essere avvenuto uno o due giorni prima del giorno 27/4, in cui si e' manifestato un probabile incremento dei contagi intorno all'1% (il 26/4 il Piemonte si e' riaperto in zona gialla ed il giorno prima ci sono stati molti festeggiamenti, ripresi in TV).
  4. La discesa dei contagi, che e' in atto, pero' ha riportato presto (gia' il 1/5) la media del fondo al 9% (che probabilmente sarebbe stato l'8%, se non ci fosse stato l'incremento da noi indicato dell'1% nei giorni prima).
Abbiamo gia' enfatizzato che e' importantissimo adottare comportamenti idonei a diminuire il livello di fondo dei contagi e non devono accadere invece eventi che vanno in direzione opposta, perche' altrimenti i costi umani sono insopportabili.
Aspettiamo di vedere se l'evoluzione futura conferma l'andamento discendente del fondo che per ora e' sceso dal 10% del 12/4 al 9% del 1/5.
Questo consente di continuare ad interpretare l'evoluzione dei contagi conformemente al nostro modello di comprensione della pandemia.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci stata dal 25/4, cioe' dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere stata dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
Questo incremento, che comunque c'e' in atto, puo' pero' essere compensato da una componente decrescente nei contagi, come quella che e' apparsa abbastanza chiaramente il 1/5. Il fondo dei contagi diminuisce per questa componente ma la decrescita del fondo puo' essere rallentata in presenza del "gradino" d'incremento dovuto ad eventi che hanno un effetto contrario (come i festeggiamenti avvenuti il 25/4).
L'andamento del fondo degli asintomatici e' percio' influenzato da entrambi gli effetti: quelli che contribuiscono alla sua crescita e quelli che contribuiscono alla decrescita. Noi registriamo con il nostro grafico il risultato sperimentale di questo bilancio.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.5% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento ipotetico dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 10%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Fortunatamente sembra che non sia stata confermata questa risalita, perche' se ci fosse stata avrebbe potuto anche rappresentare una pessima notizia, che poteva addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Sembra che i dati scendano per ora sotto al 10% per poi diminuire poi ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.
Le nostre conclusioni potranno essere aggiornate su questo punto dopo ulteriori conferme che attendiamo dai dati in arrivo nei prossimi giorni.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Ora sembra si presenti una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e che porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si stia abbassando per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi intorno al 10% perdurasse, ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembrava potesse scendere sotto al 10%, prima del dato di oggi (se vero).
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere rimasto vicino al 10%, com'era prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 10%, malgrado gli ultimi due dati lasciano temere il peggio.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora potrebbe risalire.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.0%, e sembra che non dobbiamo piu' preoccuparci (per ora) di una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo riesca a scendere stabilmente sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
A causa dei dati degli ultimi giorni, manteniamo lo stato di LEGGERA RISALITA SOPRA AL FONDO DEL 10% in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


OSSERVAZIONE SULLE VACCINAZIONI   (1 maggio 2021)
Il 9/4, quando c'e' stata la discesa della curva dei contagi dal picco della terza ondata, abbiamo fatto il calcolo del numero di immunizzati ed abbiamo trovato che in Piemonte c'era il 53% di immunizzati "naturali", quelli infettati e poi guariti da meno di 6 mesi.
Sono risultati cosi' tanti perche' da novembre in poi abbiamo avuto tante persone infettate nella seconda e terza ondata e nel picco di Natale, con un fondo rimasto molto alto (10%) da gennaio in poi. Questo ha prodotto tante persone infettate e poi rimaste immunizzate dopo la guarigione.
Per avere il totale abbiamo poi aggiunto una percentuale stimata del 10% di immunizzati da vaccinazione, e siamo cosi' arrivati al 63% di persone immunizzate in Piemonte.
Bisogna tenere presente che quando in una regione ci sono gia' il 50% di immunizzati "naturali", se si vaccina il 10% della popolazione, i nuovi vaccinati, che dobbiamo aggiungere al totale delle persone immunizzate, non e' il 10% ma solo il 5%, perche' l'altro 5% sono persone gia' dotate di immunita' "naturale", che sono state anche vaccinate, non avendo potuto fare un test sierologico preventivo.
La conseguenza e' che in Piemonte (e analogamente in tutte le altre regioni) si "spreca" il 50% (o piu') dei vaccini, cioe' la stessa percentuale esistente di persone dotate di immunita' "naturale"; cio' per poter mantenere una maggiore semplicita' della procedura di vaccinazione e procedere cosi' piu' celermente.
Il fenomeno e' piuttosto rilevante in Italia, perche' il virus e' circolato molto e per questo dovremmo avere ovunque un'elevata percentuale di persone dotate di immunita' "naturale".
Si tenga presente che quel 53% di immunizzazioni "natuali" termineranno tutte nella seconda meta' del 2021, perche' ci auguriamo ovviamente di non subire altre ondate epidemiche, grazie alle vaccinazioni. Quindi i 60 milioni di italiani dovranno essere vaccinati tutti in questi 6 mesi, per rimpiazzare le immunita' "naturali" svanite.
E poi si dovra' continuare anche nel 2022, perche' terminera' l'effetto delle vaccinazioni che si stanno facendo ora.
E dobbiamo anche augurarci che non compaia intanto qualche variante capace di eludere la protezione immunitaria dei vaccini usati.
Quando finira la pandemia?   C'e' un modo solo per uscirne fuori: dev'essere prodotto un vaccino che sia efficace contro tutte le varianti ed i cui anticorpi siano PERMANENTI, ovvero che non vengano mai eliminati dall'organismo.


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SITUAZIONE DEL 30/4 (ore 18:30): I decessi di oggi in Italia sono 263 (circa 120.000 dall'inizio della pandemia), valore sotto ai 300 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Tutti stiamo ascoltando le notizie dall'India che mostra una situazione della pandemia fuori controllo con "addirittura" a 200.000 morti (su 1366 milioni di abitanti), mentre noi in Italia siamo arrivati a 120.000 (su 60 milioni di abitanti); giornalmente oggi in India ne hanno 12 volte piu' di noi (3600 invece di 300) mentre gli indiani sono oltre 20 volte di piu'. La gravita' del caso indiano sembra essere non la densita' dei decessi ma la rapidita' di diffusione di questa variante indiana, che a questo punto sembra piu' temibile della variante inglese per contagiosita' e per gravita' (queste due caratteristiche dovrebbero essere correlate tra loro).
E' possibile che il dato indiano si riferisca solo ai decessi ufficializzati dagli organi governativi e che quelli veri siano di piu' ma il confronto e' utile comunque ad evidenziare che forse gli italiani possono essersi "abituati" a questi numeri cosi' grandi e questo non e' accettabile: questo numero dei decessi italiani va sempre valutato nella sua immensa gravita'.
Essendo a fine aprile ci dobbiamo aspettare che questo numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute alla fine della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile) ormai debba tendere sempre piu' ai 200 decessi al giorno.
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora avevamo previsto che nell'ultima decade di aprile i decessi sarebbero scesi verso i 200 decessi al giorno , che sono quelli corrispondenti al 10% di fondo dei contagi, secondo il nostro calcolo. Questo livello poi calera' ulteriormente quando il fondo, che e' rimasto al 10% per due settimane, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei troppi decessi.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 9.4% (ultimo punto a destra nel grafico ) e segue anch'esso i dati dei giorni precedenti rimanendo sul livello di fondo al 10%, sulla linea grigia precedentemente gia' disegnata, al livello dei dati dal 20/4 in poi aveva cominciato a scendere sotto al 10%.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 24 giorni (dal 7/4 al 30/4):
   7    8    9   10   11    12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23 24  25    26  27  28   29  30/4
(11.6+11.1+12.5+11.7+12.4)+(9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8+12.3)+(9.2+11+10.6+10.3+9.4)
 <----- Zona rossa ----->  <----------------------- Zona arancione ---------------------->   <-- Zona gialla -->
Valori medi per zone: Rossa=11.9% ; Arancione (al 24/4)=9.4% ; Gialla (dal 25/4)=10.5%
MEDIA TOTALE (7/4...30/4)=10.2%   Incremento in zona gialla (da 9.4% a 10.5%) = +1.1%

I valori medi mostrano che, malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.4% salvo poi risalire a 10.5% (incremento di 1.1%) dopo i festeggiamenti (cominciati un giorno prima) per la riapertura in zona gialla.
Per controllo ed informazione abbiamo calcolato nel caso di un ipotetico incremento dell'1.5% a quante persone contagiate corrisponde e che danni comporta (anche i decessi).
Quindi, mentre possiamo affermare che nei giorni precedenti il fondo dei contagi era tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata, ora abbiamo un altro dato che abbassa il valor medio della zona gialla (finora dell'1.1%) la curva dei contagi e per questo abbiamo riportato l'andamento leggermente in salita nelle due linee rossa e grigia per evidenziare questa apparente variazione di tendenza in salita malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.
Infine segnaliamo che nelle prossime settimane ci dobbiamo aspettare una diminuzione del livello del fondo, attualmente intorno al 10%:
  1. Per la diminuzione di contagiosita' dovuta all'innalzamento della temperatura ambientale (si riduce la durata dei virus attivi nell'ambiente piu' caldo e conseguentemente si riduce l'esposizione della popolazione ai virus e cosi' la sua contagiosita' integrata nel tempo).
  2. Per l'aumento dell'immunita' diffusa per le vaccinazioni che sono in corso; valga l'esempio della Gran Bretagna che ad oggi dicono abbia un fondo degli asintomatici sceso addirittura al 0.1% (mentre noi abbiamo il 10%), pur avendo anche loro, come noi, la variante inglese, che e' molto contagiosa.

AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO SULL'IMMUNITA' DI GREGGE:   Nell' introduzione a questo studio abbiamo spiegato cosa accade quando in un'ondata epidemica come quella recente ( terza ondata ) si raggiunge l'immunita' di gregge, cioe' quando accade che con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?), in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (che si e' ridotto per l'alta immunita' diffusa) e cosi' la curva dei contagi diventa piatta (livello costante nel tempo).
Spieghiamo come avviene: con il crescere della percentuale di persone immunizzate il virus ha piu' difficolta' a diffondersi ed il numero di nuovi contagiati diminuisce progressivamente sempre piu' per cui il picco dei contagiati inizia a scendere anche con il contributo delle guarigioni che crescono sempre piu', fino ad un mese dopo il picco (a tanti contagi corrispondono tante guarigioni e quindi tante persone smettono di essere infette).
Poi un mese dopo la fine del picco questo contributo in diminuzione dei contagiati per guarigioni rimane piccolo e costante, perche' il picco e' finito.
I nuovi contagi continuano ad un ritmo ridotto dall'elevato livello d'immunita' diffusa, con Rt molto minore di 1 e quindi incapace di innescare la crescita esponenziale dell'epidemia (con altri picchi) ma i pochi contagi che avvengono sono sufficienti ad alimentare l' epidemia degli asintomatici che impedisce l'azzeramento dei contagi e permette al virus di continuare ad esistere e riprodursi: e' lo stesso livello di fondo, permanente, che c'era prima che iniziasse il picco della terza ondata e che rimarra' per sempre, ad un livello che puo' variare lentamente con la contagiosita' del virus (che dipende da: tempeatura, immunita' vaccinale, comportamenti piu' o meno virtuosi della gente, ecc.).
Questo livello permanente dei contagi dipende dalla contagiosita' del virus, perche' piu' e' facile per lui infettare, tante piu' persone infetta e tanto piu' alto e' il livello costante nel tempo dell'epidemia degli asintomatici (la chiamiamo cosi' perche' le cariche virali che rilasciano sono modeste e quindi se si attaccano su una persona infettandola quasi sempre l'infezione e' asintomatica).
Quindi il livello di questi contagi di fondo e' piu' alto (10%) se il virus e' la variante inglese (che e' piu' contagiosa) ed e' piu' basso in estate (perche' con la temperatura alta la contagiosita' si riduce).
Questo e' lo scenario in cui si e' sviluppata la terza ondata, che secondo noi si e' conclusa grazie all'alto livello d'immunita' raggiunto in Piemonte e che noi abbiamo calcolato essere al 72% , ricavando il numero di contagiati (poi immunizzati) dai dati reali misurati.
Come si puo' vedere in tabella la terza ondata si e' conclusa il 12/4, giorno in cui il livello dei contagi e' diventato costante al 10% fino al 19/4, giorno in cui sembrava che il livello del fondo potesse scendere al 9%.
Pero' dal giorno 27/4 si e' manifestato un incremento dell'1% circa, che ha riportato il livello dei contagi di fondo poco sopra al 10%.
Quindi la conclusione provvisoria e' che:
  1. La terza ondata si e' conclusa in modo consistente con l'ipotesi che il livello d'immunita' diffusa raggiunta in Piemonte sia molto vicino alla soglia dell'immunita' di gregge.
  2. L'andamento dei contagi che si vede nel grafico e' proprio come quello descritto nella nostra introduzione , in particolare con il livello costante del 10% assunto alla fine del picco (che e' il livello dell'epidemia degli asintomatici).
  3. Qualche evento dovrebbe essere avvenuto uno o due giorni prima del giorno 27/4, in cui si e' manifestato un probabile incremento dei contagi intorno all'1% (il 26/4 il Piemonte si e' riaperto in zona gialla ed il giorno prima ci sono stati molti festeggiamenti, ripresi in TV).
Abbiamo gia' enfatizzato che e' importantissimo adottare comportamenti idonei a diminuire il livello di fondo dei contagi e non devono accadere invece eventi che vanno in direzione opposta, perche' altrimenti i costi umani sono insopportabili.
Aspettiamo di vedere l'evoluzione futura per continuare ad interpretarla conformemente al nostro modello di comprensione della pandemia.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci, dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.5% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento ipotetico dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 10%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Sara' di grande interesse vedere se nei prossimi due giorni verra' confermata questa risalita anche perche' se fosse troppo elevata potrebbe rappresentare una pessima notizia, che potrebbe addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Le nostre conclusioni potranno essere aggiornate solo dopo che questo punto sara' chiarito dai dati in arrivo nei prossimi giorni.
Ci auguriamo ovviamente che i dati scendano tutti sotto al 10% per diminuire poi ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Ora sembra si presenti una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e che porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si stia abbassando per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi intorno al 10% perdurasse, ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembrava potesse scendere sotto al 10%, prima del dato di oggi (se vero).
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere rimasto vicino al 10%, com'era prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 10%, malgrado gli ultimi due dati lasciano temere il peggio.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora potrebbe risalire.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.2%, mentre invece sembra che dobbiamo preoccuparci di una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo riesca a scendere sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
A causa dei dati degli ultimi giorni, manteniamo lo stato di LEGGERA RISALITA SOPRA AL FONDO DEL 10% in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.



Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5  

SITUAZIONE DEL 29/4 (ore 17:20): I decessi di oggi in Italia sono 288 (circa 120.000 dall'inizio della pandemia), valore sotto ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Tutti stiamo ascoltando le notizie dall'India che mostra una situazione della pandemia fuori controllo con "addirittura" a 200.000 morti (su 1366 milioni di abitanti), mentre noi in Italia siamo arrivati a 120.000 (su 60 milioni di abitanti); giornalmente oggi in India ne hanno 12 volte piu' di noi (3600 invece di 300) mentre gli indiani sono oltre 20 volte di piu'. La gravita' del caso indiano sembra essere non la densita' dei decessi ma la rapidita' di diffusione di questa variante indiana, che a questo punto sembra piu' temibile della variante inglese per contagiosita' e per gravita' (queste due caratteristiche dovrebbero essere correlate tra loro).
E' possibile che il dato indiano si riferisca solo ai decessi ufficializzati dagli organi governativi e che quelli veri siano di piu' ma il confronto e' utile comunque ad evidenziare che forse gli italiani possono essersi "abituati" a questi numeri cosi' grandi e questo non e' accettabile: questo numero dei decessi italiani va sempre valutato nella sua immensa gravita'.
Essendo a fine aprile ci dobbiamo aspettare che questo numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute alla fine della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile) ormai debba tendere sempre piu' ai 200 decessi al giorno.
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora avevamo previsto che nell'ultima decade di aprile i decessi sarebbero scesi verso i 200 decessi al giorno , che sono quelli corrispondenti al 10% di fondo dei contagi, secondo il nostro calcolo. Questo livello poi calera' ulteriormente quando il fondo, che e' rimasto al 10% per due settimane, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei troppi decessi.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 10.3% (ultimo punto a destra nel grafico ) e segue anch'esso i dati dei giorni precedenti che erano stati anch'essi alti, oltre il livello di fondo, che con i dati dal 20/4 in poi aveva cominciato a scendere sotto al 10%.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 23 giorni (dal 7/4 al 29/4):
   7    8    9   10   11    12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23 24  25    26  27  28  29 Aprile
(11.6+11.1+12.5+11.7+12.4)+(9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8+12.3)+(9.2+11+10.6+10.3)
 <----- Zona rossa ----->  <----------------------- Zona arancione ---------------------->   <-- Zona gialla -->
Valori medi per zone: Rossa=11.9% ; Arancione (al 24/4)=9.4% ; Gialla (dal 25/4)=10.7%
MEDIA TOTALE (7/4...29/4)=10.2%   Incremento in zona gialla (da 9.4% a 10.7%) = +1.3%

I valori medi mostrano che, malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.4% salvo poi risalire a 10.7% dopo i festeggiamenti (cominciati un giorno prima) per la riapertura in zona gialla.
Per controllo ed informazione abbiamo calcolato nel caso di un ipotetico incremento dell'1.5% a quante persone contagiate corrisponde e che danni comporta (anche i decessi).
Quindi, mentre possiamo affermare che nei giorni precedenti il fondo dei contagi era tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata, ora abbiamo un altro dato che sembra riportare in salita (finora dell'1.3%) la curva dei contagi e per questo abbiamo modificato l'andamento precedente delle due linee rossa e grigia per evidenziare questa apparente variazione di tendenza in salita malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.

AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO SULL'IMMUNITA' DI GREGGE:   Nell' introduzione a questo studio abbiamo spiegato cosa accade quando in un'ondata epidemica come quella recente ( terza ondata ) si raggiunge l'immunita' di gregge, cioe' quando accade che con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?), in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (che si e' ridotto per l'alta immunita' diffusa) e cosi' la curva dei contagi diventa piatta (livello costante nel tempo).
Spieghiamo come avviene: con il crescere della percentuale di persone immunizzate il virus ha piu' difficolta' a diffondersi ed il numero di nuovi contagiati diminuisce progressivamente sempre piu' per cui il picco dei contagiati inizia a scendere anche con il contributo delle guarigioni che crescono sempre piu', fino ad un mese dopo il picco (a tanti contagi corrispondono tante guarigioni e quindi tante persone smettono di essere infette).
Poi un mese dopo la fine del picco questo contributo in diminuzione dei contagiati per guarigioni rimane piccolo e costante, perche' il picco e' finito.
I nuovi contagi continuano ad un ritmo ridotto dall'elevato livello d'immunita' diffusa, con Rt molto minore di 1 e quindi incapace di innescare la crescita esponenziale dell'epidemia (con altri picchi) ma i pochi contagi che avvengono sono sufficienti ad alimentare l' epidemia degli asintomatici che impedisce l'azzeramento dei contagi e permette al virus di continuare ad esistere e riprodursi: e' lo stesso livello di fondo, permanente, che c'era prima che iniziasse il picco della terza ondata e che rimarra' per sempre, ad un livello che puo' variare lentamente con la contagiosita' del virus (che dipende da: tempeatura, immunita' vaccinale, comportamenti piu' o meno virtuosi della gente, ecc.).
Questo livello permanente dei contagi dipende dalla contagiosita' del virus, perche' piu' e' facile per lui infettare, tante piu' persone infetta e tanto piu' alto e' il livello costante nel tempo dell'epidemia degli asintomatici (la chiamiamo cosi' perche' le cariche virali che rilasciano sono modeste e quindi se si attaccano su una persona infettandola quasi sempre l'infezione e' asintomatica).
Quindi il livello di questi contagi di fondo e' piu' alto (10%) se il virus e' la variante inglese (che e' piu' contagiosa) ed e' piu' basso in estate (perche' con la temperatura alta la contagiosita' si riduce).
Questo e' lo scenario in cui si e' sviluppata la terza ondata, che secondo noi si e' conclusa grazie all'alto livello d'immunita' raggiunto in Piemonte e che noi abbiamo calcolato essere al 72% , ricavando il numero di contagiati (poi immunizzati) dai dati reali misurati.
Come si puo' vedere in tabella la terza ondata si e' conclusa il 12/4, giorno in cui il livello dei contagi e' diventato costante al 10% fino al 19/4, giorno in cui sembrava che il livello del fondo potesse scendere al 9%.
Pero' dal giorno 27/4 si e' manifestato un incremento dell'1% circa, che ha riportato il livello dei contagi di fondo poco sopra al 10%.
Quindi la conclusione provvisoria e' che:
  1. La terza ondata si e' conclusa in modo consistente con l'ipotesi che il livello d'immunita' diffusa raggiunta in Piemonte sia molto vicino alla soglia dell'immunita' di gregge.
  2. L'andamento dei contagi che si vede nel grafico e' proprio come quello descritto nella nostra introduzione , in particolare con il livello costante del 10% assunto alla fine del picco (che e' il livello dell'epidemia degli asintomatici).
  3. Qualche evento dovrebbe essere avvenuto uno o due giorni prima del giorno 27/4, in cui si e' manifestato un probabile incremento dei contagi intorno all'1% (il 26/4 il Piemonte si e' riaperto in zona gialla ed il giorno prima ci sono stati molti festeggiamenti, ripresi in TV).
Abbiamo gia' enfatizzato che e' importantissimo adottare comportamenti idonei a diminuire il livello di fondo dei contagi e non devono accadere invece eventi che vanno in direzione opposta, perche' altrimenti i costi umani sono insopportabili.
Aspettiamo di vedere l'evoluzione futura per continuare ad interpretarla conformemente al nostro modello di comprensione della pandemia.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci, dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.5% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 10%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Sara' di grande interesse vedere se nei prossimi due giorni verra' confermata questa risalita anche perche' se fosse troppo elevata potrebbe rappresentare una pessima notizia, che potrebbe addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Le nostre conclusioni potranno essere aggiornate solo dopo che questo punto sara' chiarito dai dati in arrivo nei prossimi giorni.
Ci auguriamo ovviamente che i dati scendano tutti sotto al 10% per diminuire poi ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Ora sembra si presenti una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e che porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si stia abbassando per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi intorno al 10% perdurasse, ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembrava potesse scendere sotto al 10%, prima del dato di oggi (se vero).
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere rimasto vicino al 10%, com'era prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 10%, malgrado gli ultimi due dati lasciano temere il peggio.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora potrebbe risalire.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.2%, mentre invece sembra che dobbiamo preoccuparci di una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo riesca a scendere sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
A causa dei dati degli ultimi due giorni, cambiamo lo stato in LEGGERA RISALITA SOPRA AL FONDO DEL 10% in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.



INIZIO DELLO STUDIO SPERIMENTALE DELL'IMMUNITA' DI GREGGE   (29 aprile 2021)
Il fenomeno dell'immunita' di gregge dipende da vari fattori:
  1. il tipo di virus ed in particolare la sua maggiore o minore sensibilita' all'agente immunitario che ha generato la condizione di immunita' di gregge (anticorpi naturali, quelli generati da un particolare vaccino, ecc.).
  2. Comportamenti della popolazione interessata dall'immunita' di gregge.
  3. Temperatura ambientale, ecc.
Essendo un fenomeno complesso ci si e' basati prima sulle osservazioni empiriche studiando cosa accadeva in ambienti confinati, in cui il virus aveva cominciato a circolare, come conventi o penitenziari.
Non essendo esperti epidemiologi possiamo solo riferire, come esempio, solo informazioni che ci sono arrivate come quella di un carcere in cui un'epidemia aveva arrestato spontaneamente la sua espansione quando la percentuale di reclusi infetti era arrivata al 75%.
E' stata quella un'osservazione sperimentale dell'effetto dell'immunita' di gregge ed una misura del livello a cui si attiva.
Ma cosa si e' attivato ovvero in cosa consiste questa immunita' di gregge?
Non significa che il virus scompare ma solo che la curva di crescita dei contagi non cresce piu', si appiattisce.
Questo non vuol dire che non s'infetta piu' nessuno.
Il numero delle persone infette (ovvero il numero dei positivi al test) e' il risultato della somma tra i nuovi contagi che avvengono (contributo positivo) meno i contagiati che smettono di essere tali, perche' guariscono (contributo negativo).
L'immunita' diffusa interviene riducendo il primo contributo (quello positivo) e raggiunge il valore dell'immunita' di gregge quando nella sua discesa il primo contributo (quello positivo) raggiunge il valore del secondo contributo (quello negativo).
Allora la curva dei contagi non cresce piu' e diciamo che si e' raggiunta l'immunita' di gregge.
Ma non si e' arrestata l'epidemia ma solo la sua crescita.
Questo accade perche' mentre l'epidemia si sviluppa cresce il numero di persone infettate e cosi' il virus ha piu' difficolta' ad incontrare una persona infettabile (perche' quelle gia' infettate non lo sono piu' avendo gli anticorpi) ed e' per questo che il numero di nuovi contagi diminuisce.
Crescendo il numero di persone infettate cresce anche (con un certo ritardo dall'infezione) il numero di persone che guariscono e restano immunizzate dagli anticorpi. Il loro numero appare come una diminuzione del numero degli infetti (positivi al test), perche' i guariti non sono piu' infetti.
Nell'esempio citato del carcere, quando il numero di persone infettate raggiunge il 75%, il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi.
Le persone sane pero' continuano ad infettarsi anche se con probabilita' ridotta.
Qui' compare una differenza tra un ambiente confinato come il carcere, in cui la popolazione e' limitata (al numero dei detenuti e dell'organico delle guardie) rispetto ad ambienti senza confinamento della popolazione.
Siccome nel carcere le persone sane continuano ad infettarsi, i virus vedono assottigliarsi sempre piu' l'insieme delle persone sane (infettabili) ed arriva cosi' il momento in cui tutti sono stati infettati ed allora l'epidemia nel carcere si estingue (la curva dei contagi va a zero e ci resta).
Ovviamente e' un caso diverso quello di un intero Paese come l'Italia. Cosa accade allora di diverso?
Anche in questo caso con il progredire dell'epidemia, arriva il momento in cui il numero di persone infettate raggiunge la soglia critica (il 75%?) in cui il numero degli infettati che guariscono diventa uguale al numero dei nuovi contagi (immunita' di gregge).
Anche in questo caso pero' le persone rimaste sane continuano ad infettarsi anche se con probabilita' ridotta.
La curva dei contagi che prima saliva con un'elevata pendenza perche' l'immunita' diffusa era piu' bassa (picco dell'ondata epidemica) poi con l'avvicinarsi della soglia dell'immunita' di gregge diminuisce la sua pendenza di crescita fino ad azzerarla (al picco) per poi renderla negativa (discesa dal picco) perche' con cosi' tante persone infette diventano tante le persone che guariscono finche' il loro numero e' diventato uguale al numero dei contagi che il virus riesce ancora a fare, trovandosi alla soglia dell'immunita' di gregge.
Da quel momento in poi la curva dei contagi non decresce piu' e diventa costante (come la curva dei contagi del Piemonte ) e quel livello di contagi rimarrebbe sempre costante nel tempo (epidemia degli asintomatici) se l'assenza di confinamento della popolazione e' in grado di garantire al virus sempre un numero illimitato di persone sane infettabili.
Per venire al caso del Piemonte, il pianerottolo (plateau) al livello del 10% ormai in essere gia' da un paio di settimane puo' essere ridotto con interventi esterni mirati a ridure la contagiosita' del virus, quali l'ulteriore aumento dell'immunita' diffusa tramite vaccinazioni od efficaci misure di prevenzione dei contagi adottabili sia dalla popolazione che dagli organi di governo.
Ovviamente il livello divenuto costante della curva dei contagi, oltre a poter decrescere con le misure ora elencate, puo' anche crescere se si adottano misure opposte, cioe' quelle che favoriscono la diffusione del virus, come per esempio eventi di popolo (festeggiamenti e raduni, affollamenti in mercati, stadi, treni, ecc.).
Ogni evento di questo tipo introduce un incremento costante nella curva per i contagi prodotti in piu', che non aumentano significativamente di numero (perche' c'e' l'immunita' di gregge) ma durano per un mese (tempo di guarigione degli infettati extra, prodotti dall'evento).
L'obiettivo di tutti dev'essere quello di abbassare quanto piu' possibile questo livello di fondo costante della curva dei contagi, che tende a permanere attraverso l' epidemia degli asintomatici ) perche' ad ogni 1% di quota corrispondono poi 20 decessi al giorno in Italia.
L'estate scorsa in Italia il fondo del Sars-CoV-2 era del 2%. Ora con la variante inglese e' salito al 10% (perche' e' piu' contagiosa). Con i giusti comportamenti di tutti noi PUO' SCENDERE.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento dell'1.5% dei contagi.
Questo e' il costo in vite umane che stiamo pagando a questo virus.
Molto altro ci piacerebbe sapere e questo e' il momento giusto perche' siamo alla soglia dell'immunita' di gregge con le vaccinazioni in atto ed un buono strumento per monitorare gli eventi: la nostra curva dei contagi che, sia pure nei limiti noti, sembra in grado di rispondere con un'ottima prontezza (gia' il giorno dopo che l'evento e' successo).
Percio' oggi abbiamo un'occasione unica per iniziare a studiare l'immunita' di gregge su una popolazione estesa in ambiente non confinato con questo virus (e con tutti i prossimi): staremo qui' a studiare gli eventi che accadranno nei prossimi giorni con grande interesse.


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SITUAZIONE DEL 28/4 (ore 17:00): I decessi di oggi in Italia sono 344 (circa 120.000 dall'inizio della pandemia), valore sotto ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del tpicco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Tutti stiamo ascoltando le notizie dall'India che mostra una situazione della pandemia fuori controllo con "addirittura" a 200.000 morti (su 1366 milioni di abitanti), mentre noi in Italia siamo arrivati a 120.000 (su 60 milioni di abitanti); giornalmente oggi in India ne hanno 10 volte piu' di noi (3000 invece di 300) mentre gli indiani sono oltre 20 volte di piu'.
E' possibile che il dato indiano si riferisca solo ai decessi ufficializzati dagli organi governativi e che quelli veri siano di piu' ma il confronto e' utile comunque ad evidenziare che forse gli italiani possono essersi "abituati" a questi numeri cosi' grandi e questo non e' accettabile: questo numero dei decessi italiani va sempre valutato nella sua immensa gravita'.
Essendo a fine aprile ci dobbiamo aspettare che questo numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute alla fine della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile) ormai debba tendere sempre piu' ai 200 decessi al giorno.
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora avevamo previsto che nell'ultima decade di aprile i decessi sarebbero scesi verso i 200 decessi al giorno , che sono quelli corrispondenti al 10% di fondo dei contagi, secondo il nostro calcolo. Questo livello poi calera' ulteriormente quando il fondo, che e' rimasto al 10% per due settimane, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei troppi decessi.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 10.6% (ultimo punto a destra nel grafico ) ed e' sceso poco e segue anch'esso il dato dell'altro ieri che era stato anch'esso alto, oltre il livello di fondo, che con i dati dal 20/4 in poi aveva cominciato a scendere sotto al 10%.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 22 giorni (dal 7/4 al 28/4):
   7    8    9   10   11    12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23  24   25  26   27  28 Aprile
(11.6+11.1+12.5+11.7+12.4)+(9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3+9.2+11.0+10.6)
 <----- Zona rossa ----->  <---------------------- Zona arancione ---------------------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=10.1 ; Media dei 22 giorni=10.6

i valori medi mostrano che malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 10.1%
Quindi, mentre possiamo affermare che nei 21 giorni precedenti il fondo dei contagi era tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata, ora abbiamo un dato che sembra riportare in salita la curva dei contagi e noi abbiamo modificato l'andamento precedente delle due linee rossa e grigia per evidenziare questa apparente variazione di tendenza in salita malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci, dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Una volta creati i contagi, prodotti durante un evento (festeggiamenti) in cui non si sono mantenuti comportamenti corretti per evitare il propagarsi dei contagi, non spariscono il giorno dopo, quando l'evento si e' concluso, ma permangono fino alla completa guarigione delle persone infettate (che al 95% non hanno alcun sintomo): ci vuole un mese di tempo perche' gli anticorpi riescano a vincere e durante quel mese i virus si riproducono, distruggendo cellule umane e provocando danni; inoltre fuoriescono nell'ambiente, cercando di infettare qualcun'altro ma raramente ci riescono.
Durante questo mese queste persone infette possono percio' diffondere il contagio e creare focolai che potrebbero far dilagare l'epidemia.
Questo pero' crediamo che ora non accadra' per l'alto livello d'immunita' diffusa in Piemonte (oltre il 70%), che rende difficile al virus di propagarsi: l'immunita' diffusa abbassa la "contagiosita'" del virus rendendo Rt molto minore di 1 ed allora la diffusione esponenziale non parte ma qualche contagio puo' verificarsi ugualmente.
La curva dei contagi non inizia a salire ma ha un incremento permanente per un mese, che non si puo' ridurre, perche' sono persone che smetteranno di essere infette (cioe' positive al test) solo dopo che saranno guarite e non prima: non ci sono restrizioni o vaccinazioni che possano ridurre quell'incremento di contagi prima di un mese dall'inizio dell'infezione.
A far salire la curva dei contagi si fa subito: basta una giornata di shopping sfrenato (com'e' accaduto nei giorni del picco di Natale). Per farla ridiscendere poi ci vuole almeno un mese (se non parte la diffusione esponenziale, se no e' molto peggio).
Una piccola frazione dei contagiati (circa 5%) potrebbe dover essere ricoverata in ospedale ed i piu' sfortunati dei ricoverati (circa il 3%) potrebbero anche non farcela. Il Covid-19 purtroppo e' cosi'.
Ipotizziamo percio' che i festeggiamenti per la riapertura in zona gialla del Piemonte abbiano provocato l' innalzamento del livello dei contagi che forse potremo vedere nel grafico , se i dati dei prossimi giorni lo confermeranno: per ora sembra essere di +1.5% circa.
Per curiosita' abbiamo valutato il numero di persone contagiate ed i danni prodotti da un incremento dell'1.5% dei contagi.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 10%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Sara' di grande interesse vedere se nei prossimi due giorni verra' confermata questa risalita anche perche' se fosse troppo elevata potrebbe rappresentare una pessima notizia, che potrebbe addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Le nostre conclusioni potranno essere aggiornate solo dopo che questo punto sara' chiarito dai dati in arrivo nei prossimi giorni.
Ci auguriamo ovviamente che i dati scendano tutti sotto al 10% per diminuire poi ulteriormente con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Ora sembra si presenti una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e ch porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si stia abbassando per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi intorno al 10% perdurasse, ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembrava potesse scendere sotto al 10%, prima del dato di oggi (se vero).
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere rimasto vicino al 10%, com'era prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 10%, malgrado gli ultimi due dati lasciano temere il peggio.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora potrebbe risalire.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.2%, mentre invece sembra che dobbiamo preoccuparci per una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo riesca a scendere sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
A causa dei dati degli ultimi due giorni, cambiamo lo stato in PREALLARME DOPO LA FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5  

SITUAZIONE DEL 27/4 (ore 18:30): I decessi di oggi in Italia sono 373 (circa 120.000 dall'inizio della pandemia), valore sotto ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Tutti stiamo ascoltando le notizie dall'India che mostra una situazione della pandemia fuori controllo con "addirittura" a 200.000 morti (su 1366 milioni di abitanti), mentre noi in Italia siamo arrivati a 120.000 (su 60 milioni di abitanti); giornalmente oggi in India ne hanno 10 volte piu' di noi (3000 invece di 300) mentre gli indiani sono oltre 20 volte di piu'.
E' possibile che il dato indiano si riferisca solo ai decessi ufficializzati dagli organi governativi e che quelli veri siano di piu' ma il confronto e' utile comunque ad evidenziare che forse gli italiani si siano abituati a questi numeri cosi' grandi e questo non e' accettabile: questo numero dei decessi italiani va sempre valutato nella sua immensa gravita'.
Essendo a fine aprile ci dobbiamo aspettare che questo numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute alla fine della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile) ormai debba tendere sempre piu' ai 200 decessi al giorno.
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora avevamo previsto che nell'ultima decade di aprile i decessi sarebbero scesi verso i 200 decessi al giorno , che sono quelli corrispondenti al 10% di fondo dei contagi, secondo il nostro calcolo. Questo livello poi calera' ulteriormente quando il fondo, che e' rimasto al 10% per due settimane, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 11.0% (ultimo punto a destra nel grafico ) ed e' salito molto, cosa che ci spaventerebbe se fosse vera, perche' segue superando il dato dell'altro ieri che era stato anc'esso alto, oltre il livello di fondo, che con i dati dal 20/4 in poi aveva cominciato a scendere sotto al 10%.
Vorremmo tanto che questo dato risultasse anomalo per qualche errore avvenuto nell'assemblaggio dei risultati dei test, ma lo potremo sapere solo domani. Per ora dobbiamo considerarlo vero e come tale trattarlo.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 21 giorni (dal 7/4 al 27/4):
   7    8    9   10   11    12  13   14   15   16   17   18   19  20  21   22   23  24   25  26   27  Aprile
(11.6+11.1+12.5+11.7+12.4)+(9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3+9.2+11.0)
 <----- Zona rossa ----->  <---------------------- Zona arancione ---------------------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=10.1 ; Media dei 21 giorni=10.6 (il 25/4 e' inserito)

i valori medi mostrano che malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 10.1%
Quindi, mentre possiamo affermare che nei 20 giorni precedenti il fondo dei contagi era tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata, ora abbiamo un dato che sembra riportare in salita la curva dei contagi e noi abbiamo modificato l'andamento precedente delle due linee rossa e grigia per evidenziare questa apparente variazione di tendenza in salita malgrado l'alto livello di immunita' diffusa raggiunto (oltre 70%) in Piemonte.

SPIEGAZIONE DELLA RISALITA:   La risalita dei contagi che sembra esserci, dalla vigilia della riapertura in zona gialla in poi, potrebbe essere dovuta ai comportamenti sbagliati della gente che festeggiava.
Dal 12/4 la terza ondata e' finita ed i contagi hanno assunto un andamento costante intorno al 10%. Malgrado dei nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non e' salita ma e' rimasta costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ci sono tanti nuovi contagi quante persone infette che smettono di essere positive al test per guarigione.
A far diminuire i contagi ci aiutera' la crescente immunita' vaccinale ma lentamente nel tempo (ancora e' insufficiente perche' stenta a farli scendere sotto al 10%), per cui nel breve periodo, al possibile aumento dei contagi dovrebbe far fronte il buon senso della popolazione, che se informata, intelligentemente e senza panico dovrebbe essere indotta a dei comportamenti improntati alla massima cautela, per evitare di contagiarsi (forse la mascherina all'aperto non serve, vista la scarsa efficia da noi rilevata delle restrizioni della zona rossa contro questo virus in circolazione, che e' la variante inglese).
Sarebbe piu' facile se tutti sapessero che l'attuale virus, che non e' sparito ma seguita a circolare, non e' quello di prima ma un altro molto piu' contagioso.
Sara' di grande interesse vedere se nei prossimi due giorni verra' confermata questa risalita anche perche' se fosse troppo elevata potrebbe rappresentare una pessima notizia, che potrebbe addirittura preludere all'arrivo di una nuova variante (indiana?) capace di eludere le difese immunitarie finora accumulate che stanno proteggendo la popolazione (mi riferisco al livello d'immunita' intorno al 70% finora raggiunto in Piemonte).
Le nostre conclusioni potranno essere aggiornate solo dopo che questo punto sara' chiarito dai dati in arrivo nei prossimi giorni.
Ci auguriamo ovviamente che i dati scendano tutti sotto al 10% per diminuire poi con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione e con l'aumento della temperatura ambientale.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione fino all'altro ieri risultava invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che fortunatamente seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Ora sembra si presenti una temibile risalita dei contagi dopo la riapertura , poiche' e' possibile che la gente NON abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che non s'impara e ch porta a prolungare le restrizioni anche se il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali.
Dobbiamo sempre contare sulla protezione delle immunita' anche se decadono con il passare del tempo e la popolazione poi torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' di ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti. per evitare i rischi paventati nel calcolo dei danni prodotti dagli affollamenti della gente.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme producendo danni importanti.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Speravamo che non si scatenassero dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione. Il dato di oggi ci solleva piu' di una preoccupazione in merito.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si stia abbassando per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi intorno al 10% perdurasse, ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembrava potesse scendere sotto al 10%, prima del dato di oggi (se vero).
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , il fondo dei contagi degli asintomatici potrebbe essere rimasto vicino al 10%, com'era prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 10%, malgrado gli ultimi due dati lasciano temere il peggio.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora potrebbe risalire.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora dopo il 26/4 avrebbe dovuto permanere la discesa da questo picco, scesa dal 18% al 9.2%, mentre invece sembra che dobbiamo preoccuparci per una possibile risalita dei contagi (vedi l'andamento delle due linee rossa e grigia disegnate a destra nel grafico.
    Ci auguriamo che questo fondo riesca a scendere sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne dovra' abbassare la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
A causa dei dati degli ultimi due giorni, cambiamo lo stato in PREALLARME DOPO LA FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


VALUTAZIONE DEI DANNI PRODOTTI DAGLI AFFOLLAMENTI NELLE STRADE   (26 aprile 2021)
Con beneficio d'inventario, perche' e' un solo dato, potremmo anche pensare che il dato di oggi 26/4 di 9.2% avrebbe potuto essere sulla linea grigia da noi disegnata nel grafico , circa l'1.5% piu' in basso, se non ci fossero stati tutti i festeggiamenti per la riapertura della zona gialla sabato scorso. E' certo che tutti quegli assembramenti un po' di contagi in piu' li abbiano prodotti, perche' abbiamo gia' detto che la variante inglese non perdona, perche' e' molto piu' contagiosa del virus Sars-CoV-2 ed in giro c'e' al 10% (cioe' una persona su 10 di quelle che s'incontrano ce l'ha, anche se non lo sa): e' il fondo degli asintomatici.
Se cio' fosse vero, allora potremmo provare a valutare il costo sanitario di un solo giorno di festeggiamenti, perche' siccome il 10% di contagi in tutta Italia corrisponde a 200 decessi al giorno, questo +1.5% in piu' di persone rimaste contagiate che rimarrebbero infette per un mese, cioe' fino alla loro guarigione, se ci fossero in tutte le regioni d'Italia produrrebbero altri 30 decessi al giorno per un mese circa, cioe' 900 decessi in tutta Italia ed 1/20 di questi cioe' 45 decessi in Piemonte, per un mese.
Siccome sono tanti, vediamo se le ipotesi ed i conti sono consistenti. Quante sono le persone contagiate per arrivare all'1.5%? Vediamo se e' un numero plausibile. In Italia ci sono 60 milioni di persone con quasi 20 milioni di vaccinati (arrotondando), che ovviamente non sono sottoposti ai test. Se in Piemonte ci sono 1/20 dei 40 milioni di persone rimanenti, sono 2 milioni di persone dei quali l'1.5% (cioe' 30.000) sarebbero i contagiati in piu', dovuti ai festeggiamenti avvenuti sabato in Piemonte, poiche' l'1.5% e' l'incremento della percentuale dei test positivi che nell'ipotesi e' attribuita ai festeggiamenti. E' plausibile? Credo di si, poiche' questa percentuale non e' solo dei contagi dei festeggiamenti ma comprende anche tutti quelli delle catene dei contagi susseguitesi poi nell'arco di 24 ore in tutto il Piemonte.
Come fanno questi contagi a far morire 45 persone? Ecco la risposta: in 24 ore con i calcoli da noi fatti (le ipotesi sono che il 5% dei contagiati si ammala di Covid-19 e di questi il 3% muore) l'1.5% di contagi produce 30 decessi al giorno in Italia (1/20 dei 200) e 1.5 decessi giornalieri in Piemonte (1/20 dei 30), perche', al di la dei calcoli, e' anche un dato di fatto sperimentale (che conferma tra l'altro la validita' delle ipotesi e del calcolo) che in Italia con il fondo dei contagi al 10% ci sono 200 decessi al giorno. Quindi se l'incremento dell'1.5% ci fosse in tutte le regioni come c'e' stato in Piemonte, ci sarebbero 30 morti al giorno in piu' in tutta Italia ed 1/20 di questi in Piemonte (che e' una delle 20 regioni d'Italia), cioe' 1.5 morti al giorno ovvero 45 morti al mese, che e' proprio il numero di decessi che dovevamo confermare.
Se fossero veramente dovuti ai festeggiamenti, ovviamente non potremmo permercelo e tutti capirebbero perche', ma sottolineiamo che per ora tutto questo e' nulla piu' che un istruttivo esercizio didattico, che ci mostra il potere della curva dei contagi che e' in grado di prevedere 40 giorni prima che avvengano, ricoveri e decessi per Covid-19 prodotti da eventi avvenuti 1 giorno prima del test, che producono variazioni nella produzione di contagi, con la sensibilita' di 20 decessi al giorno ogni 1% di variazione della percentuale dei contagi (perfettamente ricavabile dalla media di pochi giorni). Si ha cosi' la possibilita' di fermare prontamente eventi nocivi prima che possano produrre per accumulo danni eccessivi (se sono individuabili ed i test possono aiutare anche in questo).
Noi speriamo fortemente che questo incremento possa sparire nel dato di domani 27/4, perche' sappiamo che questi dati possono anche presentare fluttuazioni di questa entita' (1.5%).


Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5  

SITUAZIONE DEL 26/4 (ore 17:40): I decessi di oggi in Italia sono 301 (oltre 119.000 dall'inizio della pandemia), valore finalmente in discesa dai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo a fine aprile ci dobbiamo aspettare che questo numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute alla fine della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile) ormai debba tendere sempre piu' ai 200 decessi al giorno.
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora avevamo previsto che nell'ultima decade di aprile i decessi sarebbero scesi verso i 200 decessi al giorno , che sono quelli corrispondenti al 10% di fondo dei contagi, secondo il nostro calcolo. Questo livello poi calera' ulteriormente quando il fondo, che e' rimasto al 10% per due settimane, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 9.2% (ultimo punto a destra nel grafico ) ed e' sceso come speravamo, riprendendo la discesa della curva dei contagi dal livello di fondo del 10%. che con i dati dal 20/4, aveva cominciato a scendere sotto al 10%.
Ci sembra che si possa confermare che il dato di ieri era anomalo per qualche errore avvenuto nell'assemblaggio dei risultati dei test, quindi non verra' da noi considerato.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 20 giorni (dal 7/4 al 26/4):
Day= 7    8    9   10   11        12   13   14   15   16   17   18   19  20  21  22   23  24   25   26  Aprile
 ( 11.6+11.1+12.5+11.7+12.4 ) + ( 9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3?+9.2 )
  <------ Zona rossa ------>      <---------------------- Zona arancione ----------------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=9.9 ; Media dei 19 giorni=10.4 (il dato 25/4 non e' inserito).

Malgrado il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% a 9.9%
Quindi possiamo affermare che nei 19 giorni il fondo dei contagi e' tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata ed ora ha cominciato a scendere grazie all'alto livello di immunita' diffusa (oltre 70%) in Piemonte.
Rimane percio' ancora valido il nostro commento di sorpresa , che avevamo fatto il 21/4, dopo il primo accenno di discesa dei dati.
Sara' di grande interesse vedere di quanto il livello scendera', perche' il 10% corrisponde circa a 200 decessi al giorno. Nell'estate 2020 questo fondo era al 2%.
Le nostre conclusioni sono:
  • L'incremento dei contagi per il passaggio da zona rossa a zona arancione NON c'e' stato, anzi i contagi invece di salire sono scesi, dall'11.9% con la zona rossa al 10% con la zona arancione, grazie all'alta immunita' diffusa (con il senno del poi forse si poteva riaprire in arancione anche prima, perche' si e' visto che l'arancione non ha affatto peggiorato la situazione dei contagi);
  • Tutti questi dati fluttuavano intorno ad un valore pressoche' costante, ora in discesa che andava dall'11% al 10%, che e' il valore medio del fondo attuale dell' epidemia degli asintomatici , che sta alimentando i contagi presenti permanentemente in Piemonte.
Ora ci auguriamo che i dati dei prossimi giorni scendano stabilmente tutti sotto al 10% per diminuire con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione, anche se in tempi forse abbastanza lunghi.

RIAPERTURE:   Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione risulta invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Per questo non sembra temibile una importante risalita dei contagi dopo la riapertura, purche' la gente abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che comunque non s'impara, se si prolungano le restrizioni.
Il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali. In questo caso e' evidentemente il costo della prudenza.
Spieghiamo la ragione del nostro ottimismo: in condizioni normali un'ondata si esaurisce se la percentuale di immunizzati diventa molto alta (65%): lo abbiamo visto con la terza ondata.
Poi le immunita' decadono con il passare del tempo e la popolazione torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che sembra ora stiano terminando.
In questa situazione riteniamo di poter essere fiduciosi sul buon esito delle riaperture , vincolando pero' tutti al rispetto delle norme del buon senso, che abbiamo gia' spiegato e che sono ancora piu' importanti per la presenza questa volta della variante inglese.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Non ci resta che sperare che non si scatenino dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo ma fortinatamente sembra che si stia abbassando per l'aumento della percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' ancora un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora, se il livello di fondo dei contagi intorno al 10% perdurasse, ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che sembra si riesca a far scendere sotto al 10%.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto vicino al 10%, com'era prima della terza ondata.
Dobbiamo auspicare percio' che i dati dei prossimi giorni continuino a scendere rispetto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico dal livello del fondo costante attuale del 10%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora sta iniziando a scendere.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 26/4 dovrebbe permanere la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 9.2%.
    Ci auguriamo che questo fondo scenda sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello medio dei contagi del 9% e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


PERCHE' LA SARDEGNA E' L'UNICA REGIONE IN ZONA ROSSA   (26 aprile 2021)
In Sardegna trovano conferma i risultati da noi evidenziati per il Piemonte: i contagi della variante inglese, sono diversi da quelli del Sars-CoV-2, che dimezzava i contagi in 9 giorni con le restrizioni della zona rossa, come si vede nel grafico della seconda ondata , dove il virus era solo il Sars-CoV-2.
I contagi della variante inglese invece non vengono ridotti dalle restrizioni della zona rossa ma solo da un'immunita' diffusa alta, per cui la Sardegna che ha avuto pochi contagi prima (era l'unica regione bianca), ora deve attendere l'innalzamento di questa immunita', che sembra essere l'unico rimedio efficace, ad almeno il 70% complessiva tra infezioni guarite e vaccinazioni.
E' lo stesso problema che stanno affrontando i tedeschi , che erano ben lungi dall'immunita' di gregge (la Germania aveva avuto contagi molto inferiori a quelli dell'Italia).


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SITUAZIONE DEL 25/4 (ore 18:00): I decessi di oggi in Italia sono 217 (oltre 119.000 dall'inizio della pandemia), valore finalmente sceso vicino ai 200 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo al 25 aprile ci dobbiamo aspettare che questo numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute alla fine della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile) ormai debba tendere sempre piu' ai 200 decessi al giorno.
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora avevamo previsto che nell'ultima decade di aprile i decessi sarebbero scesi verso i 200 decessi al giorno , che sono quelli corrispondenti al 10% di fondo dei contagi, secondo il nostro calcolo. Questo livello poi calera' ulteriormente quando il fondo, che e' rimasto al 10% per due settimane, scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che ci aspettiamo faccia diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo fatto il 4/2, commentando la stranezza dei TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 12.3% (ultimo punto a destra nel grafico ) ed e' risalito molto (+4.3%) rispetto a quello di ieri e sembra interrompere la discesa del fondo dal valor medio degli ultimi dati sul livello del fondo che, con i dati dal 20/4, sembrava aver cominciato a scendere sotto al 10%.
Questo dato, non conferma percio' l'inizio di una lenta discesa della curva dei contagi sotto al 10%, che era il livello del fondo prima della terza ondata, annunciata dai primi due dati bassi (20/4 e 21/4) e dopo altri due dati che erano invece piu' bassi ma lo erano evidentemente per l'effetto della discesa dal consueto picco del venerdi' (i venerdi' sono evidenziati con una lettera V rossa nel grafico).
Auspichiamo che i dati dei prossimi giorni confermino l'ipotesi di una discesa del fondo dei contagi.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 19 giorni (dal 7/4 al 25/4):
Day= 7    8    9   10   11        12   13   14   15   16   17   18   19  20  21  22   23  24   25  Aprile
 ( 11.6+11.1+12.5+11.7+12.4 ) + ( 9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0+12.3 )
  <------ Zona rossa ------>      <---------------------- Zona arancione ------------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=9.4 ; Media dei 18 giorni=10.0 (l'ultimo dato non e' inserito).

Essendo l'alta risalita (+4.3%) del dato di oggi abbastanza anomala, non l'abbiamo inserita nel calcolo del valore medio del fondo. Le ragioni di questa anomalia potrebbero essere dovute a:
  1. errori nella raccolta dei dati, essendo domenica (e' gia' successo che hanno aggiunto al dato di un giorno dati di giorni precedenti): in tal caso i prossimi dati da domani in poi torneranno intorno all'8%
  2. oppure, ma speriamo di no, potrebbe essere il risultato degli affollamenti di ieri ch alla ale abbiamo gia' stigmatizzato : in tal caso i prossimi dati da domani in poi resteranno invece alti, intorno al 12% (il rischio e' alto per la novita' dell'alta contagiosita' della variante inglese).
Aspettiamo percio' i prossimi dati per sapere quale delle due alternative e' quella giusta.
Malgrado il passaggio dalla zona rossala zona arancione i contagi NON sono risaliti ma sono scesi da 11.9% al 10%.
Quindi possiamo affermare che nei 19 giorni il fondo dei contagi e' tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata e quasi certamente continuera' a scendere grazie all'alto livello di immunita' diffusa (oltre 70%) in Piemonte.
Potrebbe rimanere ancora valido il nostro commento di sorpresa , che avevamo fatto il 21/4, dopo il primo accenno di discesa dei dati.
Sara' di grande interesse vedere se il livello scendera', perche' il 10% corrispondono circa a 200 decessi al giorno. Nell'estate 2020 questo fondo era al 2%.
Le nostre conclusioni sono:
  • L'incremento dei contagi per il passaggio da zona rossa a zona arancione NON c'e' stato, anzi i contagi invece di salire sono scesi, dall'11.9% con la zona rossa al 10% con la zona arancione, grazie all'alta immunita' diffusa (con il senno del poi forse si poteva riaprire in arancione anche prima, perche' si e' visto che l'arancione non ha affatto peggiorato la situazione dei contagi);
  • Tutti questi dati fluttuano finora intorno ad un valore pressoche' costante che va dall'11% al 10%, che e' il valore medio del fondo attuale dell' epidemia degli asintomatici , che sta alimentando i contagi presenti permanentemente in Piemonte.
Ora ci auguriamo che i dati dei prossimi giorni risultino stabilmente tutti sotto al 10% per diminuire con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione, anche se in tempi abbastanza piu' lunghi.

RIAPERTURE:   In queste condizioni ci risulta poco comprensibile perche' le Autorita' continuino a mantenere cosi' tante attivita' ancora chiuse fino al 26/4 (in Piemonte). Non e' chiaro cos'altro si stia aspettando che succeda, dato che e' prevedibile che il fondo dei contagi (cioe' l' epidemia degli asintomatici ) impieghera' un tempo non breve per scendere significativamente sotto al 10%.
Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione risulta invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Per questo non temiamo una importante risalita dei contagi dopo la riapertura, purche' la gente abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che comunque non impara se si prolungano le restrizioni.
Il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali. In questo caso e' evidentemente il costo della prudenza.
Spieghiamo la ragione del nostro ottimismo: in condizioni normali un'ondata si esaurisce se la percentuale di immunizzati diventa molto alta (65%): lo abbiamo visto con la terza ondata.
Poi le immunita' decadono con il passare del tempo e la popolazione torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che ci sembra si stiano adottando anche oggi.
In questa situazione riteniamo di poter essere fiduciosi sul buon esito delle riaperture , vincolando pero' tutti al rispetto delle norme del buon senso, che abbiamo gia' spiegato e che sono ancora piu' importanti per la presenza questa volta della variante inglese.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Non ci resta che sperare che non si scatenino dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo che dovremo riuscire ad abbassare aumentando la percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora, se questo livello del fondo dei contagi del 10% perdurasse, ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che speriamo si riesca a far scendere poi abbastanza sotto al 10%.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto purtroppo ancora intorno al 10%, com'era prima della terza ondata.
Ci dobbiamo aspettare percio' che anche tutti i dati dei prossimi giorni comincino a scendere risptto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico al livello del fondo costante attuale del 10%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora forse riprende a scendere.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 25/4 dovrebbe permanere la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 12.3%.
    Ci auguriamo che questo fondo scenda sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello medio dei contagi del 10% e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.



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SITUAZIONE DEL 24/4 (ore 18:00): I decessi di oggi in Italia sono 322 (oltre 119.000 dall'inizio della pandemia), valore ormai stabilmente inferiore ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo ad aprile ci dobbiamo aspettare ancora un alto numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute all'inizio della coda discendente della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile).
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora nell'ultima decade di aprile i decessi cominceranno a scendere gradualmente ed in modo progressivo, in 2 settimane quanto e' durata la discesa dei contagi, verso i 200 decessi al giorno , se il livello del fondo rimane intorno al 10%, per poi calare ulteriormente quando scendera' ancora e significativamente per l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che fara' diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo gia' fatto il 4/2 commentando i TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

OTTIME NOTIZIE: Il dato di OGGI 24/4 dei positivi al test e' di 8.0% (ultimo punto a destra nel grafico ), e' sceso molto in basso rispetto a quello di ieri e riprende la discesa del fondo dal valor medio degli altri dati degli ultimi 18 giorni sul livello del fondo che, con i dati del 20/4 e 21/4, sembrava aver cominciato a scendere sotto al 10%.
Questo dato, conferma percio' l'inizio di una lenta discesa della curva dei contagi sotto al 10%, che era il livello del fondo prima della terza ondata, annunciata dai primi due dati bassi (20/4 e 21/4) e dopo i due dati di ieri e l'altro ieri che erano invece piu' alti ma lo erano evidentemente per l'effetto del consueto picco del venerdi' (ieri) da noi annunciato (i venerdi' sono evidenziati con una lettera V rossa nel grafico).
Auspichiamo che i dati dei prossimi giorni confermino l'ipotesi di una discesa del fondo dei contagi.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 18 giorni (dal 7/4 al 24/4):
( 11.6+11.1+12.5+11.7+12.4 ) + ( 9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3+8.0 )
 <------ Zona rossa ------>      <--------------------- Zona arancione -------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=9.4 ; Media dei 18 giorni=10.0.

Con la zona arancione percio' i contagi NON sono risaliti ma scesi da 11.9% al 10%.
Quindi possiamo affermare che nei 18 giorni il fondo dei contagi e' tornato verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata e quasi certamente continuera' a scendere grazie all'alto livello di immunita' (oltre 70%) diffusa in Piemonte.
Torna allora valido il nostro commento di sorpresa , che avevamo fatto il 21/4, dopo il primo accenno di discesa dei dati.
Sara' di grande interesse vedere fino a che livello si riuscira' a farlo scendere. perche' al 10% corrispondono circa 200 decessi al giorno. Nell'estate 2020 questo fondo era al 2%.
Le nostre conclusioni sono:
  • L'incremento dei contagi per il passaggio da zona rossa a zona arancione NON c'e' stato, anzi i contagi invece di salire sono scesi, dall'11.9% con la zona rossa al 10% con la zona arancione, grazie all'alta immunita' diffusa (con il senno del poi forse si poteva riaprire in arancione anche prima, perche' si e' visto che l'arancione non ha affatto peggiorato la situazione dei contagi);
  • Tutti questi dati fluttuano finora intorno ad un valore pressoche' costante che va dall'11% al 10%, che e' il valore medio del fondo attuale dell' epidemia degli asintomatici , che sta alimentando i contagi presenti permanentemente in Piemonte.
Ora ci auguriamo che anche i dati dei prossimi giorni risultino stabilmente tutti sotto al 10% per diminuire con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione, anche se in tempi abbastanza piu' lunghi.

RIAPERTURE:   In queste condizioni ci risulta poco comprensibile perche' le Autorita' continuino a mantenere cosi' tante attivita' ancora chiuse fino al 26/4 (in Piemonte). Non e' chiaro cos'altro si stia aspettando che succeda, dato che e' prevedibile che il fondo dei contagi (cioe' l' epidemia degli asintomatici ) impieghera' un tempo non breve per scendere significativamente sotto al 10%.
Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione risulta invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Per questo non temiamo una importante risalita dei contagi dopo la riapertura, purche' la gente abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che comunque non impara se si prolungano le restrizioni.
Il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali. In questo caso e' evidentemente il costo della prudenza.
Spieghiamo la ragione del nostro ottimismo: in condizioni normali un'ondata si esaurisce se la percentuale di immunizzati diventa molto alta (65%): lo abbiamo visto con la terza ondata.
Poi le immunita' decadono con il passare del tempo e la popolazione torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che ci sembra si stiano adottando anche oggi.
In questa situazione riteniamo di poter essere fiduciosi sul buon esito delle riaperture, vincolando pero' tutti al rispetto delle norme del buon senso, che abbiamo gia' spiegato e che sono ancora piu' importanti per la presenza questa volta della variante inglese.
In tutte le riaperture si dovranno pero' mantenere sempre i giusti comportamenti.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Non ci resta che sperare che non si scatenino dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora in discesa, all'8%, dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10% e' ancora un livello elevatissimo che dovremo riuscire ad abbassare aumentando la percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora, se questo livello del fondo dei contagi del 10% perdurasse, ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che speriamo si riesca a far scendere poi abbastanza sotto al 10%.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto purtroppo ancora intorno al 10%, com'era prima della terza ondata.
Ci dobbiamo aspettare percio' che anche tutti i dati dei prossimi giorni comincino a scendere risptto alla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico al livello del fondo costante attuale del 10%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata con il "pianerottolo del fondo al 10%, che pero' ora forse riprende a scendere.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 24/4 permane la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 8.0%.
    Ci auguriamo che questo fondo continui a scendere sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello medio dei contagi del 10% e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


CON LE RIAPERTURE SI RISCHIA DI FAR RISALIRE I CONTAGI?   (24 aprile 2021)
Questo timore sorge quando si pensa a quello che e' successo in Sardegna che come colore di rischio era "bianca" ed in seguito ai comportamenti delle persone ora e' l'unica regione "rossa" d'Italia.
Siccome le restrizioni servono proprio a limitare questi comportamenti, si tende a temporeggiare prolungando per prudenza la durata delle restrizioni, cioe' procrastinando di una, due settimane o piu' le riaperture.
Per gli stessi motivi anche gli esperti invitano alla cautela ma prolungare tanto un rimedio per curare il male puo' arrivare ad accentuare cosi' tanto il danno che la cura puo' diventare allora peggiore del male.
Siccome entrano in gioco i comportamenti delle persone, non e' un problema che si puo' risolvere con una formula.
Nella decisione conta pesantemente il rischio di crescita dei contagi che dipende non solo dai comportamenti delle persone ma anche dalla facilita' che trova il virus a trasmettersi da una persona ad un'altra, quel concetto che noi abbiamo chiamato contagiosita' del virus (in tempo reale).
Questa contagiosita' dipende dal virus, per cui nel caso della variante inglese e' maggiore, ma anche dalle condizioni ambientali che sono la temperatura e la percentuale d'immunita' diffusa.
Quest'ultima e' quella che ci interessa maggiormente ora perche', alla luce dei dati da noi analizzati per il Piemonte, e' molto alta ed in ulteriore crescita.
Cioe', se i nostri calcoli sono giusti, il Piemonte e' gia' arrivato praticamente all'immunita' di gregge e quindi non dovrebbe correre i rischi che ha dovuto correre la Sardegna prima di diventare rossa e nemmeno quelli che stanno correndo ora i tedeschi perche' entrambi erano ben lungi dall'immunita' di gregge (la Sardegna era stata bianca e la Germania aveva avuto contagi molto inferiori a quelli dell'Italia).
Le condizioni in Italia oggi, per quelle regioni che hanno avuto un'evoluzione recente dei contagi come quella del Piemonte, sono radicalmente diverse.
Solo per quelle regioni possiamo esprimerci, per le altre come la Sardegna evidentemente no, perche' bisogna fare prima il semplice calcolo dell'immunita' diffusa.
Per questo personalmente riteniamo che i rischi di una risalita persistente dei contagi siano minimi, anche perche' riteniamo che ormai le persone abbiano capito che non possono comportarsi come fosse un gioco "libera tutti".
C'e' un problema pero':   Ovviamente la percentuale d'immunita' diffusa puo' essere diversa regione per regione (in Piemonte e' alta ma per esempio in Sardegna e' sicuramente la piu' bassa d'Italia, se no non sarebbe ancora zona rossa).
Questo crea dei livelli di contrasto diversi alla diffusione del virus, che puo' creare problemi nelle regioni in cui l'immunita' e' piu' bassa: in queste regioni la gente dovra' essere informata di dover mantenere comportamenti piu' prudenti di quelli ammessi nelle altre regioni, per evitare provvedimenti restrittivi (che poi hanno anche poco effetto, perche' quello che conta sara' solo un'accelerazione delle vaccinazioni).
Abbiamo un precedente caso come il nostro che e' quello del Regno Unito, dove hanno avuto la stessa variante inglese, con un lockdown lunghissimo, che si potevano risparmiare secondo noi dopo averne visto l'inefficacia ad azzerare i contagi (li avrebbe dovuti dimezzare ogni 9 giorni, se fosse stato solo il Sars-CoV-2).
Grazie ad un'efficiente campagna vaccinale pero' loro hanno innalzato l'immunita' diffusa di tutto il Paese, cosi' i contagi sono scesi ed ora stanno riaprendo senza rischiare piu' di tanto la risalita dei contagi.
E' quello che sta succedendo anche a noi, che abbiamo compensato la minore percentuale di vaccinazioni con una maggiore immunita' naturale (acquisita da infezione). Tutto andra' bene, se non saremo piu' sciocchi degli inglesi.
Che vuol dire in questo caso essere sciocchi lo spiego con un esempio, utile per sottolineare che ci troviamo in una situazione nuova, diversa dalle ondate precedenti (per la presenza massiccia della variante inglese cosi' tanto piu' contagiosa).
Andra' benissimo fare dei pic-nic in tanti sul prato, anche senza mascherina se si e' con tutte persone con cui si e' abitualmente in contatto, nessuno escluso.
Non va bene invece un pic-nic in cui ci sono persone nuove con cui si puo' fare amicizia, come accade giustamente con i giovani solitamente nei loro luoghi d'incontro. Questi sono i casi con alto rischio di diffusione del contagio, tanto piu' pericolosi quanto piu' numerose sono le persone estranee che s'incontrano. La variante inglese non perdona, e' cosi' contagiosa che credo neppure la mascherina serva a molto: se si passa vicino ad una persona infetta ci si contagia (per questo i contagiati del fondo degli asintomatici si e' quintuplicato (dal 2% al 10%).
L'unica difesa e' l'immunta', che protegge al 90%. Quindi se non si e' immuni, si deve evitare di entrare in contatto con sconosciuti.
La nostra previsione di non risalita dei contagi non e' pero' una deduzione con validita' scientifica, come quella del nostro calcolo dell' immunita' diffusa in Piemonte ma solo un'opinione, che messa alla prova dei fatti potrebbe anche rivelarsi troppo ottimistica.
E' un dato di fatto pero' l'efficacia dell'immunita' diffusa nell'abbattimento dei contagi della terza ondata, a fronte della provata inefficacia delle restrizioni, piu' volte da noi sottolineata.
Per questo ci appare strano insistere oltre un giusto limite nel mantenere a lungo restrizioni che hanno un costo che qualcuno dovra' pagare e che si sono dimostrate poco efficaci, dato che l'immunita' diffusa, che invece si e' dimostrata efficace, persistera' molto a lungo, incrementandosi ancora di piu' grazie alle vaccinazioni in corso.
Cosi' abbiamo annunciato le nostre BUONE NOTIZIE.

A PROPOSITO DI COMPORTAMENTI:   (24 aprile 2021)
Oggi nel telegiornale sono apparse immagini emblematiche del piazzale della stazione centrale di Milano tutto pieno di tanti giovani assembrati in gruppi numerosi, seduti sul prato senza mascherina, a fare pic-nic consumando panini e bibite venduti da tanti venditori ambulanti. Altri assembramenti e affollamenti numerosi si sono verificati anche alla Darsena ed ai Navigli. Passeggiare in tanti e fare pic-nic non e' un problema, ma non cosi'.
La mia indignazione non e' stata tanto per il "menefreghismo" e l'ignoranza di quei giovani, cosi' tanti e cosi' ravvicinati senza mascherina, impegnati a facilitare la trasmissione di molti virus tra persone diverse, ignari che anche nelle infezioni senza sintomi i virus che attaccano un organo lasciano spesso danni permanenti, irreversibili, che possono sviluppare complicanze a lungo termine, ma per l'assenza della vigilanza (i vigili da soli evidentemente non bastano).
Per questa facilita' di contagio creatasi, ci saranno alcune decine di persone infette in piu' (l'immunita' diffusa e le vaccinazioni ci proteggono ma la variante inglese non perdona chi si espone), che andranno a contribuire in incognito all'epidemia degli asintomatici, senza neanche accorgersene, perche' non si ammalano essendo giovani. Pero' nei prossimi giorni a casa loro qualche anziano si potrebbe ammalare di Covid-19, senza sapere come sia successo e potrebbe anche (nel 3% dei casi) andare ad incrementare tra un mese quei 300 e piu' morti che abbiamo ogni giorno (sono 100.000 all'anno, cioe' 30 disastri come quello delle "torri gemelle" ogni anno).
Anche a Roma si era creata praticamente una movida in strada e la via del Corso e' stata chiusa per disperdere la folla.
Il picco di Natale ben visibile nel grafico e' stato creato cosi', per lo shopping natalizio, altrimenti non ci sarebbe stato.
Non e' bello stimare a quante persone e' costato la vita ma puo' essere molto istruttivo.
Se il livello di contagi del 10% provoca circa 200 decessi al giorno , innalzare i contagi dal 10% al 14% (valore medio) per 17 giorni (tanto e' durato il picco di Natale: basta contare i punti alti nel picco) ne comporta altri 80 in piu' per ognuno dei 17 giorni del picco.
Se si vuol vivere sicuri, evitando i contagi, si devono adottare le giuste precauzioni.

Quanto costa alla comunita' un sabato di liberta' cosi? Non possiamo saperlo perche' dipende dal numero di contagi avvenuti.
Nelle regioni con l'immunita' di gregge (come il Piemonte) i contagi sono piu' difficili e quindi saranno pochi.
Nella altre regioni potrebbero pure essere tanti (per l'alta contagiosita' della variante inglese), come per esempio 1/14 dei contagi del picco di Natale (che e' durato un paio di settimane).
Dipende da quanti contatti hanno avuto ed avranno poi le persone (i superdiffusori che circolano nella movida ne hanno tanti).
Se saranno tanti o pochi lo sapremo guardando il grafico dei contagi nei prossimi giorni.
Sono proprio tanti sempre, ma anche atroci, se sono avvenuti per fare la movida!

Sono sicuro che questa gente che rifiuta i divieti, continuera' sempre a comportarsi cosi', assumendosi questi rischi incoscientemente, senza sentirsi responsabili di alcunche'. Molti di loro questi discorsi non li vogliono neanche ascoltare, per cui credo sia da escludere che possano imparare a comportarsi meglio.
Se questo fenomeno fosse molto diffuso, anche nelle altre citta', per avere la necessaria vigilanza, forse le Autorita' potrebbero essere costrette a militarizzare un po' piu' il territorio (per aiutare i vigili), anche se non piacerebbe a nessuno ma sarebbe meglio che non lasciar morire cosi' tante persone e tenere tutto chiuso cosi' spesso.
Tutti vogliamo tornare a vivere come prima ma per ora non si puo': si deve prenderne atto.

Questo e' il Covid-19: una minaccia subdola, nascosta e persistente, capace di usare i piu' giovani, che non si ammalano, per perpetuare la presenza dei virus con l'epidemia nascosta degli asintomatici, ognuno dei quali li alleva nel proprio corpo, diffondendoli per un mese (poi guarisce).
Cosi' noi umani veniamo usati dai virus come inconsapevoli cavalli di Troia per diffondere sempre piu' l'infezione tra il prossimo (famigliari, amici, colleghi, ecc.).


Vai al giorno: ....   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5  

SITUAZIONE DEL 23/4 (ore 18:20): I decessi di oggi in Italia sono 342 (oltre 118.000 dall'inizio della pandemia), valore inferiore ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo ad aprile ci dobbiamo aspettare ancora un alto numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute all'inizio della coda discendente della terza ondata (che e' cominciata a diminuire ai primi di aprile).
Quando diminuiranno i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora nell'ultima decade di aprile i decessi cominceranno a scendere gradualmente ed in modo definitivo verso i 200 decessi al giorno , se il livello del fondo rimane intorno al 10%, per poi calare ulteriormente quando diventera' importante l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che fara' diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo gia' fatto il 4/2 commentando i TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 10.3% (ultima colonnina a destra nel grafico ), e' praticamente uguale a quello di ieri e sono collocati al valor medio degli altri dati degli ultimi 16 giorni sul livello del fondo che fino all'altro ieri sembrava scendere sotto al 10%, com'era prima della terza ondata.
Questo dato, pur NON confermando l'inizio di una lenta discesa della curva dei contagi sotto al 10%, che era il livello del fondo prima della terza ondata, potrebbero pero' essere piu' alti per effetto del consueto picco del venerdi' (oggi).
Dobbiamo percio' ancora attendere i dati dei prossimi giorni per sapere se confermeranno o no l'ipotesi di una discesa.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 17 giorni (dal 7/4 al 23/4):

11.6+11.1+12.5+11.7+12.4 + (9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4+10.3)
<--------- Zona rossa ------->   <---------------------- Zona arancione ------------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=10.0 ; Media dei 15 giorni=10.6.

Quindi possiamo affermare che nei 17 giorni il fondo dei contagi sta lentamente tornando verso il valore costante del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata.
Le nostre conclusioni sono:
  • L'incremento dei contagi per il passaggio da zona rossa a zona arancione NON c'e' stato, anzi i contagi invece di salire sono scesi, dall'11.9% con la zona rossa al 10% con la zona arancione, grazie all'alta immunita' diffusa (con il senno del poi forse si poteva riaprire in arancione anche prima, perche' si e' visto che l'arancione non ha affatto peggiorato la situazione dei contagi);
  • Tutti questi dati fluttuano intorno ad un valore pressoche' costante che va dall'11% al 10%, che e' il valore del fondo attuale dell' epidemia degli asintomatici , che sta alimentando i contagi presenti permanentemente in Piemonte.
Ora ci aspettiamo percio' che anche i dati dei prossimi giorni risultino stabilmente tutti intorno al 10% per poi diminuire con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione, forse in tempi abbastanza piu' lunghi.
E' quindi un fatto accertato che in Piemonte i contagi sono ormai stabilizzati sul livello del fondo ormai da oltre 2 settimane (non sembrano aver iniziato, per ora, una diminuzione stabile).

RIAPERTURE:   In queste condizioni ci risulta poco comprensibile perche' le Autorita' continuino a mantenere cosi' tante attivita' ancora chiuse fino al 26/4 (in Piemonte). Non e' chiaro cos'altro si stia aspettando che succeda, dato che e' prevedibile che il fondo dei contagi (cioe' l' epidemia degli asintomatici ) impieghera' un tempo non breve per scendere significativamente sotto al 10%.
Alla luce dei risultati ottenuti con le restrizioni adottate di recente (zona rossa e poi arancione) non risulta che siano riuscite a diminuire significativamente i contagi.
Questa diminuzione risulta invece essere stata provocata dalla crescita del livello dell'immunita' diffusa, arrivata molto in alto (72%) , che seguitera' ad esistere e crescere anche dopo le riaperture.
Per questo non temiamo una importante risalita dei contagi dopo la riapertura, purche' la gente abbia imparato a comportarsi consapevolmente , cosa che comunque non impara se si prolungano le restrizioni.
Il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali. In questo caso e' evidentemente il costo della prudenza.
Spieghiamo la ragione del nostro ottimismo: in condizioni normali un'ondata si esaurisce se la percentuale di immunizzati diventa molto alta (65%): lo abbiamo visto con la terza ondata.
Poi le immunita' decadono con il passare del tempo e la popolazione torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8% ), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che ci sembra si stiano adottando anche oggi.
In questa situazione riteniamo di poter essere fiduciosi sul buon esito delle riaperture, vincolando pero' tutti al rispetto delle norme del buon senso, che abbiamo gia' spiegato e che sono ancora piu' importanti per la presenza questa volta della variante inglese.
In tutte le riaperture si dovranno percio' sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare che ci sia stato un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla, come si puo' vedere nella curva dei contagi a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Non ci resta che sperare che non si scatenino dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora ancora 10.6% dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10.6% e' un livello elevatissimo che dovremo riuscire ad abbassare aumentando la percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora questo livello del fondo dei contagi superiore al 10% ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che speriamo si riesca a far scendere poi abbastanza sotto al 10%.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 61+11% di immunizzati , sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto purtroppo ancora intorno al 10%, com'era prima della terza ondata.
Ci dobbiamo aspettare percio' che anche tutti i dati dei prossimi giorni si adagino sulla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico al livello del fondo costante attuale del 10%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 72% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo, che durerebbe molto a lungo, ma che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura, forse per mesi).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 23/4 permane la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 10.3%.
    Ci auguriamo che questo fondo scenda sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello dei contagi del 10% e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.



CALCOLO DELLA PERCENTUALE DI IMMUNIZZATI IN PIEMONTE   (23 aprile 2021)
Abbiamo gia' fatto il calcolo del numero di immunizzati in Piemonte il 9/4.
Siccome il fondo dei contagi al 10% genera continuamente nuovi immunizzati ed anche le vaccinazioni progrediscono, oggi gli immunizzati sono aumentati cosi' tanto da fornirci un'ottima copertura di immunita' naturale.
Possiamo capire perche' noi in Piemonte l'abbiamo, possiamo confrontare i contagi con quelli dei tedeschi , che sono stati piu' bravi di noi ad avere meno contagi, ma proprio per questo ora hanno una minore copertura di immunita' naturale.
Aggiorniamo allora il calcolo al 23/4 (per semplicita' i dati sono ricavati da stime solo visive sui grafici, sufficienti per i nostri scopi).
Calcoliamo le aree delle varie porzioni della curva dei contagi, che corrispondono al totale delle persone risultate positive ai test e quindi prima contagiate e poi immunizzate. Li contiamo misurando le aree delle 3 ondate della pandemia (sono l'ordinata moltiplicata per la frazione di mese, perche' in un mese c'e' il ricambio dei contagiati che guariscono):
  1. La seconda ondata del novembre 2020 e' durata 60 giorni con un valor medio di contagi del 6%: quindi se ogni 30 giorni e' rimasto infettato il 6% della popolazione, in tutta la seconda ondata e' rimasto immunizzato il 12%.
  2. L'ondata di Natale e' durata 30 giorni con un valor medio di contagi dell'11% quindi e' rimasto immunizzato l'11% della popolazione.
  3. La terza ondata attuale ha mantenuto i contagi costanti al 10% tra il giorno 20 ed il giorno 50 del 2021, producendo un 10% di immunizzati.
  4. Poi e' iniziato il picco della terza ondata che e' durato fino al giorno 90 (altri 40 giorni) con un valor medio di contagi del 15%, producendo altri 40/30*15% = 20% di immunizzati.
    Il totale finora e' di 12% + 11% + 10% + 20% = 53% per (seconda ondata + ondata Natale + giorni 20...50 + giorni 51...90).
    Per arrivare ad oggi (giorno 113 dall'inizio del 2021) bisogna aggiungerci il contributo dei giorni 91...113 (altri 23 giorni).
  5. Questi ultimi 23 giorni, sulla coda della terza ondata dal giorno 91 al 113, con media 11% contribuiscono con altri 11*23/30 = 8% di immunizzati.
    Il totale aggiornato degli immunizzati "naturali" e' = 12% + 11% + 10% + 20% + 8% = 61% a cui si devono aggiungere gli immunizzati da vaccini, che al 23/4 sono 5 milioni con 2 dosi e 17 milioni con 1 dose pari rispettivamente al 8% e 28% da ridurre del 39%=100%-61% (i vaccinati che erano gia' immunizzati naturali non li aggiungiamo, erano gia' compresi).
    Considerando immunizzati alla malattia anche i vaccinati con una sola dose (lo afferma uno studio inglese) la percentuale da aggiungere al 61% degli immunizzati naturali e' quindi: immunizzati da vaccinazione = 28 x 0.39 = 11%
    Aggiungendo questo 11% di vaccinati si arriva al TOTALE IMMUNIZZATI, aggiornato al 23/4 = 61% + 11% = 72%.
    Rispetto al calcolo precedente del 63% c'e' un 9% in piu' (non essendoci immunita' decadute, perche' tutte recenti, successive al novembre 2020).
Da ora in poi se il fondo resta al 10%, gli immunizzati naturali aumentano dell' 1% ogni 3 giorni, mentre gli immunizzati vaccinati, al ritmo di 300.000 al giorno, aumentano dell' 1% ogni 2 giorni.
Quindi il totale degli immunizzati naturali+vaccinati salira' oltre il 72% di 0.33+0.50 = 0.83% OGNI GIORNO per tutti i prossimi giorni, almeno finche' non comincera' il decadimento temporale delle immunita', che dovrebbe avvenire gradualmente, da giugno in poi.

BUONE NOTIZIE percio': le regioni che hanno avuto da ottobre in poi percentuali di contagi simili a quelle nel grafico del Piemonte saranno arrivate all'immunita' di gregge gia' a MAGGIO.
Si noti bene che l'immunita' di gregge non elimina contagi e decessi. Li attenua molto ed impedisce l'esplosione esponenziale dei contagi (perche' e' Rt<1).
Per cui occorre sempre molta prudenza ed in tutte le riaperture si devono tenere presenti le nostre raccomandazioni.
E' sconcertante che nessuno sembra si sia accorto di questa situazione: sembra che facciano i calcoli per l'immunita' di gregge con la sola immunita' dei vaccini senza considerare che negli ultimi mesi in Italia a differenza della Germania , per esempio, c'e' stato un livello dei contagi molto alto che ha generato un'immunita' "naturale" diffusa, ora molto estesa, che e' anche migliore di quella dei vaccini perche' piu' specifica per il virus che ha infettato.
Questo probabilmente potrebbe ritardare le varie riaperture (si attende di arrivare ad un maggiore livello protezione immunitaria che in realta' gia' c'e').
Se la situazione da noi presentata e' reale, allora non puo' non comportare conseguenze importanti.
  • N.B. Questo calcolo del numero di immunizzati in Piemonte, anche se e' approssimativo perche' per rapidita' e' stato basato su stime a vista delle aree delle varie porzioni delle curve dei dati sperimentali sui contagi, non e' una congettura o un'opinione ma una solida deduzione metodologicamente corretta di informazioni contenute nei dati sperimentali riportati nei grafici, nei limiti di affidabilita' dei dati stessi (ogni contagiato, come quelli positivi al test, inevitabilmente produce anticorpi e diviene poi un immunizzato naturale che si aggiunge agli immunizzati vaccinali: cosi' si puo' calcolare la percentuale di popolazione immunizzata presente oggi in Piemonte e noi lo abbiamo fatto).


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SITUAZIONE DEL 22/4 (ore 17:50): I decessi di oggi in Italia sono 360 (oltre 117.000 dall'inizio della pandemia), valore inferiore ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo ora al 22 di aprile ci dobbiamo aspettare ancora un alto numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute all'inizio della coda discendente della terza ondata (che e' cominciata a calare ai primi di aprile).
Quando cominceranno a diminuire i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora dopo il 20/4 i decessi cominceranno a scendere gradualmente ed in modo definitivo verso i 200 decessi al giorno , se il livello del fondo rimane intorno al 10%, per poi calare ulteriormente quando diventera' importante l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che fara' diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10% (forse al 2% come nell'estate del 2020).
L'argomento ha meritato di essere approfondito, come abbiamo gia' fatto il 4/2 commentando i TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 10.4% (ultima colonnina a destra nel grafico ), e' risalito al valor medio degli altri dati degli ultimi 15 giorni sul livello del fondo che fino a ieri sembrava scendere sotto al 10%, com'era prima della terza ondata.
Percio' questo dato NON conferma l'inizio di una lenta discesa della curva dei contagi sotto al 10%, che era il livello del fondo prima della terza ondata.
Dobbiamo ancora attendere i dati dei prossimi giorni per sapere se confermeranno o no questa ipotesi.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 16 giorni (dal 7/4 al 22/4):

11.6+11.1+12.5+11.7+12.4 + (9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9+10.4)
<--------- Zona rossa ------->   <---------------------- Zona arancione ------------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=10.0 ; Media dei 15 giorni=10.6.

Quindi possiamo affermare che nei 16 giorni il fondo dei contagi potrebbe tornare verso il valore del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata.
Le nostre conclusioni sono:
  • L'incremento dei contagi per il passaggio da zona rossa a zona arancione NON c'e' stato, anzi i contagi invece di salire sono scesi, dall'11.9% con la zona rossa al 10% con la zona arancione, grazie all'alta immunita' diffusa (con il senno del poi forse si poteva riaprire in arancione anche prima, perche' si e' visto che l'arancione non ha affatto peggiorato la situazione dei contagi);
  • Tutti questi dati fluttuano intorno ad un valore pressoche' costante che va dall'11% al 10%, che e' il valore del fondo attuale dell' epidemia degli asintomatici , che sta alimentando i contagi presenti permanentemente in Piemonte.
Ora ci aspettiamo percio' che anche i dati dei prossimi giorni risultino stabilmente tutti intorno al 10% per poi diminuire con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione, forse in tempi abbastanza piu' lunghi.
E' quindi un fatto accertato che in Piemonte i contagi sono ormai stabilizzati sul livello del fondo ormai da oltre 2 settimane (non sembrano aver iniziato, per ora, una diminuzione stabile).

RIAPERTURE:   In queste condizioni ci risulta poco comprensibile perche' le Autorita' continuino a mantenere cosi' tante attivita' ancora chiuse fino al 26/4 (in Piemonte). Non e' chiaro cos'altro si stia aspettando che succeda, dato che e' prevedibile che il fondo dei contagi (cioe' l' epidemia degli asintomatici ) impieghera' un tempo non breve per scendere significativamente sotto al 10%.
Il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali. In questo caso e' evidentemente il costo della prudenza.
Spieghiamo la ragione del nostro ottimismo: in condizioni normali un'ondata si esaurisce se la percentuale di immunizzati diventa molto alta (65%): lo abbiamo visto con la terza ondata.
Poi le immunita' decadono con il passare del tempo e la popolazione torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata, non piu' lontana di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira' (anzi e' gia' cresciuta di un altro 8%), avvicinandosi sempre di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che ci sembra si stiano adottando anche oggi.
In questa situazione riteniamo di poter essere fiduciosi sul buon esito delle riaperture, vincolando pero' tutti al rispetto delle norme del buon senso, che abbiamo gia' spiegato e che sono ancora piu' importanti per la presenza questa volta della variante inglese.
In tutte le riaperture si dovranno percio' sempre tenere ben presenti queste nostre raccomandazioni.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare finora un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo poco civile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa in tutta Italia costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Non ci resta che sperare che non si scatenino dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione.
Credo che, nella situazione attuale in Piemonte, loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' un'alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora ancora 10.6% dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il valor medio del 10.6% e' un livello elevatissimo che dovremo riuscire ad abbassare aumentando la percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' un po' di tempo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora questo livello del fondo dei contagi superiore al 10% ci causera' circa 200 decessi al giorno .
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che speriamo si riesca a far scendere poi abbastanza sotto al 10%.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 65+8% di immunizzati, sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto purtroppo ancora intorno al 10%, com'era prima della terza ondata.
Ci dobbiamo aspettare percio' che anche tutti i dati dei prossimi giorni si adagino sulla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico al livello del fondo costante attuale del 10%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 65+8% e poi, con il progredire delle prossime vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo, che durerebbe molto a lungo, ma che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura, forse per mesi).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 31 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63+8%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 22/4 permane la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 10.4%.
    Ci auguriamo che questo fondo scenda sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' ancora troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello dei contagi del 10% e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


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SORPRESA DEL 21/4: IL FONDO SCENDE SUBITO (dall'11% a 0% ?)   (21 aprile 2021)
Nel nostro commento I NUMERI DELLA PANDEMIA abbiamo scritto quello che dev'essere fatto nel 2021:

In conclusione due sono i problemi da risolvere:
  1. Uno piu' immediato, di abbattere il fondo degli asintomatici dal 10% al 2% (per ridurre i decessi giornalieri dai 200 decessi al giorno di oggi a 60 per l'estate), con piu' vaccinazioni possibile da fare subito.
  2. L'altro piu' a lungo termine, e' la profilassi vaccinale per sostituire il 50% di copertura attuale di immunita' naturale (che noi abbiamo mentre i tedeschi , che sono stati piu' bravi di noi ad avere meno contagi, non hanno) con quella vaccinale, portando l'Italia verso la prossima stagione fredda con almeno il 65% di immunita' vaccinale. Per arrivare al 50% occorrono 30 milioni di vaccinazioni da fare entro settembre.
L'ottima nuova notizia e' che, contrariamente alle mie aspettative, credo che il primo problema sia gia' quasi risolto
Avevo detto che il 10% di fondo dei contagi e' un fondo altissimo, perche' ero concentrato soprattutto sui decessi che comporta ( 200 decessi al giorno .
Ma oltre ai decessi, cosi' tanti contagi producono anche tanti immunizzati!
Infatti estendendo il calcolo fino ad oggi, il 53% di immunizzati naturali di 20 giorni fa ora e' cresciuto dell'8% in piu'. Aggiungendoci il 10% esistente di immunizzati da vaccinazioni, il totale di immunizzati oggi non e' piu' il 63% ma il 71% ed anche gli immunizzati da vaccinazioni sono cresciuti, per cui ora siamo vicini al 75% di immunizzati in Piemonte, che cosi' e' ormai vicino all'immunita' di gregge (l'immunita' e' l'unica cosa che ha funzionare bene contro la variante inglese, dato che ha fatto diminuire definitivamente i contagi della terza ondata, cosa che non era accaduta invece con le restrizioni della zona rossa).
E per ogni altri 3 giorni che passano, finche' i contagi rimangono intorno al 10%, gli immunizzati crescono ulteriormente di un altro 1%, superando il 75% (e non dovrebbero ancora diminuire significativamente, perche' i piu' longevi di quelli da noi inclusi nel calcolo, risalgono al mese di novembre, cioe' a meno di 6 mesi fa).
Allora gli due ultimi dati di 8.4% e 8.9% (di ieri ed oggi), che sono sotto alla media (11%) precedente del fondo, non credo piu' che siano fluttuazioni ma l'inizio di una decrescita del fondo, che non so prevedere quanto in basso arrivera' perche' con la variante inglese e' difficile da prevedere, ma certo e' un'ottima notizia quella che ci arriveremo prima del previsto, perche' cosi' avremo migliaia di vittime in meno. (P.S. Il giorno dopo (22/4) pero' i contagi sono risaliti al 10.4%, forse svuotando di significato questi nostri commenti; e' un dato solo e domani e' venerdi', il giorno dei picchi; restiamo a vedere cosa succedera' nei prossimi giorni).

DECRESCITA DEL FONDO:   Quanto quest'inizio di un'immunita' di gregge possa far scendere il livello del fondo potrebbe essere influenzato dalla presenza di due tipi diversi di virus: il Sars-CoV-2 (stimata al 10%) e la sua variante inglese (per il rimanenta 90%).
Il fatto che dopo la fine del picco della terza ondata per 13 giorni il fondo non sia diminuito ma e' rimasto costante intorno all'11% potrebbe indicare che vi partecipa prevalentemente la componente che richiede una percentuale piu' alta dell'immunita' diffusa, che e' stata raggiunta solo dopo quei 13 giorni, durante i quali gli immunizzati sono continuati a crescere di numero.
Siccome il picco della terza ondata era dominato dalla variante inglese, se l'immunita' che ha fatto scendere il picco ha poi lasciato costante il fondo, vuol dire che nel fondo (degli asintomatici) e' prevalente l'altro virus, il Sars-CoV-2, che evidentemente comincia a regredire solo quando l'immunita' diffusa raggiunge una percentuale un po' piu' alta (ci sono voluti altri 13 giorni di produzione di altre immunita' naturali: il 0.3% al giorno per 13 giorni ne produce il 4% in piu'.
Questa prevalenza del Sars-CoV-2 nel fondo dei contagi e' plausibile, perche' l'epidemia degli asintomatici, che ha sempre un livello di contagi piuttosto basso, e' caratterizzata da un ricambio di contagi meno frequente e pertanto una nuova variante, come quella inglese che e' apparsa in Piemonte solo a gennaio 2021, potrebbe non aver ancora avuto il tempo di propagarsi nell'epidemia degli asintomatici, che prima era composta dal solo Sars-CoV-2.
Essendo il fondo degli asintomatici persistente per tutto l'anno potrebbe anche contenere un miscuglio di piu' varianti diverse, ognuna delle quali potrebbe presentare una diversa soglia di sensibilita' al livello di immunita' diffusa.
Staremo a vedere sperimentalmente cosa succede.
La conferma o meno arrivera' subito, gia' nei prossimi giorni.

RIAPERTURE:   Aspettiamo pure la conferma, cosi' i contagi scendono ancora un po', ma se poi risultera' vero quello che stiamo affermando, la prudenza nelle riaperture in Piemonte, che ci costa 20 milioni al giorno, risultera' inutile e si dovra' riaprire e la gente dovra' comportarsi in modo abbastanza coscienzioso.
Comunque non si puo' tenere sempre tutto chiuso per prudenza e, quando si e' vicini all'immunita' di gregge, com'e' ora in Piemonte, si devono riaprire le varie attivita', senza perdere tempo e denaro (se non si riapre adesso, allora quando?).
Ci voleva proprio una buona notizia, finalmente.
  • N.B. Il nostro calcolo del numero di immunizzati in Piemonte, anche se e' approssimativo perche' per rapidita' e' stato basato su stime a vista delle aree delle varie porzioni delle curve dei dati sperimentali sui contagi, non e' una congettura o un'opinione ma una solida deduzione metodologicamente corretta di informazioni contenute nei dati sperimentali riportati nei grafici, nei limiti di affidabilita' dei dati stessi (ogni contagiato, come quelli positivi al test, inevitabilmente produce anticorpi e diviene poi un immunizzato naturale che si aggiunge agli immunizzati vaccinali: cosi' si puo' calcolare la percentuale di popolazione immunizzata presente oggi in Piemonte e noi lo abbiamo fatto).

SITUAZIONE DEL 21/4 (ore 17:30): I decessi di oggi in Italia sono 364 (oltre 117.000 dall'inizio della pandemia), valore inferiore ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo ora al 20 di aprile ci dobbiamo aspettare ancora un alto numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute all'inizio della coda discendente della terza ondata (che e' cominciata a calare ai primi di aprile).
Quando cominceranno a diminuire i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora secondo dopo il 20/4 i decessi cominceranno a scendere gradualmente ed in modo definitivo verso i 200 decessi al giorno , se il livello del fondo e' 10%, per poi calare ulteriormente quando diventera' importante l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che fara' diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici molto sotto al 10%.
L'argomento secondo noi merita di essere approfondito come abbiamo gia' fatto il 4/2 commentando i TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva dei contagi, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 8.9% (ultima colonnina a destra nel grafico ), e' finalmente abbastanza piu' in basso degli altri dati degli ultimi 14 giorni sul livello del fondo che fino a ieri era dell'11% e ci aspettiamo che scenda verso il 10%, com'era prima della terza ondata.
Non possiamo ignorare che prima di oggi ci sono stati 13 giorni tutti su un "pianerottolo" di 11%, per cui crediamo che il valore piu' basso di oggi, come quello di ieri, possano essere due fluttuazioni dei dati intorno al valore medio dell'11% ma saremmo ben contenti se invece fossero l'inizio di una sia pur lenta discesa della curva dei contagi verso il 10%, che era il livello del fondo prima della terza ondata.
I dati dei prossimi giorni confermeranno o meno questa ipotesi
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 15 giorni (dal 7/4 al 21/4):

11.6+11.1+12.5+11.7+12.4 + (9.8+8.8+10.6+11.4+10.2+10.5+11.3+10.3+8.4+8.9)
<--------- Zona rossa ------->   <-------------------- Zona arancione -------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=10.0 ; Media dei 15 giorni=10.6.

Quindi possiamo affermare che nei 15 giorni il fondo dei contagi potrebbe tornare verso il valore del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata.
Le nostre conclusioni sono:
  • L'incremento dei contagi per il passaggio da zona rossa a zona arancione NON c'e' stato, anzi i contagi invece di salire sono scesi per l'alta immunita' diffusa (con il senno del poi si poteva riaprire anche prima);
  • Tutti questi dati fluttuano intorno ad un valore pressoche' costante che va dall'11% al 10%, che e' il valore del fondo attuale dell' epidemia degli asintomatici e che sta alimentando i contagi presenti permanentemente in Piemonte.
Ora ci aspettiamo percio' che anche i dati dei prossimi giorni risultino stabilmente tutti intorno al 10% per poi diminuire con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione, ma in tempi abbastanza piu' lunghi.
E' quindi un fatto accertato che in Piemonte i contagi sono ormai stabilizzati sul livello del fondo ormai da oltre 2 settimane.

RIAPERTURE:   Per questo ci risulta poco comprensibile perche' le Autorita' continuano a mantenere cosi' tante attivita' ancora chiuse fino al 26/4 (in Piemonte). Non e' chiaro cos'altro si stia aspettando che succeda, dato che e' prevedibile che il fondo dei contagi (cioe' l' epidemia degli asintomatici ) impieghera' un tempo non breve per scendere significativamente sotto al 10%.
Il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali. In questo caso e' evidentemente il costo della prudenza.
Spieghiamo la ragione del nostro ottimismo: in condizioni normali un'ondata si esaurisce se la percentuale di immunizzati diventa molto alta (65%): lo abbiamo visto con la terza ondata.
Poi le immunita' decadono con il passare del tempo e la popolazione torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira', anzi crescera' avvicinandosi ancora di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che ci sembra si stiano adottando anche oggi.
In questa situazione riteniamo di poter essere fiduciosi sul buon esito delle riaperture, vincolando pero' tutti al rispetto delle norme del buon senso, che abbiamo gia' spiegato e che sono ancora piu' importanti per la presenza questa volta della variante inglese.
In tutte le riaperture si dovranno percio' sempre tenere ben presenti queste nostre raccomandazioni.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare finora un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo incivile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Non ci resta che sperare che non si scatenino dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione.
Credo che loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora ancora 10.6% dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il 10.6% e' un livello elevatissimo che dovremo riuscire ad abbassare aumentando la percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' almeno un mese, credo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora questo livello del fondo dei contagi superiore al 10% ci causera' oltre 200 decessi al giorno.
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Il 10% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che speriamo si riesca a far scendere abbastanza sotto al 10%.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 65% di immunizzati, sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto purtroppo ancora intorno al 10%, com'era prima della terza ondata.
Ci aspettiamo percio' che tutti i dati dei prossimi giorni si adagino sulla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico al livello del fondo costante attuale del 10%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 65% e poi, con il progredire delle vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo, che durerebbe molto a lungo, ma che noi dobbiamo assolutamente abbassare (con le vaccinazioni), perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura, forse per mesi).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 30 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 21/4 permane la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 8.9%.
    Ci aspettiamo che questa discesa continui sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello dei contagi del 9% e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.



I NUMERI DELLA PANDEMIA   (21 aprile 2021)
E' utile fare un po' di chiarezza perche' si sente spesso dire anche da persone molto qualificate che in Italia ci sono 20.000 contagi al giorno.
Evidentemente si fa confusione tra il numero di test giornalieri risultati positivi, cioe' le persone trovate positive nei test che si fanno ogni giorno, ed il numero totale di nuove infezioni che avvengono in Italia ogni giorno.
Sono due numeri molto diversi tra loro anche se sono legati, perche' se il secondo aumenta poi aumenta anche il primo.
Non si cita mai il secondo cioe' il numero di nuove infezioni effettive che avvengono in Italia ogni giorno, che e' anche quello piu' importante come valore assoluto.
Non possiamo conoscerlo esattamente ma possiamo stimare per esempio il numero dei nuovi contagi relativi al fondo del 10%, dovuto secondo noi all' epidemia degli asintomatici :
  • Se il 10% di positivi e' il risultato dei test fatti su qualche decina di migliaia di persone praticamente scelte a caso in Italia, che ha 60 milioni di abitanti, vuol dire che il 10% degli italiani, cioe' 6 milioni, risulterebbero positivi se sottoposti al test.
  • La novita' delle ultime settimane e' che si e' arrivati a vaccinare 15 milioni di italiani che evidentemente vengono esclusi dai test. Quindi il 10% di positivi, essendo su 45 milioni di italiani anziche' su 60 milioni, corrisponde a 4.5 milioni di persone che risulterebbero positivi se sottoposte al test (infette), gli altri 60-4.5 milioni sono sani (vaccinati o no).
  • Siccome tutte queste persone infette guariscono mediamente in 30 giorni (si e' visto nel grafico della seconda ondata dove la discesa dei contagi era dovuta prevalentemente alle guarigioni), ogni giorno spariscono 4.500.000/30=150.000 infetti per guarigione.
  • Se la percentuale del 10% rimane costante nel tempo (fondo costante dei contagi) vuol dire che in Italia devono verificarsi 150.000 nuovi contagi ogni giorno (e non 20.000, che e' invece il numero dei test trovati positivi) per mantenere il 10% costante nel tempo. Dal calcolo si vede che questo numero (e quindi anche ricoveri e descessi) diminuisce linearmente con il procedere delle vaccinazioni (era di 200.000 nuovi contagi anziche' 150.000, quando i vaccinati non c'erano).
    Quindi le 150.000 nuove infezioni giornaliere dovute al fondo di contagi del 10% tendera' a zero quando saranno tutti vaccinati ed immuni. Questo azzeramento (cosi' anche i decessi) sara' anche accelerato perche' con il procedere delle vaccinazioni scendera' il livello di fondo di contagi attualmente al 10%, dovuto all'epidemia degli asintomatici.
  • Di questi 150.000 nuovi contagi giornalieri circa il 95% sono asintomatici e quindi i malati di Covid-19 con sintomi sono il 5%, cioe' 7.500.
  • Di questi 7.500 malati circa il 3% muore circa 20 giorni dopo l'infezione, cioe' i decessi giornalieri sono 225 (di fondo), che corrisponde ai dati reali (i decessi sono proporzionali ai contagi di 20 giorni prima).
  • I contagi del picco della terza ondata sono stati intorno al 16% (invece del 10% del fondo) come si puo' vedere nel grafico nella seconda meta' di marzo. Questa percentuale del 16%, circa 20 giorni dopo, produce quindi 360 decessi giornalieri (di picco).
Tutto quadra perfettamente con i dati reali: questi sono i veri numeri della pandemia.
Capite bene che non possiamo tollerare il livello di fondo dei contagi del 10%, che abbiamo adesso.
Questo fondo cosi' alto e' dovuto solo alla presenza della variante inglese, perche' dopo la seconda ondata, quando c'era solo il Sars-CoV-2 il fondo era al 2% e non al 10% che abbiamo ora.
Dalla terza ondata abbiamo imparato che:
  • Le restrizioni, anche quelle della zona rossa, sono inefficaci con la variante inglese ed un lockdown totale da mantenere molto a lungo, almeno fino all'inizio dell'estate (perche' quando termina, i contagi dell'epidemia degli asintomatici risalgono subito) non e' sopportabile.
  • Al di sopra del 65% di immunizzati la variante inglese si attenua (e' per questo che la terza ondata si e' esaurita).
Quindi l'unica strada per abbattere quel 10% di fondo dei contagi e' vaccinare + vaccinare + vaccinare.
Poi a giugno verra' a darci una mano anche l'estate, che abbassa la contagiosita' anche della variante inglese (speriamo).
Non sappiamo quanto riusciremo ad abbassare il fondo dei contagi ma e' certo che rimarra' sopra a zero e quindi la variante inglese ce la dovremo tenere anche per l'anno prossimo, in forma endemica attraverso l' epidemia degli asintomatici.

In conclusione due sono i problemi da risolvere:
  1. Uno piu' immediato, di abbattere il fondo degli asintomatici dal 10% al 2% (per ridurre i decessi giornalieri dai 200 decessi al giorno di oggi a 60 per l'estate), con piu' vaccinazioni possibile da fare subito.
  2. L'altro piu' a lungo termine, e' la profilassi vaccinale per sostituire il 50% di copertura attuale di immunita' naturale (che noi abbiamo mentre i tedeschi , che sono stati piu' bravi di noi ad avere meno contagi, non hanno) con quella vaccinale, portando l'Italia verso la prossima stagione fredda con almeno il 65% di immunita' vaccinale. Per arrivare al 50% occorrono 30 milioni di vaccinazioni da fare entro settembre.
Quindi il secondo problema da risolvere e' quello di mantenere sempre la percentuale di persone immunizzate sopra al 65%, che non e' facile perche' a settembre gran parte dell'immunita' naturale da infezione asintomatica sara' svanita e dev'essere rimpiazzata dall'immunita' vaccinale.
Dal nostro calcolo del numero di immunizzati si vede che ora il 53% degli immunizzati che ci hanno fatto uscire dalla terza ondata sono immunizzati naturali e solo il 10% sono immunizzati vaccinali.
A settembre questi numeri dovranno essere invertiti se vogliamo salvarci (N.B. 50% di immunizzati significa 30 milioni di vaccinazioni da fare in pochi mesi; poi andranno ripetute ogni 10 mesi).
Purtroppo questa e' la cruda realta'.


Vai al: 20/4   21/4   22/4   23/4   24/4   25/4   26/4   27/4   28/4   29/4   30/4   1/5   2/5   3/5   4/5   5/5   6/5   7/5   8/5  

SITUAZIONE DEL 20/4 (ore 19:20): I decessi di oggi in Italia sono 390 (oltre 117.000 dall'inizio della pandemia), valore inferiore ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo ora al 20 di aprile ci dobbiamo aspettare ancora un alto numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute all'inizio della coda discendente della terza ondata (che e' cominciata a calare ai primi di aprile).
Quando cominceranno a diminuire i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora secondo noi dal 20/4 i decessi cominceranno a scendere gradualmente ed in modo definitivo verso i 200 decessi al giorno, per poi calare ulteriormente quando diventera' importante l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che fara' diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici.
L'argomento secondo noi merita di essere approfondito come abbiamo gia' fatto il 4/2 commentando i TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva dei contagi, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 8.4% (ultima colonnina a destra nel grafico ), e' finalmente abbastanza piu' in basso degli altri dati degli ultimi 14 giorni sul livello del fondo che fino a ieri era dell'11% e ci aspettiamo che scenda verso il 10%, com'era prima della terza ondata.
Non possiamo ignorare che i 13 giorni prima di oggi sono stati tutti su un "pianerottolo" di 11%, per cui crediamo che il valore piu' basso di oggi sia una fluttuazione dei dati intorno al valore medio dell'11% e non l'inizio di una discesa della curva dei contagi.
I dati dei prossimi giorni confermeranno o meno questa nostra previsione.
Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 14 giorni:
11.6 + 11.1 + 12.5 + 11.7 + 12.4 + ( 9.8 + 8.8 + 10.6 + 11.4 + 10.2 + 10.5 + 11.3 + 10.3 + 8.4 )
<------------ Zona rossa -----------> <----------------------- Zona arancione ----------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=10.1 ; Media dei 14 giorni=10.8.
Quindi possiamo affermare che in questi 14 giorni (dal 7/4 al 20/4) l fondo dei contagi potrebbe essere tornato al valore del 10% che aveva prima dell'inizio della terza ondata.
Le nostre conclusioni sono:
  • L'incremento dei contagi per il passaggio da zona rossa a zona arancione NON c'e' stato, anzi i contagi invece di salire sono scesi per l'alta immunita' diffusa (con il senno del poi si poteva riaprire anche prima);
  • Tutti questi dati fluttuano intorno ad un valore pressoche' costante che va dall'11% al 10%, che e' il valore del fondo attuale dell' epidemia degli asintomatici e che sta alimentando i contagi presenti permanentemente in Piemonte.
Ora ci aspettiamo percio' che anche i dati dei prossimi giorni risultino stabilmente tutti intorno al 10% per poi diminuire con l'aumento del numero delle persone immunizzate per vaccinazione, ma in tempi abbastanza piu' lunghi.
E' quindi un fatto accertato che in Piemonte i contagi sono ormai stabilizzati sul livello del fondo ormai da ben 2 settimane.

RIAPERTURE:   Per questo ci risulta poco comprensibile perche' le Autorita' continuano a mantenere cosi' tante attivita' ancora chiuse fino al 26/4 (in Piemonte). Non e' chiaro cos'altro si stia aspettando che succeda, dato che e' prevedibile che il fondo dei contagi (cioe' l' epidemia degli asintomatici ) impieghera' un tempo abbastanza lungo per scendere significativamente sotto al 10%.
Il costo di 3 mesi di chiusura in Italia e' di 40 miliardi, per cui in Piemonte 2 settimane dovrebbero costare circa 300 milioni (in "sostegni") oltre ai costi sociali. In questo caso e' evidentemente il costo della prudenza.
Spieghiamo la ragione del nostro ottimismo: in condizioni normali un'ondata si esaurisce se la percentuale di immunizzati diventa molto alta (65%): lo abbiamo visto con la terza ondata.
Poi le immunita' decadono con il passare del tempo e la popolazione torna ad essere sempre piu' vulnerabile alle infezioni, perche' con il diminuire delle immunita' aumenta la contagiosita' del virus (di meno se e' estate) e cosi' puo' partire una nuova ondata epidemica.
La novita' ora e' che le immunita' non diminuiranno, perche' le vaccinazioni compenseranno in eccesso il decadimento delle immunita' naturali derivanti dalle infezioni avvenute durante la seconda ondata di 6 mesi fa.
Quindi la percentuale di immunizzati, che ha fatto terminare la terza ondata con questa temperatura stagionale (in crescita) non diminuira', anzi crescera' avvicinandosi ancora di piu' al livello dell'immunita' di gregge.
Questa novita' rende inadeguati i provvedimenti adottati nel passato, che ci sembra si stiano adottando anche oggi.
In questa situazione riteniamo di poter essere fiduciosi sul buon esito delle riaperture, vincolando pero' tutti al rispetto delle norme del buon senso, che abbiamo gia' spiegato e che sono ancora piu' importanti per la presenza questa volta della variante inglese.
In tutte le riaperture si dovranno percio' sempre tenere ben presenti queste nostre raccomandazioni.

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare finora un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla a causa della sua alta CONTAGIOSITA' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo incivile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Non ci resta che sperare che non si scatenino dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione.
Credo che loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi del fondo dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese (ora ancora 10.8% dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu').
Il 10.8% e' un livello elevatissimo che dovremo riuscire ad abbassare aumentando la percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' almeno un mese, credo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora questo livello del fondo dei contagi superiore al 10% ci causera' circa 200 decessi al giorno.
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
L'11% si colloca molto vicino al livello del fondo indicato alla fine della linea grigia, che unisce le valli della curva, che risulta disegnata in modo appropriato lungo la discesa ormai completata verso la linea del fondo che speriamo si riesca a far scendere sotto al 10% in tempi brevi.
Quindi per ora, malgrado si sia arrivati al 65% di immunizzati, sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto purtroppo ancora intorno al 10%, com'era prima della terza ondata.
Ci axspettiamo percio' che tutti i dati dei prossimi giorni si adagino sulla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico al livello del fondo costante attuale del 10%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 65% e poi, con il progredire delle vaccinazioni, salira' ancora.
Anche il 10% di fondo e' un livello altissimo, che durerebbe molto a lungo, ma che noi dobbiamo assolutamente abbassare, perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura, forse per mesi).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 30 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 20/4 permane la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 8.4%.
    Ci aspettiamo che questa discesa continui sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello dei contagi del 10% e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


SITUAZIONE DEL 19/4 (ore 17:15): I decessi di oggi in Italia sono 316 (oltre 116.000 dall'inizio della pandemia), valore inferiore ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che pero' e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo ora al 19 di aprile ci dobbiamo aspettare ancora un alto numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute all'inizio della coda discendente della terza ondata (che e' cominciata a calare ai primi di aprile).
Quando cominceranno a diminuire i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora secondo noi dal 20/4 i decessi cominceranno a scendere gradualmente ed in modo definitivo verso i 200 decessi al giorno, per poi calare ulteriormente quando diventera' importante l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che fara' diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici.
L'argomento secondo noi merita di essere approfondito come abbiamo gia' fatto il 4/2 commentando i TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva dei contagi, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.
Dopo circa 20 giorni dal momento in cui i contagi sono iniziati a scendere (primi di aprile), prevediamo che anche il numero dei decessi scenda, stabilizzandosi poi, come viene previsto in varianti "ritardate" , intorno ai 200 decessi al giorno (il dato di oggi e' in accordo con queste previsioni), causati dalla presenza del fondo dell' epidemia degli asintomatici , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese). Attualmente in Piemonte questo fondo ha superato il 7%, arrivando al 15.5%, come risultato dell'attuale terza ondata (ora sceso all'11%), che ha aumentato il numero di virus in circolazione e quindi anche di quelli partecipanti al fondo degli asintomatici.
Passato il picco della terza ondata l' epidemia degli asintomatici ritornera' poi al suo valore di equilibrio stagionale in Piemonte ( 7% ). Con la variante inglese ancora in circolazione temiamo pero' che questo valore di equilibrio possa cambiare in peggio (forse al 10%) per la maggiore contagiosita', salvo diminuire poi nella stagione calda e per effetto delle vaccinazioni.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 10.3% (ultima colonnina a destra nel grafico ), e' perfettamente allineato con tutti gli altri dati degli ultimi 13 giorni sul livello del fondo che dall'11% attuale dovrebbe scendere verso il 10%, com'era prima della terza ondata. Elenchiamo qui', prendendoli dalla tabella , i dati degli ultimi 13 giorni:
11.6 + 11.1 + 12.5 + 11.7 + 12.4 + ( 9.8 + 8.8 + 10.6 + 11.4 + 10.2 + 10.5 + 11.3 + 10.3)
<------------ Zona rossa -----------> <--------------------- Zona arancione --------------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=10.4 ; Media dei 13 giorni=11.0.
Quindi possiamo affermare che in questi 13 giorni (dal 7/4 al 19/4):
  • l'incremento dei contagi per il passaggio da zona rossa a zona arancione NON c'e' stato, anzi i contagi invece di salire sono scesi per l'alta immunita' diffusa (con il senno del poi si poteva riaprire anche prima);
  • tutti questi dati fluttuano intorno ad un valore costante dell'11%, che e' il valore del fondo attuale dell' epidemia degli asintomatici , che sta alimentando i contagi presenti permanentemente in Piemonte.
Ci aspettiamo percio' ora che anche i dati dei prossimi giorni siano stabilmente tutti tra il 10% e l'11%.
E' quindi un fatto accertato che in Piemonte i contagi sono ormai stabilizzati sul livello del fondo ormai da ben 2 settimane.
Per questo ci risulta poco comprensibile perche' le Autorita' continuano a mantenere cosi' tante attivita' ancora chiuse fino al 26/4. Non e' chiaro cosa si sta aspettando che succeda, dato che i contagi non stanno dando segni di ulteriore diminuzione ormai da 2 settimane (intanto, siccome 3 mesi di chiusura costano circa 40 miliardi in tutta Italia e almeno 2 in Piemonte, 2 settimane, che sono 1/6 dei 3 mesi, hanno un costo di circa 7 miliardi per l'Italia e 300 milioni per il Piemonte, oltre ai costi sociali).
All'inizio della terza ondata il fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% (ora ancora 11% dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu') della variante inglese.
L'11% e' un livello elevatissimo che dovremo riuscire ad abbassare aumentando la percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' almeno un mese, credo, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora questo livello del fondo dei contagi superiore al 10% ci causera' circa 200 decessi al giorno.
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).

RESTRIZIONI:   Non ci sembra di rilevare finora un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla a causa della sua alta contagiosita' (ci vorrebbe il lockdown totale).
La novita' che le restrizioni ai distanziamenti della zona rossa, alla variante inglese sembra che non le facciano "un baffo", non vuol dire che potevamo risparmiarcele, per almeno due motivi:
  1. Essendo la prima volta con la variante inglese, non potevamo sapere che non sarebbero state efficaci.
  2. Sono servite anche a ridurre i comportamenti pericolosi di chi non vuole rinunciare a stare insieme con tante altre persone in assembramenti dove, ogni persona eventualmente infetta ne contagia non 1 o 2 ma tante altre (decine), tutte insieme.
Quindi la zona rossa e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone, dominate da un loro egoismo incivile (le liberta' personali si riducono dove arrecano grave danno alla salute altrui), possono far salire i contagi con i loro comportamenti e costare cosi' tanto alla comunita' (si stima che 3 mesi di zona rossa costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: veramente troppo).
Non ci resta che sperare che non si scatenino dopo la riapertura del 26/4, perche' e' proprio tra loro che nascono i "superdiffusori", persone difficilmente individuabili che creano i vari focolai d'infezione.
Credo che loro siano il vero pericolo per la salita dei contagi della variante inglese, molto piu' dei tavoli dentro o fuori i ristoranti (basta imporre che i locali siano dotati del giusto ricambio dell'aria) e cosi' pure per scuole, bar, palestre, piscine, ecc.
Se si riuscisse a controllarli, credo che non servirebbero le RESTRIZIONI , dato che funzionano poco con questa variante inglese e che si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte, magari in modo intelligente , se c'e' alta immunita' diffusa, anche se piu' bassa dell'immunita' di gregge, perche' funzionerebbe sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente ad impedire la risalita dei contagi.
Comunque si devono sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni per le riaperture.

FONDO:   L'11% si colloca ancora vicino al livello del fondo indicato dalla linea grigia, che unisce le valli della curva e che oltre a risultare disegnata ancora in modo appropriato lungo la discesa ormai completata, in cui speriamo che si riuscira' a far scendere il fondo anche sotto al 10%.
Quindi per ora, malgrado il 65% di immunizzati, sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto purtroppo ancora intorno all' 11%, un po' piu' alto di com'era prima della terza ondata.
Se questo fosse vero tutti i dati dei prossimi giorni si adagieranno sulla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico al livello del fondo costante attuale dell'11%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 65% e poi, con il progredire delle vaccinazioni, salira' ancora.
Anche l' 11% di fondo e' un livello altissimo, che durerebbe molto a lungo, ma che noi dobbiamo assolutamente abbassare, perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura, forse per mesi).

COS'E' ACCADUTO:   Abbiamo gia' presentato i nostri risultati preliminari.
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 30 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita' , in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' ormai completata.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 19/4 permane la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 10.3%.
    Ci aspettiamo che questa discesa continui sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello dei contagi del 10% e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.


LA GUERRA TRA IL VIRUS E GLI ANTICORPI (Commento divulgativo)   (19 aprile 2021)
Gli anticorpi sono l'unica difesa che abbiamo contro i virus: l'Evoluzione ha selezionato solo gli uomini dotati di un sistema immunitario funzionante, gli altri si sono estinti.
Se quando arriva il virus gli anticorpi non ci sono (la persona non e' immunizzata) allora nei giorni che occorrono per produrli il virus riesce a moltiplicarsi, arrecando dei danni all'organismo che si manifestano con una sindrome (covid-19).
Se invece la persona e' immunizzata, cioe' ha gli anticorpi nel sangue gia' prima dell'arrivo del virus, questo non riesce a moltiplicarsi (anche se ci prova ed in quel breve intervallo di tempo la persona immunizzata (per esempio vacinata) puo' infettare altre persone (per questo e' meglio che indossi la mascherina anche se e' vaccinata).
Quindi le persone immunizzate non si ammalano, a meno che la carica virale con cui sono entrati in contatto invece di contenere migliaia di virus non ne contenga milioni. Allora gli anticorpi potrebbero non bastare e la persona immunizzata potrebbe allora ammalarsi (per questo si parla di copertura al 90%).
Vediamo ora come viene combattuta la guerra dal virus.
Adesso (aprile 2021) in Israele hanno il 53% di persone vaccinate, quindi meno dell'immunita' di gregge, ma e' un fatto che hanno potuto riaprire tutto, togliendo pure l'obbligo delle mascherine (l'hanno potuto fare anche grazie alla temperatura alta che c'e' da loro ora).
L'immunita' di gregge non e' un fenomeno a soglia (si o no), ma la protezione di una popolazione che si ottiene con una certa percentuale di immunita' diffusa e' graduale.
Piu' immunizzati ci sono e piu' difficolta' ha il virus ad incontrare una persona infettabile: e' quel concetto che noi abbiamo chiamato "contagiosita'" in tempo reale del virus e che trova riscontro nella pendenza di crescita della curva dei contagi.
Piu' persone immuni ci sono e piu' la contagiosita' diminuisce ma gradualmente.
Quando la curva di crescita diventa orizzontale (Rt=1) l'epidemia non diverge piu' esponenzialmente ma questo non vuol dire che il virus sparisce. Rimane in attesa di tempi migliori (per lui), facendosi allevare da una moltitudine di persone (milioni), che non sanno di essere state infettate dal virus, perche' avendo buoni anticorpi non hanno alcun sintomo per tutto il tempo di guarigione di un mese (e' l'epidemia degli asintomatici).
In questo modo i virus non si estinguono ma riescono a perpetuare la loro esistenza, mantenendo un livello di contagi costante nel tempo (2% se il virus e' il Sars-CoV-2 oppure 10% se e' la sua variante inglese: in questo caso il livello e' piu' alto perche', essendo il virus piu' contagioso, si riproduce di piu').
La loro presenza consente pero' lo sviluppo di nuove ondate epidemiche al verificarsi delle condizioni favorevoli. Il virus e' allora endemico, come il raffreddore, con cui se prendi freddo poi starnutisci (ma con il Sars-CoV-2 o con le sue varianti invece di un raffreddore ci si prende una polmonite virale che potrebbe anche essere letale).
Non bisogna mai permettere che si possano verificare le condizioni favorevoli ed il modo "canonico" di farlo e' quello di vaccinarsi.

I CONTAGI DELLA VARIANTE INGLESE   (19 aprile 2021)
Una riflessione s'impone: la caratteristica piu' rilevante della variante inglese e' la sua alta contagiosita', che sorprendentemente non sembra risentire delle restrizioni che mirano a garantire il distanziamento delle persone.
Questo significa che la via di propagazione del contagio non avviene attraverso le microgoccioline emesse con il fiato della persona infetta altrimenti le restrizioni della zona rossa, che con il virus Sars-CoV-2 dimezzano i contagi in 9 giorni, funzionerebbero anche con la variante inglese.
I virus della variante inglese credo che si diffondano in una maniera molto piu' penetrante, in sospensione nell'aria come fossero un gas.
Dovrebbero percio' essere dotati di una grande volatilita' che consente loro di infettare le persone per inalazione anche a grandi distanze, trasportati dal vento, senza essere ostacolati granche' neanche dalle mascherine.
Essendo ormai la variante inglese diventata dominante (e tale rimarra', se non scompare per qualche miracolo), bisogna approfondire sperimentalmente questo aspetto, se no continueremo ad usare restrizioni che non funzionano (ma costano 1 miliardo ogni 3 giorni) e miliardi di mascherine che non servono quasi piu' a niente, perche' ormai c'e' solo la variante inglese.
Una volta compresa l'esatta modalita' del contagio, potremo anche individuare le giuste restrizioni (quelle funzionanti con la variante inglese, da adottare ottimizzando il rapporto costi/prestazioni e cercare anche se esiste qualche modo per arrivare a bloccare la trasmissione di questi contagi.

RESTRIZIONI INUTILI? Tra le restrizioni che potrebbero essere inutili (salvo che per quel 10% scarso di Sars-CoV-2 ancora presente, largamente disattivato dal 65% d'immunita' presente) ci sono tutte quelle mantenute in essere durante le riaperture imminenti.
Perche' allora non si prova ad abolire queste restrizioni, un settore dopo l'altro, solo per un paio di giorni (magari solo in Piemonte). Sono sicuro che la curva dei contagi e' in grado di rivelare il giorno dopo l'eventuale incremento dei contagi (che credo non ci sarebbero, nella maggior parte dei casi). Sarebbe importante, per tanti lavoratori.
Gli indizi che ci inducono a pensarla in questo modo sono:
  1. In Piemonte la terza ondata si e' conclusa quando l'immunita' diffusa e' arrivata al 63%.
  2. In Israele dopo che sono arrivati a vaccinare il 53% della popolazione hanno potuto riaprire tutto, abolendo persino le mascherine (e sta andando tutto bene).
  3. Il virus della terza ondata in Piemonte si e' mostrato insensibile a tutte le restrizioni della zona rossa, dimostrando che con la variante inglese e' inutile mantenerle in essere.
Questa dovrebbe essere la spiegazione di queste sorprendenti argomentazioni:
  • Durante la terza ondata abbiamo visto che i contagi procedevano in modo non frenato dalle restrizioni (che risultavano percio' inutili) della zona rossa per l'alta contagiosita' della variante inglese (con o senza restrizioni la gente si contagiava lo stesso). Avrebbe funzionato forse solo il lockdown totale.
  • Poi i contagi si sono arrestati, quando l'immunita' diffusa e' arrivata al 63%; da quel momento in poi le restrizioni sono risultate ancora inutili, perche' i contagi sono stati contenuti dall'alta percentuale di immunita' presente (che ora e' anche aumentata perche' le vaccinazioni stanno compensando in eccesso il decadimento delle immunita' naturali da infezione).
Nelle riaperture si devono pero' sempre tenere ben presenti le nostre raccomandazioni.

UN SUGGERIMENTO IMPORTANTE   (19 aprile 2021)
In questo nostro lavoro abbiamo rilevato che la curva dei contagi e' in grado di rivelare entro 1 o 2 giorni l'apertura di un'attivita' che contribuisce significativamente all'incremento dei contagi.
Nella riapertura di molte attivita' risulta allora molto conveniente non riaprirle tutte insieme ma scaglionarle in una sequenza di giorni diversi per poter scoprire quali di loro contribuisce maggiormente ad una eventuale risalita dei contagi.
In tale probabile evenienza si potrebbe allora chiudere solo le attivita' responsabili dell'incremento senza penalizzare tutte le altre.

SITUAZIONE DEL 18/4 (ore 18:15): I decessi di oggi in Italia sono 251 (oltre 116.000 dall'inizio della pandemia), valore inferiore ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che pero' e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo ora a meta' di aprile ci dobbiamo aspettare ancora un alto numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute nella terza ondata (che e' cominciata a calare ai primi di aprile).
Quando cominceranno a diminuire i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora secondo noi dal 20/4 i decessi cominceranno a scendere gradualmente ed in modo definitivo verso i 200 decessi al giorno, per poi calare ulteriormente quando diventera' importante l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che fara' diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici.
L'argomento secondo noi merita di essere approfondito come abbiamo gia' fatto il 4/2 commentando i TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva dei contagi, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.
Dopo circa 20 giorni dal momento in cui i contagi sono iniziati a scendere (primi di aprile), prevediamo che anche il numero dei decessi scenda, stabilizzandosi poi, come viene previsto in varianti "ritardate" , intorno ai 200 decessi al giorno (il dato di oggi e' in accordo con queste previsioni), causati dalla presenza del fondo dell' epidemia degli asintomatici , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese). Attualmente in Piemonte questo fondo ha superato il 7%, arrivando al 15.5%, come risultato dell'attuale terza ondata (ora sceso all'10%), che ha aumentato il numero di virus in circolazione e quindi anche di quelli partecipanti al fondo degli asintomatici.
Passato il picco della terza ondata l' epidemia degli asintomatici ritornera' poi al suo valore di equilibrio stagionale in Piemonte ( 7% ). Con la variante inglese ancora in circolazione temiamo pero' che questo valore di equilibrio possa cambiare in peggio (forse al 10%) per la maggiore contagiosita', salvo diminuire poi nella stagione calda e per effetto delle vaccinazioni.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 11.3% (ultima colonnina a destra nel grafico ), e' quasi poco piu' alto di quello di ieri ed e' allineato, insieme al picco del venerdi' al livello costante di tutti i dati degli ultimi 12 giorni in tabella , che sono:
11.6 + 11.1 + 12.5 + 11.7 + 12.4 + ( 9.8 + 8.8 + 10.6 + 11.4 + 10.2 + 10.5 + 11.3 )
<----------- Zona rossa -----------> <----------------- Zona arancione ----------------->
I valori medi sono: Zona rossa=11.9 ; Zona arancione=10.4 ; Media dei 12 giorni=11.0.
Quindi possiamo affermare che in questi 12 giorni (dal 7/4 al 18/4):
  • l'incremento possibile dei contagi per il passaggio da zona rossa a zona arancione NON c'e' stato, anzi i contagi invece di salire sono scesi per l'alta immunita' diffusa (con il senno del poi si poteva riaprire anche prima);
  • tutti questi dati fluttuano intorno ad un valore costante dell'11%, che e' il valore del fondo attuale dell' epidemia degli asintomatici , che sta alimentando i contagi presenti permanentemente in Piemonte.
Ci aspettiamo percio' ora che anche i dati dei prossimi giorni siano tutti intorno all'11% piu' o meno 1%.
All'inizio della terza ondata questo fondo era arrivato al 10%, dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Ora la variante inglese, con la sua alta contagiosita', si e' diffusa nel Piemonte molto piu' del Sars-CoV-2, quintuplicando i contagi dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% (ora 11% dopo il picco della terza ondata, che ha generato tanti altri virus in piu') della variante inglese.
L'11% e' un livello elevatissimo che dovremo riuscire ad abbassare aumentando la percentuale di persone immunizzate nella popolazione del Piemonte con le vaccinazioni.
Ci vorra' almeno un mese, credo e spero, poi ci aiutera' anche l'innalzanento della temperatura stagionale.
Fino ad allora questo livello del fondo dei contagi superiore al 10% ci causera' circa 200 decessi al giorno.
Per questo dobbiamo procedere con le vaccinazioni, anche se gli anticorpi generati svaniranno durante l'inverno 2022 (30 milioni di vaccinazioni andranno percio' ripetute prima della fine del 2021).
Non ci sembra di rilevare finora un increnento di contagi dovuto all'allentamento delle restrizioni della zona rossa, divenuta arancione.
Questo conferma la previsione che avevamo fatto, che mentre le restrizioni della zona rossa sono efficaci contro il Sars-CoV-2 (che e' presente solo al 10%, il resto e' tutto variante inglese; abbiamo visto dal grafico della seconda ondata , quando il virus era solo il Sars-CoV-2, che le restrizioni della zona rossa fanno dimezzare i contagi in 9 giorni, con la variante inglese invece l'efficacia delle restrizioni della zona rossa e' praticamente nulla (ci vuole il lockdown totale).
Il fatto pero' che le restrizioni della zona rossa alla variante inglese non le facciano "un baffo" (in termini di distanziamenti), non vuol dire che potevamo risparmiarcele, perche' le restrizioni non riducono i contagi ma i comportamenti scellerati di certe persone invece li aumentano e come!
Quindi la zona rossa, con tutto quello che ci e' costata, e' servita a tenere a bada, nei momenti piu' critici della terza ondata, queste persone "scellerate", che credo sarebbero riuscite a far salire i contagi e la cui esistenza in conclusione ci costa cosi' tanto, purtroppo (si stima che 3 mesi di zona rossa costino 40 miliardi, oltre ai danni sociali: un po' troppo!).
Non ci resta che sperare che non si scatenino dopo la riapertura del 26/4 (e' proprio tra loro che girano i "superdiffusori", che sono difficilmente controllabili e creano vari focolai d'infezione).
Se si riuscisse a controllarli, con questa variante inglese quando il livello d'immunita' diffusa e' alto, credo che non servirebbero le restrizioni, che funzionano poco, ma si potrebbero anche lasciare molte attivita' aperte perche' l'immunita' diffusa, anche se e' meno dell'immunita' di gregge, funziona sempre molto meglio delle restrizioni e potrebbe essere sufficiente (con il Sars-CoV-2 invece le restrizioni funzionavano e riuscivano a dimezzare i contagi in 9 giorni).
L'11% si colloca ancora vicino al livello del fondo indicato dalla linea grigia, che unisce le valli e che oltre a risultare disegnata ancora in modo appropriato lungo la discesa ormai completata, in cui speriamo che si riuscira' a far scendere il fondo anche sotto al 10%.
Quindi per ora, malgrado il 65% di immunizzati, sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto purtroppo ancora intorno all' 11%, un po' piu' alto di com'era prima della terza ondata.
Se questo fosse vero tutti i dati dei prossimi giorni si adagieranno sulla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico al livello del fondo costante dell'11%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 65% e poi, con il progredire delle vaccinazioni, salira' ancora.
Anche l' 11% di fondo e' un livello altissimo, che durerebbe molto a lungo, ma che noi dobbiamo assolutamente abbassare, perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura, forse per mesi).
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 29 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati, dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese (presente al 90% circa) sono cresciuti, per la sua maggiore contagiosita', in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico si e' completata.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 18/4 permane la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 11.3%.
    Ci aspettiamo che questa discesa continui sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello dei contagi (11%) e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.

RISULTATI PRELIMINARI DI QUESTO LAVORO   (18 aprile 2021)
I nostri commenti diventano sempre piu' incisivi quanto piu' progredisce la nostra comprensione della pandemia (con questo nostro studio che e' solo fenomenologico e non microbiologico o medico) dell'evoluzione dell'epidemia in Piemonte (presa come regione campione).
Ora possiamo dire che riteniamo di aver capito molte cose, alcune delle quali elenchiamo qui':
  1. I fenomeni che determinano la decrescita dei contagi, che sono i tempi di guarigione delle infezioni, la percentuale di persone immunizzate (naturali, per guarigione, o vaccinate) e la temperatura ambientale.
  2. La presenza di contagi endemici, che contribuiscono anch'essi a causare ricoveri e decessi), tramite un rinnovamento continuo di colonie virali in un sottoinsieme molto esteso della popolazione, che alleva inconsapevolmente queste colonie virali, perpetuandone l'esistenza, con tutte infezioni asintomatiche ( epidemia degli asintomatici ).
    Questo e' il fondo permanente della curva dei contagi (ora all' 11%).
  3. L'efficacia delle restrizioni della zona rossa sul Sars-CoV-2 (dimezzamento dei contagi in 9 giorni) e sulla variante inglese (quasi nullo per l'elevata trasmissibilita' del virus).
  4. Efficacia dell'immunita' diffusa (con anticorpi per il Sars-CoV-2) anche per la variante inglese, non solo qualitativa ma anche quantitativa con il calcolo del numero di immunizzati : cio' grazie al fatto che la terza ondata e' cominciata a diminuire al raggiungimento del 63% di immunizzati.
  5. La pianificazione degli interventi puo' essere agevolata da queste informazioni che sono molto utili perche' permettono di predisporre anche un modello computerizzato per poter prevedere l'evoluzione futura della pandemia e poter cosi' pianificare le vaccinazioni, tenendo conto per esempio che quelle fatte attualmente
    • poco servono a proteggere dalla quarta ondata (che d'estate non ci sara', come non c'e' stata nel 2020); le vacconazioni che serviranno a proteggere dalle prossime ondate della pandemia sono quelle che si faranno da agosto in poi (e ne serviranno almeno 30 milioni, perche' gli anticorpi di quelle attuali saranno svaniti a fine anno).
    • sono invece molto utili per contrastare l'epidemia degli asintomatici, abbassandone il livello (ma questo secondo scopo dipende dal livello corrente del fondo da asintomatici, che viene misurato).
Il lavoro continua.

COME DEVE ESSERE LA RIAPERTURA: PERCHE' NON E' UN "LIBERA TUTTI"   (18 aprile 2021)
ATTENZIONE: il virus che e' in circolazione ora (la variante inglese) NON e' quello di prima ma un'altro MOLTO PIU' CONTAGIOSO.
I contagi non torneranno a crescere (e le attivita' a richiudere) solo se tutti avranno capito, prima del 26/4, quello che invisibilmente sta succedendo intorno a loro e che ora spieghiamo.
Solo cosi' la gente potra' evitare di prendersi il virus e poi, senza saperlo ne' tanto meno volerlo, portarlo a casa dai loro cari (cosa che puo' essere letale se arriva agli anziani).
Questo potrebbe accadere anche a chi si e' vaccinato, perche' la protezione non e' al 100% ma solo all'80%-90%.
Il fatto piu' importante pero' e' uno positivo: infatti attualmente in Piemonte si e' verificata una piccola immunita' di gregge locale e temporanea, grazie all'alta immunita' diffusa (65%), che rende piu' difficile al virus di trovare una persona infettabile (per questo la terza ondata e' finita).
Quindi ora e' molto meno probabile rimanere contagiati, soprattutto se si capisce bene quanto segue:
  • Quello che abbiamo intorno a noi ora, e poi ancora per molto altro tempo purtroppo, con cui dobbiamo imparare a convivere, non e' il virus di prima ma uno nuovo e diverso: si chiama variante inglese ed e' un virus peggiore e piu' contagioso del Sars-CoV-2, quindi i nostri comportamenti dovranno sempre essere improntati ad una maggiore cautela per evitare di rimanere contagiati, che e' sempre possibile anche se ora molto meno probabile.
  • Ora che la terza ondata e' finita, non e' finito tutto e si torna liberi: NON E' COSI', questo accadra' quando il virus non ci sara' piu' ma quel giorno purtroppo e' ancora lontano.
  • Ora e nei prossimi giorni e settimane il virus continuera' ad infettare le persone, molte delle quali neanche se ne accorgeranno, perche' hanno una buona risposta immunitaria che tiene a bada il virus ma cominceranno a diffondere il contagio a chi gli sta vicino (soprattutto parenti ed amici), per un mese di tempo.
  • Malgrado questi nuovi contagi stiano avvenendo, la curva dei contagi non sale ma rimarra' costante, al livello del fondo (degli asintomatici), perche' ce ne saranno altrettanti che smettono di essere positivi al test per guarigione, che avviene in genere dopo un mese dall'infezione, con o senza sintomi.
  • Questa diminuzione di contagi per guarigione ora e' massima, perche' un mese fa c'era il picco dei nuovi contagi della terza ondata; quindi questo contributo in discesa dei contagi tendera' a dimezzarsi nel prossimo mese e conseguentemente, se la produzione di nuovi contagi non diminuisce o peggio ancora aumenta per le riaperture, il livello dei contagi complessivo potrebbe salire e le Autorita', che sono pronte ad intervenire, richiuderanno tutto (e ci costerebbe 40 miliardi se durasse 3 mesi). Dobbiamo assolutamente evitare che accada.
  • Non siamo assolutamente percio' ad un "libera tutti" perche' la terza ondata e' finita, ma sta invece a tutti noi ancora di piu' adoperarci al massimo per non farci infettare dal virus e contribuire cosi' a permettere che tutto rimanga aperto.
  • Due sono gli aiuti importanti su cui possiamo contare per migliorare la situazione attuale:
    1. Le vaccinazioni che aumenteranno la percentuale di persone immuni, compensando in eccesso le immunita' naturali che gradualmente andranno a scomparire; queste immunita' riducono la diffusione del virus.
    2. La temperatura estiva, che ridurra' anch'essa quella che noi abbiamo definito come "contagiosita'" e quindi la diffusione del virus. Quindi in estate le cose andranno meglio.
  • Questo e' l'ambiente in cui ci troveremo a vivere nei prossimi mesi. Poi il virus sparira' ma ci vorra' qualche anno ancora, purtroppo.
  • Per comportarci bene, nessuno di noi deve dimenticare che il virus che e' in circolazione ora (la variante inglese) non e' quello di prima ma uno diverso, MOLTO PIU' CONTAGIOSO: cioe' da ora in poi e' molto piu' facile rimanere infettati e quindi va bene essere tutti liberi e a lungo ma con molta piu' prudenza di prima, perche' questa variante inglese e' un altro virus, peggiore e piu' contagioso del Sars-CoV-2.
  • Il Governo deve spiegarlo bene prima delle aperture del 26/4 nei giusti modi, indicati da psicologi esperti. Questa raccomandazione purtroppo non la stiamo sentendo fare ma e' importantissimo che tutti siano informati correttamente, altrimenti, pur non volendo, si comporteranno in modo sbagliato (soprattutto va spiegato nelle scuole, come educazione civica urgente).
  • Sara' cosi' anche d'estate, in quanto non crediamo che i contagi degli asintomatici scendano a zero (ed il rischio c'e' anche se si e' vaccinati, perche' la copertura non e' al 100%).
Le cose stanno proprio cosi', e purtroppo dobbiamo accettare che la nostra sia una liberta' condizionata (ma pur sempre LIBERTA'): e' meglio che restare sempre chiusi.

PERCHE' L'ITALIA APRE MENTRE LA GERMANIA CHIUDE?   (18 aprile 2021)
La spiegazione si capisce osservando le curve dei contagi dei due Paesi (quella superiore e' l'Italia):


Si vede chiaramente che i contagi della seconda e terza ondata in Italia sono stati piu' o meno il doppio di quelli della Germania e quindi se in Italia abbiamo raggiunto il 63% di immunizzati in Germania sono ora intorno al 30%.
Questo li espone molto piu' di noi ora ai contagi della variante inglese, che per essere contenuti richiedono il lockdown totale e non solo restrizioni piu' leggere, da zona rossa, che dopo il 15/3 nella terza ondata abbiamo visto essere poco efficaci.
Il problema e' veramente molto serio per i tedeschi, perche' dal grafico vediamo pure che la variante inglese in percentuale massiva sta arrivando da loro solo ora, ad aprile 2021. E' per questo che i loro contagi sono stati finora la meta' dei nostri e cosi' anche il livello del fondo degli asintomatici e' basso e probabilmente restera' piu' alto dopo la fine della loro terza ondata.
Da noi la terza ondata e' cominciata due mesi fa, stimolata dalla grande contagiosita' della variante inglese, la stessa che ora e' arrivata in Germania.
Per questo, mentre da noi, grazie alla presenza del 65% di immunizzati, la terza ondata e' finita ed i contagi sono tornati al livello del fondo (quello alimentato dall' epidemia degli asintomatici ), in Germania la terza ondata sta cominciando ora e per questo i contagi sono in rapida salita.
Per questi motivi ora la Germania deve chiudere (e crediamo che non le basteranno le restrizioni piu' leggere, quelle da zona rossa), mentre l'Italia sta riaprendo e credo anche in sicurezza, purche' il numero di dementi in circolazione, quelli incapaci di capire che stare in molti tutti insieme vicini vicini puo' far richiudere tutto e a lungo, non superi la soglia minima di decenza.

SITUAZIONE DEL 17/4 (ore 17:30): I decessi di oggi in Italia sono 310 (oltre 116.000 dall'inizio della pandemia), valore inferiore ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che pero' e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo ora a meta' di aprile ci dobbiamo aspettare ancora un alto numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute nella terza ondata (che e' cominciata a calare ai primi di aprile).
Quando cominceranno a diminuire i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora secondo noi dal 20/4 i decessi cominceranno a scendere gradualmente ed in modo definitivo verso i 200 decessi al giorno, per poi calare ulteriormente quando diventera' importante l'effetto di protezione immunitaria delle vaccinazioni, che fara' diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici.
L'argomento secondo noi merita di essere approfondito come abbiamo gia' fatto il 4/2 commentando i TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva dei contagi, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.
Dopo circa 20 giorni dal momento in cui i contagi sono iniziati a scendere (primi di aprile), prevediamo che anche il numero dei decessi scenda, stabilizzandosi poi, come viene previsto in varianti "ritardate" , intorno ai 200 decessi al giorno (il dato di oggi e' in accordo con queste previsioni), causati dalla presenza del fondo dell' epidemia degli asintomatici , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese). Attualmente in Piemonte questo fondo ha superato il 7%, arrivando al 15.5%, come risultato dell'attuale terza ondata (ora sceso all'10%), che ha aumentato il numero di virus in circolazione e quindi anche di quelli partecipanti al fondo degli asintomatici.
Passato il picco della terza ondata l' epidemia degli asintomatici ritornera' poi al suo valore di equilibrio stagionale in Piemonte ( 7% ). Con la variante inglese ancora in circolazione temiamo pero' che questo valore di equilibrio possa cambiare in peggio (forse al 10%) per la maggiore contagiosita', salvo diminuire poi nella stagione calda e per effetto delle vaccinazioni.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 10.5% (ultima colonnina a destra nel grafico ), e' quasi uguale a quello di ieri che era il picco del venerdi' che dovrebbe diminuire da domani in poi, mantenendo forse un piccolo incremento di contagi imputabile alla riduzione delle restrizioni della zona arancione (a cui il Sars-CoV-2, presente al 10%, e' sensibile).
Si colloca ancora vicino al livello del fondo indicato dalla linea grigia, che unisce le valli e che oltre a risultare disegnata ancora in modo appropriato lungo una discesa ormai abbastanza completata, in cui speriamo che il fondo scenda sotto al 10%.
I dati degli ultimi 6 giorni pero' (vedi tabella e grafico , dov'e' stato indicato il livello del 10%) non lasciano presagire che questa nostra speranza sia ben riposta, perche' sono tutti intorno al 10%, che era il livello di fondo permanente prima della terza ondata, prodotto dall' epidemia degli asintomatici dopo l'arrivo della variante inglese a Natale, che ne aveva innalzato il livello dal 2% costante (prima del picco di Natale) al 10% costante (dopo il picco di Natale).
Quindi per ora, malgrado il 65% di immunizzati, sembrerebbe che il fondo dei contagi degli asintomatici sia rimasto purtroppo ancora intorno al 10%, esattamente com'era prima della terza ondata.
Se questo fosse vero tutti i dati dei prossimi giorni si adagieranno sulla linea orizzontale che abbiamo disegnato a destra nel grafico al livello del fondo costante del 10%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' si tratta del livello del fondo permanente dei contagi, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese ma che dovrebbe scendere con l'aumento dell'immunita' diffusa, che ora abbiamo stimato al 65% e poi, con il progredire delle vaccinazioni, salira' ancora.
Il 10% di fondo e' un livello altissimo, che durerebbe molto a lungo, ma che noi dobbiamo assolutamente abbassare, perche' altrimenti causerebbe circa 200 decessi al giorno (finche' dura, forse per mesi).
Il dato odierno conferma ulteriormente, dopo 28 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte, la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati (sono il 10% circa), dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese sono cresciuti (sono il 90% circa), per la sua maggiore contagiosita', in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico sta continuando.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 17/4 permane la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 10.5%.
    Ci aspettiamo che questa discesa continui sotto al 10%, che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello dei contagi (10%) e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.

LA VARIANTE INGLESE   (17 aprile 2021)
Le caratteristiche delle ondate di Natale e della terza ondata, che sono state caratterizzate dalla presenza al 90% circa della variante inglese, che si e' diffusa di piu' perche' molto piu' contagiosa, sono state diverse dalle precedenti due del 2020 causate dal solo virus Sars-CoV-2, con le differenze seguenti:
                 Sars-CoV-2 (prime due ondate)            Variante inglese (ondata di Natale e terza ondata) 
ZONA ROSSA:    Effetto immediato con dimezzamento dei     Nessun effetto evidente: il blocco della crescita 
               contagi in 9 giorni.                       e' imputabile alla componente Sars-CoV-2 (10%).
ASINTOMATICI:  Il fondo dei contagi e' al 2%              Il fondo dei contagi sale al 10% (per la maggiore
                                                          contagiosita')
IMMUNIZZATI:   Sensibile sia a a quelli naturali che      Contagi scendono con il 65% di immunizzati anche
               ai vaccinati.                              da Sars-CoV-2 (vaccini funzionano).
Quella della variante inglese e' quindi un'epidemia diversa ed anche piu' pericolosa, perche' per la sua alta contagiosita' le normali restrizioni della zona rossa non riescono a contenere i contagi in maniera adeguata ed e' percio' molto piu' difficile far diminuire il livello dei contagi, che allora prosegue per tempi piu' lunghi (picco piu' esteso) fermandosi solo al raggiungimento di una percentuale di immunizzati naturali del 65%, con molti ricoveri e vittime.
L'imcmunita' sembra ssere l'unica cosa che possa fermarla, dato che non possiamo restare permanentemente in lockdown totale.
Fortunatamente anche gli anticorpi del Sars-CoV-2 sono efficaci contro la variante inglese, per cui la terza ondata e' finita prima grazie agli anticorpi prodotti sia dalla seconda ondata (di Sars-CoV-2) che dalle vaccinazioni (per il Sars-CoV-2).
La sua alta contagiosita' aumenta di molto il numero delle infezioni nell' epidemia degli asintomatici , portando la presenza di questi contagi (permanenti) dal 2% del Sars-CoV-2 al 10% della variante inglese, con due risultati:
  1. Uno negativo, perche' con l'epidemia dgli asintomatici al 10% anziche' al 2% si quintuplicano le infezioni e quelle della variante inglese sono piu' perniciose di quelle del Sars-CoV-2, perche'ad una maggiore contagiosita' si associa una maggiore facilita' e quindi velocita' di diffusione nell'organismo, che riesce cosi' a produrre danni maggiori e piu' estesi prima che l'arrivo degli anticorpi possa limitarli. Per questo la sindrome della variante inglese risulta peggiore e piu' spesso infausta.
    Il rischio per tutte le persone infettate e poi guarite di poter subire una nuova infezione dopo 10 mesi e' decisamente mal sopportabile.
  2. Un'altro positivo, che e' una forte produzione di immunizzati: infatti se rimanesse sempre un fondo del 10% permanente di contagiati (che guariscono in un mese), ogni mese ci sarebbe un altro 10% di persone contagiate diverse e cosi' in 10 mesi verrebbe infettato e quindi immunizzato il 100% della popolazione, scaglionato nel tempo.
Una volta creata, siccome si mantiene a lungo, la presenza di tutti queste persone immunizzate bloccherebbe in modo considerevole lo sviluppo incontrollato dell'epidemia, che rimarrebbe cosi' stabilmente come epidemia endemica prevalentemente di asintomatici, in equilibrio ad un livello che adesso e' al 10%.
10 mesi dovrebbe essere proprio la durata degli anticorpi, cosicche' dopo 10 mesi di protezione immunitaria ogni persona infettata tornerebbe nuovamente ad essere contagiabile in un ambiente pero' con molti immunizzati, che stanno limitando molto la diffusione del virus.
In queste condizioni il virus troverebbe la sua condizione di equilibrio con una percentuale stabile di contagi diffusi che sarebbe proprio quel 10% dell' epidemia (nascosta) degli asintomatici che perpetuerebbe l'esistenza del virus rendendolo endemico.
E' quindi proprio questa percentuale del 10% il nostro principale nemico da combattere, abbassandolo con un numero di immunizzati piu' alto raggiungibile senza danni sanitari grazie alle vaccinazioni.
Siccome abbiamo visto che la variante inglese viene contenuta nella sua diffusione dagli anticorpi del Sars-CoV-2, con tante vaccinazioni si puo' alzare di piu' la percentuale di immunizzati presenti e cosi' abbassare la presenza della variante inglese dal 10% per tornare almeno al 2%, com'era il Sars-CoV-2 nell'estate 2020.
Questo e' il compito che ci attende nei prossimi mesi: le vaccinazioni che si stanno facendo fino a giugno non servono a proteggere le persone dai contagi del prossimo inverno (perche' allora gli anticorpi saranno svaniti) ma proprio ad impedire che siano coinvolte (inconsapevolmente) nell'epidemia degli asntomatici ed abbassare cosi' quel 10% del fondo da asintomatici, che deve tornare al 2%, malgrado la presenza massiva della variante inglese (e chissa' di quale altra in futuro).
E' indispensabile riuscirci perche', oltre al pericolo della variante inglese endemica, non bisogna dimenticare che le patologie prodotte da un livello cosi' alto di contagi (10%) corrisponde a circa 200 decessi al giorno.

COSA ACCADRA' ORA?   (16 aprile 2021)
Siamo curiosi di vedere nei prossimi giorni l'effetto sul livello dei contagi della riapertura parziale con il passaggio da zona rossa ad arancione (siamo pronti a scommettere che non ci sara': non e' una congettura ma una previsione).
Ora non e' ancora possibile vederlo per l'effetto del picco del venerdi'.
Abbiamo ipotizzato che la curva dei contagi sia scesa per l'alta immunita' diffusa, che era al 63% quando abbiamo fatto il calcolo del numero di immunizzati.
Permanendo il livello dei contagi al 10% la percentuale degli immunizzati sale di un ulteriore 0.3% al giorno, per cui ormai dovremmo aver superato il 65% anche perche' le vaccinazioni, che stanno proseguendo, aggiungono altri immunizzati.
Se la nostra interpretazione dei fatti fosse vera, siamo pronti a scommettere che anche riaprendo molte attivita' oggi sarebbe ben difficile riuscire a far risalire i contagi, che sempre piu' sono ridotti dalla diminuzione di "contagiosita'" del virus, cioe' della sua facilita' a diffondersi, dovuta all'alto numero di persone immunizzate, per il 53% da un'infezione precedente e per il 10% dalle vaccinazioni.
Se queste ultime non fossero state fatte, secondo noi il picco della terza ondata ancora durerebbe, malgrado tutte le restrizioni messe in campo, che malgrado l'elevato costo hanno avuto un effetto limitato con la variante inglese, come si puo' vedere nel grafico dopo il 15/3 (data d'inizio della zona rossa), perche' riducono la contagiosita' molto meno dell'immunita' diffusa, quando e' arrivata al 65%.
Sarebbe come l'inizio di un'immunita' di gregge temporanea, perche' il numero di immunizzati tende a diminuire in assenza dell'ondata epidemica che lo alimenta.
Le vaccinazioni pero', se arrivano in tempo, possono evitare questa diminuzione, anzi devono compensarla in eccesso per conservare questo livello d'immunita' fino all'arrivo dell'estate.
Mantenere alto il livello d'immunita' diffusa, malgrado il suo decadimento nel tempo, serve ad un altro scopo che da ora diventa quello principale: diminuire il livello di fondo dei contagi alimentato dall' epidemia degli asintomatici in presenza della variate inglese, che ne ha fatto salire il livello dal 2% al 10%, che e' un valore altissimo, che oggi comporta centinaia di decessi al giorno.
Non deve assolutamente rimanere a quel livello nei prossimi mesi e mantenere un'alta immunita' diffusa serve a questo.

SITUAZIONE DEL 16/4 (ore 17:30): I decessi di oggi in Italia sono 429 (oltre 116.000 dall'inizio della pandemia), valore di poco superiore ai 400 decessi al giorno, dopo oltre 40 giorni dall'inizio del picco della terza ondata, visibile nel grafico (che pero' e' del solo Piemonte, da noi trattato come regione campione).
Essendo ora a meta' di aprile ci dobbiamo aspettare ancora un alto numero di decessi, dovuti alle infezioni avvenute nella terza ondata (che e' cominciata a calare ai primi di aprile).
Quando cominceranno a diminuire i decessi? Se l'intervallo medio di tempo tra il contagio ed il decesso fosse di 20 giorni (e' sicuramente poco diverso) allora dal 20/4 i decessi cominceranno a scendere gradualmente ed in modo definitivo verso i 200 decessi al giorno, per poi calare ulteriormente quando diventera' importante l'effetto immunitario delle vaccinazioni, che fara' diminuire i contagi dell'epidemia degli asintomatici.
L'argomento secondo noi merita di essere approfondito come abbiamo gia' fatto il 4/2 commentando i TROPPI DECESSI.
Infatti la nostra interpretazione prevedeva valori elevati del numero di decessi (anche oltre 400), con un ritardo tipico di circa 20 giorni rispetto all'andamento della curva dei contagi, che sono quelli che mediamente intercorrono tra l'incubazione del Covid-19 e l'epilogo infausto della malattia.
Dopo circa 20 giorni dal momento in cui i contagi sono iniziati a scendere (primi di aprile), prevediamo che anche il numero dei decessi scenda, stabilizzandosi poi, come viene previsto in varianti "ritardate" , intorno ai 200 decessi al giorno (il dato di oggi e' in accordo con queste previsioni), causati dalla presenza del fondo dell' epidemia degli asintomatici , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese). Attualmente in Piemonte questo fondo ha superato il 7%, arrivando al 15.5%, come risultato dell'attuale terza ondata (ora sceso all'10%), che ha aumentato il numero di virus in circolazione e quindi anche di quelli partecipanti al fondo degli asintomatici.
Passato il picco della terza ondata l' epidemia degli asintomatici ritornera' poi al suo valore di equilibrio stagionale in Piemonte ( 7% ). Con la variante inglese ancora in circolazione temiamo pero' che questo valore di equilibrio possa cambiare in peggio (forse al 10%) per la maggiore contagiosita', salvo diminuire poi nella stagione calda e per effetto delle vaccinazioni.

Il dato di OGGI dei positivi al test e' di 10.2% (ultima colonnina a destra nel grafico ), e' piu' basso rispetto a quello di ieri pur essendo il picco del venerdi' che cosi' dovrebbe far iniziare la discesa da domani mantenendo limitato un piccolo incremento di contagi imputabile alla riduzione delle restrizioni della zona arancione.
Si colloca anch'esso vicino al livello del fondo indicato dalla linea grigia, che unisce le valli e che oltre a risultare disegnata ancora in modo appropriato lungo una discesa finalmente abbastanza definita, in cui anche il fondo forse scendera' sotto al 10%.
Questo e' un punto importantissimo, perche' rappresenta il livello dei contagi permanenti, alimentato dall' epidemia degli asintomatici , che e' cresciuto dal 2% al 10% dopo l'arrivo della variante inglese e puo' scendere solo se sale l'immunita' diffusa (con i vaccini).
Il 10% e' un livello altissimo che causerebbe centinaia di decessi a lungo (finche' dura).
Il risultato conferma ulteriormente dopo 27 giorni dall'inizio della zona rossa in Piemonte la discesa nella curva dei contagi , che prima era solo di Sars-CoV-2 ma ora al 90% e' costituito dalla variante inglese, che e' stata la componente che, con una sua leggera crescita malgrado la zona rossa, aveva ritardato la discesa della curva dei contagi.
Infatti in questa terza ondata, secondo la nostra interpretazione, dopo l'inizio della zona rossa, e' accaduto che:
  1. i contagi da Sars-CoV-2 sono calati (sono il 10% circa), dimezzandosi ogni 9 giorni (come accadeva nella seconda ondata);
  2. invece i contagi della variante inglese sono cresciuti (sono il 90% circa), per la sua maggiore contagiosita', in pari misura in modo che i due contributi si equivalevano ed i contagi sono rimasti cosi' abbastanza costanti nel tempo (come appare finora nel grafico).
La discesa che abbiamo iniziato a disegnare con le nostre due linee rossa e grigia nel grafico sta continuando.

LA CAUSA DELLA DIMINUZIONE DEI CONTAGI:
  • ZONA ROSSA: Non ci sembra che la diminuzione dei contagi possa essere attribuita alle onerose restrizioni della zona rossa per il lungo ritardo (15 giorni) con cui la diminuzione e' iniziata.
  • TEMPERATURA AMBIENTALE: Nei due giorni (7 e 8 aprile), non si e' riscontrata una risalita della curva per effetto della MINORE temperatura ambientale, quindi abbiamo concluso che non e' stato l'innalzamento della temperatura ambientale a provocare l'inizio della discesa dei contagi.
  • NUMERO DI IMMUNIZZATI: Il 9/4 con il calcolo del numero di immunizzati attualmente esistenti in Piemonte (63%), abbiamo visto che questo numero e' compatibile con il raggiungimento di quel limite che, facendo diminuire la contagiosita' del virus (perche' comincia sempre piu' ad avere difficolta' a trovare persone infettabili), rende plausibile che sia proprio questa la causa della discesa dei contagi.
Se fosse corretta, questa interpretazione degli eventi avrebbe notevoli CONSEGUENZE sulla campagna di vaccinazioni in corso e sul raggiungimento dell'immunita' di gregge.

Ecco allora il punto della situazione in Piemonte:
  • Durante le feste di Natale i contagi sono saliti fino al 18% per poi scendere con la zona rossa al 10% fino a tutto febbraio (era il Sars-CoV-2 perche' con la zona rossa i contagi sono calati al 10% ma la variante inglese c'era gia', perche' non si e' riusciti a scendere sotto al 10%, che e' troppo alto per essere solo Sars-CoV-2).
  • Dai primi giorni di marzo il livello dei contagi ha iniziato a crescere mantenendosi costantemente un po' sopra al 15%, che e' un valore decisamente alto (e' la variante inglese, che a questi livelli provoca poi i 500 decessi al giorno).
  • Il 15/3 e' iniziata la zona rossa per far calare i contagi.
  • Al 2/4, oltre due settimane dopo, si e' potuto constatare che la zona rossa era inefficace contro la variante inglese, perche' i contagi erano ancora al 18% quando abbiamo visto, anche nella seconda ondata, che il Sars-CoV-2 si dimezza in soli 9 giorni. Ora al 16/4 permane la discesa da questo picco e dal 18% siamo scesi al 10.2%.
    Ci aspettiamo che questa discesa continui sotto al 10% dopo venerdi', che era il livello del fondo degli asintomatici prima dell'inizio di questa terza ondata, che CONSIDERIAMO ORMAI CONCLUSA.
  • Cio' anche se il livello del fondo e' troppo alto. E' conseguenza dell'alta contagiosita' della variante inglese, che da ora sostituisce il Sars-CoV-2 nell'epidemia degli asintomatici, con cui il virus vorrebbe arrivare fino all'autunno prossimo, per poi iniziare la quarta ondata.
    Ma l'immunita' di gregge ne abbassera' la contagiosita' e cosi' il livello prima di allora e se la gente non impazzira' con "libera tutti" inopportuni durante l'estate, dovremmo riuscire ad impedirgli di resuscitare con la quarta ondata ed evitare ogni restrizione: sara' tutto aperto ma dovremo avere sempre la guardia ben alta per non dover chiudere di nuovo.
  • Evidentemente abbiamo avuto a che fare con una variante diversa (inglese), di contagiosita' cosi' elevata che le restrizioni imposte dalla zona rossa non sono state sufficienti ad arrestarne la diffusione, che e' proceduta incrementando i contagi e compensando, in questo caso per due settimane, la discesa di quelli del Sars-CoV-2 ancora presenti (circa il 10%), prodotta dalla zona rossa.
Anche se il livello dei contagi (10%) e' alto, confermiamo lo stato in CESSATO ALLARME PER FINE DELLA TERZA ONDATA in Piemonte nel "cruscotto" iniziale.

CONOSCERE LA PANDEMIA (e' lo scopo di questo lavoro)   (16 aprile 2021)
Facciamo il punto di quello che abbiamo imparato e fatto.
Sul pianeta Terra dobbiamo convivere con una miriade di agenti ostili di origine animale, vegetale ed altro, come i virus, molti dei quali esistevano sul pianeta anche prima dell'uomo.
Siamo sopravvissuti perche' abbiamo imparato a conviverci: sappiamo tutti che d'inverno dobbiamo coprirci perche' se prendiamo troppo freddo le nostre difese immunitarie s'indebiliscono ed alcuni batteri presenti nell'aria' come i pneumococchi' possono insediarsi nei nostri polmoni e produrre una sindrome polmonar